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Il caleidoscopio delle immagini (G. Staccioli)

Definire l'immagine

Coordinate a proposito dell'immagine

Per ragionare dell'immagine in termini disciplinari si devono individuare le dimensioni entro cui agisce e le strutture che la compongono (linguaggio, grammatica). Ogni immagine può essere sottoposta ad analisi e lettura da angolazioni diverse (come vedere le forme dentro un caleidoscopio). Le idee forti della disciplina immagine si riferiscono al modo con cui vengono raccolti i dati dell'esperienza, al modo con cui vengono elaborati e al modo con cui vengono comunicati. La funzione dell'educazione all'immagine è quella di predisporre occasioni per una percezione attiva delle illustrazioni. Altre idee forti sono la creatività (come fine, come mezzo e come metodo) e l'ambiguità (alcuni segni mandano ad uno significato simbolico ed emotivo). Le immagini diventano più ambigue se si passa da una comunicazione convenzionale a una comunicazione personalizzata (quadro).

Elementi - la "grammatica" dell'immagine (aspetti dell'immagine: il punto, la linea, lo spazio), la sua organizzazione logica.

Argomenti, elementi, procedimenti

Due tematiche significative sono:

  • Una rivolta a una visione "esterna" dell'esperienza umana (i segni dell'uomo primitivo, pitture, quadri, immagini che narrano i fatti della vita quotidiana)
  • Una rivolta alla dimensione "interna", psicologica: immagini che cercano di rendere visibile la percezione umana della paura, del male e delle forze interiori (ad es. i mostri di Bosch).

Altri due poli entro cui si muove l'immagine:

  • La rappresentazione dei tratti di un individuo per cogliere il carattere (le foto)
  • La rappresentazione della "collettività": da un quadro generale di determinate situazioni (visione realistica o fantastica della natura: le battaglie di P. Uccello).

Questi quattro poli dell'immagine delineano i quattro diversi caratteri dell'immagine: rappresentazioni legate alla lettura delle esperienze soggettive (A), quelle che esprimono delle esperienze oggettive (B), le esperienze come vissuto collettivo fantastico (C) o oggettivo (D) - lo schema sottostante. Ciascuna dimensione può risultare interessante ma parziale perciò occorre procedere con equilibrio. Gli elementi grammaticali rappresentano delle strutture portanti del linguaggio visivo e aiutano a comprendere i messaggi. Sono: il punto, la linea, la superficie (Kandinsky), il colore, la luce, il movimento, gli equilibri, il ritmo compositivo, lo spazio ecc. I procedimenti: metodologie che consentono la ricerca personale e il confronto; la comunicazione che passa attraverso l'immagine non è frutto del caso o di una spontaneità immediata ma il risultato di un faticoso lavoro di selezione, scelta, prove, controlli sui risultati. Procedimenti adulti e quelli infantili devono rimanere divertenti e interessanti. Argomenti, elementi e procedimenti rappresentano gli elementi che danno un quadro di riferimento all'educazione all'immagine.

Le richieste dei programmi

I Programmi del 1985 danno risalto al modo di procedere nel campo delle immagini per costruire un modo personale di usare le tecnologie e di comunicare. Gli argomenti che possono fare l'oggetto delle immagini: le esperienze vissute (eventi, avventure, viaggi), le storie di personaggi reali o fantastici, gli aspetti dell'ambiente. I Programmi danno anche un certo spazio a uno degli elementi fondamentali dell'immagine: la percezione.

Con gli occhi dei bambini

Cominciamo dall'inizio

Secondo la Kellogg, nella rappresentazione grafica ci sono dei punti di partenza comuni a tutti i bambini piccoli (punti, cerchietti, linee) che gradualmente diventano immagine figurativa. I segni grafici dei bambini non sono degli "scarabocchi" ma rappresentano delle metafore: Se i bambini vogliono rappresentare anche in senso figurato, perché ci ostiniamo a insegnar loro solo e unicamente il disegno realistico?

I primi segni del bambino

Non sempre il bambino disegna per raccontare ma per... Compito dell'educatore non è abbandonare il bambino alla spontaneità o incanalarlo su binari unidirezionali ma condurlo a lavorare nel settore dell'immagine, nei campi di esperienza propri degli artisti, di procedere come gli artisti.

Sviluppo o inibizione dell'espressione

Sono convergenti tutti quei messaggi, in arrivo o in partenza, che cercano di utilizzare un linguaggio semplificato, stereotipato, codificato, senza ambiguità: un cartello della segnaletica stradale, indicazioni, pubblicità, immagini tecniche.

L'albero di Francesco

L'immagine artistica non vuole mostrare come è fatto il mondo, ma come l'individuo vede il mondo, quali percezioni ne ha ricevute, quali emozioni, quali ricordi. L'immagine artistica nega l'idea di comunicazione subito comprensibile, immediata, codificata e stereotipata. L'albero di Francesco non è un albero qualunque ma l'insieme di quelle esperienze compiute da Francesco, le sensazioni, la comunicazione nascosta.

Una cultura del rispetto

Se si deve aiutare il bambino a trovare la sua immagine, lo si deve aiutare a trovare il proprio stile; cercare la maniera e le forme più adatte per riprodurre quella cosa in quel momento; valorizzare l'insolito e il non definito; creare una cultura della ricerca e del rispetto per la differenza. È importante mettere l'attenzione non sui prodotti finali quanto sui processi, sul ragionare, sperimentare, sul realizzare qualcosa di personale.

Aiutare i bambini a sviluppare le loro ipotesi

Tramite le seguenti tecniche:

  • L'ascolto: è il meccanismo più difficile; l'adulto ha l'impressione che se non interviene non svolge il proprio compito,
  • Il rispecchiamento: il ripetere tutto o in parte ciò che dice il bambino per dargli valore e consistenza, per valorizzare i suoi tentativi;
  • La problematizzazione: gli adulti dovrebbero sviluppare le capacità di rielaborazione e di combinazione dei messaggi iconici, secondo modalità personalizzate. Le immagini dei bambini piccoli sono molto ricche di elementi.

Aiutare i bambini a sviluppare il loro stile personale

Lowenfeld (1968) riconosce nei disegni dei bambini due modi diversi di rappresentare le cose: il tipo tattile disegna concentrandosi sulle sensazioni corporee e muscolari, le impressioni tattili, gustative, olfattive; il tipo visivo fa affidamento sull'apparenza esterna delle cose, osserva tutto. Read (1969) è convinto che esistono una dozzina di stili infantili che corrispondono ai quattro tipi di funzione mentale distinti da Jung: riflessione, sentimento, sensazione, intuizione.

Gli studiosi del Progetto Zero (Goodman, Wolf, Gardner) hanno rilevato il collegamento fra gli stili rappresentativi e stili cognitivi. Nella prima infanzia ci sono due stili simbolici: lo stile dei patterners (pattern-struttura) – quei bambini che nel gioco simbolico tendono a scegliere come punto di riferimento il mondo degli oggetti (con le tazzine faranno configurazioni e simmetrie); lo stile dei dramatists - quei bambini che nel gioco simbolico si basano sull'immaginazione e sulla fantasia (giochi di ruoli). Mezinger e Baronchelli distinguono tre tendenze rappresentative nei bambini piccoli: vedere la realtà (i bambini visivi che amano i particolari e rappresentano la realtà come si vede); vivere la realtà (i bambini sono attratti dal movimento, vivono in modo emotivo situazioni ed esperienze, sono mossi da sensazioni corporee); decorare la realtà (usano la linea e il colore in termini decorativi).

Gli aspetti emergenti dagli studi sull'argomento: la relazione fra la rappresentazione delle immagini e lo stile conoscitivo proprio di ciascuna persona; gli stili dei bambini non sono moltissimi anche se possono sembrare. La lettura dei disegni dei bambini non va tanto orientata alla ricerca degli stati d'animo del bambino o alle sue caratteristiche psicologiche quanto all'individuazione delle caratteristiche delle immagini (argomenti, elementi, procedimenti).

Crescere con le immagini

Un'annotazione importante

Nei loro disegni i bambini fanno l'ipotesi che si possono rappresentare diverse caratteristiche della realtà, finché qualcuno non gliela nega (rappresentare il calore di una casa con rosso, rappresentare l'odore dei fiori, i suoni della musica, disegnare dicendo di voler scrivere una lettera). È importante che il bambino senta che i propri tentativi sono apprezzati e che trovano riscontro anche nelle cose che gli adulti hanno fatto prima di lui.

Un percorso nascosto

Il linguaggio verbovisivo è la mescolanza fra immagini e parole. Questa mescolanza è stata utilizzata in tutte le epoche (come funzione decorativa e come mezzo artistico: le lettere miniate dei manoscritti, molte pubblicità, i marchi) ed è molto comune nei bambini di tutte le età.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.luiza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Animazioni grafico-pittoriche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Staccioli Gianfranco.
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