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Storia di una capinera - Giovanni Verga (3)

Scheda del romanzo Storia di una capinera dello scrittore Giovanni Verga, con analisi dei personaggi.

E io lo dico a Skuola.net
Storia di una capinera

Giovanni Verga

Storia di una capinera

Biblioteca Universale Rizzoli

Ó 2001, Milano

Romanzo

Autore: Giovanni Verga (Catania 1840-1922) fu uno scrittore e massimo esponente del verismo italiano, movimento letterario e artistico, sviluppatosi alla fine dell’ottocento, che propugnava l’estrema aderenza alla verità. Egli nacque in una famiglia aristocratica, studiò giurisprudenza presso la sua città ma a vent’anni si arruolò nella Guardia Nazionale per l’arrivo dei garibaldini in Sicilia.
Qualche anno dopo nel 1865, si stabilì a Firenze per vivere in una società più evoluta, fu poi a Milano (1872) dove frequento gli ambienti della Scapigliatura ed entrò in contatto con la letteratura realista francese. In questa città pubblicò le sue prime opere narrative: I carbonari della montagna, Una peccatrice, Storia di una capinera (1870). Erano romanzi ispirati al gusto prevalente dell’epoca, storia di passioni amorose ambientate nel mondo dell’aristocrazia. L’incontro con la Scapigliatura milanese trasformò Verga da descrittore della società elegante a suo critico, come dimostra il romanzo Eva (1873).
Negli anni seguenti scrisse i suoi migliori racconti, raccolti in Vita dei campi, Novelle rusticane e I malavoglia. Nel 1884, grazie alla scrittura teatrale di Cavalleria rusticana, ottenne un notevole successo.
Nel 1893 si ritirò a Catania e ridusse la sua attività letteraria.

Trama:La vicenda incomincia a Monte Ilice, dove la famiglia di Maria, l’educanda di un convento protagonista del romanzo, si era rifugiata per scampare dall’epidemia di colera che imperversava su Catania. Anche Maria viene allora allontanata dal convento per evitare il contagio. Durante questo periodo, in cui rimarrà a vivere con la sua famiglia, si innamora di Nino, suo vicino di casa. I sentimenti che lei prova per lui sono ricambiati, ma lei non trova il coraggio di ribellarsi ai suoi familiari che l’hanno costretta a monacarsi. Passato il pericolo, ritorna a Catania, dove prende definitivamente il velo. Lei non riesce però a dimenticare Nino e quando le viene comunicato che lui sta per sposarsi con la sua sorellastra (di Maria stessa, lei diventa ogni giorno più pazza. Questa pazzia e il dolore, peggiorato dalla vicinanza della casa dei novelli sposi al convento, la porterà alla morte.

Tempo: Gli avvenimenti narrati nel testo si svolgono nell’arco di tempo di due anni, poiché la protagonista smette di scrivere per un anno (dal 30 gennaio 1855 al 8 febbraio 1856). Vi sono pertanto periodi di tempo di cui non si sa nulla (ellissi), o altri vagamente riassunti (sommari).
La distanza tra il tempo della scrittura (1869) e il tempo della storia (1854-56) è breve.

Spazio: Ci sono molti spazi aperti all’inizio del romanzo, quando la vicenda si svolge a Monte Ilice. Troviamo invece solo spazi chiusi, sempre più chiusi, quando la protagonista torna in convento.

Personaggi:Maria è priva di carattere, perché non riesce a ribellarsi al destino stabilito dalla famiglia. Del resto la mentalità dell’epoca, e le ristrettezze economiche in cui versava la sua famiglia, non sembrano darle scampo. Maria dice di volere bene a Dio, ma la sua religiosità è molto sentimentale e momentanea e pertanto non regge il confronto con il sentimento, ancora più forte, di amore per Nino.

La compagna del convento è un alter-ego di Maria. Anche lei, diventata pazza per amore, era stata rinchiusa dalle consorelle in una cella del convento.

Scelte stilistico-espressive: Nel testo vengono spesso utilizzate espressioni di origine fiorentina, come “le davano la berta”,o siciliana, come “un bel lepre” (lepre in dialetto siciliano, è un sostantivo di genere maschile).
Si possono inoltre riscontrare, in larga misura, esclamazioni e interiezioni quasi costantemente presenti nel testo e rafforzare lo stato d’animo teso e agitato della protagonista; allo stesso modo l’ansia, l’inquietudine e il delirio di Maria. Verga riesce poi, con pause e accelerazioni, a riassumere molti avvenimenti in un periodo abbastanza breve.

Processi dinamici della vicenda:
-Situazione iniziale: Maria si trova a Monte Ilice dove trascorre gli ultimi momenti con la sua famiglia prima di prendere il velo. Qui vi sono dei miglioramenti per la protagonista, perché è lontana da convento e dalle altre educande, ambiente in cui era costretta a vivere.
-Rottura dell’equilibrio:Maria si innamora di Nino.
Peggioramento: Maria lascia Monte Ilice e dice addio a Nino.
-Apparente miglioramento: In un primo tempo Maria crede di essersi riconciliata con Dio, e vede il suo innamoramento come un peccato di cui disfarsi.
-Situazione finale: Maria non riesce più a dimenticare Nino, anzi tutto sembra ricordarlo, lei impazzisce, almeno agli occhi delle consorelle ed arriva a morire per il dolore.

Rapporto fra fabula e intreccio: In questo testo, poiché viene seguito l’ordine cronologico degli avvenimenti il rapporto fra la fabula e intreccio è di corrispondenza. Vengono però talvolta utilizzati dei flashback sull’infanzia di Maria o sulle vicende di una sua campagna di Maria dichiarata pazza perché anche lei costretta a monacarsi controvoglia.
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