ABILITA’
Il concetto di abilita può essere espresso in 2 modi:
Abilità intesa come compito motorio (sai fare quella abilità?), in questo
1. caso esse vengono classificate in base a:
Modalità di organizzazione del compito (del movimento) si
o distinguono:
ABILITA’ DISCRETE, in cui un compito motorio viene
organizzato in maniera tale che l’azione è generalmente
breve ed ha un INIZIO e una FINE ben definita (lanciare
palla, sparare con fucile, muovere manopola di un flipper).
ABILITA’ SERIALI in cui un compito motorio è organizzato
dalla connessione in una sequenza delle diverse AZIONI
DISCRETE, e il loro ordine risulta cruciale x la prestazione
(cambiare marcia auto: spinta e rilascio frizione, spostamento
cambio). La differenza fondamentale tra AZIONI SERIALI e
DISCRETE riguarda il fatto che nelle azioni seriali il
movimento richiede un tempo maggiore, ma ogni
singolo elemento del movimento mantiene un inizio e una
fine discreti. (un abile esecutore considera un’abilità seriale
acquisita come un unico movimento fluido discreto).
ABILITA’ CONTINUE: abilità organizzata in modo tale che
l’azione si svolge in un modo continuativo e spesso
ripetitivo senza una fine e un inizio identificabili
(nuoto, corsa,ciclismo). La durata dell’attività viene
determinata da chi la esegue o da alcuni elementi o segnali
ambientali (bordo vasca, linea traguardo).
Importanza degli elementi motori o cognitivi: in base al tipo
o di elementi motori o cognitivi che influiscono sul movimento,
distinguiamo:
ABILITA’ MOTORIE: ciò che determina il successo di un
movimento è la qualità stessa del movimento prodotta
da chi lo esegue (ESEGUIRE IN MODO CORRETTO)
(saltatore in alto: produrre movimenti che gli permetterà di
raggiungere l’altezza massima)
ABILITA’ COGNITIVE: la determinante principale x la sua
riuscita è la decisione su cosa fare da parte di chi lo
esegue (SAPERE COSA FARE).
Non esistono però solamente abilità puramente cognitive
e abilità puramente motorie, tra le due esistono delle
abilità in cui è necessario sia l’elemento cognitivo che
motorio (guidare macchina da corsa: controllo motorio ma
anche qualche presa di decisione). Il controllo motorio si
ottiene partendo però da elementi cognitivi, prima si pensa a
quello che si deve fare (abilità cognitiva) poi quel movimento
viene automatizzato e quindi prodotto naturalmente (abilità
motoria)
Livello di prevedibilità dell’ambiente nel quale viene
o eseguita l’abilità:
OPEN SKILL (abilità aperta): abilità eseguita in un
ambiente imprevedibile che richiede a chi la esegue di
adattare i suoi movimenti alla dinamicità
dell’ambiente. In situazione come queste, per un soggetto
è difficile prevedere esattamente le future mosse
dell’avversario (e quindi le sue future risposte) (contropiede a
calcio, lotta, catturare un coniglio).
CLOSED SKILL (abilità chiusa): abilità eseguita in un
ambiente prevedibile che consente a chi la esegue di
pianificare in anticipo i suoi movimenti (ginnastica artistica,
nuotare in una corsia vuota di una piscina).
Abilità aperte e chiuse rappresentano comunque due opposti,
in mezzo sono presenti abilità semi-prevedibile
(camminare su una trave, guidare una macchina,
attraversare la strada).
Abilità intesa come abilità di esecuzione (ABIILTA’ NEL SAPER
2. ESEGUIRE un certo compito) il cui grado di efficacia è espresso da 3
qualità:
Massima sicurezza di raggiungere l’obiettivo: essere abili
• implica che una persona sia capace di raggiungere la prestazione
con la massima sicurezza senza che sia la fortuna a giocare un
ruolo rilevante (esemp, campione che fa canestro all’ultimo
secondo della partita con un lancio da fuori).
Minimo dispendio di energia: eseguire movimenti economici,
• eliminando movimenti non voluti o non necessari, risparmiando
così energia; ma anche riuscire a organizzare mentalmente le
proprie azioni, in maniera da ridurre il costo mentale del compito
(esemp, strategia usata dal pilota o espressione creativa ballerina).
Questa caratteristica è fondamentale x tutti coloro che devono
conservare energia x il raggiungimento del successo (fondista,
lottatore).
Tempo minimo di movimento (durata minima del
• movimento): eseguire il movimento nel minor tempo possibile
(velocisti, nuotatori, ciclisti, pugili (gancio + veloce=+ efficace)).
Però in alcuni casi eseguire movimenti veloci può comportare delle
problematiche come aumentare il rischio di errore (scrivere a
computer velocemente potrebbe provocare errori di battuta), o un
dispendio energetico maggiore (contadino che ammucchia balle di
fieno rapidamente).
L’efficacia di un movimento (abilità di esecuzione) è data dal giusto
equilibrio tra le varie qualità.
APPRENDIMENTO E PRESTAZIONE
PPRESTAZIONE: è un tentativo osservabile di produrre un’azione
volontaria, nella quale si identificano le funzioni cognitive verticali
(che prendono il nome anche di abilità) e sono: abilità motoria,
lettura, scrittura, calcolo,ecc. Il livello di esecuzione della
prestazione può essere variabile in seguito alla presenza di fattori
temporanei come: fatica, motivazione, livello concentrazione, condizione
fisica.
APPRENDIMENTO MOTORIO: è dato dalla variazione delle funzioni
cognitive trasversali (capacità di controllo, pianificazione, decisione,
giudizio, ragionamento,
rappresentazione,ecc) che determinano
nell’individuo la capacità di eseguire
un’azione motoria. Il livello di
apprendimento motorio aumenta con
l’esercizio (feedback: il gesto eseguito
viene comparato con quello ideale,
determinando la correzione del gesto
eseguito), tant’è che si può stimare un
incremento dell’apprendimento motorio
osservando la prestazione. Possiamo dunque dire che l’apprendimento
motorio può essere rappresentativo del livello di prestazione quando,
la prestazione stessa non è influenzata da fattori come; fatica,
motivazione, livello concentrazione, condizione fisica.
In altre parole Per apprendimento motorio s’intende l’acquisizione mentale delle
sequenze del movimento, favorendo la riproduzione gestuale di azioni motorie da
parte dell’allievo e attraverso le quali si modifica (feedback) elevando la sua
capacità di movimento (PRESTAZIONE)
STADI APPRENDIMENTO E PRESTAZIONE
I° stadio L’APPRENDIMENTO INIZIALE è caratterizzato dal tentativo di farsi
un’idea del movimento, con una conseguente attività motoria (PRESTAZIONE)
notevolmente imprecisa, lenta, instabile, rigida, mancanza di sicurezza e
indecisione nel suo modo di fare.
II° stadio in seguito poi a esercizio e ad altri fattori come: capacità, motivazione,
condizioni del corpo,ecc., si arriva ad un apprendimento in cui si ha una
prestazione più precisa e stabile (fluida,sicura, decisa, adattabile,ecc).
III° stadio quando si ha un’idea abbastanza buona della struttura del movimento,
va ad attuarsi il processo di rifinitura, modificando e adattando la struttura x
rispondere ad esigenze ambientali. (esemp. nelle closed skill, coloro che
apprendono traggono maggior profitto dalle esperienze ripetute in condizioni
ambientali stabili; nelle open skill coloro che apprendono traggono maggior profitto
da esperienze diversificate).
IV° stadio “stadio autonomo”: apprendimento caratterizzato dalla produzione di
movimenti automatici (solo pochi soggetti arrivano a questo stadio).
APPRENDIMENTO IMPLICITO: le ripetizioni della prestazione producono
incrementi nell’apprendimento che vanno al di là della consapevolezza.
esperienze motorie (PRESTAZIONE) ripetute aumentano il livello di apprendimento
motorio. Ma x raggiungere il perfezionamento dell’azione desiderata, è
necessario mettere a punto l’adeguato tipo di esperienza della prestazione.
APPRENDIMENTO BASATO SUL PROBLEMA: è un approccio all’apprendimento
la cui chiave della comprensione del problema sia l’abilita nel porre le giuste
domande (Chi?, Cosa? Dove?).
• Chi: è il soggetto che si sta aiutando (bambino, atleta, paziente, ecc; ognuno
con delle proprie caratteristiche, capacità, esperienze)
• Che cosa: compito che il soggetto vuole essere in grado di svolgere
• Dove: contesto nel quale il soggetto vuole essere in grado di eseguire il
compito
Tutti gli individui differiscono tra loro in seguito a diversi fattori: fisici, sociali,
culturali, etnici,ecc.. A questi fattori se ne aggiungono altri che vanno ad
influenzare la qualità della loro prestazione motoria come: capacità (destrezza
manuale, resistenza, ecc); attitudini; stato emotivo; livello di fitness; livello
motivazione; esperienze motorie; ecc.. L’approccio di ricerca che si basa sullo
studio dei fattori che rendono gli individui differenti è detto approccio
differenziale. Sono definite DIFFERENZE INDIVIDUALI quelle differenze
nella prestazione, dovute a differenze nelle loro capacità stabili e durature
(esemp. persona che esegue un lancio lungo a golf e un’altra manca lo stesso
colpo, non significa che la prima persona ha capacità di colpire superiori alla
seconda. Ciò è possibile dedurlo solamente quando, in seguito a diverse
esperienze, la prima persona esegua costantemente il colpo meglio della
seconda).
Gli studiosi che conducono questo tipo di ricerca, cercano in primo luogo di
identificare tutte quelle capacità che contribuiscono alla differenza di
prestazione tra individui. Basandosi poi su queste capacità si potrà stimare
il futuro livello (o potenziale) dell’abilità della persona in una particolare
attività.
CAPACITA’ IN RELAZIONE ALLA PRESTAZIONE
Per capacità, si intendono dei tratti duraturi e stabili, determinati
geneticamente e essenzialmente non modificabili con la pratica o
l’esperienza (rappresentano hardware che gli individui portano con sé, più è
sofisticato maggiore sarà la sua prestazione). Sono state identificate all’incirca
20-30 capacità cognitive e motorie, delle quali tutte sono possedute dagli
individui ma con diversa intensità. Proprio l’intensità con cui queste capacità
sono presenti nell’individuo che influenzano la prestazione, se un soggetto
possiede alti livelli delle capacità rilevanti x la prestazione in un compito
particolare, dovrebbe essere capace di eseguire il compito ad un livello più
elevato rispetto ad un’altra persona che possiede livelli inferiori.
Avere però un alto livello di capacità x eseguire un certo compito non significa
che l’individuo sarà in possesso di una dotazione efficace di capacità x eseguire
un altro compito.
Sono le differenze tra le capacità individuali che determinano quale persona è
più abile di un’altra.
CAPACITA’ E ABILITA’
La differenza tra abilità e capacità sta nel fatto di considerare le CAPACITA’
come tratto determinato geneticamente e largamente non modificato
dall’esercizio e dall’esperienza (equipaggiamento di base); mentre x
ABILITA’ si intende siano capacità di prestazione che vengono
principalmente sviluppate come risultato dell’esercizio.
Il livello delle abilità che gli individui possono raggiungere dipendono dalle
capacità che portano con sé.
La PRESTAZIONE di un certo compito è dunque il risultato del livello di qualità
di una capacità ereditata e delle abilità accresciute con l’allenamento.
Potendo le capacità individuali influenzare il livello di abilità da
raggiungere, oltre a migliorare la prestazione di certe attività, possono
limitare il livello di efficacia della prestazione di altre attività (giocatore
di football professionista che non potrà mai divenire un abile ginnasta, anche
se si allenasse, in quanto non possiede la conformazione corporea o le capacità
percettivo-motorie che contribuiscono alla prestazione). È oltretutto errato
esprimere un giudizio definitivo sulla potenziale realizzazione di un’abilità
di un soggetto, basandosi sull’osservazione dell’esecuzione di una certa
prestazione nei suoi primi stadi di pratica, in quanto quelle che sono le capacità
fondamentali che influenzano l’abilità e quindi la prestazione, possono
cambiare nel corso dell’esercizio, facendo divenire soggetti inizialmente poco
abili nell’eseguire un esercizio, gli esecutori più abili.
Diverse teorie di come le capacità possano influenzare la prestazione:
Una singola capacità globale: questo tipo di teoria, proponeva che
• alla base di ogni prestazione abile ci fosse una singola capacità
globale. In altre parole, individui che possiedono ELEVATI livelli di
capacità motoria generale dovrebbero produrre sempre ELEVATI livelli
di prestazione motoria in diverse attività, mentre un soggetto che
possiede sempre livelli bassi di capacità motoria generale, dovrebbe
ottenere un livello sempre basso di prestazione. La validità di tale
nozione è andata a cadere, sostituita dalla concezione di ritenere che
all’interno di una capacità esistessero sottogruppi di capacità (esemp.
CAPACITA’ EQULIBRIO al suo interno sono presenti capacità x controllare
la postura).
Molteplici capacità specifiche (ipotesi specificità): Il più forte
• sostenitore dell’opposizione della nozione di capacità motoria generale fu
Franklin Henry, il quale propose invece che alla base dei comportamenti
motori (prestazioni) ci fossero un vasto numero di capacità specifiche
indipendenti le une dalle altre (campione di tennis, colui che ha
ereditato elevati livelli di capacità specifiche relative al tennis, però non c
è nessuna garanzia che diventerà un campione di tuffi, dato che le
capacità specifiche x i tuffi sono completamente diverse da quelle del
tennis. La migliore delle ipotesi è che egli possa diventare un tuffatore
medio, senza alcun vantaggio speciale).
Classi di capacità: l’ipotesi della specificità di Henry predice che. Ma in
• seguito a degli studi è stato visto come ci siano alcune CAPACITA’
COMUNI che influenzano PRESTAZIONI DI COMPITI DIFFERENTI.
Attraverso una tecnica statistica chiamata analisi fattoriale, Fleisham ha
identificato un numero ridotto di capacità totali e di capacità
coinvolte nell’esecuzione di un compito, rispetto a quelle predette
da Henry. In aggiunta Fleishamn ha ipotizzato che 2 compiti motori
differenti possano richiedere alcune delle stesse capacità
fondamentali x il successo della prestazione, specialmente quando
le attività sono simili, andando contro l’ipotesi di Henry secondo la quale
non ci sono correlazioni tra la prestazione di 2 abilità (attività) differenti
(questo perché la classificazione di Fleishman è più generale rispetto a
quella di Henry).
Fleishman raggruppa queste capacità in 2 grandi categorie:
CAPACITA’ PERCETTIVO MOTORIE (coordinazione tra gli arti;
precisione di controllo; tempo di reazione; destrezza manuale; ecc) e
CAPACITA’ DI EFFICIENZA FISICA (forza esplosiva; forza statica; forza
dinamica; forza del tronco; flessibilità; ecc).
Ricerche successive hanno rivelato l’esistenza di molte altre capacità che
si aggiungono a quelle suggerite da Flaishman. Queste capacità
includono fattori di coordinazione generale (TIMING MOVIMENTO:
movimenti con accurata scelta di tempo come guidare la macchina o
suonare tamburo in una banda, sapere quando è il momento di effettuare
l’azione; FREQUENZA MOVIMENTO: battere a macchina o sul computer;
TIMING PERCETTIVO: compiti nei quali è richiesta una valutazione precisa
del tempo di eventi percettivi, come ballerina o cantante che segue il
tempo, oppure giudicare la velocità di un pallone da calcio; CONTROLLO
DELLA FORZA: biliardo, eser. a corpo libero, suonare il piano).
Cosa ricordare sulle capacità individuali:
Ogni individuo è dotato di una struttura di capacità differenti che
• vengono messe in evidenza in situazioni di prestazione o apprendimento.
Capire che la struttura di capacità individuali, faciliterà la prestazione di
• determinate attività ma non di altre
Ricordare che la struttura di capacità individuali è solo uno dei fattori che
• contribuiscono alla prestazione individuale, mentre il successo vero è
proprio è determinato da una combinazione di fattori.
Ciascun movimento o compito, richiede un certo GRUPPO DI
CAPACITA’ e le persone usano diverse combinazioni delle loro
capacità x i diversi compiti.
CAPITOLO 3
Elaborazione dell’informazione e presa di decisione
Alcuni psicologici, spiegano il processo di apprendimento delle abilità
motorie, facendo riferimento a un modello che considera l’uomo come un
ELABORATORE DI INFORMAZIONI.
Tale modello ha la capacità di percepire un INPUT, ELABORARLO attraverso
diverse operazione, al fine di produrre un OUTPUT:
INPUT ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE OUTPUT
INPUT stimolo scelto, tra una moltitudine di stimoli proposti dall’ambiente,
dal soggetto stesso attraverso una ricerca attiva.
ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE operazioni che l’informazione
subisce, permettendo di
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