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Il riso: tecnica culturale

Il riso è una pianta graminacea, acquatica di origine asiatica. Il prodotto viene classificato in base alla forma delle cariossidi che possono essere lunghe, grosse o rotondeggianti. Cariosside è il termine che in botanica indica un frutto secco indeiscente (= giunto a completa maturazione, non si apre spontaneamente per fare uscire il seme) monospermio (= contenente un solo seme).
Le risaie stabili sono limitate alle zone paludose; le più diffuse sono in rotazione con prato, grano, segale, granoturco, barbabietola e durano 1-2 anni e in certi casi la durata è anche più lunga. La risaia deve essere cinta da argini e deve contenere degli argini secondari che la dividono in riquadri non troppo estesi e comunque ben livellati.
La lavorazione del terreno inizia a marzo con un’aratura piuttosto profonda. Quindi le zolle devono essere ridotte, si immette l’acqua e si prepara il terreno per semina. Questa operazione si chiama slottatura: essa consiste nel rimuovere le zolle di superficie del terreno, già ricoperto da uno strato basso di acque, fino a ridurlo, meccanicamente, a una poltiglia fangosa.
La semina può essere fatta a spaglio o a file rialzate. La quantità di riso da semina da spargersi in aprile varia fra 130 e 180 kg per ettaro.
La concimazione deve essere fatta in due turni: al momento della semina utilizzando perfosfati, cloruro o solfato potassico, o a giugno con solfato ammonico.
Operazioni molto importanti sono il trapianto, il governo dell’acqua (= regolazione dell’altezza dello strato d’acqua per procedere alla formazione di opportune zone asciutte)e la mondatura (operazione con la quale si libera la risaia dalle erbe infestanti)
Per quanto riguarda la raccolta, le varietà precoci si raccolgono a fine agosto, la maggior parte a settembre, mentre le varietà tardive a ottobre. Ovviamente la raccolta si fa dopo aver messo a secco la risaia, con mietitrebbiatrici simili a quelle usate per gli altri cereali.
Fra le malattie che colpiscono il riso abbiamo il brusone che può arrivare a distruggere intere risaie. Può essere combattuta con opportune lavorazioni di areazione del terreno e con una razionale concimazione.
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