Corso di Studio in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia
Sonno e alimentazione: fisiopatologia e ruolo dei principi
nutritivi. Focus sulla dietoterapia come trattamento nei vari
disturbi del sonno
Relatrice:
Prof.ssa Barbara Picconi Candidata:
Miriam Raio
Matr. N. 213835
Anno Accademico 2022-2023 “A chi crede nei sogni,
basta un gradino per raggiungere le stelle”
1
INDICE
SCOPO DELLA TESI ………………………………………………………………………..……. 4
INTRODUZIONE …………………………………………………………………………………. 5
1. IL SONNO ……………………………………………………………………………………….. 7
1.1 – Cenni di fisiologia del sonno ………………………………………………………………….. 7
1.1.1– Il meccanismo neuronale …………………………………………………….............. 7
1.2 – La regolazione del sonno ……………………………………………………………............... 10
1.3 – Metodi di valutazione e ciclo del sonno …………………………………………………….... 13
1.3.1 – Polisonnografia ……...……………………………………………………………... 14
1.3.2 – Fase N-REM ………………………………………………………………...……... 19
1.3.3 – Fase REM ……...………………………………………………………………….... 22
1.3.4 – Periodo del sonno nelle varie fasce d’età …………………………………………... 23
1.4 – Le funzioni fisiologiche e cognitive del sonno ………………………………………………. 24
1.5 – Le conseguenze di una cattiva igiene del sonno ……...…………………………………….... 28
2. L’INCIDENZA DELL’ALIMENTAZIONE SULLA QUALITÀ DEL SONNO ……...……. 35
2.1 – Centro dell’appetito e privazione del sonno ………………………………………………….. 35
2.1.1 – Meccanismi di regolazione del centro dell’appetito ………………………………... 37
2.1.2 – I principali composti coinvolti nel controllo dell’appetito …………………………. 38
2
2.2 – Il ruolo dell’acido γ-butirrico e la sua somministrazione per un sonno ottimale …………….. 43
2.3 – L’effetto dei principi nutritivi sul sonno ……………………………………………………… 47
2.3.1 – Il ruolo dei carboidrati ……………………………………………………………… 47
2.3.2 – Le proteine e l’importanza del triptofano ……………………………………........... 50
2.3.3 – I lipidi e la funzione degli acidi grassi essenziali …………………………………... 53
2.3.4 – La relazione della vitamina D e vitamina C con il sonno ……….………………….. 56
2.4 – L’efficacia dei polifenoli e il consumo di frutta e verdura …………………………………… 58
2.5 – Le sostanze stimolanti: la caffeina e l’effetto delle bevande energetiche ……………………. 60
3. L’INFLUENZA DEGLI STILI DI VITA SULL’IGIENE DEL SONNO …………………… 64
3.1 – Abitudini non salutari: abuso di alcol e sigarette …………………………………………….. 64
3.2 – L’importanza di un’adeguata attività fisica …………………………………………………... 70
3.3 – La dietoterapia come trattamento nei vari disturbi del sonno ………………………………... 74
3.3.1 – Un’alleanza infallibile: la dieta mediterranea ………...…………………………….. 74
3.3.2 – L’effetto del digiuno intermittente ……….…………………………………………. 79
3.3.3 – Un nuovo approccio alimentare: la dieta chetogenica ………...……………………. 82
CONCLUSIONI ………………………………………………………………………………….. 85
RINGRAZIAMENTI …………………………………………………………………………….. 88
BIBLIOGRAFIA …………………………………………………………………………………. 90
SITOGRAFIA …………………………………………………………..……………………….. 114
3
SCOPO DELLA TESI
È un fatto dimostrato che il sonno sia tra i processi fisiologici più importanti per il benessere
dell’organismo e per la corretta funzionalità di attività che ogni individuo svolge ogni giorno nella
sua vita abitudinaria. Non tutti sanno però che il sonno e, di conseguenza, la sua qualità sia influenzata
in particolar modo anche da ciò che si mangia e soprattutto dallo stile di vita a cui ci si adatta.
Lo scopo della presente tesi consiste, innanzitutto, in un approfondimento della fisiologia del sonno
con tutti i suoi vari meccanismi e possibili patologie legate ad una sua privazione. Successivamente
con un’analisi dettagliata, si andrà a definire una nota correlazione tra il sonno e l’alimentazione,
indagando sul ruolo dei vari principi nutritivi nel modulare i processi fisiologici del sonno ed
esaminando le varie problematiche connesse ad una scorretta alimentazione. Inoltre si approfondirà
la relazione tra i disturbi del sonno e abitudini alimentari non salutari, con l’obiettivo di comprendere
al meglio come un regime alimentare possa, in qualche modo, influenzare la qualità del sonno. La
tesi si concentrerà anche sulla dietoterapia come possibile approccio terapeutico nei disturbi del
sonno, analizzando le varie evidenze scientifiche ed esponendo eventuali linee guida per un
trattamento dietetico mirato.
Dunque, attraverso tale tesi mira a contribuire la comprensione complessiva dei legami intricati tra
alimentazione e sonno, fornendo informazioni utili per lo sviluppo di futuri interventi dietetici in
modo da migliorare la qualità del sonno e, di conseguenza, ottimizzare il benessere psico-fisico e la
qualità di vita. 4
INTRODUZIONE
Il sonno rappresenta un elemento fondamentale per il benessere fisico e mentale dell'individuo,
influenzando vari aspetti della vita quotidiana. La fisiologia del sonno e i disturbi ad essa correlati
sono argomenti di crescente rilevanza nella ricerca scientifica, poiché la comprensione di tali
fenomeni può contribuire significativamente al miglioramento della salute generale. In questo
contesto, la presente tesi si propone di esplorare la complessa interazione tra il sonno e
l'alimentazione. Concentrandoci sulle relazioni intricate tra il nostro regime alimentare e la qualità
del sonno, esamineremo l'impatto dei principi nutritivi, con particolare attenzione a come scelte
alimentari specifiche possano influenzare la fisiologia del sonno. Non trascureremo l'analisi degli
effetti di bevande comuni come il caffè e le bevande energetiche, cercando di comprendere come
queste abitudini quotidiane possano incidere sulla durata e sulla qualità del sonno. Inoltre,
esploreremo come differenti regimi alimentari, come la dieta mediterranea o la dieta vegetariana,
possano influenzare la qualità del sonno. Analizzeremo gli effetti di tali approcci nutrizionali sulla
regolazione del sonno, contribuendo così a una comprensione più approfondita di come le scelte
alimentari possano modulare la nostra esperienza notturna. Attraverso l'approfondimento di queste
tematiche, miriamo a fornire informazioni utili per promuovere stili di vita più consapevoli e salutari,
considerando la diversità di regimi alimentari adottati dalla popolazione.
meccanismi neuronali coinvolti nel meccanismo del sonno e sulla
Il primo capitolo si focalizzerà sui
sua regolazione attraverso processi specifici. A ciò si aggiungerà una classificazione del ciclo del
sonno (fase N-REM e fase REM) con approfondimenti sulle diverse metodologie di rilevazione dei
parametri fisiologici. Infine, verranno descritte le funzioni fisiologiche svolte dal sonno all’interno
dell’organismo e gli effetti della sua privazione con conseguente definizione dei vari disturbi del
sonno. 5
conterrà una dimostrazione esaustiva su come il sonno influenzi l’alimentazione
Il secondo capitolo
dell’uomo e come un determinato alimento influenzerà a sua volta la corretta regolazione di tale stato
fisiologico. In particolare, verranno esaminati i ruoli di tutti i principi nutritivi e il loro impatto che
ogni giorno hanno sul riposo mentale e fisico di ciascun individuo, nonché quello di determinati
alimenti e il contributo di bevande nervine ed energetiche.
Infine, nel terzo capitolo, l’attenzione si sposterà sulla connessione tra sonno, dieta e abitudini
giornaliere scorrette. Verrà considerato il ruolo cruciale dell’attività fisica e l’impatto negativo della
sedentarietà sull’organismo durante anche lo stato fisiologico del sonno. Si approfondiranno gli
impatti negativi di fumo e abuso di alcol che vanno ad alterare il sonno e, in particolar modo, gli
ultimi paragrafi si focalizzeranno sull’applicazione di determinati regimi alimentari, analizzando i
loro effetti regolatori sul sonno e sul benessere complessivo.
6
1. IL SONNO
1.1 – Cenni di fisiologia del sonno
Il sonno è un particolare comportamento fisiologico che rappresenta il principale periodo di riposo
negli esseri umani (Silverthorn, Pearson 2020). Il sonno è identificato come un alterato stato di
coscienza, caratterizzato dalla mancanza d’interazione con l’ambiente esterno e, durante il quale,
l’attività motoria viene ridotta, il tono muscolare si modifica e il soggetto, che risulta poco sensibile
agli stimoli esterni, tende ad assumere una postura stereotipata (Kandel et al., 2014). Si
contraddistingue dallo stato di coma o di anestesia in quanto è facilmente reversibile, opponendosi
alla veglia nel creare questa particolare barriera percettiva con il mondo esterno e per la presenza di
un ulteriore comportamento peculiare, ossia il sogno (Kandel et al., 2014).
1.1.1 – Il meccanismo neuronale
Il sonno entra a far parte del cosiddetto sistema di stato comportamentale, un importante modulatore
dei processi cognitivi e sensoriali dell’organismo, riguardante specialmente il controllo dei livelli di
coscienza e dei cicli sonno-veglia (Silverthorn, Pearson 2020). La maggior parte dei neuroni che
appartengono a questo sistema, definiti sistemi modulatori diffusi, sono situati al di fuori della
corteccia cerebrale, entrando a far parte della cosiddetta formazione reticolare del tronco encefalico
(Silverthorn, Pearson 2020), una regione di elevata organizzazione e differenziazione di popolazioni
neuronali (Kandel et al., 2014). In particolare, esistono quattro sistemi modulatori che regolano le
funzioni cerebrali, influenzando l’attenzione, il controllo motorio, l’umore, l’omeostasi metabolica e
il ciclo sonno-veglia (Silverthorn, Pearson 2020). Tali sistemi possono essere classificati a seconda
del neurotrasmettitore che secernono (Silverthorn, Pearson 2020).
7
Sistema noradrenergico
Il sistema noradrenergico è predisposto alla secrezione del neurotrasmettitore noradrenalina. I neuroni
appartenenti a questo sistema sono situati principalmente nel locus coeruleus, nucleo posto nella
regione posteriore di protuberanza del tronco encefalico, ossia a livello del ponte (Silverthorn,
Pearson 2020). Da qui proiettano verso il proencefalo, modulando lo stato di vigilanza, e verso il
midollo spinale e tutto il tronco encefalico, regolando il tono muscolare e la percezione sensoriale
(Kandel et al., 2014).
Sistema serotoninergico
Il sistema serotoninergico rilascia il neurotrasmettitore serotonina. I neuroni appartenenti a questo
sistema si originano dai nuclei del rafe, situati intorno alla linea mediana del tronco encefalico
estendendosi nel mesencefalo, ponte e midollo allungato (Silverthorn, Pearson 2020). I nuclei del rafe
possono essere distinti in due gruppi: rostrale e caudale. Il gruppo rostrale è composto da nucleo
caudale lineare, nucleo del rafe dorsale e nucleo del rafe medio, situati in prossimità della parte
superiore del tronco encefalico e proiettano principalmente al proencefalo, intervenendo nella
regolazione dei cicli sonno-veglia e modulando il funzionamento comportamentale ed emotivo, tra
cui l’aggressività e la depressione (Kandel et al., 2014). Il gruppo caudale comprende, invece, il
nucleo magno, il nucleo oscuro e il nucleo pallido del rafe, situati in prossimità della regione inferiore
del tronco encefalico e che proiettano principalmente alle strutture del midollo spinale, intervenendo
nella regolazione della nocicezione e del movimento (Kandel et al., 2014).
Sistema dopaminergico
Il sistema dopaminergico è predisposto al rilascio del neurotrasmettitore dopamina. I neuroni
dopaminergici sono situati principalmente nel mesencefalo, a livello della substantia nigra e del
8
tegumento ventrale (Kandel et al., 2014), da cui si proiettano verso la corteccia e le regioni del sistema
limbico, svolgendo un ruolo di regolazione sul sonno, sul controllo motorio ed emotivo, nonché sulle
capacità cognitive (Silverthorn, Pearson 2020).
Sistema colinergico
Il sistema colinergico rilascia il neurotrasmettitore acetilcolina. I neuroni colinergici si originano dalla
base del proencefalo, principalmente nel nucleo basale di Meynert, e dal mesencefalo, proiettandosi
verso l’encefalo, l’ippocampo e il talamo, intervenendo nell’induzione dello stato di vigilanza
corticale sia durante la veglia che durante il sonno (Kandel et al., 2014).
Tutti questi sistemi producono innervazione corticale che attraversa due vie: una via dorsale che passa
per il talamo e una via ventrale che passa per l’ipotalamo. Pertanto anche queste due regioni cerebrali
intervengono nella regolazione del ciclo sonno-veglia (Kandel et al., 2014). In particolare,
l’ipotalamo posteriore, se stimolato, produce uno stato di vigilanza mediato da neuroni istaminergici
situati nel nucleo tubero-mammillare, per cui la conseguente distruzione di questi neuroni comporta
un aumento della durata del sonno (Kandel et al., 2014). Al contrario, l’ipotalamo anteriore, in
particolar modo il nucleo preottico ventrolaterale (VLPO), insieme ad aree del prosencefalo basale,
presentano neuroni GABAergici, definiti anche cellule attivanti il sonno non-REM, che inducono
rapidamente il sonno mediante l’azione inibitoria di suddetti neuroni sulle cellule istaminergiche
dell’ipotalamo posteriore (Kandel et al., 2014). Per cui, un’eventuale lesione dei neuroni di VLPO
comporta una riduzione prolungata della durata del sonno, in termini di insonnia e sonno frammentato
(Kandel et al., 2014).
Per spiegare e comprendere al meglio questo complesso meccanismo tra il sonno e la veglia, bisogna
sottolineare l’esistenza di due grandi meccanismi attivi che rego
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.