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Tecniche colturali

1) Gestione del terreno (interventi periodici che si possono eseguire nell'interfila-> spazio tra i filari o sulla fila-> spazio tra le piante all'interno dei filari)
Principali interventi:
1 lavorazioni meccaniche
-nell'interfila: arieggiamento dello strato superficiale del terreno, interramento dei concimi (autunno) ed eliminazione delle infestanti (primavera); si utilizzano erpici a dischi, fresatrici o estirpatori a profondità di 10-15cm
-sulla fila: eliminare le infestanti; si utilizzano zappatrici interceppi
Vantaggi: favorisce l'infiltrazione e penetrazione dell'acqua, terreno più ossigenato e radici più profonde, degradazione SO più rapida
Svantaggi: erosione degli strati superficiali dei suoli in pendenza (quelli sabbiosi e di medio impasto), il calpestio delle macchine può provocare compattamento e ristagno idrico temporaneo rendendo tutto scivoloso, s può creare suola di lavorazione (indurimento) a causa dell'aratura e fresatura che ostacola l'accrescimento di radici, possibile taglio di radici e possibilità di rovinare l'impianto

2 inerbimento (presenza di cotico erboso nell'inerfila o sulle fila)
-totale, quando è sia sulle fila che nell'intefila
-parziale, quando è solo nell'interfila
A seconda dell'origine:
-naturale, con vegetazione spontanea
- artificiale (inerbimento controllato), viene seminato apposta scegliendo specie con rapida crescita che consente di competere con le infestanti, buona longevità, competizione idrica limitata, resistenza al calpestio-> si può usare per le graminacee Poa pratensis e tra le leguminose Trifolium repens e Trifolium subterraneum
A seconda della durata nel tempo:
-temporaneo, se viene periodicamente rinnovato ogni anno
-permanente, se non viene rinnovato: per evitare la crescita delle infestanti, si fanno scarificature e risemine localizzate
La gestione dell'inerbimento controllato prevede alcuni interventi periodici: somministrazione aggiuntiva di sostanze minerali (30-50 kg/ha di N; 20-30 kg/ha di P e K) e sfalciatura quando arriva a 15cm, lasciando l'erba e creando pacciamatura verde
Vantaggi: controlla la crescita delle infestanti, previene l'erosione idrica nei terreni collinari, previene fenomeni di ristagno idrico (prosciuga un po' il terreno) e facilita il passaggio delle macchine, migliora l'infiltrazione dell'acqua piovana, aumenta la dotazione di SO nel terreno, incrementa biomassa edafica (più insetti utili e lombrichi)
Svantaggi: competizione idrica e nutrizionale (si risolve trinciando frequentemente, 11-12 volte l'anno); aumenta il rischio di brinate per l'effetto copertura (anche la pacciamatura) e sottrae N all'inizio (negli anni successivi non più perché N viene preso dall'inerbimento precedente)
3 diserbo chimico: quasi sempre sulla fila
- glufosinate ammonio o basta (di contatto, 7-8 giorni)
-glifosate (sistemico, ci mette di più)
- cartafentafone (disseccante)
Con il passare del tempo se si usano sempre gli stessi diserbanti si creano resistenze (vegetazione di sostituzione); un solo trattamento all'anno non basta perché non lasciano residui-> esistono quelli residuali che tolgono i germinelli per un po' di mesi
4 pacciamatura:
Nelle fila->per controllare le infestanti, per ridurre le perdite d'acqua, per avere t° più alta nei primi strati del terreno, per mantenere stabilità strutturale
- Teli di plastica come PE nero, meno costosi, durano qualche anno e poi devono essere rimossi; la stesura non è facile soprattutto se ci sono già i pali
- materiali organici come paglie di cereali, segatura (delle conifere possono non fare bene perché inducono la crescita dei chiodini) e cippati-> costi più elevati
- Teli biodegradabili, derivati ad esempio dal mais-> costano di più e durano circa 4 anni; vantaggio: non si spende per tirarli su
- Teli antialga: costano molto e durano 10-15 anni, sono permeabili
Nelle interfila-> inerbimento controllato temporaneo

2) Gestione del bilancio idrico
1 Deficit idrico:
-riduzione delle rese
- riduzione della pezzatura dei frutti
- peggioramento delle caratteristiche sensoriali dei frutti (grado zuccherino si riduce e aumenta l'acidità )
- raggrinzimento dell'epicarpo e scadimento della qualità
2 Eccesso idrico:
- affastellamento di foglie intorno ai frutti-> riduzione della colorazione-> clima umido-> malattie crittogamiche

-cracking, spaccatura della buccia perché il mesocarpo si sviluppa più dell'epicarpo(es. nettarine, ciliegie dolci e mele)
-riduzione della compattezza della polpa-> minore qualità dei frutti
Fabbisogno idrico annuale:
1 elevato: agrumi, actinidia e fragola
2 medio: melo, pero, pesco, albicocco, ciliegio e susino
3 ridotto: vite, olivo, mandorlo

Sistemi di irrigazione utilizzati in frutticoltura (più diffusi->sistemi di micoirrigazione e aspersione)
Scopi irrigazione:
-umettante: inumidire il terreno e fornire acqua alle piante
-fertilizzante: fertirrigazione, si apportano al terreno sostanze nutritive in soluzione con acqua
-termico: controlla le basse t° (es. irrigazione antibrina)
-climatizzante: per controllare diversi eventi del clima-> t° che può essere abbassata di 7-8 °C, umidità, umidità relativa alzata per limitare la traspirazione delle piante e la luce-> la presenza di gocce sui frutti concentra i raggi solari sull'epicarpo favorendo la loro colorazione (effetto lente).
Sistemi di micoirrigazione diffusi nei frutteti (consentono di avere buon umidimento del suolo, sono automatizzabili, possono essere affiancati a rilevatori di umidità; le tubazioni vengono poste all'altezza del primo filo, per non creare fastidio):
1 irrigazione a goccia: micoerogatori distribuiscono acqua sottoforma di gocce (1-5L/h)
2 irrigazione a spruzzi o sorsi: distribuiscono acqua sottoforma di microspruzzi (30-100L/h)
3 subirrigazione capillare: eroga acqua per via sotterranea; le tubazioni sono poste a profondità superiore delle radici, sono realizzate in materiale plastico con fessure per far uscire l'acqua, che risalirà per capillarità

Costi di impianto elevate ma poca manutenzione

3) Gestione del bilancio nutrizionale
Macroelementi:
-N carente-> crescita lenta e ridotta della pianta per il poco N alle proteine; riduzione numero di foglie e picciolo rossastro, sintesi di clorofilla e accrescimento frutti; eccesso-> eccessivo rigoglio vegetativo, riduzione spessore dell'epicarpo, ridotta lignificazione dei rami, suscettibilità all'inoculo di malattie crittogamiche
- P carente-> riduzione sintesi acidi nucleici e ATP, scarso sviluppo delle gemme, foglie decolorate con nervature arrossate, filloptosi anticipata, scarso accrescimento dei frutti e meno dolci; eccesso-> maggiore sviluppo apparato radicale e maturazione anticipata dei frutti (in generale è difficile un eccesso perché c'è molto Ca nel terreno che lo insolubilizza
- K (permette di resistere al freddo ed alla mancanza di acqua; antagonismo con Mg) carente-> accrescimento limitato; minore qualità dei frutti, disseccamento margini fogliari e arrotolamento con zone necrotiche, arrossamento internervale; eccesso-> induce carenza di Mg e disseccamento rachide della vite
- S carente-> simile a N, ed è rara; eccesso-> acifica il terreno
- Ca (interviene nella lamella mediana per la formazione delle pectine) carente-> ridotta crescita dei tessuti, clorosi sulle foglie vecchie con filloptosi anticipata, minore qualità frutti, disseccamento rachide della vite; eccesso-> carenza di K e Mg; entra in competizione con l'assorbimento radicale di Fe
-Mg (molecola centrale per la clorofilla) carente-> poca sintesi della clorofilla, clorosi dalle foglie più giovani, filloptosi anticipata; eccesso-> simili a quelli di Ca

Microelementi:
-Fe (ctz per la clorofilla; 1 Kg/ha/anno perché nel terreno ce n'è già molto, unico problema è l'assorbimento) carente-> clorosi, se non curata diventa necrosi della lamina fogliare e filloptosi precoce; specie sensibili: actinidia, agrumi, pesco

-Boro (100-200 g/ha/anno) carente-> caduta precoce delle foglie, necrosi degli apici vegetativi, imbrunimento dell'epicarpo dei frutti; specie sensibili: melo, pero, pesco, olivo, vite
-Manganese (250-600 g/ha/anno carente-> mosaico, frequente nei terreni alcalini dove viene insolubilizzato; specie sensibili: actinidia, agrumi, pesco
-Zinco (200-500 g/ha/anno) carente-> crescita stentata, macchie clorotiche sulle foglie, che risultano più piccole e sottili, accorciamento degli internodi, raro nelle piante da frutto; specie sensibili: agrumi, melo, pero, pesco, olivo, vite
-Rame (80-140 g/ha/anno) carente-> colorazione verde scuro, zone essiccate e margini contorti delle foglie, appassimento apici vegetativi, deperimento dei frutti; raro nelle piante da frutto; eccesso-> foglie rossastre
Specie sensibili: agrumi, melo
-Molibdeno (10-30 g/ha/anno) carente-> anomalie nell'accrescimento di diversi organi, maculatura e screziatura delle foglie; specie sensibili: agrumi, melo

Fabbisogno nutrizionale delle piante da frutto
1 durante la fase improduttiva-> N perché favorisce la crescita vegetativa, la formazione rapida della struttura scheletrica e la fertilità delle gemme (N-P-K= 2:1:1)
2 durante la fase produttiva crescente e costante-> K perché favorisce la fruttificazione, influisce sulla qualità, sulle caratteristiche sensoriali e sulla serbevolezza dei frutti (N-P-K= 2:1:3)
3 durante la fase di produttività decrescente-> +N -K, perché le gemme si stimolano ancora (N-P-K= 2,5:1:2)

Calcolo del fabbisogno nutrizionale: valutazione della quota di aspersione, perdite complessive subite dal sistema terreno-pianta nell'arco di un anno (dovute alla nutrizione delle piante + percolazione + dilavamento)
Indice di rimozione: per determinarlo è importante la diagnostica fogliare-> si valuta la concentrazione dei diversi elementi all'interno delle foglie campionando
Perdite per percolazione e dilavamento possono essere solo stimate

Concimazioni:
- di impianto o di fondo: si arricchisce lo strato attivo del terreno con elementi minerali indispensabili; si utilizzano fertilizzanti organici (0:1:1 dando anche 800q/ha); nella fase improduttiva si aggiunge N
- di produzione:
1 concimazione invernale: si arricchisce il terreno con elementi nutritivi disponibili nella fase di ripresa vegetativa; si utilizzano concimi a lento effetto con 1/3 fino a 1/2 del fabbisogno di N e tutto P e K
2 concimazione primaverile: effettuata alla ripresa primaverile e si N a pronto effetto per completare la quota
Concimazione fogliare: viene effettuata solo per i microelementi, perche vengono distribuiti pochi etti alla volta; si usano concimi catalitici che contengono microelementi e vengono somministrati alla pianta mediante irrorazioni dell'apparato fogliare, poiché sulle foglie sono assorbiti rapidamente.

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