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Figure retoriche - Similitudine e metafora

Appunto di antologia per le scuole medie che, in maniera sintetica, fornisce una descrizione ed una spiegazione della similitudine e della metafora.

E io lo dico a Skuola.net
La similitudine e la metafora

La similitudine mette in relazione due immagini, collegate fra loro grammaticalmente da avverbi di paragone o locuzioni avverbiali: così…come, tale…quale, a somiglianza di..
A differenza del paragone, la similitudine non prevede che i due elementi possano essere intercambiabili, che il confronto valga anche in senso inverso.
Per esempio, Marco è veloce come il fulmine è una similitudine, poiché non posso dire: Il fulmine è veloce come Marco; invece Marco è veloce come Giovanni è un paragone, poiché è possibile affermare che Giovanni è veloce come Marco: la frase esprime lo stesso concetto della precedente.
Esempio di similitudine nella lirica (Giuseppe Ungaretti)
Si sta come
D’autunno
Sugli alberi
Le foglie.

Il testo crea una sorta di relazione fra la precarietà della vita dei soldati al fronte e quelle delle foglie in autunno.
Ovvero:
I soldati (in tempo di guerra al fronte) si trovano in una situazione precaria come le foglie d’autunno sugli alberi sono sul punto di cadere
Oppure: I soldati sono sospesi tra la vita e la morte, quindi la loro vita è fragile come le foglie autunnali debolmente appese al ramo.

La metafora
La metafora è una similitudine abbreviata, in cui non è esplicitato il tratto significativo che accomuna i due termini. Per esempio la similitudine Marco è veloce come il fulmine può essere trasformata in una metafora, stabilendo un rapporto di identità tra i due termini e sottintendendo la caratteristica comune (la velocità): Marco è un fulmine.
Altro esempio:
I capelli di Cristina sono lucenti come l’oro similitudine
I capelli di Cristina sono oro (o anche: d’oro) metafora
Come si vede dalle frasi, la metafora è un’espressione più sintetica rispetto alla similitudine.
E considerando alcuni versi di Gabriele D’Annunzio:
Alla sabbia del tempo urna la mano
Era, clessidra il cor mio palpitante.
Lo scorrere della sabbia dal cavo della mano (come da un vaso: urna) evoca il passare del tempo (perciò: sabbia del tempo); il cuore, che ne avverte l’esaurirsi è come una clessidra che lo misura e ne ha piena consapevolezza.
Oppure:
La sabbia (scorre via dalla mano che si svuota come fosse in una clessidra) allude al tempo (che fluisce inarrestabile ed è avvertito con sgomento dal mio animo).
Lo scorrere del tempo, che in fretta fugge via come fra la sabbia dalla mano che la contiene simile a una clessidra, è avvertito dal mio animo con sgomento.
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