Corra96 di Corra96
Habilis 3571 punti
Questo appunto contiene un allegato
Castagno - Descrizione scaricato 1 volte

Castagno

Nome latino: Castanea Sativa
Nome inglese: Chestnut
Il castagno è un albero appartenete alla famiglia delle Fagaceae. La specie presente in europa è autoctona, ma in tempi recenti è stato introdotto il castagno Giapponese. Il castagno è una delle più importanti essenze forestali in quanto ha riscosso molto interesse da parte delle popolazioni a causa dei molteplici utilizzi. Questa pianta è altamente coltivata ora sia per l’utilizzo del suo legname sia che per il frutto. Il frutto i particolare ha rappresentato una importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali e mondane, infatti la castagna era usata per la produzione di farina. Tuttavia al giorno d’oggi l’importanza del castagno si è notevolmente ridotta, infatti la coltura del frutto è limitata a poche specie pregiate e anche la produzione di legname è diminuita. La farina di castagne è in secondo piano nella industria dolciaria. Il castagno è una pianta dal portamento arboreo con chiome espansa e rotondeggiante e un altezza variabile dai 10 ai 30 metri. La corteccia è liscia, lucida, di colore giallo-brunastro che con il passare degli anni si screpola longitudinalmente. Le foglie sono alterne e la loro lamina è grande, può infatti essere lunga fino a 20 cm e larga 10, con il margine seghettato e la punta acuminata all'apice. I fiori sono unisessuali, presenti sulla stessa pianta. I fiori maschili sono eretti e possono essere lunghi dai 5 ai 15 cm e sono emessi dall’ascella delle foglie. Quelli femminili sono a gruppi di 2-3 elementi avvolti da un involucro detto cupola. Il frutto è comunemente chiamato castagna, con consistenza dura e di colore marrone. La forma è più o meno globosa, appiattita da una parte e convessa dall’altra. Ai fini del riconoscimento della varietà bisogna saper riconoscere delle differenze minime tra i frutti. Il castagno sopporta abbastanza gli inverni, subendo danni solo a temperature inferiori ai -25°C, ma diventa esigente nella stagione vegetativa. Condizioni di siccità comportano un rallentamento dell’attività vegetativa e una fruttificazione irregolare. Inoltre le nebbie e una piovosità elevata durante la stagione dell’impollinazione incidono negativamente sulla fruttificazione. Questa specie predilige terreni dotati di fosforo, potassio e humus. Le condizioni ideali si verificano in terreni neutri o moderatamente acidi, mentre non tollera i terreni argillosi. In Italia il castagno si ritrova ad un’altezza variabile dai 200 ai 1000 metri. Come già detto la farina del castagno è poco utilizzata, viene comunque utilizzato il frutto per il consumo diretto e per la produzione di confetture come marron glacè. È marginale l’interesse per il nutrimento degli animali domestici. Il legno del castagno non è ottimale perché tende a sfaldarsi lungo i nodi, viene tuttavia lavorato e utilizzato per la produzione di vari manufatti e nell’ebanisteria. Il castagno è impiegato anche nell’apicoltura, e viene prodotto il miele di castagno, ricco di fruttosio e polline. La corteccia ha proprietà astringenti e vengono estratte delle sostanze per la cura della pelle.

Hai bisogno di aiuto in Agraria?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email