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La canapa

La canapa è una pianta industriale, dionica, a stelo eretto, robusto e di grande altezza. Le piante femminili sono più sviluppate di quelle maschili e portano i fiori a racemo (= a grappolo d’una), mentre le piante maschili hanno l’infiorescenza a pannocchia, collocati all’ascella delle foglie apicali. Il frutto è un achenio e presenta quindi un pericarpio più o meno indurito che contiene un unico seme. Si presenta globoso, lucido, glabro, scuro e ricco di olio.
La canapa richiede un clima temperato o caldo umido e soprattutto senza vento. Il terreno ideale deve avere origine alluvionale, profondo, fresco, molto fertile e permeabile; per questo si può affermare che la canapa è una pianta molto esigente. All’interno della rotazione, essa è una cultura da rinnovo perché a fine ciclo lascia il terreno con una migliore struttura dovuta alle lavorazioni effettuate. La consociazione non è raccomandata; tuttavia può essere alternata a file di granturco qualora la canapa sia coltivata solo per seme.
La lavorazione del suolo deve essere molto profonda e completata da accurati lavori successivi in modo che il terreno risulti sminuzzato, regolare ed uniforme. Anche la concimazione è molto esigente: letame (oppure sovescio a cui si aggiungono farina di corna, di unghie e sangue secco, perfosfato, cloruro di potassio, nitrati.
La semina si fa fitta, a spaglio o a righe di solito nel mese di marzo quando è scomparso il pericolo di brinata. Le cure culturali non sono molte: leggera sarchiatura nel caso in cui la canapa sia stata seminata a file, Se necessario, si procede alla dirada tura, alla liberazione del campo da erbe infestati (= scerbatura) e alla nitratatura limitata alle zone in cui la vegetazione risulta più stentata.
Di solito la raccolta si fa nel mese di luglio prima che i fusti siano secchi, svellendo la pianta con tutte le radici oppure tagliandole alla base. Quindi, i fusti si fanno essiccare, formando dei capannelli a forma conica. Successivamente, si procede alla tiratura che è la scelta degli steli per ordine di lunghezza. La separazione della fibra tessile si può fare con sistemi tradizionali, cioè lasciando macerare i fasci in appositi maceratori ad acqua oppure con mezzi microbiologici che utilizzano il Bacillus felsineus. Successivamente le grandi aziende procedono alla stigliatura che consiste nello spezzare il nucleo legnoso degli steli, dopo per poi separare le fibre librose dagli steli legnosi.
Nei tempi moderni, in Italia c’è stata la riscoperta della cultura della canapa. Infatti, a Catania è stato realizzato un filamento per stampa in 3D per consentire la produzione di oggetti ottenuti interamente da base biologica. A Taranto, la canapa viene usata per bonificare i terreni intorno all’Ilva. A Carmagnola (Torino), è attivo un impianto di prima trasformazione degli steli. Nel mondo, i più significativi produttori di canapa sono la Francia e il Canada.
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