Daniele di Daniele
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il barone rampante di Calvino

Il barone rampante (1957) è un romanzo dello scrittore Italo Calvino facente parte della trilogia dal titolo I nostri antenati (fanno parte della trilogia anche Il cavaliere inesistente scritto nel 1959 e Il visconte dimezzato scritto nel 1952). Il libro è ambientato nella riviera ligure e riporta il punto di vista dell'autore, il quale è contro i pregiudizi e le chiusure mentali. Nel corso del racconto è evidente questo aspetto, anche nel comportamento e modo di fare del protagonista del romanzo, il quale non accetta le regole preconcette.

Indice
Il barone rampante, recensione - Versione alternativa 1
Il barone rampante, riassunto - Versione alternativa 2
Il barone rampante, schedatura - Versione alternativa 3
Il barone rampante, analisi - Versione alternativa 4
Il barone rampante, sintesi - Versione alternativa 5
Il barone rampante, storia - Versione alternativa 6
Il barone rampante, trama - Versione alternativa 7
Il barone rampante, descrizione - Versione alternativa 8
Il barone rampante, spiegazione - Versione alternativa 9
Il barone rampante, relazione - Versione alternativa 10
Il barone rampante di Italo Calvino - Versione alternativa 11

Il barone rampante, recensione


Autore: Italo Calvino

Anno di pubblicazione: 1957

Genere: Romanzo d’avventura, con dei riferimenti storici come la Rivoluzione Francese.

Barone rampante trama il giovane Barone Cosimo Piovasco di Rondò, ribelle indomabile, è il primogenito di una famiglia nobile momentaneamente decaduta. In seguito ad un litigio con suo padre, poiché si rifiuta di mangiare un piatto di lumache, decide di salire su un albero per non scenderne mai più. La sua decisione di non mettere mai più piede a terra, viene accettata da tutti poiché ritenuto semplicemente un originale; ma per Cosimo questa decisione significa molto di più, è infatti il suo modo per disobbedire alle rigide norme familiari e rifugiarsi in un posto sicuro. La vita di Cosimo si riempie di avventure, ma anche di delusioni ed amarezze.
Il primo giorno, vagando da un ramo all’altro, arriva nel giardino dei d’Ondariva dove conosce la bella e smorfiosa Viola di cui si innamora all’istante. I due passano molto del loro tempo insieme, ed è proprio per evitare che i due bambini instaurassero una bella e profonda amicizia che i genitori di Viola decidono di mandarla in un collegio. Nel frattempo Cosimo diventa sempre più abile ad arrampicarsi da un ramo all’altro, e migliora il suo soggiorno sugli alberi con comode invenzioni. Impara a cacciare, e viene accompagnato dal bassotto Ottimo Massimo, che lo segue fedelmente da terra.
Cosimo conosce le bande di ragazzi ladri di frutta e istruisce alla lettura il pericoloso brigante Gian dei Brughi. Con quest’ultimo istaura un bel rapporto e la loro amicizia è fondata su uno scambio di libri. Cosimo infatti prima ritira i libri dal fratello Biagio e poi da un ebreo, Orbecche, e in seguito li presta al brigante.
Quando poi questi termina la lettura dei libri, Gian dei Brughi, li riporta a Cosimo che gliene fornisce sempre di nuovi.
Cosimo inoltre si addolora per la morte di Enea Silvio, che lui considera fratellastro del padre e anche per quella del padre e della madre, morta d’asma.
Si interessa delle correnti di pensiero europee e conosce degli esiliati spagnoli costretti a vivere sugli alberi ad Olivabassa, un paesino confinante con Ombrosa, tra cui Ursula. Di lei si innamora ma è costretto a terminare la loro storia, quando finisce il suo periodo di esilio poiché deve tornare in Spagna.
Dopo la morte di suo padre, riceve il titolo di Barone e amministra i suoi beni dall’alto; continua a trascorrere la sua vita procurandosi cibo e interessandosi di tutto ciò che potesse sviluppare la sua cultura, fino a quando un bel giorno torna Viola. Tra i due esplode un sentimento reciproco, in realtà sempre esistito, che si conclude tristemente e al momento della separazione il barone non sarà più lo stesso. Da questa vicenda Cosimo esce distrutto e per un lungo periodo si ammala rischiando la vita. Una volta ripreso, viene iniziato alla Massoneria, e ad altre congregazioni segrete; combatte i gesuiti, scrive un Progetto di Costituzione di uno Stato ideale fondato sugli alberi, opera che contribuisce alla sua fama.
Incontra lo zar di Russia e Napoleone Bonaparte, con cui parla a lungo e alla fine quest’ultimo afferma, in perfetto italiano: “ Se io non era l’Imperatore Napoleone avria voluto ben essere il cittadino Cosimo Rondò!” Gli anni passano e Cosimo rimane deluso dalla rivoluzione francese che non ha portato la libertà e la giustizia sperata.
È invecchiato, un po’ rimbecillito e non più in forze ma continua a vivere ostinatamente sugli alberi e rifiuta le preghiere di scendere. Fin quando un giorno approfitta del passaggio di una mongolfiera, e si attacca alla sua ancora. In questo modo, coerente con il suo intento di non mettere mai più piede per terra, scompare nel mare e fa perdere per sempre le sue tracce.

Luogo e tempo: il romanzo Il barone rampante è ambientato in un paesino immaginario della riviera ligure, Ombrosa, e nella grande foresta che lo circonda. A Olivabassa e nella tenuta di Cosimo in Francia, collegata per “via vegetale” al suo punto di partenza. La vicenda inizia il 15 giugno del 1767 e finisce intorno al 1832.

Personaggi Il barone rampante:
* Cosimo Piovasco di Rondò: è il protagonista del romanzo Il barone rampante. Sale sugli alberi all’età di dodici anni e vi rimane sino ai sessantacinque e il suo comportamento si rifà a un’idea di rifiuto delle regole preconcette e di accettazione delle diversità.. Viene descritto come un ragazzo esile, con le gambe arcuate e le braccia lunghe, molto agile ed ingegnoso. È il primogenito figlio del barone Arminio Piovasco di Rondò e di Konradine von Kurtewitz. Cosimo è forte, introverso, disubbidiente e talvolta bugiardo, scontroso ma onesto e dotato di forza di volontà, fatto che gli consente di non venire mai meno ai propri ideali. Si può giudicare anche coerente con le proprie idee e allo stesso tempo molto testardo. Ha uno strano modo di superare le difficoltà ma sa portare a termine quello che incomincia con una grande forza di volontà. È molto colto, legge tanto, conosce molte lingue ed è intelligente. Riesce a mantenere una normale vita di relazione, impara a cacciare, consolida amicizie e segue la vita di famiglia.
Agli occhi della società appare strano, ma allo stesso tempo affascinante e curioso.
* Arminio Piovasco di Rondò: è il padre di Cosimo. Viene definito un uomo noioso perché la sua vita è dominata da pensieri stonati, si interessa ad alleanze con i potentati vicini e lontani. Indossa una parrucca alla Luigi XIV. È molto orgoglioso, infatti i primi tempi che Cosimo viveva sugli alberi, si faceva vedere molto raramente in città per paura di essere deriso. Cerca più volte di persuadere suo figlio a scendere dagli alberi. Continuando il lavoro dell’avvocato Enea, si dedica all’apicoltura ma viene attaccato dalle api. Tra le punture per la febbre si ridusse a diventare un vecchio rattrappito e grinzoso, e successivamente morì.
* Generalessa Corradina di Rondò: è la madre di Cosimo. È una donnetta con la pelle rosata e il naso in su e ha una paterna passione militare. Si dimostra comprensiva ed è forse l’unica che approva sin dall’inizio il comportamento di Cosimo. Soffre d’asma, causa della sua morte.
* Biagio: è il fratello di Cosimo, nonché narratore. Quando Cosimo decide di vivere sugli alberi, lui ha solo 8 anni e sebbene promette di appoggiarlo non riesce a rinunciare alle comodità della casa. Successivamente si sposa con una donna che ha paura di Cosimo, perché lo vede come un indiano e spaventata che i loro figli possano prendere esempio dallo zio, si trasferiscono tutti insieme in un vecchio feudo dei Rondò
* Battista: è la sorella di Cosimo. Molto brava in cucina, sono molto noti i suoi intrugli alimentari, su cui sfoga la sua tristezza. Inizialmente vuole diventare monaca di clausura, ma in seguito si sposa.
* Cavalier Enea Silvio Carrega: considerato da Cosimo, il fratellastro del padre. È un esperto di idraulica e aiuta il giovane barone ad amministrare i beni di famiglia.Muore decapitato dai pirati turchi a cui faceva da complice, sperando di aver notizie di Zaira, donna da lui amata nel lungo periodo trascorso nelle terre orientali.
* Viola: è la prima persona che Cosimo conosce, non appena salito sugli alberi. È egocentrica, estroversa e imprevedibile, in grado di mettere in imbarazzo chiunque, come ha fatto con Cosimo. Ma sotto sotto, in lei, si nota una certa solitudine. Intraprende con Cosimo inizialmente un legame di amicizia e successivamente uno di amore, che è destinato a finire tristemente.
* Gian dei Brughi: è considerato da tutti un ladro molto pericoloso. Appassionato di lettura, trasmette questo hobby anche a Cosimo, con cui istaura un bel rapporto di amicizia. È ricattato da due suoi vecchi colleghi e così viene catturato e impiccato. Cosimo negli ultimi giorni di vita del suo amico gli sta molto vicino.
* Ursula: ragazza che Cosimo conosce sugli alberi, e di cui si innamora. È una spagnola con occhi di bellissimo color pervinca e carnagione profumata, costretta a vivere in esilio sugli alberi.*
* Abate Fauchlafleur: è un uomo vecchio e grinzoso; Quando deve vegliare sui bambini, affinché questi non combinassero guai, si addormentava sempre. Quando Cosimo si trasferisce sugli alberi, egli gli impartisxe lezioni di latino e greco. Successivamente la polizia trova nella sua celletta dei libri inerenti le nuove idee di quel tempo e lo arrestano, muore in prigione.

Tecniche narrative: nel romanzo Il barone rampante, fabula e intreccio non coincidono, infatti gli avvenimenti non seguono un ordine del tutto cronologico. Inoltre vi sono dei flashback e anche delle anticipazioni. Il narratore è interno alla vicenda, perciò conosce i fatti mano a mano che si presentano. Non coincide con il protagonista e parla in terza persona; colui che racconta è Biagio, fratello di Cosimo. Il libro Barone rampante è scritto in maniera molto scorrevole, non vi sono nè lunghe descrizioni né lunghe riflessioni.

Riflessioni personali: Ho trovato il libro Il barone rampante molto interessante per la situazione insolita su cui si basa la vicenda: la vita di un uomo sugli alberi, il modo in cui cerca di adattarsi a questa vita insolita e i tentativi che fa per vivere civilmente anche in una condizione che non è umana.
L'autore de Il barone rampante, inoltre, ha raccontato tutto con un tono umoristico che spinge il lettore a continuare la lettura, avvincente ed entusiasmante, senza fermarsi. Il comportamento di Cosimo, l’idea di rifiuto delle regole preconcette e di accettazione delle diversità, si rifà a tematiche più ampie come la paura e l’avversione per ciò che si discosta dalla cosiddetta “normalità”. Secondo me rappresenta il distaccamento e la solitudine propri di ogni uomo nei confronti della realtà.

Il barone rampante, riassunto


Titolo: Il barone rampante
Autore: Italo Calvino
Genere: Il Barone Rampante è un racconto d’avventura. Tuttavia vi compaiono alcuni elementi storici come La Rivoluzione Francese, La Restaurazione e Napoleone Bonaparte, il quale svolge una breve apparizione all’interno della storia.
Tempo: La vicenda inizia il 15 giugno 1767 e termina nel 1832 circa. Si svolge nell’arco della vita di Cosimo. I fatti scorrono sotto i nostri occhi con la stessa velocità con cui stiamo leggendo il testo. L’epoca è un periodo storico poiché vengono menzionati La Rivoluzione Francese, La restaurazione, Napoleone Bonaparte e la Campagna che fece in Russia.
Ambiente: I fatti narrati si svolgono a Ombrosa, un paese immaginario della riviera ligure, sugli alberi e a Olivabassa. Questi luoghi sono descritti abbastanza ampiamente. Sono tutti luoghi aperti e che acquistano un ruolo fondamentale nella narrazione.

Protagonista: Il protagonista del racconto è Cosimo Piovasco di Rondò. È un ragazzo figlio di un barone e di una generalessa e la sua caratteristica principale è quella della coerenza perché non cambierà mai idea sulla sua decisione di ribellione. Egli era esile, con le gambe arcuate e le braccia lunghe, molto agile ed ingegnoso. È anche molto testardo ed ha uno strano modo di superare le difficoltà: quello di nascondersi sugli alberi; è introverso, disubbidiente e talvolta bugiardo, ma sa portare a termine quello che incomincia con una grande forza di volontà. Culturalmente è molto colto, legge, conosce molte lingue ed è intelligente. Sale sugli alberi all’età di dodici anni e vi rimane fino a sessantacinque anni, età in cui muore.

Personaggi secondari: Viola: dapprima bambina con la quale Cosimo giocava e, spesso, veniva “preso in giro” e dopo donna della quale si innamorerà e con la quale vivrà una complicata e intensa relazione, con molte incomprensioni. Viola è un personaggio egocentrico, estroverso e imprevedibile, in grado di mettere in imbarazzo chiunque, come ha fatto con Cosimo. Sotto sotto, in lei, si nota una certa solitudine.
Ariminio Piovasco di Rondò: padre di Cosimo. È definito uomo noioso perché la sua vita è dominata da pensieri stonati, si interessa ad alleanze con i potentati vicini e lontani. Cerca più volte di persuadere suo figlio a scendere dagli alberi.
Generalessa Corradina di Rondò: moglie del barone e madre di Cosimo. Ella è figlia del generale Konrad von Kurtewitz che aveva occupato le loro terre. È una donnetta con la pelle rosata e il naso in su e ha una paterna passione militare; si dimostra comprensiva ed è forse l’unica che approva il comportamento di Cosimo.
Biagio: fratello minore di Cosimo, che deve la propria importanza per il fatto d’essere l’io narrante delle vicende. All’età della ribellione del fratello, aveva appena otto anni, e di conseguenza, nonostante avesse promesso a Cosimo di dargli manforte in qualunque situazione, non aveva avuto il coraggio di abbandonare le comodità familiari.
Battista: la sorella di Cosimo; è definita la monaca della casa e il suo animo triste si esplica soprattutto in cucina poiché è molto abile nel cucinare.
Cavalier Enea Silvio Carrega: zio di Cosimo, amministratore e idraulico dei poderi, fratello illegittimo di Arminio; omino calvo con la barba nera, taciturno e timido.
Abate Fauchelafleur: un vecchietto secco e grinzoso, scappato dalla sua terra natale per scampare a un processo dell’Inquisizione. Ha un carattere rigoroso.
Gian Gei Brughi: brigante temuto da tutti; la sua passione è leggere che trasmette anche a Cosimo quando si incontrano sopra gli alberi.
Ursula: figlia di don Frederico, ragazza con occhi di bellissimo color pervinca e carnagione profumata di cui Cosimo si innamora.

Il barone rampante, schedatura



La vicenda narrata inizia il 15 giugno 1767, quando il figlio di un nobile Ligure, il Baroncino Cosimo Piovasco di Rondò ancora dodicenne, decide per protesta di andare a rifugiarsi su un albero e di non scendere più. Questa decisione, presa d’impulso, era però stata causata da numerose controversie del giovane e del suo fratello Biagio (il narratore) con il padre Arminio e la sorella Battista. I genitori si accorgono ben presto che l’atto del figlio non è solo una protesta, ma molto di più: Cosimo, infatti, decide che non metterà mai più piede a terra. Da questa profonda convinzione è condizionata tutta la sua vita sugli alberi, che si rivelerà piena d’avventure ma comunque molto simile a quella terrena. Il primo giorno, spostandosi da un ramo all’altro, arriva nel giardino dei d’Ondariva dove conosce la graziosa Viola di cui si innamora, ma che se ne andrà presto. Durante le sue avventure gira su gran parte del territorio ligure spostandosi da ramo in ramo divenendo sempre più abile, e cercando di migliorare la sua condizione con comode invenzioni. Si accompagna di un bassotto di nome Ottimo Massimo che lo aiuta nella caccia e che lo segue fedelmente da terra; Cosimo conosce le bande di ragazzi ladri di frutta, istruisce alla lettura il pericoloso brigante Gian dei Brughi, sconfigge pirati, spegne incendi, si interessa delle correnti di pensiero europee e conosce degli esiliati spagnoli costretti a vivere sugli alberi ad Olivabassa, tra cui Ursula, di cui si innamora ma che è costretto a lasciare terminato il periodo di esilio. Da adulto riceve il titolo di Barone dal padre e trascorre la sua vita procurandosi cibo e interessandosi di tutto ciò che potesse sviluppare la sua cultura, fino a quando un bel giorno torna Viola, cresciuta ma non cambiata nel carattere: da allora i due trascorreranno giornate felici fatte d’incontri amorosi, ma anche litigi e scontri, che porteranno poi alla loro separazione definitiva. Da questa vicenda Cosimo esce distrutto e per un lungo periodo si ammala rischiando la vita. Una volta ripreso, viene iniziato alla Massoneria, e ad altre congregazioni segrete, combatte i gesuiti, fa una specie di quaderno di doglianza, incontra Napoleone Bonaparte e successivamente lo zar di Russia, partecipando attivamente agli scontri nella boscaglia in favore dei francesi. Da vecchio è diventato ormai una persona celebre per la sua stravaganza anche all’estero, ma ormai fatica a muoversi e trascorre le sue giornate sull’albero al centro della piazza di Ombrosa, fino a quando una mongolfiera passa vicino alla cima dell’albero e Cosimo con un balzo vi si attacca, facendo perdere per sempre le sue tracce.

Focalizzazione: è presente una focalizzazione interna perché il narratore essendo interno al racconto apprende i fatti mano a mano che si verificano.

Punto di vista: il punto di vista è interno, come il narratore. Infatti il libro è scritto in terza persona narrato da Biagio, il fratello di Cosimo. Probabilmente l’autore sceglie questa tecnica perché, se avesse scelto di raccontare con un narratore onnisciente, non avrebbe potuto creare l’alone di mistero che è una delle componenti più importanti della figura di Cosimo.

Fabula e intreccio: In questo racconto la fabula e l’intreccio non coincidono poiché gli avvenimenti narrati non seguono un preciso ordine cronologico, infatti il narratore fa dei flashback (ad esempio quando Biagio rievoca le ore passate da lui e il fratello ad arrampicarsi sugli alberi) e delle anticipazioni (Biagio ci informa sin dall’inizio che Cosimo rimarrà sugli alberi tutta la vita). La fabula e l’intreccio coincidono solo se i fatti sono narrati in ordine logico e cronologico, senza anticipazioni.

Messaggio: L'autore, utilizzando l'allegoria dell'uomo che vive sugli alberi, distaccato da tutti e da tutto ciò che accade, ha voluto raccontare il suo stato d'animo e specialmente la condizione propria di ogni uomo. Quindi, il poeta vuole affermare che, nonostante la vita di un uomo possa essere felice e ricca di avvenimenti, ognuno è comunque solo e chiuso in se stesso. L’immagine di un uomo che si arrampica sulle piante per sfuggire alla solita gente rappresenta in un certo senso l’immagine dell’uomo attuale, che, oppresso molto spesso dal lavoro, dalle persone, o semplicemente dalla noiosa quotidianità, decide di trovare una via di scampo e di evadere.

Stile: Il linguaggio di questo libro è molto scorrevole, privo di lunghe descrizioni o riflessioni per imprimere alla narrazione un senso di velocità. L'autore ha raccontato tutto con un tono umoristico che spinge il lettore a continuare la lettura senza fermarsi. Sono presenti elementi di lingue straniere come il francese ed il tedesco. Il racconto è esposto in tono colloquiale.

Commento: Ho trovato questo libro molto interessante, infatti le cose che mi hanno colpito di più sono la situazione insolita su cui si basa la vicenda, cioè la vita di un uomo sugli alberi, il modo in cui il protagonista cerca di adattarsi a questa vita insolita e i tentativi che fa per vivere civilmente anche in una condizione che non è umana, ma soprattutto la metafora che si nasconde dietro questo racconto, che secondo me rappresenta il distaccamento e la solitudine propri di ogni uomo nei confronti della realtà. Grazie allo stile ho trovato questo racconto avvincente ed entusiasmante; l’idea della storia è originale ed interessante.

Il barone rampante, analisi


1.Titolo: Il barone rampante

2.Autore: Italo Calvino - nasce a Santiago de Las Vegas nel 1923. Partecipa alla guerra partigiana, poi, ha modo di lavorare con vari giornali e riviste, svolgendo anche attività di consulenza editoriale; inoltre, soggiorna a lungo in Francia.
Fu politicamente impegnato nel Partito Comunista Italiano per poi dissociarsi dopo i fatti d’Ungheria. Tra le sue numerose opere narrative, meritano senz’altro menzione "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante", "Il cavaliere inesistente" "Il castello dei destini incrociati", "Se una notte d’inverno un viaggiatore", "Palomar".
Continua la sua attività sulle colonne di "Repubblica", sino alla morte nel 1985.

3.Tipo di racconto: Il racconto è verosimile perché ci sono situazioni reali e situazioni possibili.

4.Genere: Si tratta di un romanzo di avventura ma si possono anche evincere elementi e personaggi storici tipici di un romanzo storico quali Napoleone, che appare nella vicenda, e la Rivoluzione Francese che è teatro degli avvenimenti.

5.Narratore: La narrazione è sicuramente diegetica perché prevalgono i discorsi indiretti. Il narratore è interno alla vicenda. E', infatti, il fratello del protagonista, con focalizzazione interna fissa. In alcuni momenti il narratore può sembrare onnisciente perché sono raccontati anche i fatti a cui non ha assistito. Dopo, lo stesso narratore ci fa sapere che molti dei fatti che narra gli sono stati raccontati dal fratello. L’autore fa uso di lunghe descrizioni interrotte da pochi discorsi diretti.

6.Fabula e intreccio: All’interno della vicenda narrata, fabula e intreccio non coincidono perché sono presenti analessi come quando il narratore ci anticipa che Cosimo, il protagonista, trascorrerà tutta la sua vita sugli alberi.

7.Sequenze narrative: Le sequenze più presenti nel romanzo sono quelle narrative e descrittive, poche invece quelle dialogate.

Divisione in macrosequenze:

1. Situazione iniziale: Nella parte iniziale sono presentati i membri della famiglia di Cosimo, il protagonista.
2. Rottura dell’equilibro: Cosimo prende la decisione di salire sugli alberi per protestare contro i genitori.
3. Peripezie: Avventure del protagonista nella sua adolescenza e giovinezza.
4. Ricomposizione dell’equilibrio: Ritorno al paese di origine e vita sugli alberi.
5. Conclusione: La vicenda si conclude con la morte di Cosimo.

8.Trama: Cosimo è il figlio dodicenne del barone d’Ombrosa. Mentre il fratello più piccolo è sottomesso alla volontà dei genitori, egli non accetta di sottomettersi alle regole e quindi decide di salire su un albero in giardino e di non scendere più. Tutti credono che sia solo uno scherzo del ragazzo, ma ben presto Cosimo conosce la sua vicina di casa Viola e la promette che non scenderà più. Prova per la bambina un sentimento che non è pronto a chiamare amore a causa della giovane età. Quando Viola è mandata in collegio dai genitori, per Cosimo è una brutta notizia che lo rende triste. Grazie a suo fratello, Biagio, che è anche il narratore della vicenda, riesce a soddisfare i suoi bisogni primari come mangiare,dormire o lavarsi, anche sugli alberi.

Grazie all’abate che gli tiene lezioni sugli alberi, Cosimo continua a studiare.
Impara a cacciare gli animali per sfamarsi con l’aiuto di Ottimo Massimo, un piccolo cane trovatello che scopre,poi, essere appartenuto a Viola.
Pur vivendo sugli alberi,Cosimo, riesce ad avere contatti con il mondo: aiuta i contadini con i loro raccolti dando indicazioni dall’alto, conosce gli abitanti della foresta e riesce a rimanere in buoni rapporti con la famiglia. Oltre a conoscere gente umile si imbatte nel bandito Gian dei Brughi con cui fa amicizia e scambia libri portati dal fratello. Quando è arrestato, Cosimo, decide di assistere alla sua esecuzione pubblica.

Il baroncino diventa molto conosciuto nella sua città e in Europa per trascorrere la sua vita senza mai toccare terra. Durante una delle estati narrate Cosimo aiuta gli abitanti di Ombrosa a spegnere e prevenire gli incendi nei boschi, salvaguardando così la sua permanenza sugli alberi. Cosimo ha voglia di esplorare e prosegue il suo viaggio all’estero; gli manca però l’amore; capiva che non era cosa facile trovare una ragazza disposta a vivere con lui sugli alberi, ma nonostante le poche probabilità scopre che un gruppo di nobili è costretto in seguito a esilio a vivere come lui. In mezzo a questi vi è una donna, Ursula, con la quale passa momenti molto belli. Quando lei può finalmente tornare in Spagna con i suoi parenti, Cosimo la lascia andare e torna ad Ombrosa.

Nemmeno la morte del padre lo convince a scendere dagli alberi, dai quali assiste al funerale e si prepara ad essere barone. In seguito a tante avventure amorose di donne che lo corrispondono, arriva anche la triste morte della madre, alla quale Cosimo starà vicino negli ultimi momenti.
Un giorno Ottimo Massimo scappa, ma torna seguito da un’amazzone a cavallo che Cosimo scopre essere Viola con la quale passerà giorni felici caratterizzati da un amore reciproco. Finiranno poi per lasciarsi e non si vedranno mai più.

Da quel giorno Cosimo non è più considerato lo stesso, è visto come un “pazzo” non essendo più giovane e in salute.
La sua vita però continua: aiuta a vendemmiare, vede i soldati in alcune azioni di guerra e incontra persino Napoleone che era stato incuriosito da quest’uomo che da bambino aveva promesso di non scendere più dagli alberi e di non toccare mai terra.
Cosimo passa gli ultimi giorni della sua vita sull’albero al centro della piazza di Ombrosa, ma nessuno lo vide morire poiché si aggrappò all’ancora di una mongolfiera che lo porta lontano. Nessuno,quindi, lo vide mai toccare terra.

9.Personaggi: Il protagonista è Cosimo anticonformista e avverso nei confronti delle regole del suo ceto sociale. Dedica gran parte del suo tempo allo studio e alla lettura, diventando in questo modo un barone colto e saggio. Ma quello che non gli manca è lo spirito di avventura e il desiderio di scoperta che lo guida e lo domina per tutta la vita.
Grazie alla sua forza di volontà e al mantenimento della promessa fatta a Viola non toccherà mai terra, nemmeno dopo che la ragazza lo abbandona.

Il suo personaggio è affascinate perché rispecchia l’uomo colto e quello selvaggio allo stesso tempo, prendendo gli aspetti positivi da entrambe le parti. I suoi aiutanti sono il fratello Biagio, il cane Ottimo Massimo e la madre che lo spinge a credere nei suoi ideali. Solo nella parte iniziale l’oppositore del protagonista è il padre. Tutti i personaggi della vicenda sono statici tranne Gian dei Brughi, soprattutto la figura di Cosimo mantiene il suo atteggiamento dall’inizio alla fine della vicenda senza abbandonare l’idea di continuare a vivere sugli alberi. Soprattutto grazie a questo atteggiamento è possibile individuare i messaggi dell’autore.

Un personaggio molto importante per la vicenda e soprattutto per Cosimo è Viola.
Questa donna dalla personalità avventuriera e libera come il barone, non è pronta a seguirlo sugli alberi per sempre proprio perché spinta dal desiderio di provare emozioni più forti. L’abbandono dalla parte di Viola porta quindi Cosimo, che prova per lei un sentimento fortissimo, alla pazzia.

10.Ambiente ed epoca: Il racconto è ambientato soprattutto tra gli alberi di Ombrosa, un paese immaginario della riviera Ligure, si sposta nei dintorni e anche a Parigi, dove Biagio si reca e incontra Viola.
I molti elementi storici che Calvino ha inserito ci permettono di collocare la vicenda subito dopo la Rivoluzione Francese. L’arco di tempo è la vita di Cosimo dai dodici anni alla morte.

11.Temi e messaggi: Questo romanzo è ricco di temi, tra quelli più significativi troviamo l’avventura, l’amore, la libertà, l’anticonformismo e la coerenza con se stessi e con gli altri.
Calvino, con il personaggio di Cosimo e la sua scelta ha voluto comunicarci il messaggio dell’evasione dalla vita quotidiana per essere diversi dagli altri ma, nel contempo, essere accettati. Per Calvino, infatti, l’uomo deve differenziarsi e avere una propria personalità, dei propri ideali da difendere e seguire sempre senza ascoltare il parere degli altri. Grazie a Cosimo riusciamo ad avere un esempio di uomo convinto delle proprie idee e pronto a fare di tutto per realizzare i propri sogni.
Queste idee risultano molto attuali come tutte le altre nelle trilogia de “I nostri antenati” che rispecchiano l’uomo moderno.

Con le vicende insolite e situazioni grottesche, accompagnate da un tocco di ironia, vengono fuori messaggi tutt’altro che semplici e leggeri su cui l’uomo di tutti i tempi è spinto a riflettere.
Da questo romanzo capiamo che bisogna sempre inseguire i propri sogni e desiderare qualcosa di diverso per la propria vita senza rinunciare ad avere buoni rapporti con tutti.

12.Considerazioni personali: Ho trovato questo libro molto significativo per la conclusione della trilogia poiché aggiunge concetti che mi aiutano ad avere una visione più ampia dell’uomo moderno e mi aiutano ad averne una personale opinione.
Sono d’accordo con la mentalità di Calvino e penso che nella mia vita seguirò l’esempio di Cosimo, non mi farò condizionare da quello che gli altri pensano di me e dal ruolo impostomi dalla società.
La ricerca di qualcosa che ci rende felici è sempre stata nell’uomo ma alcune volte non viene raggiunto il risultato sperato per mancanza di determinazione.
Se potessi cambiare il finale metterei una figura femminile al fianco di Cosimo, una donna pronta a seguirlo per amore e a condividere la sua determinazione. Questa donna potrebbe essere il raggiungimento della felicità e la soddisfazione di aver vissuto una vita in cui si è provato amore e libertà.

Il barone rampante, sintesi


AUTORE: Italo Calvino
GENERE: romanzo
AMBIENTAZIONE: le vicende si svolgono ad Ombrosa, una cittadina immaginaria nei pressi di Genova, sulla Riviera Ligure di ponente. Il protagonista però si sposta in diversi luoghi ad esempio: la Spagna, Olivabassa e la Francia.
TEMPO: inizio della vicenda il 15 giugno del 1767. Fine della vicenda circa nel 1820.
PERSONAGGI:
Personaggi principali:
- Cosimo (protagonista): a 12 anni sale per protesta su un albero per non scendere mai più. Infatti, continua a vivere sugli alberi e a diventare sempre più bravo nel muoversi velocemente da un ramo all’altro. Grazie a questa sua agilità vive una serie d’avventure non solo tra gli alberi del suo giardino ma addirittura arriva fino in Francia sempre senza scendere dagli alberi.Per vivere il più comodo possibile Cosimo inventa varie cose come una tenda dove coricarsi la notte, un sistema di “tubi” che gli permettono di avere l’acqua sugli alberi, ecc.
-Biagio (il fratello): quando Cosimo salì la prima volta sugli alberi lui aveva otto anni ed era l’unico a conoscenza di tutta la verità di quel gesto di suo fratello.Nonostante ora facevano due vite separate Biagio restò molto attaccato al fratello maggiore, al punto da raccontare la sua storia nel dettaglio senza tralasciare nulla e aggiungendo, a volte, dei particolari che si faceva dire direttamente da Cosimo.
-Il cane Ottimo Massimo: Cosimo lo trovò per caso un giorno da solo in giro per il bosco e decise di addestrarlo.Ottimo Massimo era una specie di bassotto piccolo e svelto e soprattutto molto furbo e sveglio.
-Viola: una bambina bionda, molto bella ma anche molto capricciosa.Figlia dei D’Ondariva, la famiglia che viveva accanto a quella di Cosimo e tra queste due famiglie non correva buon sangue.Questa bambina fu il primo amore di Cosimo e quando i genitori scoprirono che tra i due era nata un’amicizia fu mandata in collegio e il ragazzo riuscì a rincontrarla in età adulta.Anche da donna, Viola, era sempre bellissima ma ancora capricciosa.
-E.S. Carrega: dopo aver vissuto diversi anni in Turchia torna in Italia e si unisce alla famiglia di Cosimo come avvocato.Molto probabilmente era fratello del padre di Cosimo ma i ragazzi su questo non ne ebbero mai la certezza siccome non avevano mai affrontato l’argomento né a tavola né in privato.Purtroppo muore verso la fine della storia ucciso da dei pirati Turchi con cui aveva rapporti riguardanti la figlia rimasta in Turchia a causa di un matrimonio sbagliato.
-Padre, Barone Arminio Piovasco di Rondò: molto severo, vive il gesto di Cosimo in un primo momento con superficialità convinto che sia un capriccio da bambini ma quando si rende conto che il figlio è deciso a non scendere si preoccupa e cerca di aiutare il figlio attraverso Biagio
-La madre Corradina di Rondò: figlia di un generale ama fare piani di battaglia e attraverso un cannocchiale spia le mosse del figlio immaginando che stia facendo un addestramento, infatti, è molto fiera di lui.
- Battista: sorella più grande di Cosimo e Biagio. Ama cucinare cose strane come lumache e dar la caccia ai topi di notte. Dalle descrizioni appare come una ragazza piuttosto brutta forse anche a causa dell’abbigliamento simile ad una suora.
Personaggi secondari:
- Ursula: ragazza spagnola in esilio, molto particolare, in Francia.Fu il secondo amore di Cosimo ma allo scadere dell’esilio Ursula è costretta a scendere dagli alberi e a lasciare per sempre il ragazzo ormai adulto.
- Gian dei Brughi: è un brigante molto temuto dagli abitanti d’Ombrosa ma in verità non è così terribile come sembra. Cosimo fa amicizia con lui e gli insegna ad amare i libri, infatti, il brigante diventa un lettore accanito di qualsiasi libro e il ragazzo deve continuamente procurargliene. Anche quando Gian dei Brughi viene portato in carcere Cosimo attraverso un ramo che sporge sulla finestra della cella riesce a portargli dei libri, tutto questo fino a quando il brigante fu impiccato.
- L'abate: è un uomo anziano e aveva il compito di educare Cosimo e Biagio. Quando Cosimo sale sugli alberi si sente quasi colpevole perché forse non era riuscito ad educarlo correttamente.Il Barone si preoccupa di continuare ad istruire il figlio anche se era sugli alberi perciò ogni giorno l’abate veniva issato su un ramo e li spiegava latino. Ogni tanto si addormentava e il ragazzo ne approfittava per rilassarsi e staccare gli occhi da una versione.
- Famiglia D'Ondariva: è la famiglia di Viola ed è la causa della separazione della bambina e Cosimo.
- Conte D'Estomac: diventa il marito di Battista e insieme vanno a vivere lontano da Ombrosa.
RIASSUNTO: Cosimo litiga con i suoi genitori e si rifugia su un albero, dal quale giura di non scendere più. Nonostante i vari tentativi di farlo scendere, Cosimo si arrampica verso il giardino dei d'Ondariva. Là conosce una bambina di nome Viola, della quale si innamora, ma i genitori quando lo scoprono la mandano in collegio. Cosimo adotta un cane, Ottimo Massimo, e tra le sue tante avventure conosce un brigante e lo istruisce sui piaceri della lettura. Poi decide di andare in Francia e là conosce dei nobili spagnoli esiliati e quindi costretti a stare sugli alberi. Tra loro c'è anche Ursula, il suo secondo amore. Ma la storia non dura molto perché, finito l'esilio, lei continua per la sua strada. Cosimo vive molte altre avventure e conosce addirittura Napoleone, ma ormai è vecchio e stanco. Passa una mongolfiera e Cosimo vi si attacca, da allora non si seppe più nulla di lui. Dopo la sua scomparsa, l'ambiente circostante cambia; anche il paesaggio sembra più monotono senza di lui.
RAPPORTO FABULA-INTRECCIO: l’autore ha deciso di far coincidere il rapporto fabula-intreccio, infatti, l'ordine è cronologico.
IL NARRATORE: è Biagio, il fratello di Cosimo, perciò si può dire che è interno.

Il barone rampante, storia


Il Barone Rampante è un libro scritto da Italo Calvino, uno dei più importanti scrittori italiani del dopoguerra. Il romanzo è stato pubblicato nel 1958 e fa parte della trilogia “I nostri antenati”, che comprende anche “Il Visconte dimezzato” e il “Cavaliere inesistente”.
Il libro è ambientato nell’era napoleonica e parla di un ragazzo di nome Cosimo, il figlio maggiore di un nobile ligure che possiede il territorio dell’Ombrosa, ma che in realtà è un territorio immaginario.
Cosimo è un ragazzo ribelle e non gli piace rispettare le regole dell’etichetta. La famiglia del ragazzo è composta dalla madre, detta la “generalessa”, dal padre, un barone ossessionato dai legami a corte, da Battista, detta la “monaca di casa” e da Biagio, il fratello di Cosimo. Nella famiglia c’è anche l'abate, un precettore che insegna ai ragazzi latino e greco, e dal Cavaliere, fratello adottivo del Barone Padre.
La storia è narrata in prima persona da Biagio, il fratello di Cosimo, che grazie ai racconti della gente riesce a ricostruire la storia e gli spostamenti del fratello maggiore.
Tutto iniziò quando Battista, sorella appassionata di cucina, decise di cucinare le lumache. I due fratelli, stanchi delle stranezze culinarie della sorella, decisero di far fuggire le lumache, ma furono scoperti e messi in punizione per tre giorni. Alla fine della punizione Battista decise di cucinare le lumache per dispetto ai fratelli e il padre costrinse i figli a mangiarle. Biagio, per evitare discussioni con il padre decise di mangiare le lumache; Cosimo invece si rifiutò di mangiare le lumache e si rifugiò sugli alberi da dove non scese mai più.
Tutti pensavano che Cosimo non avrebbe resistito a lungo e che sarebbe sceso, e quando capirono che non ne aveva alcuna intenzione, cercarono in ogni modo di convincerlo senza alcuno successo: Cosimo non avrebbe mai più messo piede a terra.
Cosimo riusciva a soddisfare i suoi bisogni personali come mangiare e dormire. Si costruì una capanna e un sistema ingegnoso per la raccolta dell’acqua. Durante l’inverno si copriva con le coperte che la madre gli mandava tramite il fratello.
Sugli alberi Cosimo ebbe molte avventure. Conobbe Violante, la figlia degli Ondariva e della quale s’innamorò con la quale si divertiva a giocare. Durante una delle sue passeggiate sugli alberi Cosimo incontrò dei ladri d frutta della sua età, che si rivelano poi amici di Violante. Conobbe un brigante di nome Gian dei Brughi che aiutò a fuggire dalla polizia mentre era su un albero. Il Brigante gli chiedeva dei libri che leggeva tutto il giorno senza commettere più furti. Quando il brigante venne catturato Cosimo gli portò i romanzi fino all’esecuzione del brigante.
Cosimo divenne un appassionato di lettura e oltre ai libri leggeva le gazzette e giornali pubblicati in Francia. Seppe così della rivoluzione francese e quando incontrava truppe francesi cercava di aiutarle e quando incontrava truppe austriache gli tirava addosso gatti selvatici.
Quando Cosimo ebbe vent’anni Il padre morì, e così diventò Barone. Tutti pensarono che a quel punto Cosimo sarebbe sceso dagli alberi, ma anche stavolta tenne fede alla sua parola.
Alla fine del libro Cosimo ha ormai quasi sessant’anni e si sente di morire. Un giorno vede una mongolfiera con una corda pendente e decide così di aggrapparsi alla fune e di buttarsi in mare.
Il libro mi è piaciuto molto perché ha un linguaggio difficile ma diretto. Apprezzo anche il contenuto della storia perché lo trovo originale. Credo che la decisione di Cosimo di vivere sugli alberi sia una specie di ribellione ai modi di pensare di quell’epoca e dei rapporti in famiglia.

Il barone rampante, trama


Il barone rampante è un romanzo scritto da Italo Calvino nel 1957. La casa editrice è la Mondadori.

Ambientazione: Il romanzo è ambientato ad Ombrosa, un immaginario paesino ligure affacciato sul mare e nel quale si alternano campi agricoli e boschi. L'epoca alla quale si riferisce la vita di Cosimo parte dal 1767, anno in cui Cosimo sale sugli alberi per non scenderci mai più, fino all'epoca della Restaurazione..

Trama: “Il barone rampante” racconta la vita Cosimo Piovasco di Rondò, primogenito del barone di Rondò. Cosimo il 15 giugno 1767, dopo un litigio con il padre causato dalla stanchezza di dover obbedire alle pretese dei genitori e dai maltrattamenti della sorella Battista, decide di rifugiarsi sugli alberi.
Inizialmente i familiari si aspettano che scenda subito, stufo della vita sugli alberi. Invece, dopo un periodo di esplorazione dei territori confinanti con Ombrosa, in cui affina la caccia e le tecniche di sopravvivenza, Cosimo compie numerose imprese che vengono raccolte dal fratello Biagio, restando sempre sugli alberi. attraversando il proprio giardino, Cosimo conosce Viola D'Ondariva, figlia dei suoi ricchissimi vicini e, anche se ha appena 12anni, prova per la prima volta un sentimento d'amore verso di lei. Purtroppo, però, Viola è costretta a trasferirsi. Traslocando, però, dimentica il suo bassotto, che viene adottato da Cosimo e ribattezzato Ottimo Massimo.
Cosimo si guadagna la stima del popolo di Ombroso, aiutando i contadini. Riesce comunque a partecipare alle vicende familiari, appollaiandosi sugli alberi vicini.
Cosimo stringe amicizia con il terribile brigante Gian dei Brughi, al quale fornisce libri per fargli passare il tempo. Un giorno, però, il brigante viene catturato dalla polizia, e Cosimo assiste alla sua esecuzione.
Cosimo si affeziona anche al Cavalier avvocato Enea Silvio Carrega, suo zio illegittimo. Una notte, però, scopre che è un complice dei pirati arabi: li aiuta infatti a nascondere i bottini. Chiama allora i carbonai, bisognosi del bottino, a combattere gli arabi. Enea, però, vuole a tutti i costi raggiungere la nave araba. Cosimo cerca di fermarlo, ma non fa in tempo: i pirati uccidono il Cavaliere, considerandolo un traditore.
Dopo questa avventura, Cosimo continua a esplorare i dintorni, fino a quando arriva ad Olivabassa, dove una colonia di spagnoli esiliati vive sugli alberi per protesta. Qui conosce Ursula, con la quale sperimenta le prime gioie amorose. Ma quando ai nobili spagnoli viene concesso il permesso di tornare in patria, Cosimo è costretto ad abbandonarla, per mantenere la promessa di non scendere dagli alberi.
Successivamente, può vantarsi di avere come amanti le più belle donne di Ombrosa. Dopo alcuni anni, muoiono i suoi genitori, e diventa ufficialmente Barone.
Il periodo più felice della sua vita, è quando scopre che Viola è tornata. Fra di loro scoppia l'amore, che però non è totalmente ricambiato da Viola. Ella infatti, “fa la civetta” con chiunque le degni attenzione. La loro storia finisce quando Viola, stanca delle numerose scenate di gelosia di Cosimo, decise di andarsene definitivamente, lasciando il barone nella pazzia e nella depressione.
Cosimo partecipa anche alla guerra tra austriaci e francesi. Infatti le truppe dei due eserciti si incontrano tra i boschi di Ombrosa, e Cosimo aiuta i francesi boicottando gli imperiali.
Quando vinsero i francesi, Cosimo viene trattato come un eroe, e anche Napoleone decide di fargli visita. Ma ormai Cosimo è vecchio e ammalato. Negli ultimi giorni della sua vita rifiuta più volte di scendere dagli alberi, fino a quando si aggrappa a una mongolfiera di passaggio. Muore lanciandosi in mare, mantenendo fede alla sua promessa di non scendere mai dagli alberi.

Personaggi: Cosimo è il personaggio principale del racconto. Il coraggio e la forza di volontà lo spingono a lasciare la famiglia e a iniziare una nuova vita di sfide con sé stesso e con gli altri. Pur vivendo sugli alberi, Cosimo riesce comunque a partecipare agli eventi familiari dalla cima di qualche albero e ad assistere i suoi genitori in punto di morte. Insomma, riesce quasi ad avere una vita “normale”.
Biagio è il narratore in prima persona delle vicende di Cosimo. Fa il possibile per rendere agevole la vita del fratello sugli alberi, fornendogli viveri e strumenti vari.
Konradine von Kurtewutz, soprannominata “la Generalessa”per il suo carattere autoritario, è la madre di Cosimo e Biagio. Dedica poche attenzioni ai figli, ma è la prima a preoccuparsi quando Cosimo sale sugli alberi.
Gian dei Brughi è un brigante che terrorizza gli abitanti della zona. Quando conosce Cosimo, è ormai vecchio, e cerca solo un passatempo per i momenti in cui è nascosto. Lo trova nella lettura, grazie a Cosimo. Viene però catturato dalla polizia, in una rapina fallita, e giustiziato.
Enea Silvio Carrega è il fratello illegittimo di Arminio Piovasco di Rondò, il padre di Cosimo e Biagio. E' un personaggio misterioso: non si sa molto del suo passato, solo che è stato tra gli arabi per diversi anni. Le sue passioni sono l'idraulica e l'apicoltura, usate forse per sfogarsi per avvenimenti passati. Cosimo scopre che era un complice dei pirati arabi. Alla fine muore, ucciso proprio dagli arabi, che lo accusano di avere organizzato l'imboscata contro di loro.
Viola D'Ondariva, è la bambina di cui Cosimo si innamora fin dalla tenera età. Dopo il suo trasloco, Viola e Cosimo si rivedono da adulti e fra loro scoppia un grande amore che finirà per equivoci e frasi non dette.

Temi: Dal gesto di Cosimo di salire sugli alberi e restarci a vita, possiamo ricavare molteplici temi. Su tutti la “fuga”, interpretata come desiderio di evadere da una vita che non piace. Questo si identifica con gli uomini di oggi che, oppressi dal lavoro e dallo stress, cercano una via di scampo alla routine quotidiana. Inoltre, la pazzia, che accomuna Cosimo a un po' tutta la sua famiglia. Il padre pensa solo all'importanza del suo casato, senza badare ai suoi figli, così come la madre che sfoga la sua mancanza per gli accampamenti militari dove ha vissuto gran parte della vita ricamando mappe e scene di guerra; la sorella Battista usa la cucina per non pensare all'obbligo della vita monacale e il Cavalier Avvocato cerca di dimenticare il suo passato con l'idraulica e l'apicoltura: Cosimo è il “pazzo” più evidente della famiglia, ma non l'unico.

Commenti: Questo racconto parla della vita di Cosimo, ma spesso i vari aspetti di questa non sono collegati tra loro: questo non mi è piaciuto del libro. Certi capitoli mi sono piaciuti, altri mi hanno annoiato. Per questo non posso dire che il libro mi sia piaciuto molto. Ho apprezzato solo alcune parti, come la storia con Viola.

Il barone rampante, descrizione


Notizie sull'autore: Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de las Vegas, nell'isola di Cuba, ma già nel 1925 la sua famiglia si trasferisce a Sanremo, dove suo padre era nato. Trascorre l'infanzia a Sanremo, consegue nel 1941 la licenza liceale al liceo "G. D. Cassini" di Genova e si iscrive alla Facoltà di Agraria dell'Università di Torino. Nel 1943 si trasferisce alla Regia Università di Firenze e nel 1944 si iscrive al Partito Comunista Italiano. Nel 1946 inizia la sua collaborazione con il quotidiano "l'Unità" e con la casa editrice Einaudi. Nel 1952 esce "Il visconte dimezzato" nel 1956 "Fiabe italiane", nel 1959 "Il Cavaliere Inesistente". Nel 1964 sposa a L'Avana, a Cuba, Chichita. Nel 1978, all'età di 92 anni, muore la madre. Il 6 settembre 1985 muore a Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, colto da un ictus.

L'autore del libro racconta la storia di un ragazzo di circa dodici, tredici anni che oppresso dalla sua nobile famiglia decide di scappare. Nella casa confinante alla sua, egli promette ad una ragazza della sua età di salire sugli alberi e di non scendere mai più. Il protagonista sarà persuaso a vivere una vita nomade, ma nello stesso tempo sedentaria; nomade, perché si sposterà continuamente alla ricerca, forse, di una dimora fissa che non troverà mai; sedentaria perché, per quanto estese possano essere le foreste, non c'è la libertà che si può ottenere sulla terra ferma. L'autore, per quanta fantasia possa avere, si è probabilmente basato su un suo stato d'animo che lui stesso ha affrontato, forse nel periodo in cui stava scrivendo il suo libro. Infatti dà molto risalto al personaggio della storia, immedesimanandosi in suo fratello. Il protagonista del libro riesce a trovare la libertà tanto sognata e desiderata, che pero è limitata. Questo significa che nessuno riuscirà a trovare la libertà nel vero senso della parola, ma dovrà sottostare ad alcune regole. Il libro mi ha attratto per la stranezza che contiene in sé, che non si presenta noiosa e mal strutturata, ma ben costruita secondo una certa logica, invogliando il lettore a scoprire capitolo per capitolo le vicende che si susseguiranno fino alla morte del protagonista. Lo consiglierei senza indugio sia per la forma grammaticale che viene usata, sia per la capacità di coinvolgere il lettore. Come tutti gli uomini, anche il barone rampante invecchia via via negli anni e si forma una costituzione ossea adatta per il suo tipo di vita. Mantiene comunque rapporti con la sua famiglia che tuttavia lo ha perdonato e gli vuole ancora bene. L'amore di una famiglia puo superare qualsiasi ostacolo, e sicuramente il barone rampante, nei momenti di tristezza, di malinconia, in giornate piovose, in cui l'unico riparo erano dei rami gelidi, si rassicurava e si riparava pensando ai suoi genitori e ai suoi fratelli, e questi pensieri gli infondevano calore e serenità.

Il barone rampante, spiegazione


Le vicende di Cosimo Piovasco di Rondò si svolgono nel 1700 nell’immaginaria Ombrosa.
Cosimo proviene da una famiglia di baroni che possedeva il contado di Ombrosa, venne istruito dall’anziano abate Fauchelafleur.
I conti della famiglia erano amministrati dal cavalier-avvocato Enea Silvio Carrega.
Le vicende, narrate dal fratello Biagio, iniziano “improvvisamente” quando un giorno il giovane dodicenne si rifiuta di mangiare un piatto di lumache cucinato dalla sorella, cuoca di casa che è solita preparare piatti disgustosi, procacciandosi le prede direttamente in casa.
Ella caccia i topi di notte con uno schioppo e la famiglia è tanto abituata che non ci bada più e si arrende al suo cibo.
Quel giorno Cosimo si ribellò e quando il padre lo cacciò da tavola si arrampicò su un albero, armato con uno spadino e con vestiti di grande eleganza.
Quello che all’inizio viene interpretato come un capriccio viene poi inteso come un gesto di determinazione e ribellione.
Durante i suoi primi giorni sugli alberi conosce la figlia dei vicini, Violante (detta Viola). La ragazzina ha un carattere molto agitato, inoltre risulta spocchiosa ed egoista, tanto da minacciare Cosimo nel caso fosse sceso dagli alberi. Nonostante questo, Cosimo se ne innamora.
Più tardi fa la conoscenza di un gruppo di poveri d’Ombrosa che si procacciano il cibo rubando la frutta dai giardini dei nobili.
Cosimo si guadagna la loro fiducia aiutandoli a scappare dai contadini che gli avevano teso un agguato.
Parlandoci scopre che un tempo furono traditi da una “mangia gelati” che era solita viaggiare su un cavallino bianco e nano.
Cosimo scoprirà che quella ragazza è Viola.
Durante una sua caccia, Cosimo si accorge d’essere spiato da due occhi e capisce che questi occhi appartengono ad un enorme gatto selvatico che riesce a uccidere e da cui ricava un berretto di pelle che si porterà per tutta la vita.
Dopo l’uccisione andò da Viola per mostrarle il premio e vide che questa stava partendo.
Dopo la partenza di Viola, Cosimo approfondì le sue conoscenze sul cavalier avvocato di cui scoprì la passione per l’apicoltura e con cui progettò (ma mai realizzò) ingegnosi congegni per spostare l’acqua sugli alberi.
Passarono i mesi e durante un temporale il fratello venne incaricato dalla premurosa madre di portare dei viveri al fratello che egli trovò accampato in un tronco d’albero in cui aveva ricavato una capanna.
Il giorno dopo, Cosimo riprese le lezioni con l’abate.
Egli scoprì anche che nel bosco vivevano molti poveri che si erano accampati là poiché non potevano permettersi nulla di meglio.
Durante una battuta di caccia Cosimo vide un gruppo di cacciatori a cavallo preceduti da cani a loro volta preceduti da un bassotto che si era unito impropriamente alla banda.
Cosimo si affezionò all’animale e lo chiamò Ottimo Massimo, che divenne il suo fedele cane da caccia.
Mentre scopriva particolari interessanti sulla vita di Enea, scoprì anche che collaborava con un gruppo di pirati turchi che assaltavano i mercantili di Ombrosa.
Con un’astuta strategia egli spaventò i pirati, ma a seguito del fallimento il Cavaliere venne ucciso dal capitano perché bollato come traditore.
Frequentando l gente del bosco, Cosimo scoprì l’esistenza di un temutissimo bandito noto come Gian dei Brughi.
Quando i due si conobbero, Cosimo capì che il bandito era innocuo e fra i due si avviò un ciclo di scambio di libri che impediva ai due di annoiarsi durante il giorno.
I libri erano acquistati dall’abate e dati a Cosimo che li leggeva e li dava al bandito.
Una notte, Cosimo si svegliò di soprassalto e vide che il bosco bruciava.
Grazie all’aiuto dei cittadini riuscì a estinguere l’incendio e dopo questo evento organizzò dei turni di guardia per prevenire gli incendi futuri.
Il grande scambio di libri tra Cosimo e il bandito portò le autorità a insospettirsi e quando indagarono scoprirono che molti dei tomi trattavano argomenti che all’epoca erano proibiti e l’abate che li comprava per conto di Cosimo venne accusato di tradimento e ucciso.
Più tardi Gian dei Brughi venne catturato e impiccato, togliendo a Cosimo un grande amico.
Nella vita di Cosimo vi furono molte avventure e quando poteva si arrampicava su un albero al centro del paese e raccontava ai bambini le sue avventure, prendendo il nome di Barone cantastorie.
Passarono gli anni e Cosimo venne a sapere di un gruppo di nobili spagnoli di una città vicina che vivevano sugli alberi.
Egli li raggiunse e i nobili dissero che erano stati esiliati dalla Spagna e che ora vivevano sugli alberi per non infrangere le leggi di asilo politico.
Nel gruppo conobbe una ragazza di cui si innamorò al punto da fidanzarsi, ma quando ai nobili fu concesso il ritorno in patria Cosimo non poté seguirla e i due si separarono.
Passando gli anni il bassotto invecchiava e diveniva pigro, ma un giorno iniziò ad agitarsi e condusse il Barone per il bosco fino a quando il bassotto sparì.
Ritornando verso casa sua, Cosimo vide che la casa di Viola era stata riaperta e che la servitù lavorava per riportarla allo splendore iniziale.
Nel trambusto della casa rivide Viola che era stata guidata da lui dal bassotto che prima apparteneva a lei e che il suo nome era Turcaret.
Un giorno nel 1773, quando in Francia era scoppiata la rivoluzione, l’uva d’ Ombrosa divenne matura e i contadini lo annunciarono a gran voce per richiamare i cittadini alla vendemmia.
Tuttavia le vigne brulicavano di sbirri, ma questo non impedì ai cittadini di radunarsi e raccogliere l’uva per le autorità, fra cui vi furono gli esattori per richiedere delle decime.
Cosimo passava per la vigna porgendo ai contadini dell’uva e sussurrandogli qualcosa, quando ad un tratto si levò un canto “Ca ira!” e i contadini cominciarono a pestare l’uva distruggendo il raccolto in segno di ribellione e quando gli sbirri vollero riportare l’ordine si sentì una formazione di soldati che sparava dalle colline.
Fu così che arrivò l’esercito francese e fu così che sbirri ed esattori furono cacciati.
Dopo l’arrivo dei francesi ne boschi si vedevano ronde austriache e francesi, le parti austriache erano ben vestite e non erano abituate al bosco, tanto che Cosimo li mise fuori combattimento lanciandogli pigne ed alveari.
In mezzo a questo trambusto Viola si trasferì a Londra e i due non si rividero più.
Durante una sua uscita Cosimo incontrò un gruppo di soldati francesi capitanati dal generale Agrippa Papillon che aveva mimetizzato alla perfezione i suoi soldati confondendoli con l’ambiente del bosco.
Grazie all’aiuto di Cosimo il tenente riuscì a catturare le truppe austriache, ma più tardi Cosimo dovette “salvare” i soldati che stavano diventando un tutt'uno con la natura.
Salvati i soldati questi lodarono Cosimo e la sua fama divenne tanto estesa che anche Napoleone Bonaparte volle incontrarlo, cosa che fece a Ombrosa.
Gli anni passarono e Cosimo invecchiò sempre più.
Un giorno incontrò tre soldati malconci, questi soldati erano ciò che restava di una divisione francese di trecento unità inviata nella fallimentare campagna di Russia di Napoleone.
I soldati vennero mandati da Cosimo a rinfrescarsi in un fiume vicino, ma mentre egli si allontanava vide arrivare dei soldati russi a cavallo che gli chiesero notizie sui tre soldati, egli disse di non averli mai visti e questi proseguirono.
Tuttavia trovarono i soldati poco più avanti e li uccisero.
La vecchiaia portò a Cosimo la follia, ora andava per gli alberi vestito da uccello e scriveva giornali solo per gli uccelli.
Questo non intaccò la sua genialità, che riuscì ancora a scacciare un branco di lupi che minacciavano le greggi di Ombrosa.
Questa fu l’ultima delle sue opere, infatti arrivò ad un punto che si fece portare un letto a baldacchino in cima all’albero del paese e usciva dal letto solo prendere un po' di sole.
Venne un giorno in cui una mongolfiera capitanata da due inglesi passò nei cieli della città, fu investita da una folata di vento e i piloti lanciarono un’ancora attaccata a una fune per riprendere il controllo.
Vedendo la fune vicino all’albero, Cosimo ebbe un crescendo di energie e si lanciò nella sua direzione, afferrò la fune e sparì sull’oceano con la mongolfiera.

Personaggi:
Cosimo Piovasco di Rondò
Ruolo: Protagonista
importanza: principale
Tipologia descrittiva: personaggio a tutto tondo.
All’inizio delle vicende è caratterizzato da curiosità e senso di ribellione.
nel corso del racconto cresce mentalmente e diventa più consapevole di ciò che è il mondo.
Figlio del barone d’Ombrosa, si arrampica su un albero all’età di dodici anni e non ne discende più.
Passando la sua vita sugli alberi sviluppa un grande amore per la natura e la vita paesana, tanto da aiutarli in caso di difficoltà dimostrando anche un grande altruismo

Violante d’Ondariva:
Ruolo: aiutante positivo
importanza: secondario
Tipologia descrittiva: personaggio a tutto tondo.
Quando Cosimo la incontra è una ragazzina viziata e tendente a sbalzi d’umore. Nel corso delle vicende si evolve e diventa più corretta nei confronti degli altri. Quando la si vede per l’ultima volta, si nota il cambiamento maggiore, poiché diventa ragionevole e corretta nei confronti di Cosimo.
Vicina di Cosimo e figlia dei marchesi d’Ondariva.
Cosimo se ne innamorerà e lei gli resterà fedele fino a quando non scapperà per paura della rivoluzione.

Biagio:
Ruolo: aiutante positivo
Importanza: secondario
Tipologia descrittiva: personaggio tipo
Il ruolo di Biagio nella vicenda è poco incisivo, ma all’esterno delle vicende svolge il ruolo basilare di narratore:
Fratello minore di Cosimo e suo fidato compagno, non ha un carattere forte e tende a farsi trascinare dal fratello nelle azioni considerate da ribelle.

Arminio Piovasco di Rondò:
Ruolo: all’inizio oppositore, diverrà poi aiutante positivo
Importanza: secondario
Tipologia descrittiva: a tutto tondo
La psiche del padre di Cosimo cambia notevolmente nel corso delle vicende, all’inizio denigrava il figlio per la sua volontà di rimanere sull’albero, poi ripensa alle sue azioni e perdona se stesso e il figlio.
Viene descritto come autoritario e orgoglioso, ligio al dovere e alla disciplina.

Generalessa Corradina:
Ruolo: aiutante positivo
Importanza: secondario
Tipologia descrittiva: personaggio tipo.
La generalessa è madre di Cosimo, molto legata al mondo della guerra.
Ha un modo di amare i familiari molto brusco, tuttavia nel corso della storia viene chiaramente espresso il profondo amore materno che la lega a suo figlio sugli alberi.

Abate Fauchelafleur:
Ruolo: all’inizio oppositore, diverrà poi aiutante positivo
importanza: secondario
Tipologia descrittiva: personaggio tipo
L’abate fu l’istruttore privato della famiglia, anziano e stanco si ritrova a dover badare a due ragazzini irrequieti e con poca voglia di seguire le sue lezioni.
Durante l’amicizia fra Cosimo e un bandito, l’abate sarà chi comprerà i libri per Cosimo.

Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega:
Ruolo: aiutante positivo
Importanza: secondario
Tipologia descrittiva: personaggio tipo
Amministra i poderi della famiglia, ha soggiornato per molto tempo in Turchia creando legami con i pirati turchi.
Personaggio che Cosimo imparerà a conoscere nel tempo svelando la sua passione per l’apicoltura e l’idraulica.

Gian dei Brughi:
Ruolo: aiutante positivo
importanza: secondario
Tipologia descrittiva: personaggio tipo
Famoso bandito che farà amicizia con Cosimo con cui condividerà la passione per la lettura.
Viene considerato molto pericoloso e responsabile dei saccheggi in città, ma Cosimo scoprirà che il bandito si è “calmato” da molto tempo e che altre persone agiscono scaricando la colpa su di lui.

Tenente Agrippa Papillon:
Ruolo: aiutante positivo
importanza: secondario
Tipologia descrittiva: personaggio tipo
Tenente dell’esercito francese e grande amante della poesia, sarà il mezzo che Cosimo userà per difendere il paese dagli austriaci.
Il tenete amava la natura, tanto da rischiare di perdere la sua truppa che si stava “fondendo” con questa.

Cittadini:
Ruolo: positivo
importanza: comparse
Aiuteranno Cosimo nella prevenzione degli incendi e lo sosterranno in quasi tutte le sue azioni

Ladri di frutta:
Ruolo: positivo
importanza: comparse
Ragazzi poveri costretti a introdursi nei giardini di gente ricca per rubarne i frutti


Zingari dei Boschi:
Ruolo: positivo
importanza: comparse
Uomini tanto poveri da esser costretti a vivere nella foresta.
Aiuteranno Cosimo contro i pirati.

Banditi:
Ruolo: oppositivo
importanza: comparse
Saranno coloro che agiranno alle spalle di Gian dei Brughi, commettendo malefatte e scaricando la colpa su di lui.

Pirati:
Ruolo: oppositivo
Importanza: comparse
Pirati turchi che sono soliti assaltare i mercantili di Ombrosa.

Nobili spagnoli:
ruolo: positivo
importanza: comparse
Allontanati dalla Spagna, trovano asilo politico sugli alberi di un paese vicino a Ombrosa.
Abbandoneranno Cosimo quando gli sarà permesso di tornare in patria.

Tempi: Il racconto si svolge nel passato, iniziando nel 1767 e concludendosi nel periodo della restaurazione nel 1820.
Gli eventi d’Ombrosa sono un’opera fantasiosa, ma gli eventi di sfondo (come la rivoluzione francese) sono fatti realmente accaduti.
Nel racconta si percepisce difficilmente lo scorrere degli anni, vi sono infatti larghi sommari che possono durare anche mesi.
Inoltre le sequenze narrative vengono costantemente interrotte in favore di sequenze digressive e descrittive mirate alla descrizione di personaggi o luoghi.

Luoghi:Tipologia: realistici, le città si trovano in Italia ma sono immaginarie.
Le vicende si svolgono quasi esclusivamente a Ombrosa, città del sud Italia.
Ombrosa viene descritta come una cittadina poco movimentata, ma smossa dalla mania del protagonista di vivere sugli alberi.
Ombrosa vive con il commercio marittimo e la viticoltura.
Il settore del commercio viene ostacolato dalla presenza di pirati che operano poco fuori il suo golfo, assaltando i mercantili.
Il settore della viticoltura è ostacolato dalle autorità maggiori che richiedono una consistente parte del raccolto.
I luoghi hanno quasi sempre la funzione di sfondo, quando Cosimo si trova nei pressi di casa i luoghi sono avvertiti come protezione e oppressione, ma quando viaggia per i boschi i luoghi esprimono una grande libertà ricca di pericoli.

Il barone rampante, relazione



Nome dell'autore: Italo Calvino

Titolo del libro: Il barone rampante

Anno di pubblicazione: giugno 1957 dall'editore Einaudi

Genere del libro: il libro può essere visto in due modi: come un romanzo di avventura, perché racconta le avventure del protagonista; ma anche come un romanzo storico, in cui attorno al protagonista si muove la cultura dell'epoca, la Rivoluzione francese, Napoleone.

Ambiente: il racconto si svolge in posti diversi, tuttavia l'ambiente principale è il paesino di Ombrosa, in cui vivono i personaggi. Ombrosa si trova nella repubblica di Genova e viene descritto molto dettagliatamente il suo paesaggio.

Tempo: la storia è ambientata nel Settecento, periodo storico in cui compare la Rivoluzione francese. L'autore ci descrive ampiamente le caratteristiche e gli elementi tipici dell'epoca.

Sintesi del racconto: un ragazzo di nome Cosimo, appartenete ad una nobile famiglia di Ombrosa, sale su di un albero e, per dispetto verso i suoi genitori, decide di non scendere più. Incomincia la lunga storia di Cosimo, raccontata da suo fratello minore Biagio, che segue ogni passo del fratello maggiore, non perdendolo mai di vista.
Il padre, il barone Arminio Piovasco di Rondò, cerca più volte di convincere il figlio a scendere dagli alberi e vivere come un uomo della sua portata dovrebbe, ma non riesce ad ottenere niente e Cosimo continua a fare ciò che vuole, che ormai non è più dettagliato da una vendetta infantile, ma si tratta di un puro ideale del ragazzo.
Presto incomincia ad abituarsi alla sua nuova vita: và a caccia, legge, provvede alla sua pulizia personale; insomma si comporta come se vivesse coi piedi per terra.
Fa nuove amicizie, tra cui Viola, una bambina dispettosa che fa parte della famiglia d'Ondariva, la quale è in aperto contrasto con il casato di Cosimo.
Egli prova per lei un sentimento che più tardi diventerà amore, quando la rincontrerà.
Intanto accadono tanti fatti, il padre muore e in seguito anche la madre, Biagio si sposa e mette su famiglia come anche sua sorella Battista, moglie del conte d'Estamac. Cosimo nel rivedere Viola si innamora di lei, ma la perderà per sempre e a causa di questa perdita diventerà matto.
Negli anni in cui si sta avviando la Rivoluzione, Cosimo prende personalmente parte alle lotte tra gli austrosardi e gli usseri francesi, senza mai scendere dagli alberi.
Ha anche l'onore di conoscere Napoleone.
Dopo un'intera vita passata sugli alberi, all'età di sessantacinque anni muore di malattia.

Temi principali: l'argomento principale è la vita di Cosimo che si intreccia con la vita degli altri personaggi.

Personaggi: il protagonista è Cosimo Piovasco di Rondò, figlio primogenito di una nobile famiglia, dimostra di essere un ragazzo abile, furbo e intelligente in ogni situazione che si presenti. Altri personaggi di rilievo sono il fratello minore Biagio, il padre Barone, la madre Generalessa, lo zio avocato Enea Silvio Carrega, l'Abate Fauchelafleur, la sorella Battista e la Marchesa Viola.

Giudizio sui personaggi: dei personaggi l'autore segue i fatti personali, descrivendoli sia fisicamente sia caratterialmente.

Lo stile: il modo di scrivere è semplice e realistico, infatti leggendo ci possiamo immedesimare nei personaggi e capire bene ciò che accade nella loro interiorità.

Il barone rampante di Italo Calvino



Titolo: il Barone Rampante

Autore: Italo Calvino (Santiago de Las Vegas, Cuba - Siena 1985)
Trascorse la sua giovinezza a Sanremo, partecipò alla Resistenza, che descrisse, poi, nel libro I sentieri dei nidi di ragno. Ricca di ironia la trilogia I nostri antenati, costituita da Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente: in un passato fantastico sono messi a confronto la realtà quotidiana e il desiderio di fuggirne.
Ha scritto anche libri per ragazzi, tra cui ricordiamo Marcovaldo.

Genere: il barone rampante, piuttosto insolito nella letteratura contemporanea fu scritto tra il 1956 e il 1957. Questo è un libro che sfugge a ogni definizione precisa fondamentalmente è fantastico.

Ambiente geografico
: il romanzo si svolge in un paese immaginario, Ombrosa, che possiamo porre in un punto imprecisato della Riviera Ligure.

Epoca storica: la storia è ambientata nel XVIII secolo e lo possiamo intuire dai capelli alla Luigi XIV del Barone Arminio Piovasco di Rondò, o anche dall’incontro del Bonaparte da parte di Cosimo.

Trama: È la storia di un bambino, di nome Cosimo, che è di origini nobili. Quest’ultimo per disobbedire alle rigide norme familiari decise di trascorrere la sua vita sugli alberi e quindi dette un taglio a quella vita. Si adeguò molto facilmente alla sue nuove condizioni. Durante la sua avventura assistette alla morte dei suoi genitori e incontrò molte persone tra cui la bambina del giardino vicino, Viola, il brigante Gian dei Brughi e perfino l’Imperatore Napoleone Bonaparte.
Incontra Viola da bambino. Cosimo e Viola passavano molto tempo assieme. E proprio per evitare che i due bambini instaurassero una bella e profonda amicizia i genitori della bambina mandarono quest’ultima in un collegio. Dopo molti anni Viola ritornò ad Ombrosa e Cosimo la riconobbe subito dai suoi bei capelli biondi.
In seguito Cosimo incontrò il brigante Gian dei Brughi. Aveva una grande passione, quasi un pregio: la lettura. Infatti, la loro amicizia era fondata sullo “scambio di libri”. Cosimo dapprima ritirava i libri dal fratello Biagio e poi da un ebreo, Orbecche; questi libri gli servivano poi per prestarli al brigante. Quando poi questi terminava la lettura dei libri, li riportava a Cosimo e quest’ultimo ne dava sempre di nuovi.
Successivamente, quando gli anni s’incominciavano a farsi sentire Cosimo incontrò l’Imperatore Napoleone. Parlò a lungo con quest’ultimo e alla fine Napoleone affermò, in perfetto italiano, questa frase – Se io non era l’Imperator Napoleone avria voluto ben essere il cittadino Cosimo Rondò-.
Qualche anno più tardi Cosimo, a 65 anni, ormai agonizzante si aggrappò, tutto rattrappito su se stesso, all’ancora di una mongolfiera. Però quando la mongolfiera cadde a terra, Cosimo non c’era più: era morto e quindi Cosimo non dette neanche la soddisfazione di toccare terra da morto.

Personaggi principali
: tra i personaggi principali ricordiamo Cosimo, il Cavalier Enea Silvio Carrega e il Barone Arminio Piovasco di Rondò. Analizziamo i loro comportamenti, le idee e i sentimenti.
· Cosimo: era un bambino di origini nobili, vivace e allegro. Dopo un rifiuto di un piatto di lumache decise di trascorrere la sua vita sugli alberi. Cosimo era molto legato alla sua famiglia, infatti, nei primi tempi della sua permanenza sugli alberi, non voleva allontanarsi tanto dal Palazzo e quindi dai suoi genitori. Però non lo voleva ammettere. Egli instaurò un’amicizia con Viola, la bambina del giardino vicino.
Cosimo, essendo il primogenito, alla morte del padre la nomina di conte passò a lui. Cosimo si occupava delle faccende familiari saltuariamente.
In seguito, a 65 anni, morì.
· Biagio: questo personaggio è il fratello minore di Cosimo. Biagio aveva un carattere più prudente rispetto a quello di Cosimo. Successivamente s’innamorò di una fanciulla che aveva molta paura di Cosimo e se lo immaginava somigliante ad un indiano. In seguito, poi, la moglie di Biagio affermò che la vicinanza con Cosimo poteva influire sull’educazione dei figlioletti. Così andarono a vivere in un vecchio feudo di Rondò.
· Cavalier Enea Silvio Carrega: era l’avvocato di famiglia e l’amnistratore dei poderi di famiglia. Per cause poco chiare parente del Barone. Egli aveva un carattere bizzarro, infatti, quando parlava, farfugliava. La sua grande e unica passione era l’apicoltura, e cioè l’allevamento delle api. Cosimo, in seguito scoprii che il Cavaliere aveva dei rapporti con degli strani pirati barbareschi. Poi Cosimo scoprii ancora che questi rapporti erano legati alla figlia del Cavaliere. A quest’ultimo fu mozzata la testa e in questo modo morì.alla Luigi XIV
· Barone Arminio Piovasco di Rondò: era il padre di Cosimo. Si presentava come 11mo noioso e portava una parrucca alla Luigi XIV. Era un tipo molto orgoglioso: difatti i primi tempi che Cosimo viveva sugli alberi, si faceva vedere molto raramente in città per paura che gli Ombrosotti lo deridessero sul fatto che, la persona che doveva ereditare la maggior parte delle sue ricchezze, vivesse sugli alberi. Dopo la morte dell’Avvocato, il Barone volle continuare le opere (sempre incompiute) e le attività di quest’ultimo. Difatti si dette all’apicoltura, Un bel giorno fu sorpreso da uno sciame d’api che lo travolsero. Così tra le punture per la febbre si ridusse ad un vecchio rattrappito e grinzoso e successivamente morì.

Personaggi secondari
: i personaggi secondari sono Viola, Battista, Konradine von Kurtewitz, Gian dei Brughi e infine l’Abate Fauchlafleur. Analizziamo i comportamenti, le idee e i sentimenti:
· Viola: detta Violante. Fu la prima persona che Cosimo conobbe dagli alberi. Il suo carattere si dimostrò molto variabile: alle volte si comportava da vera donna; altre volte, invece, assumeva comportamenti infantili. Così Viola e Cosimo stavano instaurando un bel rapporto, un’amicizia. E proprio per evitare un esagerata amicizia, i genitori di Viola decisero di mandarla in un collegio. Tornò ad Ombrosa molti anni più tardi. Quando molte persone incominciarono ad essere mandate alla ghigliottina lei se ne scappò a Londra dove conobbe e sposò un Lord molto ricco. Però quando guardava fuori della finestra sperava di guardare, osservare Cosimo, mentre stava sugli alberi. Ma questo sogno non si avverò.
· Battista: era la sorella minore di Cosimo. Aveva un carattere molto bizzarro: difatti preparava numerose poltiglie. Per quanto riguarda la vita sentimentale di Battista possiamo affermare che in un primo momento, dopo una delusione, si ridusse a “monaca di clausura”. Ma successivamente conobbe il Conte d’Estomac e si sposarono.
· Konradine von Kurtewitz: era la mamma di Cosimo. Suo padre era austriaco e aveva ereditato da quest’ultimo ”l’amore per tutto ciò che riguardava la guerra”. Difatti sognava che i suoi due figli diventassero dei generali. Per quanto riguarda il carattere possiamo dire che era molto apprensiva nei confronti dei figli. Soffriva d’ansia e per questo motivo successivamente morì.
· Gian dei Brughi: era uno dei briganti di Ombrosa. Tutti lo consideravano un ladro. Come abbiamo detto prima aveva un’unica e grande passione: la lettura. Cosimo e Gian dei Brughi si scambiavano molti libri. Successivamente il brigante fu ricattato da due suoi vecchi colleghi e così fu catturato e impiccato. Cosimo negli ultimi giorni di vita del suo amico gli stette molto vicino.
· Abate Fauchlafleur: era l’aio, pedagogo dei bambini, e il precettore della famiglia Rondò.Era un uomo vecchio e grinzoso.Quando doveva vegliare sui bambini, affinché questi non combinassero, guai si addormentava sempre. In seguito Cosimo, dagli alberi, si affezionò molto all’Abate, che gli impartiva lezioni di latino e greco, sempre dagli alberi. Successivamente gli sbirri trovarono nella sua celletta dei libri inerenti le nuove idee di quel tempo e lo arrestarono.

Giudizio sul linguaggio: secondo me, questo libro presenta un linguaggio non usuale
Ai nostri giorni, antico. Difatti sono presenti arcaismi come:
avezzi: abituati;
alterchi: litigi;
straforo: di nascosto;
manente: colono legato alla terra da un rapporto di lavoro.
Giudizio personale sul libro: secondo me, la lettura di questo libro “ Il barone rampante” è molto valida e interessante perché è piacevole viaggiare in un mondo sconosciuto, fantastico...in cui niente è vietato...il cui protagonista è proprio un coetaneo come noi, che si dimostra coraggioso, non ipocrita e altruista verso gli altri e che certe volte si trova ad affrontare, forse, situazioni più grandi di lui ma che riesce a risolvere da solo. Possiamo ribadire che Cosimo è nato senza l’aiuto, i saggi consigli, il controllo di una madre che, lo stesso, gli voleva un gran bene anche se era sempre molto lontana da lui.

Autori che hanno contribuito al presente documento: LadyShock, biancuccia93, lunacaretta, Classika, fazio15u, Sylver93, Mika, Fed15, Viola89, pukketta.
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