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L'autostima

Titolo: L’autostima
Autore: Maria Miceli
Casa Editrice: Il Mulino (Farsi un’idea)

Cos’è l’autostima? E quanto conta nella nostra vita? Sono sicuramente questi gli interrogativi che mi sono posta leggendo il titolo di questo libro! In effetti, non avevo mai approfondito, psicologicamente parlando, il vero significato di questo concetto!
Per cominciare si può assolutamente definire il concetto di autostima, come il risultato del rapporto tra autovalutazioni e aspirazioni future; ossia il divario da come ci vediamo e come vorremmo essere e quindi il soddisfacimento di se stesso. Per rispondere alla seconda domanda, Maria Miceli (autrice del libro) risponderebbe affermando che l’autostima ha un certo peso sulla nostra vita.
Prima di tutto, la Miceli introduce il libro chiarendo il concetto di “egocentrismo”, spiegando che con questo termine, si riferisce alla propria attenzione e memoria, poiché il sé è interessato maggiormente a ciò che lo riguarda e minimamente a ciò che riguarda qualcun altro. Ovviamente il proprio egocentrismo, per di più cognitivo, favorisce l’illusione d’infallibilità e porta a generalizzare agli altri, le proprie valutazioni preferenze e convinzioni, credendo che le proprie idee siano le stesse degli altri.

Continuando a parlare del sé, si approfondisce nel testo l’esistenza di due tipi di sé. Il sé privato e quello pubblico. Con il primo s’intende il concetto che si ha di se stessi; con il secondo invece, s’intende il concetto che gli altri hanno sul sé altrui. Il loro rapporto però è complesso, giacché l’uno è reciproco dell’altro. Nel senso che il giudizio che gli altri hanno su di noi influenza ciò che pensiamo di noi stessi, e viceversa. Questo concetto porta ad inserirsi, anche se in linea generale, al tema dell’assertività, ove vengono riportate le caratteristiche della personalità del “passivo”. Quest’ultimo è rappresentato come una persona depressa e inibita; frustrata, infelice, ansiosa; il quale non riesce a raggiungere i propri obiettivi e lascia che gli altri prendano decisioni al suo posto. È spesso rappresentato come una persona timida. Ed è proprio a questo concetto che si voleva arrivare a discutere. La Miceli, infatti, offre una lunga e accurata descrizione del timido che rispecchia in gran parte le caratteristiche del “passivo” in tema dell’assertività.
Il timido accusa più di tutti, il peso dell’autostima soprattutto se, come nella maggior parte dei casi, essa è bassa. A proposito di autostima bassa e alta, Maria Miceli ha riportato due ritratti di donne con livello di autostima alle due estremità, nel senso che l’una è opposta dell’altra. Entrando in esame dei due esempi citiamo Gloria, la donna con alta autostima e Modesta, quella con bassa autostima.
Gloria appare sicura di sé, ed è convinta di avere buone probabilità di successo. Per lei le prove difficili sono sinonimo di sfida da raccogliere per far vedere cosa è capace di fare, infatti vuole superare ogni ostacolo che le viene proposto. Inoltre vuole conquistare gli obiettivi che si è prefissata con le proprie forze e decisioni.
Modesta al contrario, si trova nella condizione opposta, nel senso che se si trova nella situazione di affrontare qualcuno o qualcosa diventa insicura, si sente ansiosa e preoccupata. Sicuramente preferisce rifiutare il successo invece di affrontare l’ostacolo, per paura di una delusione. Sottraendosi inoltre alla prova, evita l’umiliazione e il dolore che descrive il passaggio dalla speranza allo sconforto. Si capisce quindi, che lei non vede le prove come sfide stimolanti, ma come minacce per la sua autostima.
Esaminiamo ora dei casi in cui vediamo le due personalità opposte, affrontare situazioni differenti. Nel caso di successo, ad esempio, vediamo Gloria soddisfatta che vede confermate e realizzate le sue aspettative. Modesta, che anche lei dovrebbe essere contenta di se stessa, la vediamo confusa e timorosa, in quanto l’esito è stato sorprendente e non ha risposto alle sue aspettative (assolutamente negative).
Prendendo invece, ora, il caso di fallimento notiamo che la reazione di Gloria è quella della sorpresa, giacchè la donna non è riuscita a conquistare l’obiettivo prefissato. Nel caso di Modesta invece, la donna prova un sentimento vicino all’indifferenza. Però questo fallimento è l’ennesima conferma del suo scarso valore.
Nel caso di confronto invece, notiamo ancora grandi differenze tra le due donne. Gloria infatti, preferisce il confronto prima con se stessa e poi con gli altri; Modesta invece, da la stessa importanza al confronto con se stessa e quello con gli altri. Ma a ciò c’è una spiegazione, infatti, Modesta ha il bisogno di confrontarsi con le prestazioni di altri per capire quali potrebbero essere le sue aspettative.
Insomma, fino ad ora ci siamo resi conto di aver esaminato (come era stato anche detto all’inizio) due tipi di personalità opposti con autostima, da una parte eccessiva verso la sovravalutazione e da una parte eccessiva verso la sottovalutazione.
Di ognuna di loro però nascono altre due personalità che si oppongono.

Nel primo caso diviso nelle due personalità, Gloria1 appare come una persona sicura, che si piace e che non ha bisogno di continue conferme e valutazioni. Riconosce le proprie competenze e accetta le debolezze e le incompetenze. È une persona solida, positiva e costruttiva. Gloria2 invece ha i tratti tipici dell’insicurezza e dell’autoinganno. Cerca di apparire forte e vincente, e non arriva a negare l’insuccesso. Si contrappone nettamente a Gloria1 ed è definita come classico esempio di persona assertiva, forse anche eccessivamente.
Anche Modesta presenta due facce non compatibili. Modesta1, ha una stabile e bassa autostima, che la porta alla rassegnazione; vede la sua vita come una sconfitta, come un fallimento già avvenuto e ad ogni difficoltà sa già che finirà tutto male. Qualunque cosa le accade, cerca nei fatti le verifiche della sua bassa autostima. Modesta2 invece, non ha perso tutte le speranze e non è convinta di essere una persona di poco valore anche se lo teme molto. Essendo incerta sulle sue capacità cerca di ridurre al minimo i rischi, così evita di mettersi alla prova e non si espone.

In quanto all’autodifesa, Modesta2 rispecchia Gloria2. In caso di fallimento, infatti, entrambe usano strategie, anche se diverse. Gloria2 cerca di scaricare le sue responsabilità sugli altri, e cerca spesso il biasimo e l’ostilità di questi. Modesta2 invece, ricorre al self-handicapping che sottolinea il suo scarso impegno.
Insomma l’autostima significa volersi bene, avere progetti, sentirsi forti e avere grinta, ma soprattutto personalità. Non tutti però riescono a mettere in pratica questo concetto. Sia perché non è un percorso facile da affrontare, sia perché non tutti nascono con carattere e quindi con la capacità di riuscire ad essere se stessi, autonomi e a far valere il proprio pensiero dando importanza ai propri diritti e a quelli altrui.

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