Ominide 50 punti

Umanesimo e Rinascimento

Nell’ambito della letteratura italiana si preferisce unire quello che è il periodo dell’Umanesimo al Rinascimento, facendoli corrispondere maggiormente tra 1400 e 1500.
Per motivi di comodità l’Umanesimo corrisponde principalmente al 1400 e il Rinascimento al 1500, soprattutto ai primi decenni, perché poi nella seconda parte del cinquecento si affermerà il cosiddetto Manierismo.
Spesso quindi Umanesimo e Rinascimento son comunque considerati come un unico filone letterario.
Gli autori del rinascimento, infatti, non fanno che riprendere e puntualizzare e talvolta portare all’esasperazione idee, argomenti e novità dell’Umanesimo che già nel Medioevo erano iniziate a svilupparsi, infatti già gli stessi Petrarca e Boccaccio sono proiettati verso l’Umanesimo.

La situazione politica e storica

L’unica differenza che facciamo e per cui distinguiamo questi due periodi è per un discorso storico, di cambiamenti sociali e trasformazioni politiche.
La morte di Lorenzo il Magnifico, infatti, segna convenzionalmente il passaggio da un periodo all’altro.
Durante la vita di Lorenzo il Magnifico l’Italia ebbe un lungo periodo di pace che terminò alla sua morte.
Mentre gli stati europei si aprono al capitalismo, l’Italia rimane estranea a queste trasformazioni. Nel sud vi erano il regno delle due Sicilie e a nord i grandi principati.
L’avvento di nuovi personaggi politici, Carlo VIII e Carlo V, determinarono in Italia una grande crisi:
Carlo VIII ebbe subito appoggio dal ducato di Milano e nell’arco di poco tempo raggiunse i principati del nord e il regno delle due Sicilie al sud. Tornato in Francia, fu creata dagli spagnoli, austriaci e veneziani un’alleanza contro la Francia fino a cacciarlo.
Prese il potere Carlo V, considerato grande religioso, si fa sostenitore di una politica di restaurazione. Egli riuscì a creare un esercito forte e a guidare un gruppo di lanzichenecchi (soldati mercenari tedeschi) che pagava per avere maggiore sostegno nella conquista dell’Italia, che continua ad essere suddivisa in vari stati, spesso in lotta tra di loro e fu Carlo V, nella prima metà del 500 a controllare tutta la situazione in Italia.
Fu comunque un periodo di forte crisi. La storia del '500 vede quindi grandi personaggi e si sviluppano in Italia tratti di stabilità.
Tra i vari personaggi stoici ce ne sono due in particolare: Girolomo Savarola e Cesare Borgia.
Girolomo Savarola era un frate che si fece portavoce dei dissensi nei confronti della famiglia dei Medici che aveva governato a Firenze in maniera incontrastata.
Contemporaneamente, Cesare Borgia, detto il Valentino, fu figlio legittimo di un Papa, Alessandro VI che si fece portavoce in Italia di uno stato grande che oltre lo stato pontificio doveva comprendere le Romagne e l’Umbria e fu bloccato da Carlo V e dal suo tentativo di conquista.

Situazione Economica
Dal punto di vista economico le scoperte geografiche ebbero grande importanza, soprattutto la scoperta dell’America spostò l’asse verso l’Oceano Atlantico invece del Mediterraneo e l’Italia viene lasciata un pò a parte per questi scambi, mentre si erano sviluppati in parte la Spagna e il Portogallo, solo in parte però perché non esportavano ma importavano solo.
I borghesi investivano denaro nel comperare territori.

Registrati via email