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La rete scolante superficiale

La rete scolante superficiale è costituita da scoline (o fosse di prima raccolta) che caricano l’acqua in fosse di seconda raccolta (o capofossi).
Le scoline raccolgono sia l’acqua in eccesso superficiale sia quella sotto-superficiale. hanno sezione trapezoidale e una profondità variabile, compresa tra 50 e 80 cm, ma sempre maggiore di quella di lavorazione.
Le caratteristiche strutturali della rete scolante, come la distanza tra le scoline o l’area della sezione, da cui deriva l’entità del volume di affossatura (volume totale delle scoline presenti in un ettaro), dipendono dalle seguenti variabili:
• intensità di pioggia;
• permeabilità del terreno: dipende dalla tessitura, dalla struttura e dalla copertura del suolo. I terreni argillosi o limosi, se compatti (destrutturati), presentano bassa permeabilità. Gli stessi terreni, se dotati di un’adeguata quantità di sostanza organica, ben strutturati e coperti di vegetazione, hanno una migliore permeabilità. I terreni sabbiosi presentano un’elevata permeabilità, nella maggioranza dei casi, non necessitano di affossatura.

Lo scavo e la manutenzione delle scoline è realizzato con macchine scavafossi.
Le sistemazioni idraulico-agrarie
Le sistemazioni idraulico-agrarie rappresentano l’insieme delle opere e degli interventi che mirano ad assicurare la regimazione delle acque presenti in eccesso nei terreni agrari.
L’eccesso idrico genera due problemi fondamentali: l’erosione nei terreni in pendio e il ristagno nei terreni in piano.
Le sistemazioni dei terreni in pendio
I terreni con pendenza superiore al 5% sono considerati in pendio; le sistemazioni di questo tipo di terreno sono finalizzate a:
• limitare l’erosione, che è un fenomeno negativo;
• favorire l’infiltrazione dell’acqua al fine di ricostruire le riserve idriche del suolo.

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