Teorema: un referto apocalittico
apocalittico. Pasolini
tra rivoluzioni reazionarie e illusi borghesi
Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di laurea in Editoria e scrittura
Cattedra di Cinema e scrittura
Carmen Maria Cirami
n˚ 1863036
Relatore Correlatore
Emiliano Morreale Damiano Garofalo
A/A 2019/2020 A Ylenia, poiché ogni passo è stato fatto per raggiungerti.
Indice
1 Il paradiso perduto
1.1 Come mettere a nudo i borghesi
1.2 Un demone angelico
1.3 Alla ricerca del sacro
2 La metamorfosi dal film al libro
2.1 Schermaglie novellistiche: la coesistenza di due ambiti culturali
2.2 Sceneggiature come ibridi incompleti
2.3 L’affresco a fondo oro: da Teorema-film a Teorema-libro
3 Il 68 tra illusioni progressiste e una censura imperante
3.1 Le fantasticherie degli inconsapevoli consumisti: pedine di una falsa rivoluzione
3.2 Perché Pasolini va a Venezia?
3.3 Continuamente sotto processo 3
Introduzione
Pubblicato da Garzanti a marzo nel 1968 e presentato a Venezia come film nel
settembre successivo Teorema è un referto pregno delle tensioni sociali che
influenzarono un’intera generazione. L’autore friulano, attraverso il libro e il film,
intende smascherare quei pierini che inneggiavamo ad una fantomatica rivoluzione e i
loro padri privi di ogni virtù morale.
Il contesto di Teorema affonda a piene mani nella seconda metà degli anni Sessanta: vi
sono movimenti di contestazione letteraria e poetica che culminano nella rivolta contro
la società dell’opulenza. Pasolini si pone criticamente nei confronti dei mutamenti di
quel periodo e in maniera disincantata anticipa i tempi e rivolge lo sguardo anche
oltreoceano.
L’intellettuale friulano, attraverso Teorema, denuncia anche la complicità del
Movimento del Sessantotto con i processi d’omologazione sempre più inarrestabile in
quel periodo. La lotta dei giovani contro la tradizione aiuta il sistema a rigenerarsi
cancellando il suo passato, per perpetrarsi nel futuro. In più la contestata rivoluzione
non fu veramente generata da questi giovani, ma instillata in loro dai padri o meglio
dalla nuova cultura neocapitalistica.
Secondo Pasolini la borghesia si è servita dei giovani per distruggere i suoi vecchi miti
divenuti ormai obsoleti.
Attraverso una struttura bipartita, seguita da un’appendice alla prima parte e dagli
allegati alla seconda, Pasolini rappresenta il suo teorema sulla borghesia italiana.
Quest’ultima sarà oggetto di un’analisi approfondita nel primo capitolo di questo
elaborato, poiché sarà incentrato su Teorema-libro.
L’opera nasce inizialmente come testo teatrale e in un secondo momento caratterizzata
da un doppio binario cinematografico-letterario, allo scopo di rappresentare la vicenda
da due prospettive differenti ma strettamente correlate: quella concreta dell’immagine e
quella astratta del romanzo.
Teorema costituisce quindi un particolare caso di novellizzazione:
4
Storicamente parlando è interessante far tornare alla mente cosa significhi
dal punto di vista delle origini, girare un film e scrivere un romanzo allo
stesso momento, anche se in alcuni casi è impossibile dire quale mezzo abbia
preceduto l’altro.
Un esempio meritatamente famoso è Teorema di Pier Paolo Pasolini, ideato
1
contemporaneamente sia come film che come libro[…]
L’importanza di quest’opera risiede nella non esistenza di una sceneggiatura ben
precisa, ma il romanzo stesso ne costituisce una. Infatti Pasolini adotta un tecnica
particolare, unendo il linguaggio tipico dei romanzi con quello cinematografico in un
unico testo.
Si può supporre che Teorema-libro e Teorema-film rappresentino un corpo unico dove il
film segue esattamente le scene narrate nel romanzo, ma allo stesso tempo si tratta di
due opere autosufficienti e indipendenti.
In questo elaborato mi occuperò di come la natura “anfibologica”, termine usato dallo
stesso autore friulano, dell’opera abbia influenzato Teorema, sottolineerò l’importanza
della contestualizzazione storica dell’opera in questione che fa riferimento al periodo
del Sessantotto e attraverso la trama cercherò di far comprendere il ruolo della
borghesia nell’opera di Pier Paolo Pasolini.
Teorema ci aiuta a comprendere meglio come per Pasolini a una rivoluzione
sul piano formale non potesse non corrispondere a una rivoluzione sul piano
del contenuto e similmente a una spinta in avanti non potesse che
corrispondere un ampio respiro e sguardo all’indietro, e come per lui non vi
2
fosse avanguardia se non là dove si cercava di recuperare il passato.
1
J.Baetens,Novelization: from Film to Novel, The Ohio State University Press Columbus, Great Britain
2018, p.143 ( traduzione mia )
2 Sandro Bernardi, Pasolini e l’uso dell’allegoria in Teorema,“Studi Novecenteschi” vol.31, n.67/68
(giugno – dicembre 2004), p.110 5
Teorema è un libro che raccoglie molteplici elementi, informazioni, suggerimenti e
riflessioni. Proviamo quindi a vedere che cosa c’è scritto sulla quarta di copertina del
romanzo, per capire di cosa parla effettivamente Teorema:
Teorema è nato come su fondo oro, dipinto con la mano destra, mentre con
la mano sinistra lavoravo ad affrescare una grande parete (il film omonimo).
In tale natura anfibologica, non so sinceramente dire quale sia la prevalente:
se quella letteraria o quella filmica. Per la verità, Teorema era nato come
pièce in versi, circa tre anni fa; poi si è tramutato in film e,
contemporaneamente, nel racconto da cui è tatto e che dal film è stato
3
.
corretto
Insieme al doppio significato del titolo, la sua natura anfibologica ci indica che tutto in
questo romanzo è leggibile in due modi diversi.
L’espressione “sul fondo oro” si riferisce alla pittura medievale, come quella della
scuola senese. Si tratta di una tecnica pittorica che Pasolini conosceva bene attraverso i
suoi studi di storia dell’arte con Roberto Longhi all’Università di Bologna.
Questa tecnica prevede la stesura del foglio d’oro sullo sfondo dei dipinti. L’oro
fornisce in questo modo un colore estremamente luminoso ed è particolarmente
apprezzato nella pittura sacra per dar l’effetto mistico. Dunque attraverso il
riferimento alla pittura medievale, Pasolini si riferisce a una scrittura mistica e non
realistica. Significativo è il contrasto tra l’affresco e il fondo oro, come se si trattasse di
due tipi di scrittura.
L’affresco rappresenta la scrittura realistica, mentre il fondo oro rappresenta la scrittura
non realistica.
Una caratteristica fondamentale in Teorema-libro è la narrazione temporale:
3 P.P. Pasolini, Teorema, p. VI 6
Infatti l’autore ripete piuttosto spesso nel corso del testo scritto che questa
storia non ha una collocazione cronologica, che potrebbe svolgersi in
autunno come in primavera, un stagione di passaggio in ogni caso, e osserva
che certe scene raccontate dopo potrebbero anche svolgersi prima e che la
4
successione non ha alcuna importanza.
La struttura di Teorema è simile a quella di una pièce teatrale:
Una forma di rappresentazione completamente diversa è la scrittura teatrale
che, come dice lo stesso autore, era la forma originaria del libro, e di essa
restano alcuni capitoli sparsi, in forma di dialogo fra il poeta e i suoi
personaggi, oppure di lunghi monologhi. I personaggi parlano di se stessi in
prima persona al lettore, dichiarano i loro pensieri, le loro ansie e i loro
desideri diventano versi sciolti: si tratta di un teatro in versi, un ibrido molto
vicino a quell’idea di teatro come un rito culturale che Pasolini aveva
proposto nel suo scritto teorico sul teatro, oltre che nelle sue opere teatrali
5
del 1966.
Nel teatro Pasolini cercava di coniugare principalmente situazioni che venivano dalla
realtà borghese come la famiglia, il rapporto padri e figli, la ribellione, la perversione
sessuale avvalendosi di suggestioni mitiche e allegoriche.
Dai primi anni Sessanta in poi si presentano dei fenomeni assolutamente nuovi nella
società italiana: proletari e sottoproletari agiscono come i borghesi per adeguarsi agli
imperativi dell’economia politica. Ciò si evince anche nella raccolta di poesie La
meglio gioventù:
4 S. Bernardi, Pasolini e l’uso dell’allegoria in Teorema, p.112
5 Ivi,p.114 7
Ci siamo sbagliati credendo che fosse impossibile che gli uomini potessero
cambiarsi così in così tempo, che i ragazzi crescessero, in così poco tempo,
così voltati a un nuovo destino. E tutto solo per mille lire di più in saccoccia.
Sono stati dei santi in principio: proprio i santi che, una volta, sapevano
rassegnarsi. […] Uomini e ragazzi hanno dimenticato come si stava in piedi
nel mondo, con una forza e un’innocenza… ch’erano un’illusione. Non
6
bastava aver perso la realtà, dovevano perderne anche l’illusione!
La borghesizzazione diventa secondo Pasolini sinonimo di omologazione: riduzione
delle differenze culturali e una certa tradizione umanistica della borghesia viene
cancellata.
In Teorema convergono molte esperienze, si tratta di un incrocio tra teatro, polemica in
versi, inchiesta, commento a margine dell’autore, prosa e poesia.
Nonostante ciò è un’opera compatta e riconducibile virtualmente alla fissità
dell’immagine del deserto. Attraverso la citazione iniziale, preso dal Libro dell’Esodo,
Pasolini ci fa sapere che la sua opera è portavoce del vuoto culturale della borghesia.
Nella Bibbia il deserto è lo spazio dove gli Ebrei, all’uscita dalla schiavitù in Egitto,
vengono condotti in Israele. Quindi il deserto è uno spazio di passaggio:
dall’oppressione alla libertà, dall’assenza alla presenza di Dio. In Teorema rappresenta
qualcosa di unico e paterno, capace di fare emergere la sofferenza interiore del pater
familias borghese.
L’abitudine all’idea dell’Unicità che il deserto assumeva nei sensi,
proiettandosi come una cosa che non cambia nell’interiorità di chi lo
percorre senza poter uscire da lui […] L’Unicità del disegno del deserto si
faceva dunque qualcosa che stava dentro di loro. Era il dolore interminabile
di un malato che, spasimando, si rotola ora da una parte ora dall’altra del
6
P. P. Pasolini, La nuova gioventù, Einaudi, Torino, 1975, p.239
8
letto […] Infatti, come un padre, il deserto lo guardava da ogni punto del
suo orizzonte sconfinatamente aperto. Non c’era niente che riparasse Paolo
da quello sguardo: in qualunque punto egli fosse – cioè sempre nello stesso
punto – attraverso le distese oscure della sabbia e delle pietre, quello sguardo
lo raggiungeva senza nessuna difficoltà: con la stessa profonda pace,
7
naturalezza e violenza con cui splendeva il sole, inalterabile
I protagonisti dell’opera pasoliniana fanno parte di una ricca famiglia milanese: il padre
Paolo, la madre Lucia, il figlio Pietro, la figlia Odetta. In casa è presente anche la serva
Emilia. Un giorno, annunciato in un telegramma portato dal postino Angiolino, arriva
l’Ospite misterioso.
Di lui non c’è data nessuna notizia certa, si accenna solo alla sua avvenenza scandalosa.
Straordinario prima di tutto per bellezza: una bellezza così eccezionale, da
riuscire quasi di scandaloso contrasto con tutti gli altri presenti. […] La sua
presenza lì, in quella festa assolutamente normale, è, dunque, quasi di
scandalo: ma di uno scandalo ancora piacevole e carico di benevola
sospensione. La sua diversità consiste, in fondo, soltanto nella sua bellezza.
[…] Insomma, di lui non sapremo niente; e del resto non è necessario
saperlo. Lasceremo dunque incompleto e sospeso quest’ultimo dato della
8
nostra enunciazione.
A cominciare dalla serva, uno dopo l’altro i personaggi saranno sedotti sessualmente
dall’Ospite. Quest’ultimo in seguito com’era venuto, annunciato in un secondo
telegramma portato dal postino Angiolino, se ne va.
7
P.P. Pasolini, Teorema, pp.87-89
8 Ivi, pp.23-24 9
Alla partenza dell’Ospite, tutti i membri della famiglia, tranne la serva, dichiarano in
prima persona come la sua presenza abbia trasformato l’idea che avevano di sé stessi
attraverso anche i corollari. Quest’ultime sono le uniche parti di Teorema-libro in cui
Pasolini si avvicina timidamente alla psiche dei personaggi. Dopo la partenza
dell’Ospite tanto amato, ognuno cerca a modo suo di ricostruire l’esperienza vissuta con
lui.
Il padre Paolo dona la fabbrica di cui è padrone agli operai, si spoglia nudo nella
stazione centrale di Milano e lancia un urlo che è destinato a durare oltre ogni possibile
fine.
Invece la figlia Odetta viene colta da una nevrosi e finisce a pugni stretti nel letto
di una clinica. Il figlio Pietro dipinge e inventa nuove tecniche artistiche. Come donna e
madre che non sa dimenticare un angelo demoniaco, Lucia va in cerca di ragazzi a cui
può donare il suo corpo.
La serva è l’unica a sapere chi sia l’Ospite misterioso. Essa lo vede per ultima e sa
anche dove cercarlo. In seguito Emilia torna al suo paese, dove diventa una santa matta,
guarisce i fedeli e dopo finisce col seppellirsi viva in un terrapieno per dare vita ad un
mondo nuovo.
Non vengono specificati i pensieri reconditi dei protagonisti di Teorema. Il poeta
friulano rimane coerente con la sua idea di stilare un referto, infatti per gran parte
dell’opera si limita a una descrizione scarna dei personaggi.
Come il lettore si è già certamente accorto, il nostro più che un racconto, è
quello che nelle scienze si chiama “referto”: esso è dunque molto
informativo, perciò, tecnicamente, il suo aspetto, più che quello del
messaggio è quello del codice...; com’è brutto e inutile il significato di ogni
9
parabola, senza la parabola.
9
P.P. Pasolini, Teorema, p. V 10
Con Teorema Pasolini si avvale della dissoluzione di una famiglia borghese, per
analizzare i problemi della società del Sessantotto. Nel terzo capitolo mi soffermerò
sull’attività censoria del film, sulle vicende legate al Festival di Venezia e cercherò di
sottolineare la divergenza sul concetto di rivoluzione tra i giovani sessantottini e
Pasolini. Nel 1968 e negli anni successivi, le ragioni per muoversi, per lottare, per
urlare, erano profondamente giuste, ma storicamente pretestuali. La rivolta
degli studenti è nata da un giorno all’altro. Non c’erano ragioni oggettive,
reali, per muoversi (se non forse il pensiero che la rivoluzione si poteva fare
allora o mai più: ma è un pensiero astratto e romantico). Inoltre per le masse
la reale novità storica era il consumismo, il benessere e l’ideologia edonistica
10
del potere.
In seguito mi soffermerò su che cosa avviene quando i membri di una famiglia borghese
vengono in contatto con un elemento completamente alieno, un giovane Ospite
misterioso che si presenta all’improvviso e all’improvviso scompare. Uno degli
elementi più rilevanti che Pasolini affronta qui per la prima volta, dopo una serie di
romanzi dedicati al mondo contadino friulano e al sottoproletariato romano, è il mondo
borghese.
La molteplicità di generi letterari concorrono a un unico effetto: mettere in questione la
scrittura stessa e portare il lettore a far esperienza della diversità del panorama letterario
e in generale dell’arte.
La questione che Pasolini sembra voler sviscerare in Teorema è se l’esperienza del
sacro possa liberare il borghese dall’alienazione che contraddistingue la sua classe
sociale.
Il deserto è l’immagine che accompagnerà tutta la lettura di Teorema. È qui in questo
spazio vuoto culturale che il poeta friulano mette in questione la borghesia e conduce i
10
P.P. Pasolini, Saggi della politica e sulla società. Scritti Corsari, p.295
11
borghesi a far esperienza di ciò che si mostra diversamente dalla gabbia dorata in cui
avevano trovato rifugio.
L’ambiente letterario in Italia ha sempre avuto un rapporto difficile con Pasolini e ciò
vale soprattutto per il romanzo Teorema. Il romanzo è interpretato dai critici, tranne
qualche eccezione, come una sceneggiatura per il film omonimo dello stesso anno e non
come un’opera letteraria autonoma.
Ma che cos’è allora Teorema?
Un teorema è un’affermazione che in una teoria viene dimostrata logicamente a partire
da alcuni assiomi. Sul piano etimologico il termine ha la stessa derivazione di teoria, dal
verbo greco theorein, che ha un doppio significato: da una parte significa guardare,
dall’altra parte significa giudicare o meditare. Teorema è quindi un esempio di un’opera
che procede su due binari.
Analizzerò il legame di Teorema con gli scritti biblici: l’Apocalisse di Giovanni, il
Libro di Geremia, la Genesi e l’Esodo. Ecco uno dei passi del libro di Geremia che
saranno funzionali alla mia analisi dell’opera pasoliniana.
Ella[nel nostro caso «egli»] apparteneva alla propria vita: e il turno di
bontà avrebbe messo più tempo a riprodursi che una stella. L’Adorabile che,
senza che io l’avessi mai sperato, era venuta [nel nostro caso «venuto»], non
è ritornata [ritornato], e non ritornerà mai più.
Mi hai sedotto Dio, e io mi sono lasciato sedurre, mi hai violentato [ anche
nel senso fisico], e hai prevalso. Sono divenuto oggetto di scherno ogni
giorno, ognuno si fa beffe di me…
Si, io sentivo la calunnia di molti :« Ter
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