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Le aziende olearie


I frantoi censiti in Italia nel 2013 (dati Agea) sono stati 3760; la loro distribuzione geografica è strettamente connessa alle imprese agricole. Nelle piccole realtà produttive non c’è una netta distinzione tra prima trasformazione (frantoi) e seconda trasformazione (imbottigliamento). Molto spesso l’attività di imbottigliamento avviene negli stessi frantoi.
Le aziende olearie di grandi dimensioni sono concentrate soprattutto nell’Italia centro-settentrionale, in particolare nelle regioni Toscana, Liguria e Umbria. L'industria si occupa, essenzialmente, della raffinazione dell’olio lampante e dell’olio di sansa. Gli ultimi dati disponibili indicano la presenza sul territorio italiano di circa 12 imprese di raffinazione. i santifica risultano essere circa 40; queste industrie estraggono l’olio di sansa greggio dalle sanse vergini e, se sono dotate di un impianto di trasformazione, trasformano l’olio di sansa greggio in olio di sansa raffinato. l’Italia è il secondo Paese esportatore di olio di oliva al mondo, dopo la Spagna che ne esporta quasi il doppio, ma è anche il primo Paese importatore e il suo principale fornitore è la Spagna. Solitamente importa olio sfuso ed esporta olio confezionato, per la particolare capacità dell’industria italiana di creare blend apprezzati. Le aree di consumo più importanti si confermano l’Unione Europea e gli Stati Uniti, rispettivamente con una quota del 56% e del 10% del totale. il consumo pro capite degli italiani mediante è di 11 chili di olio di oliva all’anno di cui 7,5 sono extravergine. La produzione mondiale di oli da colture oleaginose ha superato 466 milioni di tonnellate nel 2013. in Europa la tendenza delle produzioni è in aumento, soprattutto per le tre primcipali oleaginose, ossia il colza, il girasole e la soia.
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