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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI

‘’L’ORIENTALE’’

DIPARTIMENTO

ASIA, AFRICA E MEDITERRANEO

CORSO DI LAUREA TRIENNALE

IN

LINGUE E CULTURE COMPARATE

TESI DI LAUREA

IN

STORIA DELLA CINA

TRASFORMAZIONI SOCIALI E RINNOVAMENTO CULTURALE NELLE RIFORME

DI WANG ANSHI (1021-1086)

Relatore Candidata

Ch.mo Prof.

Federico Brusadelli Gaia Maria Pisacane

Matr. CP/04957

Anno Accademico 2023/2024

INDICE

INTRODUZIONE .............................................................................................................................. 2

CAPITOLO PRIMO: LA DINASTIA SONG ........................................................................ 5

宋朝

1.1 I Song Meridionali e la fine della dinastia ......................................................................................... 9

Le Innovazioni della Dinastia Song

1.2 ................................................................................................. 11

CAPITOLO SECONDO: LE ORIGINI DI WANG ANSHI .......................................... 15

王安石

2.2 Le Riforme ............................................................................................................................................. 20

2.3 Il Memoriale di 10.000 parole e le Nuove Politiche .............................................................................. 22

2.4 Gli ultimi anni di Wang Anshi .............................................................................................................. 26

CAPITOLO TERZO: I RITI ZHOU NELLE RIFORME DI WANG ANSHI ......................... 28

3.1 L’ordine sociale concepito dai Zhou e da Wang Anshi .......................................................................... 32

CAPITOLO QUARTO: POESIA E RIFORMA, ......................................................................... 35

UN’ANALISI POLITICA DELLE OPERE DI WANG ANSHI ................................................. 35

4.1 La monografia di Yang Xiaoshan: Wang Anshi and Song Poetic Culture ............................................. 39

4.2 Jonathan Pease, No Going Back ........................................................................................................... 41

CONCLUSIONE .............................................................................................................................. 43

FONTI BIBLIOGRAFICHE .......................................................................................................... 50

RINGRAZIAMENTI ....................................................................................................................... 51

1

INTRODUZIONE

La tesi si propone di indagare le trasformazioni sociali, economiche e culturali che caratterizzano la

dinastia Song (960-1279), uno dei periodi più significativi della storia cinese, concentrandosi sulle

riforme di Wang Anshi (1021-1086). Figura cruciale della dinastia Song, Wang non è solo un

riformatore politico, ma anche un pensatore che tenta di plasmare un nuovo equilibrio tra le

esigenze pratiche di governo e i principi tradizionali del confucianesimo. Operando durante la fase

dei Song Settentrionali (960-1127), egli introduce un programma noto come le ‘Nuove Politiche’

(Xin Fa ‘nuove leggi’), che mira a trasformare radicalmente l'amministrazione statale, le

新法

finanze e l’esercito. Queste riforme si distinguono per l'ambizione di affrontare la disuguaglianza

sociale, migliorare l'efficienza burocratica e rafforzare la centralità dello Stato, creando un modello

che punta a garantire sia stabilità interna che resistenza alle minacce esterne. Le ‘Nuove Politiche’

includono misure come i prestiti ‘Germogli Verdi’, destinati a supportare i contadini nei periodi di

semina, un nuovo sistema di esami per i funzionari pubblici, che privilegia competenze pratiche

rispetto alla mera memorizzazione di testi classici e la creazione di milizie locali per ridurre il peso

economico dell’esercito permanente. Questi interventi rispecchiano una visione politica che punta a

un antico sistema di

un controllo più diretto dello Stato, ispirandosi ai ‘Riti Zhou’ (Zhou Li 周禮),

regole amministrative e sociali reinterpretato per adattarsi alle sfide dell’epoca. La dinastia Song,

con i suoi imperatori come Zhao Kuangyin (960-976), fondatore della dinastia e Shenzong (1067-

1085), grande sostenitore delle riforme di Wang, rappresenta un contesto storico di straordinaria

vitalità, ma anche di profonde contraddizioni.

L’interesse per questo tema nasce durante il corso di Storia della Cina, sotto la guida del professore

Federico Brusadelli. Attraverso lo studio della dinastia Song, emerge un quadro complesso e

affascinante, in cui innovazione e tradizione si intrecciano. Questo interesse si approfondisce con

ulteriori letture e analisi, portandomi a scegliere Wang Anshi come soggetto principale della mia

ricerca. Egli incarna il desiderio di trasformazione e modernizzazione di un’intera epoca e il suo

programma politico non solo evidenzia i punti di forza di una burocrazia centralizzata, ma anche le

tensioni che scaturiscono dall’impatto di tali cambiamenti su una società radicata nei valori

confuciani. Lo studio si propone di illuminare sia i benefici delle sue politiche, sia le controversie

che ne derivano, al fine di comprendere meglio il significato storico delle sue riforme e il loro

impatto sulle future generazioni. Gli obiettivi di questa tesi sono molteplici: in primo luogo, essa si

propone di esaminare le riforme di Wang Anshi non come semplici provvedimenti legislativi, ma

come parte di una visione complessiva che mira a rafforzare lo Stato e migliorare la vita delle classi

popolari. Utilizzando contributi accademici di studiosi come Greg Anderson e James T. C. Liu,

2

l’analisi si concentra sulla valutazione critica delle ‘Nuove Politiche’, esplorando i loro successi, i

limiti e le implicazioni per la dinastia Song. Inoltre, un altro obiettivo è quello di analizzare il

legame tra la produzione letteraria di Wang e la sua visione politica, servendosi di studi come quelli

di Yang Xiaoshan e Jonathan Pease, che mostrano come le sue poesie riflettano le tensioni e le

aspirazioni di un riformatore. Particolare attenzione è dedicata al confronto tra le sue riforme e i

modelli di governo di epoche precedenti, evidenziando il suo utilizzo dei ‘Riti Zhou’ come fonte di

legittimazione e ispirazione.

L’approccio metodologico adottato per questa ricerca si basa su un’analisi critica di fonti primarie e

secondarie. In primo luogo, si utilizza il lavoro di Kai Vogelsang per comprendere il contesto

generale della dinastia Song, divisa in due periodi principali: i Song Settentrionali (960-1127),

caratterizzati da una grande vitalità culturale e innovazioni amministrative, e i Song Meridionali

(1127-1279), segnati da un ripiegamento territoriale e da un’intensificazione dell’isolamento

culturale. Questo quadro permette di situare Wang Anshi all’interno di una dinastia che affronta sia

sfide interne, come l’inefficienza burocratica e le tensioni sociali, sia minacce esterne, rappresentate

dalle tribù Khitan e dai Jin.

Successivamente, si analizzano le politiche di Wang attraverso fonti storiografiche, integrandole

con contributi come quello di A. Elmann e M.Kern , che esplorano il ruolo dei ‘Riti Zhou’e quello

di Qinghua Guo, che approfondisce le innovazioni infrastrutturali promosse durante il suo mandato.

L’obiettivo è quello di costruire un discorso critico che non solo descriva le riforme, ma ne indaghi

le conseguenze e il loro posto nel dibattito accademico.

La struttura della tesi riflette questa impostazione: il primo capitolo introduce la dinastia Song,

analizzandone le principali caratteristiche politiche, economiche e sociali. Viene dedicata

particolare attenzione alla centralizzazione del potere, al sistema fiscale e alle innovazioni

tecnologiche, come l’introduzione della moneta cartacea. Il secondo capitolo si concentra su Wang

Anshi, delineandone il percorso biografico e approfondendo il contenuto delle sue ‘Nuove

Politiche’, come i prestiti agricoli e la riforma degli esami imperiali. Il terzo capitolo esplora il

legame tra tradizione e innovazione, evidenziando come Wang abbia reinterpretato i ‘Riti Zhou’ per

giustificare le sue politiche e trasformare la burocrazia. Infine, il quarto capitolo analizza il rapporto

tra la produzione poetica di Wang e la sua visione politica, con un focus su come la sua attività

letteraria rifletta le sue idee e le sue sfide. 3

In conclusione, questa tesi ha l'obiettivo di offrire una comprensione più approfondita della figura di

Wang Anshi e delle sue riforme, collocandole all’interno del contesto della dinastia Song e delle sue

complesse dinamiche politiche e culturali. Come emerge dall’analisi, le ‘Nuove Politiche’

rappresentano un tentativo audace di modernizzare lo Stato cinese, ma il loro fallimento evidenzia

le difficoltà di conciliare rinnovamento e tradizione. Tuttavia, il significato di Wang Anshi

trascende i limiti delle sue riforme: egli incarna lo spirito di un’epoca che cerca di bilanciare

innovazione e continuità e la sua eredità continua a stimolare il dibattito sul ruolo dello Stato e sulla

natura del cambiamento sociale. La dinastia Song, come sottolinea Kai Vogelsang, rappresenta uno

dei momenti più affascinanti della storia cinese, in cui cultura, economia e politica si intrecciano in

modo unico. Wang Anshi, con la sua visione e le sue riforme, si pone al centro di questo crocevia,

offrendo una prospettiva preziosa per comprendere le tensioni e le opportunità di un’epoca di

straordinaria trasformazione. La speranza è che questo studio possa contribuire a una maggiore

comprensione di un periodo storico così complesso e di una figura che ha lasciato un’impronta

indelebile nella storia della Cina.

Grazie alla ricerca e alla stesura di questa tesi, ho acquisito competenze fondamentali sia

nell’analisi critica delle fonti che nell’organizzazione di un discorso coerente e approfondito. Ho

imparato a interpretare e contestualizzare testi complessi, unendo la storia, la politica e la cultura in

una visione interdisciplinare che mette in luce le sfide e le innovazioni della dinastia Song e delle

riforme di Wang Anshi. Inoltre, l’approccio critico adottato mi ha permesso di comprendere non

solo il significato storico delle ‘Nuove Politiche’, ma anche il loro impatto sulla società dell’epoca e

sulla memoria storiografica. Tali risultati, insieme alle riflessioni sui limiti e le potenzialità del

pensiero di Wang Anshi, saranno esposti in dettaglio nelle conclusioni finali di questa tesi. 4

CAPITOLO PRIMO: LA DINASTIA SONG 宋朝

Figura 1 Territorio Dinastia Song. Fonte: Wikipedia.

L’approfondimento della dinastia Song per spiegare la figura di Wang Anshi è essenziale, poiché

questo periodo rappresenta un contesto storico di grandi trasformazioni politiche, economiche e

sociali. La dinastia Song, con il suo peculiare approccio alla centralizzazione del potere e alla

gestione delle risorse statali, creò le condizioni ideali per l'emergere di riformatori come Wang

Anshi.

La dinastia Song, che si estende dal 960 al 1279, segna un’epoca di straordinaria vitalità e fervore

culturale. Non a caso, Carl L. Bankston, insigne sociologo contemporaneo, autore e educatore

americano nato nel 1952 la definisce come un’epoca in cui: ‘’l'economia si espanse rapidamente, la

letteratura fiorì e raggiunse un numero di lettori senza precedenti, la pittura paesaggistica,

l'architettura, la ceramica, la scultura e la musica raggiunsero alcuni dei livelli artistici più alti nella

1.

storia cinese sotto il patrocinio degli imperatori’’ Questi sviluppi non furono mere espressioni

artistiche, ma riflessi di un’organizzazione statale che promuoveva la cultura come strumento di

coesione e sviluppo.

Ora ripercorreremo le origini della dinastia, partendo dalla figura del suo fondatore: Zhao Kuangyin.

Egli fu il primo imperatore dei Song, regnò dal 960 al 976. All'inizio del decimo secolo, la Cina era

divisa in numerosi regni e durante il periodo delle Cinque Dinastie e dei Dieci Regni (907-960) gli

imperatori di cinque dinastie diverse detennero il potere in uno dei regni più grandi, con capitale a

Kaifeng. Nel 951, il generale Guo Wei fondò l'ultima di queste dinastie di breve durata, nota come

la dinastia Zhou Posteriore (951-960).

1 Bankston Carl L., II, Salem Press Encyclopedia, s.l., s.e., 2022, Research Starters. 5

Guo Wei riuscì a unificare gran parte della Cina settentrionale e iniziò a espandersi verso sud.

Zhao Kuangyin, ispettore generale militare per la dinastia Zhou Posteriore, prese il potere dopo la

morte di Guo Wei. Egli adottò il nome imperiale di Taizu e diede alla sua dinastia il nome Song,

dal distretto che aveva governato nella provincia di Henan. Il primo imperatore dei Song era un

abile diplomatico e amministratore, oltre che un uomo di successo militare. Usò doni, onorificenze

stabilì un servizio civile

e incarichi per convincere molti dei suoi rivali a diventare suoi seguaci,

efficiente con solide basi nella filosofia confuciana.

Inoltre, l’imperatore comprese l’importanza di sottrarre l’amministrazione dei territori alle mani

dell’esercito, affidandola invece a funzionari civili formati secondo i dettami del confucianesimo.

La sua abilità diplomatica, unita a un’attenta politica di alleanze e concessioni, gli permisero di

consolidare il potere senza ricorrere esclusivamente alla forza militare. Si narra che l’imperatore

Taizu fondò lo stato burocratico dei Song con ‘’un gesto tanto simbolico quanto un astuto

2 Così lo riassume Kai Vogelsang sinologo tedesco nato nel 1969, la cui ricerca si

brindisi’’ . ,

concentra principalmente sulla storia e sulla storiografia della Cina. Taizu nel 961 invitò i generali a

un banchetto, li fece inebriare e approfittando della loro condizione, ottenne da loro la promessa che

avrebbero rinunciato al comando per ritirarsi e vivere di rendita. Questo episodio, seppur

aneddotico, riflette la lungimiranza e la sottigliezza politica di Taizu, che comprese come la stabilità

di un regno non potesse poggiare solo sulla forza delle armi, ma dovesse fondarsi su una solida

amministrazione civile. La scelta di allontanare i generali dal comando non fu mera strategia di

controllo, bensì un chiaro segnale di come l’imperatore desiderasse instaurare un sistema di governo

fondato sulla centralizzazione del potere e sulla meritocrazia.

Tuttavia, non va trascurato che l’espansione territoriale della dinastia Song e la sua capacità di

unificare gran parte della Cina, fu frutto tanto della sapienza diplomatica quanto dei successi

militari. Due regni meridionali accettarono di sottomettersi ai Song grazie a negoziati diplomatici,

mentre altri regni si arresero dopo brevi, ma decisivi, scontri militari. Sebbene i Song godessero di

una serie di successi nell'unificare gran parte della Cina, continuarono a essere minacciati da nord

da una tribù manciù nota come Khitan. I Khitan si erano spinti verso sud dalla Manciuria e avevano

occupato parte della provincia di Hebei, sul lato cinese della Grande Muraglia. Nel 979, il secondo

imperatore dei Song, Taizong (976-997), tentò di riprendere parte dell'Hebei ma subì una sconfitta

per mano dei Khitan. Per il resto del periodo di regno della dinastia, i Song furono costantemente in

difensiva contro i feroci vicini settentrionali.

2 Vogelsang, K., Storia della Cina, tradotto da U. Colla, Torino: Einaudi, 2014 (ed. or. 2014). 6

Eppure, è proprio in questa sfida continua che si sviluppò una delle più grandi conquiste della

dinastia: l’organizzazione di uno stato fortemente centralizzato e capace di mantenere una stabilità

Sotto i primi due imperatori dei Song, la dinastia crebbe, il commercio interno fiorì

interna duratura.

e gli introiti fiscali aumentarono considerevolmente. Elementi indispensabili per impiantare un

governo stabile.

Al vertice di questo sistema, l'imperatore presiedeva un consiglio di stato composto da cinque a

nove membri , responsabili delle decisioni politiche generali. Il governo centrale della dinastia Song

settentrionale era strutturato in tre dipartimenti principali, ciascuno con specifiche responsabilità:

Il primo, incaricato delle questioni economiche, era composto da tre burocrazie indipendenti, note

come i "Tre Servizi", che gestivano rispettivamente i monopoli statali, il bilancio e la popolazione.

Il secondo dipartimento, di carattere militare, si occupava del controllo degli eserciti.

Il terzo, chiamato Segreteria, amministrava la giustizia, gestiva il reclutamento per gli uffici

governativi e le promozioni.

Il sistema fiscale iniziale della dinastia Song si fondava sulla centralizzazione del potere finanziario,

una pratica ereditata dalla dinastia Tang.

Come sottolineato da Zhang Yibing nel suo lavoro Evolution of the Three Bureaus’ Fiscal Planning

System in the Early Northern Song Dynasty (2024). Nato nel 1956, egli è un filosofo cinese

contemporaneo, noto per il suo lavoro influente nel campo degli studi marxisti e per lo sviluppo di

un metodo testo-logico per analizzare i principali testi marxisti. Al vertice della gestione fiscale vi

erano i Tre Uffici, responsabili della pianificazione fiscale a livello provinciale e locale,

utilizzavano i registri finanziari inviati dalle prefetture e dalle contee per stabilire le risorse

necessarie e gestire la riscossione delle tasse. Sebbene centralizzato, questo sistema causò difficoltà

pratiche, tra cui l'accumulo di arretrati nei registri da revisionare, ostacolando l'efficienza del

sistema. Nel periodo Tang e Song, le finanze pubbliche erano ancora basate prevalentemente su

beni fisici. Con l'introduzione delle tasse estive e autunnali, che sostituirono quelle basate sulla

popolazione, si verificò un cambiament

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/23 Storia dell'asia orientale e sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaia250702 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Brusadelli Federico.
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