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Produzione senza terra

La produzione senza terra non è conforme a questo regolamento (CE 1804/99 e dai decreti MIPAF dell’agosto 2000 e marzo 2001), ma deve esistere un equilibrio tra allevamenti, colture agrarie e terra. Il bestiame, insieme alle colture di leguminose e foraggere, contribuisce con le sue deiezioni alla salvaguardia della fertilità dei suoli e consente lo sviluppo di un’agricoltura compatibile. Il numero dei capi allevabili per ettaro è determinato dalla produzione delle deiezioni zootecniche equivalenti a 170 kg di azoto per ettaro anno. Le aziende ai fini dello spargimento del letame eccedente possono unirsi con altre aziende biologiche che si dispongono di fertilizzanti organici.
Non si possono allevare nella stessa azienda animali della stessa specie in parte con il metodo biologico e in parte con il convenzionale. Risulta possibile solo se si allevano in unità del tutto separate e a condizione che si tratti di specie diverse.

Fase di conversione
Per conversione si intende quel periodo di tempo durante il quale il produttore deve seguire le pratiche biologiche senza però che il suo prodotto possa già essere considerato tale. I tempi necessari alla conversione devono essere stabili dall’organismo certificante dopo un’attenta valutazione della precedente condizionale aziendale. Per essere venduti con la denominazione biologica scrofe e suini in allevamento devono essere allevati secondo le norme del regolamento per un periodo non minore ai 6 mesi.

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