Il 900 dal punto di vista storico e letterario

Se si potesse descrivere il XX secolo con una sola parola, sceglierei il termine “cambiamento”.
La storia del 900 è stata molto complessa e ricca di idee ed eventi rivoluzionari tanto radicali da causare mutamenti profondi in ogni aspetto della vita umana e nel mondo intero. Tali cambiamenti si sono succeduti con un ritmo così accelerato, rispetto alla storia passata, da rendere molto più complicato il quadro storico e più difficile e problematica l'interpretazione degli avvenimenti.
L'Europa, nel XX secolo, perse la propria supremazia economica e politica mondiale, e venne sostituita dagli Stati Uniti. In campo scientifico e tecnologico si verificò uno straordinario progresso che cambiò tutti gli aspetti della vita.
La cartina storica dell'Europa, dopo la prima guerra mondiale, è innanzitutto un'indicazione generale dell'enorme importanza del conflitto '14-'18, superiore, secondo alcuni storici, a quello del '39-'45, nonostante il primo abbia totalizzato circa 35 milioni di vittime in meno. Dalla prima guerra mondiale, nasce il mondo contemporaneo con le ideologie, le tecnologie, i comportamenti di massa e i totalitarismi che accompagneranno il secolo. Dopo il 1918, le cartine geografiche non mostravano solo la nuova sistemazione dell'Italia al massimo della sua espansione geografica, ma anche un mutamento storico decisivo: la caduta dei quattro imperi. Cadde l'Impero Austro-Ungarico e ne nacquero piccole nazioni; quello zarista, che portò alla formazione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche; il secondo Reich, che portò alla formazione della repubblica di Weimar in Germania, e l'Impero Turco, che portò alla formazione della Turchia. Nella letteratura europea, non mancheranno i romanzi che racconteranno di tali trasformazioni.

L'ideologia di Benito Mussolini, che fondò nel 1921 il Partito Fascista, si diffuse nel nostro continente causando crisi economiche e sociali e caratterizzando gli stati dall'affermazione di un forte spirito nazionalista. Nel 1939 inizia il secondo conflitto mondiale: con la Germania al potere, persecuzioni, arresti, deportazioni e massacri divennero la realtà quotidiana dell'Europa, dell'Italia e, in breve tempo, di tutti i paesi del mondo. L'esempio della Shoah fa comprendere gli orrori dell'ideologia nazista e la crudeltà di un uomo che, avido di potere e addolorato dalla sconfitta subita dal suo Paese, decise di portare la sua Patria ad una supremazia su tutto il mondo. La ribellione diede vita ai movimenti di Resistenza che, assieme agli Alleati, liberarono il nostro Paese.
Anche l'Italia, con la sua posizione strategica, non fu priva di mutamenti.
Nel Novecento la penisola italiana si apre progressivamente alla cultura europea e mondiale. La nostra stessa lingua si “internazionalizza”, o, più precisamente, poco prima della seconda metà del novecento, si “inglesizza”. Molto forte in questo periodo, è il legame che l'Italia ha con la letteratura francese, che attira poeti come D'annunzio, Ungaretti e Calvino. I luoghi letteralmente e culturalmente più importanti della penisola sono: Napoli, Firenze, Roma e Milano.
A Firenze, capitale della cultura, nascono iniziative non solo letterarie, ma anche politico-ideologiche. Il centro economico-industriale è ormai fuori dalla Toscana: l'area di maggior industrializzazione, fino all'immediato secondo dopoguerra, è formata da un triangolo che unisce tre città italiane: Milano, Torino e Genova.
A inizio secolo, sorsero nuovi indirizzi di pensiero, si affermarono una nuova sensibilità, un nuovo gusto, un nuovo concetto dell'arte. Quest'ultima subì un profondo rinnovamento e venne vista come pura espressione dello spirito dell'artista, come rivelazione autentica dell'essenza più segreta delle cose. La corrente culturale che andò sviluppandosi, prese nome di Decadentismo. Esso era contrario al Positivismo in filosofia (perchè dopo i conflitti e la crisi, i decadenti non erano ottimisti, anzi, erano segnati da un'angoscia esistenziale) e al Realismo in letteratura. In Italia la corrente del Decadentismo si diffuse un po' in ritardo rispetto al resto dell'Europa ed ebbe come esponenti significativi Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio. Entrambi furono elementi fondamentali per l'espressione di quest'epoca di nuova concezione della poesia, vista come rivelazione dell'inconscio, dell'assoluto, del mistero che è la vita, pur essendo diversi nelle manifestazioni artistiche. In Pascoli si avverte sia la crisi del Positivismo, sia la sofferenza interiore dell'uomo, dovuta alle tragedie familiari, mentre in D'Annunzio, troviamo l'estetismo, la concezione del superuomo e il nazionalismo. Quest'ultimo compì imprese audaci nella Prima Guerra Mondiale, e nelle sue opere non troviamo la solitudine umana e l'angoscia esistenziale, egli può essere l'esempio di uno stile di vita che si pone al di fuori di ogni regola e di ogni convenzione. A inizio secolo si assiste anche a un tentativo di “svecchiare” la cultura italiana: quello del movimento futurista, che mirava ad una netta rottura con il passato. Fu un movimento che ebbe un particolare rapporto con le macchine e quindi con il progresso iniziato nella seconda metà del 700 in Inghiterra, con la Seconda Rivoluzione Industriale, ma esaltò anche la velocità, il dinamismo e, talvolta, anche la violenza. Il suo maggiore esponente fu Marinetti.
Durante il ventennio fascista, nell'ambito del Decadentismo, si sviluppa l'Ermetismo, definito anche “poesia pura” nella quale si realizza il rinnovamento del linguaggio, svincolato dagli schemi ideali e formali tradizionali. La poesia ermetica interpreta una condizione spirituale del tutto nuova, legata alle vicende storiche del nostro paese ed esprime il disagio dell'uomo di fronte ai cambiamenti della società. Giuseppe Ungaretti iniziò a scrivere poesie ermetiche durante la prima guerra mondiale, Quasimodo le scrisse in testimonianza della Seconda e Montale testimonia in esse la crisi spirituale dell'uomo moderno, che vive in un mondo in cui non si trova più alcuna ragione valida per agire.
Nella narrativa, spiccarono Pirandello e Svevo, che riflettono la crisi della società moderna.
Nel secondo dopoguerra , iniziò il periodo della decolonizzazione, si sviluppò il movimento di emancipazione dei popoli di colore e si affermarono due grandi potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica. Il mondo viene diviso in due blochhi contrapposti e si iniziò a parlare di guerra fredda tra i paesi comunisti dell'Europa orientale e il capitalismo dell'Europa occidentale.
Nello stesso periodo, in Italia si avvertì un forte bisogno di ricostruzione, non soltanto materiale, ma anche morale e politica. Il 2 giugno 1946 al referendum popolare per la scelta del'ordinamento costituzionale dello Stato, l'Italia divenne una repubblica. Il decennio successivo fu caratterizzato da accesi scontri ideologici, soprattutto tra Destra e Sinistra, ma anche di grande speranze, che culminarono nei movimenti operai del 1968.
Il decennio prossimo alla Seconda Guerra Mondiale vide lo sviluppo in Italia di un nuovo movimento artistico e letterario che, per la sua tendenza a riavvicinarsi alla vita e a mettere a nudo i problemi della società, prese il nome di Neorealismo. Esso investe in tutte le arti, in particolare il cinema, dove offre le sue prove più significative. Il Neorealismo mira, come il Futurismo, ad una rottura con i legami del passato e con una letteratura troppo formale e simbolica, lontana dia problemi della gente. Protagonisti di questo periodo in campo letterario, saranno Cesare Pavese, che affronterà numerosi argomenti nelle sue poesie, tra i quali la guerra e la lotta partigiana e le Langhe piemontesi; Primo Levi, che testimonierà la crudeltà dell'idea di sterminio di Adolf Hitler in “Se questo è un uomo”; Alberto Moravia, che mise in luce il cinismo e la noia tipici di certi ambienti delle classi sociali più elevate e Italo Calvino, che dedicò alla sua prima opera alla guerra partigiana,
Negli ultimi trent'anni l'Italia passò da un economia prevalentemente agricola a una industriale, quindi da una condizione di povertà generalizzata ad una di benessere diffuso: era il boom economico, che si diffuse soprattutto nel Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno permanevano povertà e disoccupazione. Negli ultimi anni del XX secolo si assistette ad un cambiamento generale nel campo dei rapporti internazionali, che portò una distensione tra Usa e Unione sovietica (le due superpotenze) e al crollo del muro di Berlino, che nella Guerra fredda separava Berlino ovest Berlino est, nel 1989.
Ogni poeta o scrittore, è caratterizzato, in qualche modo, dal periodo storico in cui vive e in cui scrive. Nelle opere dei grandi della letteratura, troveremo sempre qualche traccia di quel che è l'epoca in cui hanno vissuto o del loro modo di vivere. Il 900 è stato il secolo dell'avanguardia; generalmente si parla di essa di fronte a movimenti culturali e artistici, gruppi di scrittori, che con le loro opere cercano di realizzare nuove tecniche. Si parla di avanguardie storiche riferendosi a quelle del primo novecento, come il futurismo che caratterizzò tutti gli aspetti della società dell'epoca: dall'arte alla letteratura, dalla musica alla filosofia. Le avanguardie storiche sono caratterizzate da una forte carica di provocazione sociale, da un incontenibile impulso a distruggere la tradizione e a rinnovare i mezzi espressivi e linguistici. Ciò è chiaro nel programma futurista e nell'atteggiamento di molti futuristi europei di diversa ideologia politica.
Il 900 è stato senz'altro un secolo importante, ma pieno di follia e discriminazione. L'uomo nasce libero, ma ovunque vada si fa incatenare. Esso è manipolato dal desiderio di essere ricco e pieno di potere, ma non si accorge che se agisce basandosi su tale ambizione, resta talmente povero che i soldi sono tutto quello che ha.

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