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UMANESIMO E RINASCIMENTO

L'umanesimo e il rinascimento indicano i secoli 1400-1500, due termini, però, coniati nel 1800.

Il Rinascimento è una corrente di pensiero, un movimento culturale complessivo, che si sviluppa a partire dall'Italia, a Firenze. Il termine rinascimento richiama l'idea di una rinascita e di un rinnovamento, un rinnovamento globale dell'uomo sia come singolo, sia come umanità, e riveste ogni ambito della vita umana: culturale, politico, morale e religioso.
L'idea della rinascita nasce dall'ambito religioso: il battesimo, che ci purifica dal peccato originale e ci fa rinascere nella fede. Non si parla, però, di una nascita dal nulla, ma un riallacciarsi al passato, un ritorno alle radici classiche latine e greche e, nell'ambito filosofico, una ripresa della filosofia antica di Platone, Aristotele e dei pitagorici.
Tra il mondo classico e il rinascimento c'è il medioevo, un blocco monolitico di 10 secoli bui che per i rinascimentali è una parentesi da chiudere. Erano chiamati secoli bui perchè, il lume della ragione era stato oscurato dalla Chiesa, diffondendo due strumenti di potere: la superstizione e l'ignoranza. Quest'oscurità portò all'utilizzo della violenza, come le crociate o l'inquisizione, e la Chiesa aveva raggiunto un livello basso di credibilità. Nacque così anche l'idea di un rinnovamento religioso, ovvero l'idea di riportare il cristianesimo alla purezza originaria e allo spirito evangelico perduto (povertà, fratellanza).

Il medioevo, non fu caratterizzato solo da momenti negativi, ma anche da periodi di fioritura (Dante, Giotto) e il rinascimento non fu solo fioritura culturale, ma venne ripresa, anche, l'inquisizione. Tra i filosofi rinascimentali condannati dal tribunale dell'inquisizione nel 1600, ricordiamo Giordano Bruno, torturato e bruciato vivo per le sue idee che andavano contro la chiesa. Bruno sosteneva che, l'universo fosse infinito e che ci fossero infiniti mondi; metteva in discussione il dogma dell'incarnazione e della missione salvifica di Cristo, poichè se esistono infiniti mondi e Dio è infinita bontà, si sarebbe dovuto incarnare infinite volte quanti sono i mondi. Altri filosofi furono Tommaso Campanella e Galileo Galilei, che però, rinnegherà le sue teorie.

La cultura rinascimentale è una cultura elitaria, cioè una cultura aristocratica. Mentre nel medioevo nasce il volgare, lingua del popolo compresa da tutti; nel rinascimento c'è un recupero della lingua latina e greca, ma si scrive in un italiano elevato.

Giordano Bruno fornisce un metafora per spiegare che cos'è il rinascimento: utilizza l'immagine di 'una pianta a cui sono stati amputati i rami e poiché il tronco continua a essere vivo dopo molto tempo ricomincia a germogliare'.

Questi vuol dire che i valori classici non vanno solo imitati, ma attualizzati al contesto storico, politico e culturale.

L'Umanesimo è un aspetto del rinascimento e il termine è legato a due radici latine: humanae litterae e humanitas.
Le Humanae Litterae, già nel 1400, richiamavano ad un rinnovato interesse per la letteratura e la lingua latina e greca.
Per quanto riguarda il latino, si ha un recupero del latino classico di Cicerone; per quanto riguarda il greco, abbandonato e che non si studiava più, si tentò di recuperare testi perduti o dimenticati. Nacque così la filologia, una vera e propria scienza che aveva lo scopo di riportare i testi alla loro purezza originaria. Non esistendo la stampa, i testi venivano ricopiati a mano dagli amanuensi e quindi, potevano esserci errori umani, parole dimenticate ed errori di traduzione.

Il termine Humanitas indica l'insieme delle caratteristiche specifiche dell'uomo. Ogni uomo ha una sua specificità: ha delle caratteristiche peculiari che lo rendono tale e diverso da ogni altro ente. Si distingue da una parte dalle bestie, dall'altra da Dio: le caratteristiche che lo rendono diverso dalle bestie, sono positive poiché lo rendono superiore; quelle che lo rendono diverso da Dio e dagli angeli, sono un limite poichè lo rendono inferiore.
Il principio fondamentale dell'umanesimo e del rinascimento è: l'uomo al centro dell'universo.
Si ha il passaggio da una prospettiva teocentrica (Dio al centro) ad una antropocentrica (uomo al centro). Questo però, essendo il rinascimento e l'umanesimo periodi profondamente cristiani, non vuol dire eliminare la figura di Dio ma porla al vertice. L'uomo funge da elemento medio, cioè da elemento di congiunzione tra mondo spirituale (superiore) e mondo terreno (inferiore). Dunque, l'humanitas funge da elemento medio tra divinitas (caratteristiche di Dio) e feritas (caratteristiche dei ferini); se confrontiamo l'humanitas con la divinitas risulta che è inferiore, poiché l'uomo rispetto a Dio è imperfetto, limitato e soggetto al tempo; se la confrontiamo con la feritas risulta che è superiore, poiché l'uomo rispetto alle bestie è dotato di ragione, volontà e ha la capacità di umanizzare la natura (lavoro). L'uomo, quindi, è considerato anche homo faber e la classe sociale che lo identifica meglio è: la borghesia mercantile, che stava ascendendo sull'aristocrazia terriera.

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