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Barbabietola: tecnica culturale

Esistono tre tipi di barbabietola: da orto, da zucchero, da foraggio. Quelle da orto hanno foglie molto sviluppate, le radici di solito rosse e rotondeggianti e servono per l’alimentazione umana. Quella da foraggio devono avere una radice molto grossa, sporgente fuori terra ed uno sviluppo rapido e precoce. La barbabietola da zucchero presentano una forma regolare conica, allungata, la buccia bianca un po’ ruvida e due solchi laterali saccariferi, cioè contenenti zucchero.
La barbabietola richiede climi temperati e molto freschi. Una siccità abituale e persistente non le si conviene. Il terreno più adatto è quello di medio impasto, fertile e profondo. Sono assolutamente da escludere i terreni salmastrosi, acquitrinosi, ricchi di ghiaia e acidi.
Nell’ambito della rotazione esse precedono e seguono il grano ed esigono un lavoro di rinnovo del terreno.. Il rinnovo deve essere eseguito molto per tempo e con una profondità che arriva a 40 cm.. Dal punto di vista dei concimi, la pianta esige molto potassa e azoto, oltre al consueto letame ben maturo. La semina si effettua in primavera, il più presto possibile, rispettando i climi e l’andamento della stagione. Appena si scorgono le file della semina è necessario procedere ad una prima sarchiatura e quando la pianta ha 4 o 5 foglie ed è alta da 6 a 7 cm, si procede al diradamento. Trascorsi alcuni giorni, si procede alla seconda sarchiatura a cui ne segue una terza con la quale si rincalzano le piante in modo che il colletto non sporga fuori di terra e, a volte, si effettua anche una quarta sarchiatura.. Quando le foglie si sono talmente sviluppate da ricoprire totalmente il terreno, non sono necessarie altre cure culturali.
Le barbabietole da zucchero si raccolgono da agosto a ottobre e per ottenere un più elevato titolo di zucchero, la raccolta deve essere precoce. Per quelle da foraggio, la raccolta viene rimandata dopo le prime piogge di autunno, quando la vegetazione si è riattivata.
I bulbi della barbabietola da zucchero vengono utilizzati per estrarre lo zucchero, mentre i colletti, le foglie e le polpe esaurite costituiscono un ottimo alimento per il bestiame.
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