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Il terreno agrario


Il terreno agrario, poiché sottoposto all’intervento umano, ha un profilo differente dal suolo naturale, caratterizzato da uno strato attivo superficiale e da uno strato inerte sottostante. Lo strato inerte e le strato attivo si formano al di sopra del substrato pedogenetico.

Lo stato attivo è interessato dalle lavorazioni e ospita la maggior parte dell’apparato radicale delle colture. Inoltre, rispetto allo strato inerte, è maggiormente ricco di sostanza organica, di organismi viventi e di elementi nutritivi apportati con le concimazioni. Dalle caratteristiche dello strato attivo dipende la fertilità, ovvero la capacità produttiva, di un terreno.
Lo strato inerte ospita solo le radici di alcune piante che si spingono in profondità alla ricerca di acqua, se questa manca nello strato attivo. Generalmente è più compatto di questo ed è meno ricco di sostanza organica ed elementi nutritivi. Lo stato inerte può correggere alcune caratteristiche negative dello strato attivo; per esempio uno strato inerte più permeabile dello strato attivo può favorire la percolazione dell’acqua in eccesso. Nel profilo di un suolo possono essere presenti, a profondità variabile, strati che impediscono lo sviluppo delle radici e/o la percolazione dell’acqua, come strati tossici caratterizzati da eccessiva salinità o pH anomalo, strati impermeabili calcarei (crostoni) o la suola di lavorazione causata dalla compressione dell’aratro sul fondo del solco.

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