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Il Nazismo

Adolf Hitler (nato a Braunau, Austria Superiore, nel 1889 e morto a Berlino nel1945) fu un uomo politico tedesco, fondatore del Nazismo e dittatore del paese dal 1933 al 1945.
In Germania fu la situazione di crisi successiva al primo dopoguerra a scardinare gli equilibri democratici e incanalare il malcontento popolare e le aspettative della grande industria verso una soluzione politica autoritaria, che si materializzò nel 1933 con l’affermazione del nazismo. Nel 1919, dopo la fuga dell’imperatore Guglielmo II in Olanda e la repressione, fu proclamata la Repubblica federale. La Germania fu divisa in 17 Lander regionali. Il potere legislativo venne affidato a un parlamento, la Repubblica di Weimar non si rivelò molto solida. L’occupazione della Ruhr da parte dei francesi, i pesanti debiti di guerra che continuavano a gravare sull’economia tedesca e una fortissima inflazione fecero esplodere la protesta popolare. La società risultava divisa tra la borghesia imprenditoriale divenuta sempre più ricca, il ceto medio impoveritosi enormemente dopo la guerra e il proletariato. In questo quadro la grande depressione del 1929 diede un colpo mortale all’economia tedesca. L’afflusso di capitali esteri (America) che l’aveva tenuta faticosamente in piedi cessò. La disoccupazione crebbe a dismisura, la produzione industriale crollò e i grandi capitali furono trasferiti all’estero. Il conflitto sociale si inasprì ulteriormente e il nazismo trovò un terreno fertile per affermarsi. Adolf Hitler seppe sfruttare il dissesto economico in cui versava il paese promettendo la rinascita della Germania che sarebbe avvenuta conquistando nuovi territori (lo spazio vitale) a dispetto degli ingiusti trattati di pace imposti dopo la prima guerra mondiale e distruggendo gli ebrei, responsabili di un fantomatico complotto internazionale anti-tedesco. Un punto fondamentale del programma di Hitler prevedeva la creazione di un vasto impero che riunisse tutti i tedeschi: il terzo Reich. Sorto nel 1921, il partito nazista di Hitler tentò dapprima la strada del colpo di stato che pero fallì. Successivamente a questo episodio Hitler fu arrestato e una volta uscito di prigione si adoperò per inserire il partito nella legalità e dopo il 1929 il partito iniziò a raccogliere il favore e il consenso di strati sempre più ampi della popolazione tedesca. La crisi economica fece crescere enormemente l’adesione al nazismo. Forte di questo successo di proporzioni enormi e grazie anche alle pressioni esercitate sul presidente tedesco Hindenburg, nel 1933 Hitler fu nominato cancelliere. Giunto al potere dopo pochi mesi indisse nuove elezione che si svolsero nel Marzo del 1933 in un clima di terrore e di intimidazione: la notte del 27 febbraio Hitler ordinò di incendiare la sede del Reichstag, facendo ricadere la responsabilità dell’accaduto sui comunisti. L’episodio servì da pretesto per l’approvazione delle leggi eccezionali. Operò per distruggere la democrazia e instaurare la dittatura. Abolì ogni libertà e cancellò ogni opposizione: Furono chiusi i giornali non allineati con il suo programma, sciolti i sindacati e tutti i partiti. Chiunque si opponeva veniva rinchiuso in appositi Lager (campi di concentramento).

Venne istituita la polizia segreta di Stato, la Gestapo, e la Suprema corte popolare per i casi di tradimento. Nella notte dei “lunghi coltelli” gli elementi sgraditi o i dissidenti furono uccisi. Agli inizi di Agosto morì il presidente della Repubblica che fu sostituito da Adolf Hitler, che concentrò su di se tutti i poteri. Di conseguenza la Repubblica di Weimar crollò. In Germania lo Stato totalitario raggiunge un livello di sviluppo assoluto. Uno straordinario apparato di propaganda e un capillare controllo del sistema educativo svolsero una profonda manipolazione delle coscienze. Il consenso dei tedeschi al nazismo divenne totale, la vera e propria “ideologia della disuguaglianza” sulla quale si basava il nazismo, fondata sulla superiorità della razza ariana, fu applicata in ogni settore ma si diresse in particolare contro gli ebrei. L’odio antisemita alimentato dalla propaganda che dipingeva l’ebreo come rappresentante di una razza inferiore si diffuse tra i tedeschi e giustificò nel 1935, l’approvazione delle leggi di Norimberga:

Legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco

Il Reichstag fermamente convinto che la purezza del sangue tedesco sia essenziale per il futuro del popolo tedesco e ispirato dalla inflessibile volontà di salvaguardare il futuro della nazione Germanica, ha unanimemente deciso l'emanazione della seguente legge:
Articolo I
1. I matrimoni tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibiti. I matrimoni contratti in violazione della presente legge sono nulli anche se per eludere questa legge venissero contratti all'estero.
2. Le procedure legali per l'annullamento possono essere iniziate soltanto dalla Procura di Stato.
Articolo II
Le relazioni extraconiugali tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibite.
Articolo III
Agli ebrei non è consentito impiegare come domestiche donne di sangue tedesco o affini di età inferiore ai 45 anni.
Articolo IV
1. Agli ebrei è vietato esporre la bandiera nazionale del Reich o i suoi colori.
2. Agli ebrei è consentita l'esposizione dei colori giudaici. L'esercizio di questo diritto è tutelato dallo Stato.
Articolo V
1. Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo I sarà condannato ai lavori forzati.
2. Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo II sarà condannato al carcere o ai lavori forzati.
3. Chiunque violi i divieti previsti dall'Articolo III e dall'Articolo IV sarà punito con un anno di carcere o con una ammenda, oppure con entrambe le sanzioni.
Articolo VI
Il Ministro degli Interni del Reich, in accordo con il Vice Führer e il Ministro della Giustizia del Reich, emaneranno i regolamenti e le procedure amministrative necessarie per l'applicazione della legge.
Articolo VII
La legge entrerà in vigore il giorno successivo alla sua promulgazione ad eccezione dell'Articolo III che avrà effetto entro e non oltre il 1° Gennaio 1936.

I soprusi e le violenze continuarono con inesorabile progressione. Nel 1938 si verificarono le devastazione delle proprietà e dei negozi ebraici in quella che fu chiamata “la notte dei cristalli”, in seguito, il terribile genocidio (chiamato in ebraico la Shoah, che significa annientamento) compiuto nel Lager. Fu Hitler a volere il sistematico sterminio della popolazione ebraica, insieme con i delinquenti comuni, i prigionieri politici, gli zingari, gli omosessuali e gli individui giudicati socialmente pericolosi. I deportati giunti da ogni parte d’Europa in convogli ferroviari composti da soli carri merci, furono costretti ai lavori forzati fino allo stremo, sottoposti a privazioni e maltrattamenti quotidiani, sino a provocarne la morte. Alcuni furono impiegati come cavie umane in esperimenti medici e pseudoscientifici. Ai campi di concentramento, dopo la Conferenza di Wannsee, furono affiancati i campi di sterminio, pianificati come “soluzione finale” del problema ebraico. In questi campi, al loro arrivo, i deportati erano dapprima selezionati: i vecchi e gli inabili al lavoro venivano subito uccisi nelle camere a gas, mentre gli altri venivano avviati ai lavori forzati e successivamente eliminati. I loro cadaveri venivano, poi, bruciati nei forni crematori, per non lasciare traccia. Si trattò di un genocidio eseguito con disumana lucidità dal regima zarista. Ma tutti i delitti e i soprusi commessi furono scoperti dai soldati americani e sovietici e i responsabili furono giudicati da un tribunale, che li condannò a morte perché avevano commesso crimini contro l’umanità. Il mondo intero era sconvolto da ciò che è stato commesso all’interno dei campi di sterminio. Il regime nazista si era concluso.

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