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Le figure retoriche sono delle forme espressive particolari, degli artifici del discorso per dare dei particolari effetti sonori o uno speciale significato ad una descrizione, un’immagine, una sensazione, una emozione, ecc.
Ci sono tre gruppi di figure retoriche:

• figure di contenuto: l’idea viene espressa in modo più evocativo, usando un’immagine che ha con essa una relazione di somiglianza.
Allegoria: dietro il significato letterale si nasconde un altro significato da ricavere usando l'interpretazione. Es: nella Divina Commedia, Beatrice è l'allegoria della fede religiosa e Catone è l'allegoria della libertà
Antonomasia: chiamare qualcosa con un aggettivo che la contraddistingue o viceversa. Es: sei un Giuda = sei un traditore
Iperbole: esagera un concetto. Es: ho mille impegni, non ci vediamo da una vita.
Metafora: sostituisce un termine proprio con un termine figurato. Es: sei una volpe = sei furbo

Metonìmia: sostituisce un nome con un altro legandoli con un rapporto logico. Es: oggi ascolto Mozart (invece di dire l'opera), beviamo un altro bicchiere (indica il bicchiere e non il contenuto)
Perifrasi: giro di parole per descrivere qualcosa.
Personificazione: un concetto astratto viene considerato come una persona.
Similitudine: è simile alla metafora ma è più facile da individuare perché compare insieme alla parola "come". Es: sei furbo come una volpe.
Sineddoche: simile alla metonìmia, ma usa un rapporto logico basato sulla quantità. Es: quando invece di Stati Uniti d'America diciamo America.
Sinestesia: accostamento di parole provenienti da sensi diversi. Es: una voce cupa, una luce calda, le mie parole fresche.

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