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La figura dell'antieroe


L'antieroe è un personaggio protagonista di opere narrative che non possiede le tipiche qualità dell'eroe, come altruismo, coraggio, nobiltà e forza d'animo, bontà o addirittura ne possiede di opposte.

Gli antieroi di solito sono al di sotto del livello del lettore per intelligenza, virtù o altri comportamenti, in quanto dovrebbero essere mossi da una nobiltà d'animo che non possiedono.


Il termine è talvolta usato in senso più ampio per comprendere l'eroe imperfetto o parzialmente cattivo, come nelle opere di Byron.



La necessità dell'antieroe


L'antieroe è necessario all'autore per sviluppare l'elemento simpatico, bizzarro dell'opera nel quale il pubblico si può e si deve immedesimare. Poiché, nonostante assuma vizi e tratti negativi, non è mai realmente malvagio. Dunque l'antieroe, anche quando riveste il ruolo di antagonista, ricalca un ruolo diverso dal "cattivo", poichè i suoi non sono scopi prettamente malvagi. Talvolta ricalca anche un ruolo meno importante e quindi secondario.

La figura arcaica dell'antieroe è individuabile dalle opere della lontana epoca di Omero, nel teatro greco classico, come pure nella satira latina, fino alla letteratura rinascimentale (come in Don Chisciotte).

Inizialmente però tutte queste figure erano a pieno diritto antagoniste e solo con il trascorrere del tempo sono riuscite a ricoprire il loro ruolo "innovativo" di personaggio comune, quasi ingenuo e popolano,che si contrappone alla perfezione dell'eroe,arrivando a ricalcare quel ruolo per il quale ora ci sono così graditi in tutta la loro simpatia.

A cura di Alessandro.
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