Mika di Mika
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Il nazismo
Negli anni venti, nonostante vi fossero ancora gli effetti disastrosi della grande guerra, la Germania raggiunse un periodo di stabilità, che si rivelò ben presto precaria quando le conseguenze della crisi economica del '29 si abbatterono sul paese. L’economia tedesca era infatti molto subordinata a quella americana (finanziamenti). La produzione industriale si dimezzò e aumentò la disoccupazione. L’inflazione, colpendo il potere d’acquisto dei salari, provocò intensi conflitti sindacali.
In questo quadro di instabilità si colloca l’ascesa al potere di Hitler. Nato in Austria, grande ammiratore di Mussolini, ne aveva risentito molto per la sconfitta e l’umiliazione subita per i trattati di pace.

* 1920 – fonda un piccolo partito di destra che, un anno dopo, prende il nome di Partito nazionalsocialista; aveva anche organizzato delle squadre d’azione militari (le SA e le SS) per colpire i militanti della sinistra.

* 1923 – tenta un colpo di stato in Baviera, ma fallisce e viene arrestato.
* Per tutti gli anni '20 ottenne consensi modesti.
* 1928 – elezioni: 2,6% dei voti;
* 1930 – elezioni: secondo partito tedesco;
* 1932 – elezioni: primo partito;
* 1933 – Hitler nominato cancelliere, assume la guida del governo.

Ragioni dell’ascesa
1. Le ragioni che hanno favorito l’ascesa al potere di Hitler vanno ricercate nel successo del suo programma, grazie al quale ottenne ampi consensi in una società profondamente lacerata dalle conseguenze della guerra e sotto i colpi della dura crisi economica.
Egli nel suo programma univa in modo confuso ma efficace, elementi che attiravano diverse estrazioni sociali. Il suo partito si basava su due elementi: uno nazionalista (per riscattarsi della sconfitta e l’umiliazione subita nella prima guerra mondiale) e l’altro socialista (ma, a differenza del marxismo, basato sui valori del popolo tedesco e sul potere di uno stato forte).
Un ruolo fondamentale ebbero l’antisemitismo e il razzismo, da sempre propagandati da Hitler. Nel programma politico del Partito nazionalsocialista era già proposta la revoca dei diritti civili degli ebrei. In breve tempo gli ebrei divennero capro espiatorio della situazione di crisi: il successo di molti ebrei nelle professioni veniva sbandierato di fronte ai disoccupati.
Hitler non predicava solo odio verso gli ebrei, ma li classificava come una razza inferiore, da eliminare, per creare una società pura e ariana.
2. Un altro elemento fu la crisi della repubblica di Weimar. Questa si basava su un fragile compromesso tra ceti dominanti e la classe operaia. L’equilibrio di quella situazione poté funzionare finché l’economia del paese si sviluppava , ma con la crisi del ’29 entrò in crisi e il governo di Weimar non riusciva ad elaborare strategie economiche.
Ascesa
La svolta decisiva si ebbe tra il '30 e il '32, quando il nuovo governo cattolico, privo di maggioranza in parlamento, era costretto a ricorrere alternativamente all’appoggio della destra e della sinistra e spesso legiferava con decreti d’urgenza, controfirmati dal presidente. In questi anni si indebolì il potere legislativo a favore di quello del presidente. Intanto Hitler stringeva rapporti con l’esercito, con l’industria pesante e con i grandi proprietari terrieri.

* 1932 – Hitler pretese che gli venisse affidato il governo; ormai la situazione era ingovernabile e non si riusciva a formare una maggioranza stabile. Alle elezioni il partito nazionalsocialista risulta il primo partito. Hitler sale al potere a capo di un governo di coalizione conservatore e in poco tempo distrusse la democrazia e creò uno stato totalitario.
* 1933 – Hitler nominato cancelliere, assume la guida del governo e ha la maggioranza assoluta in parlamento, dal quale ottiene pieni poteri: mette fuori legge il partito comunista, abolisce ogni libertà e garanzia costituzionale e ogni dissenso. Chiude i giornali di opposizione e le sedi sindacali. Scioglie tutti gli altri partiti tranne quello nazionalsocialista.
* 1934 – Alla morte di Hindenbur, Hitler diventa capo dello stato e concentra su di sé tutti i poteri. Attua la completa fusione fra partito e stato (quindi non esistevano più gli organi costituzionali: il Führer diventa l’unica fonte del diritto e aveva potere assoluto in ogni campo.
* Lo stato, ovvero Hitler, controllava tutti gli aspetti della vita lavorativa e produttiva attraverso le corporazioni e la formazione dei giovani attraverso la Gioventù hitleriana. Egli effettuava una manipolazione delle coscienze, basando il regime su rapporto diretto con le masse. Il nazismo non si servì solo del terrore, ma si sforzò di integrare le masse popolari nella sua opera.

* 1933 – Simbolico rogo dei libri a Berlino. Rappresenta il rifiuto della culture creata dagli illuministi. Il nazismo nega l’uguaglianza illuminista e contrappone la disuguaglianza, che si esprimeva attraverso l’obbedienza al “capo”.
Leggi di Norimberga: leggi razziste “i non ariani non sono cittadini e non possono sposare ariani”.
* 1938 – Pogrom della notte dei cristalli: devastazione dei negozi ebrei, arresti e deportazioni nei campi di concentramento e poi il genocidio.

Economia
Il regime nazista attuò una politica di forte dirigismo in campo economico, che si basava su due obiettivi principali:

1. Raggiungere un alto livello di occupazione. Era soprattutto un obiettivo politico, perché mirato ad ottenere consenso.
2. Sviluppare una veloce politica di riarmo per preparare al meglio il paese alla guerra, al fine di conquistare lo spazio vitale, ovvero un dominio territoriale corrispondente alla sua grandezza territoriale, spettante alla Germania e per riscattarsi della sconfitta nel primo conflitto mondiale.

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