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Concetti Chiave

  • Gli agrofarmaci causano effetti ambientali negativi, amplificati da un uso scorretto e dalla scarsa selettività di molti principi attivi.
  • La scomparsa di specie utili è uno dei danni più gravi, soprattutto in frutticoltura, dove si effettuano numerosi trattamenti annuali.
  • Il consumo di alimenti contenenti residui di agrofarmaci può danneggiare la salute umana e animale, data l'elevata zootossicità di questi prodotti.
  • In frutteti, gli insetti pronubi come le api sono particolarmente a rischio, portando a misure per proteggere la loro presenza durante l'impollinazione.
  • Le pratiche agricole devono essere gestite con attenzione per evitare danni irreversibili alla biodiversità e alla salute degli ecosistemi.

Effetti negativi degli agrofarmaci

Gli effetti sull’ambiente dell’utilizzazione degli agrofarmaci in agricoltura sono molteplici e quasi tutti negativi. Tali effetti dannosi sono particolarmente gravi quando questi prodotti vengono utilizzati in modo scorretto, sia per quanto riguarda la somministrazione di dosi eccessive sia per la scelta sbagliata dei tempi di intervento; questi inconvenienti risultano inoltre ingigantiti dalla scarsa selettivita che presentano molti principi attivi di uso fitoiatrico. In particolare risultano gravi i danni che questi prodotti provocano alle specie animali, uomo compreso, quando consuma alimenti che possono contenere residui di agrofarmaci o nel momento in cui effettua i trattamenti, se viene in contatto con essi. Essi sono infatti in genere caratterizzati da un’elevata zootossicità che può esplicarsi in danni biologici diversi. I principali effetti negativi derivanti dall’uso massiccio e indiscriminato di agrofarmaci sono i seguenti.

Danni alla biodiversità

La scomparsa di specie utili è uno danni più gravi provocati dall’uso continuo di agrofarmaci, specie se questi presentano una bassa selettività. Questo fenomeno può portare alla scomparsa quasi completa di alcune specie sensibili. Il danno è particolarmente elevato nelle zone dove è diffusa la frutticoltura: è noto infatti che il consumo di agrofarmaci nei frutteti, dove si è arrivati a contare fino a 40 diversi trattamenti all’anno, è maggiore rispetto a quello delle coltivazioni erbacee. Per esempio, nella coltivazione di piante arboree da frutto a impollinazione entomofila, essendo in questi ambienti molto limitata la presenza di insetti pronubi (insetti che trasportano il polline permettendo l’impollinazione), tra i quali le api sono i più importanti, numerosi alveari vengono portati in campo al momento della fioritura, in modo tale che api compiano l’ippollinazione delle piante; in questo periodo vengono sospesi i trattamenti con agrofarmaci per non danneggiare gli insetti pronubi. Appena compiuta l’impollinazione, gli alveari vengono trasportati altrove, per evitare che le api possano essere uccise dai trattamenti fitoiatrici che vengono eseguiti dopo la fioritura.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono gli effetti negativi degli agrofarmaci sull'ambiente?
  2. Gli agrofarmaci hanno effetti prevalentemente negativi sull'ambiente, specialmente quando usati in modo scorretto, causando danni alla biodiversità e alla salute degli organismi, inclusi gli esseri umani, a causa della loro elevata zootossicità.

  3. Come influiscono gli agrofarmaci sulla biodiversità?
  4. L'uso continuo di agrofarmaci, in particolare quelli a bassa selettività, porta alla scomparsa di specie utili, con danni significativi nelle aree di frutticoltura, dove si registrano fino a 40 trattamenti all'anno.

  5. Qual è la relazione tra agrofarmaci e impollinazione?
  6. Durante la fioritura delle piante arboree da frutto, i trattamenti con agrofarmaci vengono sospesi per proteggere gli insetti pronubi, come le api, essenziali per l'impollinazione, ma dopo la fioritura, i trattamenti riprendono, mettendo a rischio questi insetti.

Domande e risposte

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