Erasmus porta lavoro e amore, ma UE finisce fondi

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Di francesca_fortini

 Erasmus? Trovi lavoro e amore, ma UE finisce fondi

Lo studio della Commissione Europea in merito all’impatto del programma Erasmus su prospettive occupazionali e sociali ha coinvolto circa 80mila ex studenti di 34 Paesi che, durante il percorso universitario, hanno affrontato questa esperienza, ed ha portato alla luce risultati entusiasmanti. A cinque anni dalla laurea, infatti, risulta che il tasso di disoccupazione tra questi giovani sia inferiore del 23%. E non solo: 1 su 4 ha trovato proprio all’estero il compagno di tutta la vita. Ma per gli studenti universitari di oggi il sogno potrebbe non realizzarsi, dato che l’Unione Europea dichiara di aver già speso tutti i 136 miliardi previsti per la ricerca e le politiche europee, mettendo a rischio proprio il progetto Erasmus.

PROSPETTIVA OCCUPAZIONALE – Gli ex studenti Erasmus hanno un tasso di disoccupazione del 23%, circa la metà rispetto ai coetanei che, invece, non hanno scelto la strada dell’esperienza universitaria all’estero. “Il messaggio è chiaro: chi studia o si forma all'estero migliora le proprie prospettive lavorative” commenta la Commissaria per l'Istruzione Androulla Vassilliou. Questo perché, a conti fatti, l’Erasmus è anche e soprattutto un’esperienza di vita, che serve per acquisire maggior indipendenza e capacità di problem solving in ogni situazione.

IL COMPAGNO DI UNA VITA – Studiare in un Paese straniero ha permesso agli ex Erasmus di realizzarsi non solo in campo lavorativo, ma anche sociale. Sarebbe 1 su 4, infatti, a confessare di aver trovato il compagno o la compagna della propria vita proprio durante il periodo di studi all’estero. E il rapporto della Commissione Europea stima che dal 1987, anno di nascita del progetto, ad oggi le relazioni Erasmus abbiano portato al mondo circa un milione di bambini.

MA I FONDI? – La Commissione Europea, nel frattempo, chiede ai Governi un ulteriore aiuto in merito al bilancio, confessando di aver già speso, per colmare anche i debiti che ancora gravavano dal 2013, i 136 miliardi previsti per il 2014 proprio per il finanziamento, tra le altre cose, dei progetti di ricerca, economici, umanitari e, appunto, l’Erasmus.


Francesca Fortini

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