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L'aria nei sistemi degli allevamenti


L’aria è costituita (in peso, al livello del mare), dal 23,2% di ossigeno, dal 75,5% di azoto, dall’1,3% di argo e gas rari e dal 0,04% di anidride carbonica; per, nei ricoveri per animali, sia per i processi biologici degli stessi, sia per fermentazioni della lettiera e delle deiezioni, nonché per possibili inquinamenti estranei, si ha una progressiva alterazione dell’atmosfera ambientale. La respirazione animale sottrae ossigeno e produce anidride carbonica; lettiera e deiezioni generano ammoniaca, acido solfidrico e metano; i bovini eruttano metano; ecc. per questo, oltre ad assicurare un costante ricambio d’aria, occorre tenere presente che i gas nocivi non devono superare certi limiti. Il ricambio d’aria e l’ossigenazione dei ricoveri chiusi o tradizionali è della massima importanza: - per soddisfare le necessità respiratorie degli animali; - per allontanare i gas nocivi; - per regolare l’umidità e la temperatura ambientale. La quantità d’aria da rinnovare in un ricovero, nell’unità di tempo, dipende dal numero degli animali presenti, dal loro metabolismo (la richiesta è massima per gli animali in accrescimento), dalle condizioni della lettiera, dalla temperatura e dall’umidità del locale. Esiste, poi, l’esigenza di un minimo rinnovamento dell’aria ambientale, variabile in rapporto agli animali e al carico degli stessi per metro cubo, al di sotto del quale non si deve scendere, neppure in stagioni molto fredde. Il ricambio d’aria si realizza attraverso la regolazione della ventilazione avendo cura che l’aria immessa nel locale non investa direttamente gli animali. Indici di produzione di vacche, suini e ovaiole in funzione della temperatura ambientale. Limiti di concentrazione dei gas da fermentazione dei liquami.
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