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Le «Metamorfosi» di Apuleio tradotte e commentate, Libro III

Il documento costituisce una preziosa risorsa per la traduzione del libro III delle «Metamorfosi» di Apuleio. Il mio lavoro infatti non si limita a tradurre meccanicamente il testo, ma propone tra parentesi la traduzione delle parole meno conosciute al fine di facilitare lo studio: in altri termini, solleva quasi del tutto lo studente dal compito gravoso di cercare ogni singola parola sul... Vedi di più

Esame di Lingua latina docente Prof. C. Gubert

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Il documento costituisce una preziosa risorsa per la traduzione del libro III delle «Metamorfosi» di Apuleio. Il mio lavoro infatti non si limita a tradurre meccanicamente il testo, ma propone tra parentesi la traduzione delle parole meno conosciute al fine di facilitare lo studio: in altri termini, solleva quasi del tutto lo studente dal compito gravoso di cercare ogni singola parola sul vocabolario, perché questo lavoro è quasi sempre già stato fatto.
La prima parte del documento, oltre alla traduzione, presenta anche un utile commento letterario, che cerca di inquadrare il testo alla luce dell’intero romanzo e di analizzare il singolare stile dell’autore. Nella seconda parte (parr. 21-25), si trova la sola traduzione: il testo latino e quello italiano sono collocati in modo da rendere il più agevoli possibile lo studio e la consultazione.

Su Apuleio ho pubblicato anche traduzione e commento del «De magia» e dei «Florida».

Di seguito propongo la traduzione di una parte del par. 19 (si tenga presente che la formattazione nella seguente presentazione viene inevitabilmente perduta):

Exarsi lepido sermoni Photidis et in vicem cavillatus: 'Ergo igitur iam et ipse possum' inquam 'mihi primam istam virtutis adoriam ad exemplum duodeni laboris Herculei numerare vel trigemino corpori Geryonis vel triplici formae Cerberi totidem peremptos utres coaequando.
Io risi al racconto piacevole di Fotide e scherzando (cavillatus) a mia volta dissi: “Dunque ormai anch’io posso contare questa prima prova di valore (virtutis adoriam) sull’esempio delle dodici fatiche di Ercole, paragonando (coaequando) al corpo triforme di Gerione o alla triplice forma di Cerbero gli altrettanti (totidem) otri che ho ucciso (peremptos).


DETTAGLI
Esame: Lingua latina
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in filologia e critica letteraria
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SolidSnake86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Gubert Carla.

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