Disabili, tema


Idee per lo svolgimento del tema: Non si può dire che negli ultimi anni non sia stato fatto nulla per i disabili: si è deciso, dove era possibile, il loro inserimento nelle scuole; si sono cambiati i nomi delle infermità allo scopo di renderli meno espliciti e discriminanti; molte strutture, dalle stazioni ferroviarie agli istituti scolastici, dagli uffici ai locali pubblici, sono state dotate di pedane per il transito e di servizi igienici adeguati; si è discusso del problema in conferenze e libri allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica.
Ma c’è ancora tanto da fare soprattutto per quanto concerne il loro inserimento sociale, nel mondo del lavoro in particolare, e l’eliminazione di ogni forma di pregiudizio, indifferenza ed emarginazione, di cui sovente questi ultimi sono vittima.

Scaletta


1) Aumenta il numero di disabili affidati agli istituti d’assistenza: la crescente delega della cura; il venir meno dell’affetto dell’ambiente familiare.
2) Sempre meno spazio e tempo da dedicare a loro: i frenetici ritmi di lavoro; la priorità delle “esigenze personali”; l’emarginazione di chi non produce e non consuma; la scarsa tendenza al sacrificio.
3) Come viene non di rado considerato un disabile: una presenza scomoda; un emblema negativo della vita; un interrogativo inquietante; un grave e sgradito onere; la dimostrazione vivente dell’impossibilità di dominare l’esistenza umana.
4) L’eliminazione del problema: il tentativo d’identificare tutte le possibili cause di handicap o malformazioni che possono essere rimosse in fase preventiva; l’assurda pratica dell’aborto di un feto imperfetto; la negazione del valore della vita.
5) La questione delle barriere architettoniche: la difficoltà di muoversi dei disabili.
6) Le possibili iniziative: un concreto aiuto ai familiari dei disabili; un intervento ancora più efficace da parte dello Stato; fornire la scuola di appropriati strumenti didattici; favorire il volontariato; diffondere la cultura della solidarietà ed il rispetto nei confronti di persone più sfortunate di noi.
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