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Composizione di un agrofarmaco

Ogni agrofarmaco viene venduto in una confezione, detta formulato commerciale, che contiene:
Il principio attivo (p.a.), cioè la sostanza che caratterizza l’agrofarmaco, e che “agisce” sul parassita;
I coformulanti, sostanze che hanno il duplice compito di diluire il principio attivo, in modo da rendere più agevole e sicura la manipolazione del prodotto commerciale, e di aumentare l’efficacia una volta che questo sia stato distribuito sulla pianta; tra queste alcune sostanze favoriscono la bagnatura delle porzioni trattate e per tale motivo vengono dette bagnanti, altre consentono di far aderire più stabilmente il principio attivo alla pianta e si dicono adesivanti.
La scelta di un agrofarmaco deve rispondere a precise esigenze che riguardano, ovviamente, lo scopo che si vuole raggiungere e la pianta su cui va effettuato il trattamento; è bene comunque sottolineare che tale scelta deve tener conto anche delle attrezzature che si hanno a disposizione per distribuire il prodotto sulle piante. Le formulazioni degli agrofarmaci possono essere infatti solide o liquide e richiedono, a seconda dei casi, macchine di tipo diverso: impolveratrici, irroratrici, atomizzatori e altre ancora. Le formulazioni solide sono di 2 tipi diversi:
Polveri: si dicono secche, se sono destinate a essere usate così come sono; molte sono bagnabili e vanno invece diluite in acqua;
Granuli: possono essere destinati a una distribuzione sul terreno così come sono, oppure devono essere prima sciolti in acqua; rispetto alle polveri presentano il vantaggio di non provocare pericolosi sbuffi all’atto dell’apertura della confezione e di consentire un perfetto svuotamento della stessa.
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