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Kant, Immanuel - Critica della Ragion Pratica

Appunto schematico sulla Critica della Ragion Pratica

E io lo dico a Skuola.net
Critica della Ragion Pratica:
Dopo aver scritto la Critica della Ragion Pura, Kant, si accorge che l'uomo non poteva essere solo fenomeno, se fosse solo sensibilità, infatti, sarebbe un essere solo istintivo, ma l'uomo kantiano è anche libero e tende al noumeno. Questa libertà si identifica per Kant con la morale.
Per questo Kant sente l'esigenza di redigere un'altra Critica, quella della Ragion Pratica, dove per pratica intendiamo morale, l'azione morale è libera, sciolta dall'esperienza (poiché nel campo morale l'uomo fa ciò che deve fare, e le cose che deve fare le trova in sé) e disinteressata. L'uomo kantiano è perciò un uomo libero che deve obbedire solo a se stesso, tuttavia il giusto che regola l'azione è inteso in senso Socratico: non devo agire secondo ciò che è giusto per il singolo, ma secondo ciò che è giusto in senso generale, ovvero ciò che è giusto per tutti.
Se la ragion Pura si rifaceva a Hume, la Pratica di rifà a Rousseau e ha quattro caratteristiche principali:
1) universalità: tutti gli uomini hanno la morale
2) incondizionatezza: la morale non deve essere dettata da finalità concrete, devo voler una cosa perché la ritengo giusta, non ci sono in morale grandi o piccole azioni, ma solo azioni morali.
3) libertà: l'uomo è libero solo quando agisce moralmente, e il criterio di ciò che è giusto fare viene all'uomo dal suo interno, la morale permette così all'uomo di agire in maniera autonoma, per questo nella libertà morale si ha l'autonomia (Seconda rivoluzione copernicana di Kant: le regole non vengono da fuori ma dall'interno dell'uomo; la prima rivoluzione era quella della Ragion Pura secondo cui le leggi naturali non sono nella natura, ma nell'uomo).
4) formale: si parla formalità dell'etica per formale si intende che la morale guarda la forma non il contenuto dell'azione: la morale deve dire come è giusto fare una cosa.
Le azioni morali dell'uomo sono guidati dagli imperativi e dalle massime:
- le massime: sono prescrizioni soggettive e valgono solo per alcuni individui
- gli Imperativi: sono prescrizioni oggettive valide per tutti e si dividono in: ipotetici ovvero quelli validi per tutti, ma contengono l'ipotesi "se", ad esempio: se si studia si è promossi, il "tu devi" qui è vincolato al fine che descrive la frase; ad esempio questo imperativo è valido per tutti quelli che vogliono essere promossi che, quindi, dovranno studiare; gli imperativi categorici usano solo il "tu devi volere" e si articolano in formule.
La morale non si realizza tuttavia direttamente con l'azione, ma con la purezza dell'intenzione che fa elevare l'uomo al noumeno, la morale kantiana è diversa dalla legalità, uno che rispetta la legge non è per forza un individuo morale (diverso da Hegel), infatti alla legge si può obbedire per paura mentre la morale kantiana esalta la purezza dell'intenzione, solo obbedendo alla morale l'uomo è libero.
a questo punto Kant introduce il concetto del Sommo Bene che è l'unione di felicità più virtù, egli arriva al Sommo Bene postulando un mondo in cui esistano vincoli tra felicità e virtù e da qui ricava tre postulati:

1 - postulato dell'immortalità dell'anima: l'uomo per avere il Sommo Bene deve essere completamente virtuoso, ma non potrà mai esserlo totalmente poichè la completa virtù corrisponde alla Santità, allora postula che l'uomo non è finito, ma che la sua anima è eterna per perfezionare la sua virtù all'infinito.

2 - postulato dell'esistenza di Dio: che è una meditazione sulla felicità, l'uomo per avere la felicità eterna deve postulare l'esistenza di Dio.

3 - postulato sulla libertà: secondo cui la libertà esiste altrimenti gli imperativi non avrebbero motivo di essere.

La ragion Pratica con i suoi postulati tuttavia non rinnega la Critica della Ragion Pura, secondo cui l'uomo può conoscere solo ciò di cui fa esperienza, ma vuole dare all'uomo la speranza che le tre idee di anima, mondo e Dio possano esistere, senza tuttavia poterne dimostrare l'esistenza.
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