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Immigrazione, tema

il fenomeno dell'immigrazione in Italia e in Europa

Con il termine etimologico immigrazione vogliamo intendere quel fenomeno, quello spostamento di persone, di cui si sente spesso parlare dai mass-media, con un fine ben preciso: cercare fortuna in altri Paesi, trovare lavoro in altre nazioni più all’avanguardia e con un tasso di industrializzazione elevato.
L’Europa appare oggi più bisognosa che mai di modelli di convivenza multiculturale. Proprio in questo periodo, infatti, la Comunità Europea, a causa della sua stabilità politica, delle condizioni di relativo benessere di cui godono i suoi abitanti, della disoccupazione in alcuni settori e carenza di manodopera in occupazioni più faticose e meno retribuite, esercita un’irresistibile attrattiva sulle regioni circostanti, favorendo la mobilità dei lavoratori di Paesi diversi.

Quest’attrattiva è resa più forte, come ho detto prima, dalla miseria in cui versano le popolazioni di molti paesi dell’Africa e dell’Asia e dalle feroci dittature a cui alcuni di questi paesi sono sottoposti.
Ma anche dai paesi dell’Est, sconvolti da gravi difficoltà economiche e da conflitti sanguinosi, sono molti a cercare rifugio in Europa, nella speranza di trovarvi migliori condizioni di lavoro e di vita.
Molto spesso gli immigrati non trovano questo in quanto i loro rapporti con le popolazioni europee sono conflittuali, conseguenti dalla diffusione di atteggiamenti razzisti.
Gli abitanti dei paesi che li ospitano sono preoccupati poiché vedono gli immigrati stranieri, dei potenziali competitori.
In realtà, nella gran parte dei casi la temuta “concorrenza” non si verifica, perché i lavoratori immigrati vanno proprio ad occupare quei posti di lavoro dai quali i giovani europei rifuggono, considerandoli troppo faticosi o umilianti.
A creare sospetti nei confronti degli immigrati c’è la paura dello straniero (xenofobia) dovuta alla scarsa conoscenza della storia e della cultura dei paesi extra-europei, quindi si pensa di dover sfuggire o addirittura combatterli e scacciarli.
Per questo la maggioranza degli immigrati è relegata (dalla nostra società) in una posizione molto marginale, facendoli occupare abitazioni fatiscenti, senza servizi igienici, alimentando pregiudizi sulla scarsa pulizia e delinquenza, solo perché diversi per colore della pelle e cultura.
Da queste premesse risulta che l’Europa del futuro prossimo sarà multietnica e multireligiosa per via del fenomeno dell'immigrazione che è in espansione.
Questa nuova prospettiva è sconvolgente, e la nostra capacità di adattamento dovrà affrontare una prova non facile. Le terre che erano fino a tempi recenti terre di emigrazione sono diventate mete sognate. L’Inghilterra e la Francia hanno sostenuto ondate più massicce di quelle che oggi avvengono in Italia. Per attenuare e addirittura risolvere molti problemi si dovrebbero aprire, per esempio, le scuole di ogni tipo ai nuovi arrivati; infatti, dalle esperienze acquisite in più contesti, potrebbero derivare vantaggi sociali, poiché saremo esposti a culture diverse, apprenderemo nuove conoscenze, gli immigrati acquisiranno nuove specializzazioni e qualifiche a costo di molti sacrifici.
La permanenza di questo flusso non certo disordinato e clandestino, giacché molto spesso il loro viaggio, pagato a caro prezzo si compie in condizioni disastrose e si trasforma il più delle volte in tragedia, potrebbe costituire una forma di cooperazione assai più efficace di altre forme di aiuto per il decollo economico dei paesi poveri del Mediterraneo.
Qual è allora, il miglior modo per fronteggiare la situazione?
Secondo me, il rimedio sarebbe quello non di “chiusura delle porte” dell’Europa, cioè delle frontiere comunitarie facendo di essa una fortezza assediata, bensì quella legata alla tolleranza, poiché dovrà essere punto di forza di quest’ondata migratoria.
Un atteggiamento di tolleranza è certo indispensabile per evitare le violenze contro i lavoratori extracomunitari garantendo loro i diritti, che ora sono riservati ad alcuni di loro più fortunati. Perciò si dovranno garantire oltre al diritto al lavoro, il diritto ad un’abitazione, all’assistenza medica, alla scuola per i figli e non ultimi i diritti a conservare i costumi, la religione e la cultura dei paesi d’origine. Il fenomeno dell'immigrazione sta diventando incontrollabile e l'Europa diventerà ormai sempre più multietnica.

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