UNIVERSITÀ TELEMATICA PEGASO
Corso di laurea in
Scienze dell’Educazione e della Formazione
Insegnamento di
Pedagogia sperimentale
TITOLO ELABORATO
MOTRICITA’ UMANA: CONCETTI, NEUROFISIOLOGIA E
RICERCA
RELATORE: CANDIDATO:
PROF. PIERO TOSI ERIKA FANARI
MATR. 0902102106
Anno Accademico
2023/2024
INDICE
INTRODUZIONE…………………………………….…….….1
CAPITOLO 1: QUADRO TEORICO………………………...3
1.1 CONCETTI CHIAVE SULLA MOTRICITA’………..……………..……3
1.2 MOTRICITA’ GLOBALE……………………...……………….…...…...5
1.3 MOTRICITA’ FINE………………………………..………………...…...8
CAPITOLO 2: FONDAMENTI NEURO-FISIOLOGICI…..12
2.1 IMPORTANZA DELL’APPROCCIO NEURO-FISIOLOGICO……..…12
2.2 FONDAMENTI NEURO-FISIOLOGICI NELLA MOTRICITA’…...….13
2.3 RUOLO DEL SISTEMA NERVOSO NELLA REGOLAZIONE DEL
MOVIMENTO……………………………………..…………………….16
CAPITOLO 3: METODI DI RICERCA……………………..22
3.1 METODI DI RICERCA NEURO-FISIOLOGICA NELLA
VALUTAZIONE DELLA MOTRICITA’………………………..………22
3.2 APPLICAZIONI PRATICHE DELLE SCOPERTE NEURO-
FISIOLOGICHE NELLA RIABILITAZIONE……………..………...…28
3.3 SFIDE O PROSPETTIVE FUTURE PER LA RICERCA NEURO-
FISIOLOGICA SULLA MOTRICITA’….……………………………….30
CONCLUSIONI………..………………...……………………34
BIBLIOGRAFIA…………………………………………...…35
SITOGRAFIA…………………………………………………36
INTRODUZIONE
Il presente studio ha come scopo quello di effettuare una breve indagine
sul concetto di motricità umana e di fornire un focus ed un approfondimento sul
ruolo fondamentale che essa svolge nello sviluppo individuale, con un
significativo impatto sulla salute, il benessere e la qualità della vita. La
motricità, intesa come la capacità di muoversi e coordinare i movimenti,
costituisce un elemento importante nel percorso di crescita umana, influenzando
le diverse fasi dello sviluppo motorio, dalla prima esperienza di movimento dei
neonati fino alla padronanza delle abilità motorie complesse.
In questo contesto, è stata fatta una panoramica approfondita della
motricità, suddividendo l’analisi in due principali dimensioni: la motricità
globale, che coinvolge movimenti ampi e coordinati, e la motricità fine,
focalizzata sull’uso preciso di piccoli muscoli e la coordinazione oculo-
manuale. Tale ricerca ha evidenziato l’interconnessione profonda tra queste
dimensioni, mettendo in risalto il loro importante compito nelle attività
quotidiane, sportive e nell’apprendimento cognitivo, come ad esempio la
matematica.
Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dell’approccio
neurofisiologico alla motricità, rivelando i fondamenti legati al funzionamento
del cervello umano. Attraverso l’utilizzo di tecniche avanzate come EEG e
fMRI si analizzano le connessioni tra l’architettura cerebrale, le vie neurali e le
strutture coinvolte nei processi motori. L’analisi prosegue riferendosi alla
corteccia cerebrale, alla simmetria degli emisferi cerebrali e alla
1
specializzazione delle funzioni, offrendo una visione approfondita nel
coinvolgimento del sistema nervoso nella regolazione del movimento.
Infine, nel corso di questo lavoro sono emerse le sfide attuali e le
prospettive future riguardo all’analisi dei metodi di ricerca neurofisiologica
nell’ambito della motricità e alle relative applicazioni pratiche nella
riabilitazione. L’importanza delle neuroscienze nei processi mentali,
evidenziata attraverso l’utilizzo di metodologie complesse come fMRI, EEG,
EMG TMS e PET, hanno condotto a sviluppi significativi nelle terapie mirate,
con l’introduzione di tecnologie all’avanguardia come neurofeedback,
stimolazione cerebrale profonda e realtà virtuale.
CAPITOLO 1: QUADRO TEORICO
1.1 CONCETTI CHIAVE SULLA MOTRICITA’
La motricità, definita come la capacità di muoversi, coordinare i movimenti e
utilizzare il proprio corpo in modo efficace, ha un ruolo fondamentale nello sviluppo
umano e influenza in modo significativo la nostra salute, il nostro benessere e la nostra
qualità della vita.
Lo sviluppo motorio avviene gradualmente e secondo delle fasi ben definite
nella crescita dell’individuo. Tale percorso influenza non solo il benessere fisico dei
bambini e la formazione della loro mente ma anche le competenze che formeranno la
base per la loro vita adulta. 2
Approfondendo le due aree fondamentali della motricità, la globale e la fine, possiamo
comprendere la loro stretta connessione nel plasmare le abilità motorie complessive.
Inoltre, è interessante analizzare come tali competenze possano incidere sul nostro
benessere nella vita adulta, con particolare attenzione ai benefici derivanti dalla motricità
globale e fine e al ruolo chiave svolto dall’attività fisica (
Figura 1) Figura 1: La Motricità
Il processo di sviluppo motorio dei bambini, a partire dall’imparare a compiere
i primi passi fino ad arrivare al perfezionamento di movimenti delicati, è un viaggio
straordinario. La motricità globale coinvolge movimenti ampi e coordinati e si
manifesta nelle abilità quotidiane come camminare, correre e saltare. In parallelo, la
3
motricità fine è caratterizzata da movimenti precisi delle mani e delle dita, si evolve
attraverso attività come scrivere, tagliare, allacciarsi le scarpe e abbottonarsi.
L’interconnessione tra le due sfere gioca un ruolo cruciale, con il controllo posturale
acquisito tramite la motricità globale che contribuisce al successo delle abilità della
motricità fine.
Nel contesto degli sport e delle attività fisiche, la motricità assume una
rilevanza particolare, richiedendo una combinazione di abilità come forza, flessibilità,
resistenza e coordinazione per il successo in varie discipline.
Con l’avanzare dell’età, le abilità motorie possono declinare, ma l’adozione di
uno stile di vita attivo e l’allenamento regolare possono contribuire a mantenere e
migliorare la motricità nel tempo.
Viviamo in un’epoca caratterizzata dalla tecnologia, che sembra avere un
impatto significativo sulla nostra interazione con il mondo digitale. Questo
cambiamento si riflette sia nella scrittura sia nel tatto e nella manipolazione degli
oggetti. Strumenti come computer, tablet e dispositivi tecnologici svolgono un ruolo
significativo nella nostra quotidianità, apportando vantaggi e comodità, a patto che la
manualità e la praticità rimangano elementi essenziali, soprattutto nei primi anni di
vita dei bambini e che, in questo contesto, sia fondamentale trovare un equilibrio tra
l’uso delle tecnologie touch screen e la manualità (ODDONE & SACCA, 2019).
1.2 MOTRICTA’ GLOBALE
La motricità globale o abilità grosso-motorie rappresenta il fondamento su cui
si costituisce il nostro rapporto con il mondo fisico che ci circonda.
4
Williams (1983) definisce le abilità grosso-motorie come “l’uso
progressivamente sempre più abile della totalità del corpo in un’attività che coinvolge
ampi gruppi muscolari e che richiede la coordinazione spaziale e temporale del
movimento simultaneo di vari segmenti corporei”.
Queste competenze, che coinvolgono il controllo e il coordinamento dei
movimenti più ampi del corpo, sono importanti in ogni fase dello sviluppo umano.
Dal momento della sua nascita, il bambino dedica il proprio tempo ad esplorare
i movimenti attraverso diverse fasi, spesso coinvolgendo il gioco. Queste esperienze
sensoriali vengono registrate dall’individuo con l’intento di armonizzare i movimenti
del corpo in risposta allo spazio circostante e al mondo esterno. E’ da questo processo
che si sviluppa la coordinazione motoria, fondamentale per la motricità globale.
Fin dai primi passi incerti di un bambino o dalle prime esperienze di gioco
all’aperto, le abilità grosso-motorie si manifestano come il fondamento su cui si erige
una vita attiva e in salute.
Intorno ai sei mesi, i neonati iniziano a sperimentare il movimento,
girovagando sulla pancia, girandosi e, successivamente, imparando a rotolare.
A dodici mesi, molti bambini raggiungono una pietra miliare significativa
quando iniziano a camminare in modo indipendente segnando una trasformazione
notevole nella loro autonomia motoria e apre la strada a una vasta gamma di nuove
esperienze e scoperte ( 5
Figura 2). 6
Figura 2: Le abilità grosso-motorie da zero a due anni
A due anni le abilità grosso-motorie si ampliano ulteriormente. I bambini
iniziano a correre, saltare e a muoversi in modi più coordinati e consapevoli
consentendo ai bambini di interagire attivamente con il mondo circostante.
Queste tappe dello sviluppo grosso-motorio forniscono un quadro chiave per
comprendere come i bambini acquisiscono gradualmente la padronanza del loro corpo
e delle sue capacità motorie. E’ un processo affascinante che evidenzia la natura dello
sviluppo infantile e la sequenza tipica di acquisizione di abilità motorie sempre più
complesse (Figura 3). 7
Figura 3: Le abilità grosso-motorie da 2 a 5 anni
“E’ quindi dall’esperienza del corpo, di cui il soggetto prende a poco a poco
coscienza ed il modo in cui egli entra in relazione con l’ambiente, che avviene la
strutturazione dello schema corporeo il quale corrisponde dunque, all’iscrizione
specifica del corpo nella dimensione spazio-temporale” (COSTE J.C., 1999)
La motricità globale non sminuisce la sua importanza alla motricità fine;
piuttosto, le due svolgono ruoli distinti ma complementari. Questa differenza emerge
soprattutto quando si considerano le sfide associate a leggere e scrivere. Le difficoltà
lievi nella motricità fine possono compromettere azioni educative e professionali come
sfogliare un libro o scrivere, sia manualmente che al computer. Per contro,
compromissioni lievi nella motricità grossolana tendono ad influire principalmente
sulle attività sportive, che seppure fondamentali per l sviluppo fisico e sociale, possono
essere percepite come meno centrali rispetto al successo scolastico e lavorativo.
8
1.3 MOTRICITA’ FINE
La definizione della motricità fine non è aperta a diverse interpretazioni e può
essere identificata con vari termini, come abilità visuo-motoria, abilità psicomotoria o
abilità percettivo-motoria (BOZZA et al., 2019).
Si tratta di una competenza complessa, senza pari nel regno animale,
coinvolgendo sia le abilità motorie, ovvero la capacità di utilizzare i piccoli muscoli
delle estremità del corpo (mani, polsi, caviglie piedi e dita), sia la capacità di elaborare
le informazioni sensoriali e integrarle con il movimento, come nella coordinazione
oculo-manuale. Queste competenze sono fondamentali per uno sviluppo armonico e
per il raggiungimento dell’autonomia del corpo.
Le abilità fino-motori sono implicate anche in molte attività in apparenza legate
esclusivamente alla motricità globale, come il calciare di una palla o il suo lancio con
le mani. In tale contesto è essenziale compiere piccoli movimenti così da rendere il
gesto preciso e più evoluto.
Nello corso dello sviluppo del neonato le mani rivestono un’importanza
fondamentale.
Inizia la sua attività psicomotoria già a due mesi afferrando le proprie manine
e progredisce nell’esplorazione degli oggetti, inizialmente con la bocca e
successivamente, intorno ai quattro mesi, con le dita. Gradualmente, acquisisce abilità
di afferramento e prensione raffinate dalla maturazione neurologica e dall’esercizio,
che si traducono in movimenti sempre più precisi ed accurati.
Tra i sei e i nove mesi, il neonato impara a ruotare il polso, maneggiare gli
oggetti, prenderne due contemporaneamente e sviluppare la forza con cui li afferra.
Intorno agli undici mesi, raggiunge la fase della
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