blakman di blakman
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Un oratore confuta le accuse di Demostene

ἄνδρες δικασταί, οὕτω Δημοσθένης τῷ ψεύδεσθαι καὶ μηδὲν ὑγιὲς λέγειν ἑτοίμως χρῆται, καὶ οὔτ᾽ αἰσχύνης οὔτ᾽ ἐλέγχου οὔτ᾽ ἀρᾶς οὐδὲν αὐτῷ μέλει, ὥστε καὶ περὶ ἐμοῦ τολμήσει λέγειν, ὡς ἀκούω, ὡς ἄρα κἀμοῦ κατέγνω πρότερον ἡ βουλή: καὶ ποιῶ πάντων ἀτοπώτατον, ὡς οὗτός φησι, πρότερον μὲν ἐναντίον τῇ τῆς βουλῆς ἀποφάσει ἀγῶνα ἀπολογούμενος ὑπὲρ ἐμαυτοῦ, νυνὶ δὲ συνηγορῶν αὐτῇ, κατηγορῶν τούτου περὶ τῆς γεγενημένης ἀποφάσεως: πρᾶγμα κατασκευάζων οὐ γεγενημένον, ἀλλὰ ψεύδεσθαι πρὸς ὑμᾶς1 τολμῶν. ἵν᾽ οὖν, ἐὰν ἐπὶ τοῦτον ἴῃ τὸν λόγον, μὴ ἐπιτρέπητ᾽ αὐτῷ, ἀλλ᾽ εἰδῆτ᾽ ἀκριβῶς ὅτι οὔτε μ᾽ ἀπέφηνεν ἡ βουλὴ οὔτ᾽ ἐμέλλησεν, ἠδικήθην δὲ ὑφ᾽ ἑνὸς ἀνθρώπου πονηροῦ καὶ δίκην δεδωκότος παρ᾽ ὑμῖν, ἀκούσατέ μου βραχέα: ἔπειτ᾽ ἐπὶ τοῦτον πάλιν βαδιοῦμαι.ἀνάγκη τὴν βουλήν, ὦ ἄνδρες, τὴν ἐξ Ἀρείου πάλου κατὰ δύο τρόπους ποιεῖσθαι τὰς ἀποφάσεις πάσας. τίνας τούτους; ἤτοι αὐτὴν προελομένην καὶ ζητήσασαν, ἢ τοῦ δήμου προστάξαντος αὐτῇ. χωρὶς τούτων οὐκ ἔστιν ὅντιν᾽ ἂν1 τρόπον ποιήσειεν. εἰ μὲν τοίνυν φῄς, ὦ μιαρὸν σὺ θηρίον, τοῦ δήμου προστάξαντος ζητήσασαν τὴν βουλὴν περὶ ἐμοῦ ποιήσασθαι τὴν ἀπόφασιν,δεῖξον τὸ ψήφισμα, καὶ τίνες ἐγένοντο μου κατήγοροι γενομένης τῆς ἀποφάσεως, παρ᾽ ὧν νῦν οἱ δικασταὶ τἀδικήματα πυνθάνονται. κἂν ᾖ ταῦτα ἀληθῆ, ἀποθνήσκειν ἕτοιμός εἰμι. εἰ δ᾽ αὐτὴν προελομένην ἀποφῆναί με φῄς, παράσχου μάρτυρας τοὺς Ἀρεοπαγίτας, ὥσπερ ἐγὼ παρέξομαι ὅτι οὐκ ἀπεφάνθην.


Demostene, o giudici, è così pronto a ricorrere alla menzogna e a non dire nulla di sano e tanto poco ha egli a cuore o la vergogna o la confutazione o l'imprecazione che a mio riguardo oserà dire, come io intendo, che in precedenza il senato ha condannato anche me e che io faccio la cosa più assurda fra tutte, come costui dice: prima sostenendo la causa a mia difesa contro il decreto del senato, e ora venendo in aiuto a questo, in quanto accuso lui circa il decreto espresso, inventando un fatto non accaduto, ma osando mentire alla vostra presenza. Affinchè dunque, quando egli indirizzi il discorso in tal senso, voi non vi volgiate dalla sua parte, ma sappiate con certezza che il senato non indicò me né mi avrebbe indicato, ma io ho subito un'offesa da parte di un solo uomo malvagio, che pagò a voi il fio, ascoltatemi in breve; poi di nuovo mi rivolgerò contro costui. E' necessario che il senato dell'Areopago in due modi emetta tutti i giudizi: o decidendo e facendo esso stesso l'indagine oppure ordinandola il popolo ad esso. Se dunque tu, bestia scellerata, affermi che il senato emise la sentenza su di me indagando per ordine del popolo, mostrami il decreto e dimmi quali furono, una volta fatta la delazione, i miei accusatori, dai quali ora i giudici si informano sulle mie colpe. E se tali cose son vere, io mi dichiaro pronto a morire. Se invece tu affermi che il senato stesso pronunciò la sentenza contro di me, presenta come testimoni gli Areopagiti, come li presenterò io per dimostrare che non io sono stato accusato.

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