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Il topinambur: tecniche di produzione e utilizzo


Il topinambur è una pianta perenne che cresce spontaneamente lungo i fossati o i canali.: Esso presenta dei lunghi steli eretti, anche tre metri, che, alla fine dell’estate presentano dei grossi fiori gialli, simili a margherite. Essa appartiene alla stessa famiglia del girasole, della margherita del cardo e del carciofo.
Inizialmente essa serviva per l’alimentazione dei bovini e dei suini. I tuberi il cui gusto ricorda quello dei carciofi, sonio commestibili anche per l’uomo e possono essere consumati sia crudi che cotti. Per iniziare la cultura del topinambur si può partire dai tuberi-seme spontanei, oppure da quelli in vendita nei negozi specializzati che sono più grossi. Una volta che si è proceduto all’impianto, è sufficiente lasciare interrati circa il 10% dei tuberi. In questo modo, per circa 20 anni la pianta riesce ad autogestirsi.
È una pianta che non richiede cure particolare: una vangatura che arriva ad una profondità di 20 centimetri è più che sufficiente. Al momento della preparazione del terreno si può interrare del concime organico, circa 5/5 chilogrammi a metro quadrato, ma questa operazione non è necessario perché la pianta cresce bene anche in terreni che non sono stati concimati.
La semina deve aver luogo da novembre fino a marzo incluso. Esso viene seminato a file distanti 50-60 centimetri, ogni tubero alla distanza di 20-25 centimetri uno dall’altro e ad una profondità di 2-3 centimetri. Al momento della semina si può fare come le patate, cioè tagliare i tuberi più grossi a pezzi, avendo cura di lasciare ad ognuno una gemma, che deve essere rivolta verso l’alto.
L’unica cura di cui la pianta ha bisogno è una debole sarchiatura quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di 20 centimetri. Successivamente, lo sviluppo della pianta arriva a soffocare autonomamente le eventuali erbe infestanti.
Trattandosi di una pianta rustica, essa è molto resistente e non ha bisogno di antiparassitari.
La raccolta avviene in modo scalare da novembre a marzo, questo perché i tuberi, una volta scavati, non si conservano a lungo.
L’uso che ne viene fatto è molteplice: come alimento umano, come pianta da foraggio o poer fornire nettare e polline alle api. In molti casi, il topinambur viene anche utilizzato come pianta ornamentale.
Il topinambur può costituire un investimento interessante per l’agricoltura biologica in quanto è capace di crescere senza l’impiego di concimi chimici, di prodotti antiuparassitari o diserbanti e quindi con un costo di produzione molto basso.
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