Versione originale in greco
οἱ μέντοι Ἀθηναῖοι καὶ ἔθαψαν αὐτὸν δημοσίᾳ μεγαλοπρεπῶς καὶ ἐπὶ πολὺ ἐπένθησαν, καὶ τὸν θᾶκον τὸν λίθινον, ἐφ᾽ οὗ.εἰώθει ὁπότε κάμνοι ἀναπαύεσθαι, προσεκύνουν καὶ ἐστεφάνουν ἐς τιμὴν τοῦ ἀνδρός, ἡγούμενοι ἱερὸν εἶναι καὶ τὸν λίθον, ἐφ᾽ οὗ ἐκαθέζετο. ἐπὶ μὲν γὰρ τὴν ἐκφορὰν οὐκ ἔστιν ὅστις οὐκ ἀπήντησεν, καὶ μάλιστα τῶν φιλοσόφων οὗτοι μέντοι ὑποδύντες ἐκόμιζον αὐτὸν ἄχρι πρὸς τὸν τάφον. ταῦτα ὀλίγα πάνυ ἐκ πολλῶν ἀπεμνημόνευσα, καὶ ἔστιν ἀπὸ τούτων τοῖς ἀναγινώσκουσι λογίζεσθαι ὁποῖος ἐκεῖνος ἀνὴρ ἐγένετο.
Traduzione all'italiano
Gli Atenesi poi lo seppellirono splendidamente a spese pubbliche e lo rimpiansero per molto tempo e venerarono pure il seggio di pietra sul quale soleva riposarsi ogniqualvolta fosse stanco e lo incoronarono in suo onore, ritenendo fosse sacra anche la pietra sulla quale egli sedeva. Infatti non vi fu nessuno che non partecipasse ai suoi funerali, specialmente tra i filosofi; costoro dunque, sostenendo la bara, lo trasportarono fino al sepolcro.
Queste poche cose senza dubbio da molti saranno ricordate, ed è da chi di questi ha ben conosciuto da considerare di quale sorta fosse quell'illustre uomo.