SCUOLA DI GIURISPRUDENZA
CORSO DI LAUREA IN
GIURISPRUDENZA
TESI DI LAUREA
IN
DIRITTO DEL LAVORO
SMART WORKING: ANALISI DELLA DISCIPLINA DEL
SETTORE PRIVATO E DEL LAVORO PUBBLICO
Laureando Relatore
Corinna Maurizi Chiar.mo
Prof. Federico Siotto
ANNO ACCADEMICO 2023/2024 1
INDICE
INTRODUZIONE 6
CAPITOLO 1
1.1 INQUADRAMENTO 8
1.2 DISTINZIONI TRA LAVORO AGILE E SMART WORKING 11
1.3 LA DISCIPLINA NORMATIVA EMERGENZIALE 17
1.4 IL LAVORO AGILE NEL SETTORE PRIVATO 24
1.5 ELEMENTI CARATTERIZANTI IL LAVORO AGILE 28
1.6 IL POTERE DIRETTIVO E DI CONTROLLO DEL DATORE DI
LAVORO 35
1.7 LE MODIFICAZIONI DEL TEMPO DI LAVORO 45
1.8 IL RECESSO DEL LAVORATORE 49
CAPITOLO 2
2.1 L’APPLICAZIONE NEL LAVORO PUBBLICO 51
2.2 LINEE GUIDA IN MATERIA DI LAVORO AGILE NELLE
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE 54
2.3 IL LAVORO AGILE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:
EVOLUZIONE NORMATIVA 58
2.4 IL FUTURO DEL LAVORO NELLA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE, TRA SMART WORKING E MODELLI IBRIDI 64
2.5 VANTAGGI E SVANTAGGI DEL LAVORO AGILE 70
CAPITOLO 3
3.1 IL DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE 76
3.2RISCHIO DI STRESS E ABBASSAMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ82
3.3 COME IMPOSTARE E VALUTARE IL DIRITTO ALLA
NELL’AZIENDA
DISCONNESSIONE 86
3.4 DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE NELLO SMART WORKING: LA
SITUAZIONE IN ITALIA 90
NELL’UNIONE EUROPEA
3.5 IL QUADRO GIURIDICO 96
CONCLUSIONI 100
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA 103
2
ABSTRACT
titolo scelto per questa tesi è “Smart
Il working: analisi della disciplina privato e del
lavoro pubblico”, da cui è facile desumere che il presente elaborato si propone di
esaminare le distinzioni tra lavoro agile e smart working, focalizzandosi sulle
implicazioni normative, organizzative e psicologiche di entrambi i modelli, sia nel
contesto del settore privato sia in quello pubblico.
Attraverso un’analisi della cornice concettuale della normativa vigente e delle
migliori pratiche aziendali, la ricerca mira a fornire una panoramica completa dei due
approcci al lavoro flessibile.
Particolare attenzione è dedicata alla comprensione delle sfide e delle opportunità
che questi modelli presentano per le organizzazioni e per i lavoratori, nonché alla
promozione del diritto alla disconnessione e al benessere psicofisico dei dipendenti.
Attraverso una combinazione di approcci teorici e analisi empiriche, la tesi si
propone di contribuire alla comprensione del ruolo sempre più centrale che il lavoro
agile e lo smart working giocano nella definizione delle modalità di lavoro e delle
dinamiche organizzative nel contesto contemporaneo.
L’obiettivo della tesi è quello di fornire una base per la comprensione e
l’implementazione efficace del lavoro agile e dello smart working, attraverso una
accurata disamina della normativa vigente che regola questi modelli, in particolare
riguardo gli adattamenti necessari per il settore privato e pubblico, al fine di
massimizzare i benefici per le organizzazioni e per i lavoratori nel contesto del
lavoro moderno.
Dopo un’analisi dettagliata, è emerso che il lavoro agile e lo smart working
presentano differenze significative nelle modalità di organizzazione del lavoro e
nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Mentre il lavoro agile si concentra sulla
flessibilità negli orari e nei luoghi di lavoro mantenendo la collaborazione e la
comunicazione tra i membri del team, lo smart working si basa maggiormente
sull’utilizzo delle tecnologie per svolgere le attività lavorative in modalità remota.
È stato evidenziato come la normativa vigente abbia avuto un impatto significativo
sull’implementazione di entrambi i modelli, con specifiche regolamentazioni che
variano a seconda del settore e del contesto nazionale.
Le organizzazioni devono adattare le proprie politiche e procedure interne per
garantire il rispetto delle normative e la gestione efficace del lavoro agile e dello
smart working.
Entrambi i modelli offrono vantaggi significativi, tra cui una maggiore flessibilità per
i dipendenti, una migliore conciliazione tra lavoro e vita privata e la possibilità di
ridurre i costi operativi per le aziende. Tuttavia, ci sono anche sfide da affrontare,
come la gestione della comunicazione e della collaborazione a distanza, la
prevenzione del rischio di isolamento sociale e la necessità di garantire il diritto alla
disconnessione.
In conclusione, l’analisi condotta nella tesi ha evidenziato l’importanza di
comprendere le distinzioni tra lavoro agile e smart working e di adottare approcci
strategici ed olistici per massimizzare i benefici di entrambi i modelli, garantendo nel
contempo il benessere e la produttività dei lavoratori. 3
PAROLE CHIAVE: Smart working; Normativa del lavoro; Conciliazione lavoro-
vita; Diritto alla disconnessione; Benessere dei lavoratori; Collaborazione a
distanza; Tecnologie per il lavoro remoto.
ABSTRACT
“Smart
The title chosen for this thesis is Working: Analysis of the Discipline of the
Private Sector ad Public Work” from which it is easy to deduce that this thesis aims
to examine the distinctions between agile work and smart working, focusing on the
regulatory, organizational and psychological implications of both models, both in the
context of the private and public sectors.
Through an in-depth analysis of the conceptual framework, current legislation and
best business practices, the research aims to provide a comprehensive overview of
the two approaches to flexible working.
Particular attention is paid to understanding the challenges and opportunities that
these models present for organizations and workers, as well as promoting the right to
disconnect and the mental and physical well-being of employees.
Through a combination of theoretical approaches and empirical analysis, the thesis
aims to contribute to understanding the increasingly central role that agile work and
smart working play in defining work methods and organizational dynamics in the
contemporary context.
The objective of the thesis is to provide a solid basis for the understanding and
effective implementation of agile working and smart working, through a careful
examination of the current legislation that regulates these models, in particular the
adaptations necessary for the private sector and public, in order to maximize the
benefits for organizations and workers in the context of modern work.
After a detailed analysis, it emerged that agile work and smart working present
significant differences in work organization methods and the use of digital
technologies. While agile work focuses on flexibility in working hours and locations
while maintaining collaboration and communication among team members, smart
working relies more on the use of technologies to perform work activities remotely.
It was highlighted how current regulations have a significant impact on the
implementation of both models, with specific regulations varying depending on the
sector and national context.
Organizations must adapt their internal policies and procedures to ensure compliance
with regulations and effective management of agile work and smart working.
Both models offer significant advantages, including increased flexibility for
employees, better work-life balance, and the ability to reduce operational costs for
companies. However, there are also challenges to address, such as managing
communication and collaboration remotely, preventing the risk of social isolation,
and the need to ensure the right to disconnect. 4
In conclusion, the analysis conducted in the thesis has highlighted the importance of
understanding the distinctions between agile work and smart working and adopting
strategic and holistic approaches to maximize the benefits of both models, while
ensuring the well-being and productivity of workers.
KEYWORDS: Smart working; Labor regulations; Work-life balance; Right to
disconnect; Employee well-being; Remote collaboration; Technologies for remote
work. 5
INTRODUZIONE
Nel panorama lavorativo contemporaneo, caratterizzato da rapidi
cambiamenti tecnologici, demografici e socioeconomici, il concetto di
lavoro agile e smart working si presenta come una risposta innovativa
alle sfide e alle opportunità del mondo moderno del lavoro.
Questi approcci, pur condividendo alcune caratteristiche,
presentano differenze significative che influenzano la loro
implementazione e i loro impatti sulle organizzazioni e sui lavoratori.
La presente ricerca si propone di esaminare in dettaglio le
distinzioni tra lavoro agile e smart working, analizzando le basi
normative, gli aspetti organizzativi e gli effetti psicologici di entrambi i
modelli, sia nel contesto del settore privato sia in quello pubblico.
Nel primo capitolo, è approfondita la cornice concettuale del
lavoro agile e dello smart working, delineando le caratteristiche chiave e
le differenze fondamentali tra i due approcci.
Inoltre, è esaminata la normativa emergenziale e quella
consolidata che regola questi modelli, con un’attenzione particolare agli
adattamenti necessari per il settore privato.
Il secondo capitolo si concentra sull’applicazione del lavoro agile
nel settore pubblico, esplorando le linee guida e le evoluzioni normative
che guidano l’implementazione di questi modelli nelle amministrazioni
pubbliche. Sono discussi i possibili scenari futuri, includendo l’adozione
di modelli ibridi e le sfide specifiche incontrate nel contesto della
pubblica amministrazione. 6
l’attenzione si concentra
Infine, nel terzo capitolo, sul diritto alla
disconnessione e sui rischi psicosociali associati al lavoro agile e allo
smart working.
Nella parte finale si esamina qualche spunto tratto dal quadro
giuridico sia a livello nazionale sia europeo, insieme a suggerimenti sulle
modalità di gestione e valutazione di questo diritto all’interno dei
contesti aziendali.
Attraverso questa analisi si propone di fornire una panoramica dei
modelli di lavoro agile e smart working, evidenziando le loro
implicazioni e le migliori pratiche per un’implementazione efficace e
sostenibile. 7
CAPITOLO 1
1.1 INQUADRAMENTO
Il 22 maggio del 2017 è stato introdotto lo smart working altrimenti
detto in Italia lavoro agile.
Si tratta di un’innovazione legislativa –
importante la quale recepisce
alcune prassi fatte proprie da procedure aziendali e poi successivamente
–
dalla contrattazione collettiva che già si è sviluppata nel settore
(art. 14, l. n. 214/2015) in seguito all’approvazione della
pubblico
Circolare della Funzione Pubblica n. 3/2017 (c.d. direttiva Madia) e poi
in quello privato.
Grazie a questa, il legislatore ha cercato di modernizzare la disciplina
del rapporto di lavoro subordinato per adeguarsi ai nuovi modelli di
organizzazione del lavoro affermatisi nella Fourth Industrial
1
Revolution .
Il legislatore, senza stravolgere le categorie di riferimento, adattando
dell’art.
la fattispecie 2094 c.c. alle dinamiche della post-modernità, lo
ha reso più smart.
Così si affaccia all’orizzonte dell’ordinamento il lavoro agile ossia
quella “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato” che
può essere svolta “senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro
D’ANTONA M.,
1 La subordinazione e oltre: una teoria giuridica per il lavoro che cambia, in
Massimo D’Antona. Opere,
CARUSO B., SCIARRA S. (a cura di), Milano, Giuffrè, 2000, vol. III,
tomo III, p. 1222. 8
in parte all’interno dei locali aziendali ed in parte all’esterno senza
(…) fissa” (art. 2
una postazione 18, co.1, l. n. 81/17) .
La disciplina emergenziale dello smart working, invece, è stata
ridosso dell’emergenza ed inserita in vari
frammentata poiché emanata al
3
provvedimenti legislativi .
L’art. 90, comma 4, d.l. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio, conv. con
l’adozione dello
modif in l. n. 77/2020), ha permesso smart working
emergenziale nel settore privato.
l’art.
Mentre, 11-bis del d.l. n. 52/2021 (c.d. Decreto riaperture, conv.
con modif. in l. n. 87/2021), relativamente alla disciplina del lavoro agile
nelle pubbliche amministrazioni, ha prorogato lo smart working
emergenziale fino alla disciplina dei singoli contratti collettivi.
È comprensibile che il lavoro agile disciplinato dalla l. n. 81/2017
non è lo smart working emergenziale (in cui il lavoratore non ha
possibilità di scegliere il luogo in cui lavorare, bensì è di fatto vincolato
4
a restare a casa) .
Ciò porta con sé alcune criticità legate alla difficoltà di disconnettersi
e tenere un equilibrio e una distanza tra vita privata e professionale.
Con ciò si comprende che il lavoro agile ha avuto un impatto molto
minore nelle aziende, mentre con la diffusione della pandemia è
diventato uno strumento ordinario di svolgimento della prestazione di
lavoro, garantendo la continuità delle attività produttive nel settore
2 PERULLI A., Il Jobs Act del lavoro autonomo e agile: come cambiano i concetti di subordinazione
e autonomia nel diritto del lavoro, in ZILIO GRANDI G., BIASI M. (a cura di), Commentario Breve
allo Statuto del Lavoro Autonomo e del Lavoro Agile, Padova, Cedam, 2018, p. 13 ss.
3 CARUSO B., Tra lasciti e rovine della pandemia: più o meno smart working? in RIDL, 2020, p.
215. Dall’ordinamento del lavoro in fabbrica a quello del lavoro da remoto,
4 CARINCI F., in MARTONE
Il lavoro da remoto. Per una riforma dello smart working oltre l’emergenza,
(a cura di), Piacenza, La
Tribuna, 2020, p. 44. 9
privato e quella amministrativa nel settore pubblico ed inoltre garantendo
la salute dei dipendenti.
Una recentissima indagine della Banca d’Italia consente di fornire i
primi dati aggregati sul suo utilizzo.
Nel lavoro privato si stima che esso sia passato da una percentuale di
utilizzo del 1,5% nel 2019, ad oltre il 14% nel secondo trimestre del
2020, con il numero di lavoratori agili che è passato da 200.000 unità a
5
1,8 milioni nel 2020 .
Le imprese che hanno utilizzato il lavoro agile sono aumentate dal
28,7% nel 2019 all’82,3% nel 2020.
Nel settore pubblico, durante la pandemia, la percentuale dei
lavoratori che ha svolto da casa le proprie mansioni per almeno un
giorno alla settimana si attesta in media al 33%, a fronte di percentuali
irrisorie negli anni precedenti.
Innanzitutto, per comprenderne la portata bisogna analizzare la
regolazione.
La disciplina della fase pandemica ha avuto un carattere derogatorio
rispetto alla disciplina vigente.
BANCA D’ITALIA,
5 Il lavoro da remoto durante la pandemia, 22 gennaio 2021, scaricato dal sito
istituzionale www.bancaditalia.it. 10
1.2 DISTINZIONI TRA LAVORO AGILE E SMART WORKING
Il motore che ha permesso la crescita dell’utilizzo del lavoro da
all’inizio del 2020
remoto è stato il diffondersi della pandemia poiché
prima dell’emergenza sanitaria Covid-19 lo svolgimento della
mediante l’ausilio di strumenti tecnologici,
prestazione a distanza,
riguardava una parte assai minoritaria di lavoratori subordinati, al punto
che nella classifica europea che registra la diffusione del lavoro da
remoto l’Italia ha continuato ad occupare le ultime posizioni.
Solo con il lockdown in Italia si è avuta una regolamentazione speciale
del lavoro da remoto adattato alla l. n. 81 del 2017 in modo da
estenderne fortemente la sua applicazione sia nel settore pubblico sia in
6
quello privato .
La spinta verso tale modalità di lavoro è stata particolarmente
vigorosa nel pubblico impiego, ove lo svolgimento della prestazione in
modalità agile è stata resa obbligatoria durante il periodo di chiusura
totale ed è stata fortemente incentivata nelle fasi della ripartenza estiva,
prevedendo il ricorso al lavoro da remoto per il cinquanta per cento del
personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale
7
modalità .
Invece nel settore privato, il lavoro agile viene considerato unica
modalità di esecuzione del lavoro subordinato durante il lockdown e in
seguito alla ripresa viene riconosciuto come diritto per i lavoratori che
6 EUROFOUND, Living, working and COVID-19, COVID-19 series, Publications Office of the
European Union, Luxembourg, 2020.
7 AIMO M., FENOGLIO F., Alla ricerca di un bilanciamento tra autonomia organizzativa del
lavoratore e poteri datoriali nel lavoro agile, in Labor, 2021, n. 1, p. 25 ss. 11
siano genitori di figli minori di 14 anni o disabili e per i lavoratori
maggiormente esposti a rischio di contagio in ragione dell’età o per altra
condizione di rischio.
L’accelerazione nell’uso di questo strumento, realizzata con
decretazioni d’urgenza e frastagliate, ha incrementato una confusione
nelle forme di lavoro digitale: nel linguaggio comune lo smart work, il
lavoro agile e il telelavoro vengono infatti spesso sovrapposti, mentre i
teorici del diritto continuano a dibattere animatamente nel tentativo di
individuare gli elementi distintivi di tali strumenti.
Il primo avo del lavoro da remoto è il telelavoro, utilizzato assai
scarsamente nel pubblico impiego.
Una differenza fra questa tipologia contrattuale e le più recenti forme
nel carattere necessario dell’utilizzo
di lavoro da remoto sperimentale sta
«tecnologie dell’informazione» da parte del telelavoratore (art. 1,
delle
dell’Accordo del 20 gennaio 2004), che sarebbe invece meramente
eventuale per il lavoratore agile, giacché la legge si limita a prevedere
possibile l’«utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento
come
dell’attività lavorativa» (art. 18, comma 1, l. n. 81/2017).
Altr
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