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Carciofo: tecnica culturale


Il carciofo viene definita una pianta a cultura poliennale. Si tratta di una composita vivace, con fusto eretto, ramificato; le foglie sono verdi-grigiaste-argentee e i fiori sono riuniti in capolini, piuttosto grossi il cui ricettacolo e le brattee costituiscono la parte commestibile
Si distinguono quattro varietà: spinose, non spinose, rifiorenti e non rifiorenti.
Il carciofo ama i climi miti, marittimi; può essere coltivato anche nei paesi freddi ma, in questo caso, la pianta richiede rincalzature, ripari e legature. Richiede terreni argilloso-calcarei, profondi, fertili, freschi che permettano un facile scolo delle acque.
L’appezzamento coltivato a carciofi si chiama carciofaia; essa richiede un lavoro profondo (almeno 50 cm), ed una concimazione abbondante con letame ben maturo, perfosfato e sale di potassio. I polloni si chiamato carducci e servono per la moltiplicazione: essa siu fa da ottobre a novembre, nelle località con climi miti ed in altre in marzo-aprile.
Le cure culturali annuali sono: sostituzione di piante non attecchite o mancanti, sarchiature periodiche, taglio di fusti secchi, spollonatura dei carducci, vangatura seguita da concimazione con concimi a base di fosforo ed azoto ed infine rincalzatura prima che sopraggiunga l’inverno
Nel primo il prodotto della carciofaia è modesto; la raccolta si fa mano a mano, gradatamente. I primi carciofi, chiamati cimaroli sono quelli più apprezzati. Prodotti secondari del carciofo sono i fondi, i carducci e le foglie: queste ultime nella varietà senza spina vengono utilizzate come foraggio.
L’Italia è oggi il maggior produttore mondiale di carciofo, anche se negli ultimi anni però la superficie mondiale e italiana coltivata a carciofo sta calando, a causa della scarsa rimuneratività.
Tra le eccellenze italiane c'è il Carciofo di Paestum Igp, chiamato anche come Tondo di Paestum, collocabile all’interno del gruppo genetico dei carciofi di tipo Romanesco. L’aspetto rotondeggiante dei suoi capolini, la loro elevata compattezza, l’assenza di spine nelle brattee sono le principali caratteristiche qualitative. Nella maturazione è precoce e questo gli consente di essere presente sul mercato prima di ogni altro carciofo di tipo Romanesco. E’ coltivato soprattutto nella pianura del Sele, in cui il clima fresco e piovoso permette alla pianta di produrre da febbraio a maggio.
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