Pagg. 79-80 - Sallustio dopo la battaglia - Voces

Appunto di lingua latina con traduzione del brano adattato dal cap. LXI del "De Catilinae coniuratione", che descrive i' aspetto del campo dopo la battaglia in cui Catilina ha perso la vita gloriosamente.

Versione originale in latino


Sed confecto proelio, tum vero cerneres quanta audacia et quanta vis animi fuisset in exercitu Catilinae. Nam fere quisque, amissa anima, tegebat corpore eum locum quem, vivos, ceperat pugnando. Pauci autem, quos cohors praetoria disiecerat medios, conciderant paulo divorsius, sed tamen omnes volneribus advorsiis. Catilina repertus est vero longe a suis inter cadavera hostium, spirans etiam paululum ac retinens in vultu ferociam animi quam habuerat vivos. Postremo quisquam ingenuos civis captus est, neque in proelio neque in fuga, ex omni copia: ita cuncti pepercerant iuxta suae vitae et hostium. Neque tamen exercitus populi Romani adeptus erat victoriam laetam aut incruentam. Nam strenuissimus quisque aut occiderat in proelio aut discesserat graviter volneratos. Multi autem qui processerant e castris gratia visundi aut spoliandi, volventes cadavera hostilia, alli reperiebant amicum, pars hospitem aut cognatum ; fuere item qui cognoscerent suos inimicos. Ita varie laetitia, maeror, luctus atque gaudia agitabantur per omnem exercitum exercitum.

Traduzione all'italiano


Ma terminata la battaglia, allora sì che avresti potuto vedere quanta audacia e quanta forza d’animo ci fosse stata nell’esercito di Catilina. Infatti quasi tutti, da morti, coprivano col [proprio] corpo il luogo che da vivi essi avevano occupato, combattendo. Pochi poi, che la coorte pretoria aveva separato, erano caduti un po’ più lontano, ma tuttavia tutti con ferite al petto. Catilina fu trovato molto lontano dai suoi, in mezzo ai cadaveri dei nemici, che respirava ancora debolmente e che mostrava sul volto la fierezza d’animo avuta in vita. Insomma,di tutto l'esercito, nessun libero cittadino fu fatto prigioniero, né in battaglia, né in fuga: così tutti avevano risparmiato la propria vita e quella dei nemici. Né tuttavia l’esercito del popolo romano aveva riportato una vittoria lieta o senza sangue. Infatti tutti i più valorosi, o erano caduti in battaglia, o ne erano usciti gravemente feriti. Molti, poi, che erano usciti dagli accampamenti o per curiosare o per predare, nel rivoltare i cadaveri dei nemici, ritrovavano chi l’ amico, chi l’ ospite o un parente; vi furono anche coloro che riconoscevano i loro nemici personali. Così per tutto l’esercito, in modo diverso, si alternavano gioia, dolore, pianto e grida di esultanza.

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