pexolo di pexolo
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Effetti alcol


Prima di affrontare il discorso inerente gli effetti delle bevande alcoliche si ricorda che queste vengono offerte e consumate in volumi inversamente proporzionali al contenuto alcolico, mediamente un quantità di 8/12g. L'ebbrezza alcolica in una fase iniziale si manifesta con un cambiamento dell'umore che diviene espansivo, euforico, in qualche caso aggressivo. Con l'aumentare dell'alcol nel sangue compaiono oscillazioni incontrollate dell'umore ed esplosioni emotive, graduale riduzione dell'acutezza visiva, diminuzione dell'olfatto e del senso del gusto, aumento della soglia del dolore, diminuzione della coordinazione motoria. Tuttavia in alcuni casi si può assistere a una comparsa di tolleranza dovuta sia a un meccanismo adattativo biologico che a una più elevata velocità di metabolizzare l'etanolo. Un'altra informazione che spesso viene fornita riguarda l'assunzione di mix di alcolici; il fatto che più bevande alcoliche assunte contemporaneamente determino maggiori effetti potrebbe essere vero anche se ad oggi non ci sono prove a riguardo. Questo fenomeni può essere spiegato per via del fatto che in alcune bevande potrebbero essere presenti delle sostanze capaci di impegnare i medesimi processi metabolici dell'alcol andandone a rallentare lo smaltimento.
A livello nutrizionale, nei bevitori moderati, l'E proveniente dalle bevande alcoliche va a sostituire quella degli alimenti e per questo non sono rari casi di individui sottopeso. Per i bevitori gravi si verificano invece casi di sovrappeso in quanto le Kcal provenienti dalle bevande alcoliche che sovrastano il fabbisogno vengono trasformate in grasso.
L'alcol può anche provocare un'alterazione dell'equilibrio acido base, favorendo la comparsa di un'acidosi metabolica. L'accumulo di corpi chetonici e acido lattico determina quindi situazioni di chetonemia e chetonuria. Si ricorda comunque che dosi moderate, se assunte durante i pasti, stimolano anche le secrezioni gastriche e la liberazione di gastrina, favorendo così i processi digestivi.
A livello dell'apparato cardiovascolare si verifica principalmente l'aumento di VLDL a scapito di HDL.
Inoltre l'abuso è stato messo in relazione anche a tumori legati a fegato e tubo digerente anche se la relazione non è ancora del tutto chiara. Deve interferire però con il DNA di modo che si verifichi: aumento dello stress ossidativo, alterazione della soppressione immunitaria, disattivazione degli oncosoppressori e stimolazione di formazione di nuovi vasi che possono andare a nutrire le neoplasie.
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