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Impianto del frutteto
A differenza delle colture erbacee, per le arboree è fondamentale non commettere errori-> si ripercuotono per anni (12-15 anni pesco fino a oltre 30 per agrumi, olivo e vite)

Criteri di scelta:
La scelta delle specie dipende da tre fattori:
1 climatici
- temperature medie giornaliere (es. basse temperature= piante resistenti)
-escursioni termiche giornaliere e stagionali
- frequenza ed epoca delle brinate (vedi sistemi antibrina) -> es. se ci sono brinate tardive primaverili non impianto specie precoci come il pesco
-intensità, frequenza e distribuzione delle precipitazioni (interessa nell'accrescimento vegetativo, fioritura ed accrescimento frutti); faccio una media dei dati su 30 anni e valuto se impiantare e se fare irrigazione

- presenza di venti (pochi vanno bene perché rinfrescano) si possono risolvere con frangivento es. filari di piante, efficaci per 10 m la loro altezza; svantaggio: competizione radicale e ombra
-frequenza grandinate (vedi sistemi antigrandine)
2 pedologici (analisi fisico-meccanica-> tessitura; analisi chimica-> pH, fertilità, microelementi e elementi potenzialmente tossici)
-tessitura: maggior parte terreni di medio impasto, argillosi es. pero e susino, sabbiosi es. pesco (in generale va bene tutto perché basta cambiare portinnesto es. vite)
- profondità dello strato attivo: in generale almeno 1 m, ma dipende sempre dal portinnesto
-reazione: maggior parte terreno neutro; la vite è molto plastica, va bene tutti perché dipende dal portinnesto
-fertilità: buon grado di fertilità con SO e N,P,K equilibrati; calcare attivo non eccessivo, perché può creare fenomeni di clorosi ferrica es. nel pero, pesco e actinidia (anomalo ingiallimento fogliare generalmente provocato da una carenza di ferro presente nel terreno ma non assimilabile dalla pianta; nel terreno c'è ferro ma è quello trivalente, alla pianta serve bivalente; rimedio: esiste un ferro chiamato chelato: composti organici contenenti ferro, solubili in acqua e assorbibili sia dalle radici che dai tessuti dei giovani rami e delle foglie)
3 topografici: giacitura ed esposizione->frutteti di solito sono coltivati in pianura o terreni collinari esposti a Sud
La scelta delle cultivar dipende dalle caratteristiche pedoclimatiche e dalle esigenze commerciali
La scelta del portinnesto tiene conto di:
-affinità con la cultivar
-grado di vigoria (capacità della pianta di crescere): si va verso portinnesti nanizzanti perché sono meno lunghi da potare, ombreggiano meno, breve raccolta e più piante/ha
-adattabilità alle condizioni pedoclimatiche
-resistenza ai principali agenti fitopatogeni (malattie del piede es. fillossera)
La scelta del sesto d'impianto (distribuzione delle piante del frutteto) dipende dalle cultivar e dal portinnesto (es. nanizzante-> piante ravvicinate); in pianura è preferibile orientare i filari in direzione nord/sud, mentre nei terreni inclinati l'esposizione migliore è quella a Sud
La distanza tra le fila dipende dal livello di meccanizzazione (trattore per frutteto largo 1,40m circa) e dal tipo di pianta (2,50m vigneto, 3,5-4m meleto, 6m pescheto)

ESECUZIONE DELL'IMPIANTO: (autunno, di modo che le radici possono svilupparsi e la pianta vegeta subito quella primavera)
1 operazioni preliminari: spianamento se il terreno è irregolare; impianto di drenaggio, con dreni collocati ad una profondità superiore di 10-20cm rispetto a quella raggiunta dalle radici
2 concimazione organica: dose abbondante, 800 q/ha e poi concimazione di fondo con P,K,Mg; se bisogna correggere il pH faccio anche la calcitazione (non si fa insieme alla concimazione perché insolubilizzo P) o acidifico
3 Scasso (approfondimento dello strato attivo del terreno): se il terreno è buono si fa 60-80cm, altrimenti 1m-> da metà agosto a fine settembre
Si può fare:
-scasso totale, su tutta la superficie; più costi ma le radici non hanno limitazioni (non si può fare se ho i terrazzamenti)
-scasso parziale, solo su una parte di superficie e può essere a fosse o a trincea (strisce sulle quali andranno le piante) o a buche (zone di terreno al centro delle quali verranno poste le singole piante)

4 aratura di circa 30-40cm
5 lavori di affinamento con erpice
6 squadratura dell'appezzamento con paline, squadri agrimensori e cordelle metriche-> si tracciano linee corrispondenti ai filari e posizionano i picchetti nei punti dove verranno messi gli astoni
7 pali (periodo migliore novembre o fine inverno):
- in legno: viene usato molto il castagno perché ricco di tannini e preserva dal marcire; dopo averlo tagliato si scorteccia e di mette nel solfato di rame 5%; il vigneto giovane ha i pali alti, quello vecchio li ha bassi-> ogni 4-5 anni viene alzato, si toglie la parte marcia, si rifà la punta e si rimette
Si usano molto i pini del Cile che crescono lentamente: il palo lasciato storto è privilegiato perché dura di più, i pali torniti (tondi) non vanno bene perché permettono l'entrata di funghi
Vantaggi: resistente a livello meccanico, non ingombra, leggero, si sostituisce facilmente e non molto costoso
Svantaggio: tempo (15 anni circa)
-in cemento: sono resistenti e durano tutto il periodo dell'impianto (40 anni); svantaggio: costo e rischio di rovinare le macchine agricole
- in acciaio zincato: vantaggi-> leggeri, resistenti; costano ma per renderli competitivi si fanno più piccoli, con il rischio che l'azione chimica dei concimi li corroda-> si possono usare pali in acciaio con base in cemento; altro svantaggio: si può sradicare il filare e non si sa la durata perché sono usciti da poco
-pali in vetro resina
-pali in ferro tondi e vuoti
- calcestruzzo precompresso: svantaggio-> non permette bene la raccolta meccanizzata
8 fili:
-ferro: il filo di banchina deve essere ad altezza mani (90cm)
-acciaio inox: non prende la ruggine, è indistruttibile, si può reimpiegare, non si allenta, si sfibra poco; svantaggi: costo al Kg elevato, ma dato che è più resistente si può prendere più piccolo e difficile da mettere
-filo sintetico (nylon): può essere utilizzato come filo di contenimento, bisogna stare attenti a non tranciarlo perché non si attacca più; diametro 3-5mm
9 scavo delle buche: si scavano in corrispondenza dei picchetti e può essere:
-manuale con vanghe
-meccanico con trivelle
- con aratro assolcatore, scavando fosse in corrispondenza dei filari
Si può distribuire nelle buche o fosse parte della concimazione di fondo e poi ricoprirlo con uno strato di terra per evitare ustioni alle radici
10 messa a dimora degli astoni o barbatelle (vite): le radici possono essere in un pane di terra (es. per sempreverdi) o a radice nuda (per i caducifoglie); in questo caso, prima della messa a dimora vengono messe le radici in acqua per idratarle, si accorciano togliendo quelle lesionate durante il trasporto; si dispone la pianta in modo da avere il colletto a livello della superficie del terreno e l'innesto a 10cm dal terreno; si getta della terra. Si può fare anche meccanicamente con macchine trapiantatrici (es. vigneto)
11 tutori: per i primi due anni dell'impianto le piante hanno bisogno di tutori (es. pali in legno

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