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La Boucle di Jacques Roubaud e le immagini della memoria

La poetica di Jacques Roubaud presenta molteplici sfaccettature.
Il dialogo fra tradizioni lontane, una scrittura che si svincola da strutture prefissate, ed infine l’esperienza matematica al servizio della poesia rappresentano gli aspetti che più di tutti lo contraddistinguono dagli altri scrittori della letteratura contemporanea.

Materia di Letteratura francese relatore Prof. M. Marchetti

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1.5.3.1. La memoria “in copia”

Lo scetticismo dell’autore nei confronti del ruolo della memoria, nella

cultura contemporanea, non si traduce affatto in un rifiuto categorico

per le nuove tecnologie, né tantomeno per la pratica della copiatura.

Il testo, secondo Roubaud, è un intreccio formale strutturato in “pezzi

presi in prestito", seguendo procedimenti che sono stati già messi in

atto dagli scrittori del passato. La poesia, pertanto, diviene

essenzialmente la copia, o meglio l’appropriazione e la disposizione di

un materiale già esistente.

Toute la différence est dans le choix de ce qu’on s’approprie:

d’habitude, ce sont les mots de tout le monde, de tous les

jours, ceux […] que je vois […] dans les phrases qui sont

entendues et dites et que l’on réagence […] pour en faire

aussi bien prose que poésie. Tout ce que l’on dit dans un

poème a déjà été dit des millions de fois, du moins dans son

matériau, la langue. […] Ce qui change d’un poète à l’autre,

d’un poème à l’autre […], c’est essentiellement la façon de

mettre ensemble ces briques qui sont le bien commun.

J’utilise des assemblages déjà inventés, un peu comme on

prend de vieux bouts de murs dans la garrigue pour faire

une nouvelle restanque, dans cette garrigue qui est de mon

héritage: les poètes qui l’ont été avant moi (le fait que j’en

37

hérite, qui est ma décision, n’empêche pas d’autres, tous

ceux qui veulent, d’en hériter aussi) .

33

Attraverso queste parole pronunciate dall’autore in un’intervista di

Pierre Lartigue, dunque, potremmo affermare che lo scrittore effettua,

prima di tutto, un’accurata scelta sul materiale linguistico da

“ereditare” dal passato per mezzo della lingua, e proprio a partire da

questo materiale che si inscrive in continuità col passato, si realizza la

pluralità culturale.

1.5.3.2. L’immagine-ricordo

Mentre le parole hanno il potere di essere ricordate, la capacità di

rivelare sentimenti e significati profondi appartiene alle private

immagini della memoria.

Maria Muresan, citata da Agnès Disson e Veronique Montémont nel

loro ultimo libro, si sofferma sull’importanza dell’immagine per

Roubaud ed afferma che:

Mandrin au cube La Licorne – Jacques Roubaud,

J. Roubaud, [Entretien], in P. Lartigue, UFR

33 Langues Littérature Poitiers, UFR Langues Littérature Poitiers, n° 40, 1997, p. 160.

38

L’image est d’abord performative, elle-même « effecteur de

mémoire », puisque le poème charrie dans l’épaisseur de

ses strates à la fois la trace des images de la poésie du

passé, et la traîne des images-souvenirs .

34

La scrittrice precisa che, nonostante si tratti si tratti di immagini private,

le immagini-ricordo rappresentano l'effetto di una specifica regola del

linguaggio che svolge un ruolo importante nell’induzione di uno stato

. Pertanto,

mentale particolare, ma non dipende direttamente da esso

35

queste immagini vengono percepite come un effetto della produzione

del linguaggio, o meglio, come un riflesso impenetrabile del suo stesso

utilizzo.

I sentimenti, così come le immagini-ricordo, sono prolifiche nel lavoro

di Roubaud, sebbene rappresentino degli effetti del linguaggio,

piuttosto che espressioni private della mente e dalla sensibilità di un

individuo.

È importante precisare, inoltre, che l’elemento che più di tutti

contraddistingue Roubaud dagli altri poeti moderni è proprio questa

sua concezione di poesia legata all’espressione dell’interiorità, in cui il

Jacques Roubaud, “compositeur de mathématique et de poésie”,

A. Disson, V. Montémont, Nancy,

34 Absalon (Editions), 2011, p. 32.

Time and Private Languages: Jacques Roubaud and his interlocutors,

M. Muresan, Columbia

35 university, 2006, p.4. 39

significato non è soltanto il risultato di una mera equivalenza fra

memoria e sentimenti privati dell’anima.

Picture Theory

Roubaud, infatti, ridefinisce la di Wittgenstein

36

promuovendo la distinzione fra immagini fisse (pictions), da un lato, e le

immagini in movimento private (immagini-ricordo), dall'altro: mentre

le prime si caricano di significato attraverso l'uso linguaggio, le

immagini-ricordo non hanno alcun significato ma possono essere

.

effettuate attraverso il linguaggio 37

A tal proposito, è il linguaggio poetico che garantisce la messa in atto

del flusso di immagini-ricordo, a differenza della prosa che rende

images-mémoires

possibile, invece, la trasformazione delle in immagini

statiche, attraverso l'atto ripetitivo del ricordo.

In conclusione, dunque, il processo di memorizzazione non rappresenta

soltanto il nucleo centrale di tutta la ricerca poetica di Roubaud; esso,

fondamentalmente, ingloba tutto ciò che sviluppa e ridefinisce la vita

privata, come flusso finalizzato di immagini.

La “teoria raffigurativa del linguaggio”, elaborata da Ludwig Wittgenstein, afferma che la

36 lingua è l’insieme delle proposizioni dotate di senso e svolge l’unico compito di denominare

le cose. Ogni proposizione del linguaggio verbale, secondo Wittgenstein, è una raffigurazione

di fatti e la raffigurazione, descrivendo un possibile modo d’essere delle cose che

costituiscono i fatti, è una rappresentazione formale, di ordine logico e non una semplice

copia della realtà.

Time and Private Languages: Jacques Roubaud and his interlocutors,

M. Muresan, op.cit., p.6.

37 40

2° Capitolo

Il Progetto di una vita

« Autoportrait d’Alix Cléo Roubaud ». LE SEUIL

grand incendie de Londres’:

‘Le dal sogno alla

2.1 realizzazione dell’opera

branches de la mémoire”

L’insieme delle sei del cosiddetto “traité

roubaldiano, raccolte in un volume di oltre 2000 pagine, costituiscono

uno dei lavori più significativi della letteratura contemporanea fra il XX

e il XXI secolo. grand incendie de Londres’,

Il primo volume del ciclo, ‘Le è l’opera che da

il titolo all’intera prosa; essa, oltre a tracciare lo schema di una vita,

attraverso una serie di incisi e biforcazioni che accompagnano il

racconto, si sviluppa sulle tracce di un progetto ben più

vasto .

1

Come abbiamo già detto nel primo capitolo, infatti, a partire dagli anni

’60, l’autore intraprende un percorso personale e profondamente legato

all'innovazione della tradizione letteraria e alla memoria che associa la

matematica e la letteratura.

L’autore decide di accompagnare il suo progetto con la realizzazione di

un romanzo, il cui titolo gli viene suggerito da un sogno che egli

dichiara di aver fatto nel dicembre del 1961.

Jacques Roubaud, un poète qui compte,

I. Rüf, Le Temps <http://letemps.ch/Page/Uuid/

1 54305966-1d9f-11df-8079-8b48e8a46bdc/Jacques_Roubaud_un_po%C3%A8te_qui_

compte> [ult. cons. 10/09/2011]. 42

Dans ce rêve, je sortais du métro londonien. J’étais

extrêmement pressé, sous la pluie grise. Je me préparais à

une vie nouvelle, à une liberté joyeuse. Et je devais pénétrer

le mystère, après de longues recherches. Je me souviens d’un

autobus à deux étages, et d’une demoiselle (rousse?) sous un

parapluie. En m’éveillant, j’ai pensé que j’écrirais un roman,

dont le titre serait Le Grand Incendie de Londres, et que je

conserverais ce rêve, le plus longtemps possible, intact .

2

Nonostante sia stato tormentato per ben diciassette anni dalla

realizzazione di questo romanzo, Roubaud, dopo aver finalmente

plan Le Grand Incendie de Londres,

creato il di decide di rinunciare al

sogno e parallelamente al suo ambizioso progetto di composizione e di

vita.

Si trattava, dunque, di un doppio fallimento, che comportava non solo

Projet,

la distruzione del suo ma anche la mancata realizzazione del

romanzo.

L’autore rinuncia, pertanto, alla scrittura di un’opera che, secondo

Poucel, avrebbe dovuto assicurare “un tetto per la protezione estetica di

questo immenso edificio” e rappresentare il “gioiello supremo” del

progetto stesso .

3

grand incendie de Londres’,

J. Roubaud, ‘Le op. cit., rééd. 2009.

2 Jacques Roubaud and the invention of memory,

J. J. Poucel, op. cit., p. 221.

3 43 Mezura, Cahiers de Poétique

Nel 1979, all’interno del 9° volume di

comparée, in un articolo che offre il resoconto di questi suoi vent’anni di

ricerca, Roubaud si propone di orientare tutta la sua produzione

successiva .

4

Dieci anni più tardi, al posto del romanzo progettato, esce la

grand incendie de Londres’:

pubblicazione di ‘Le libro dal titolo omonimo

scritto, però, in minuscolo e fra apici singoli.

L’opera, nata per Roubaud dalla necessità di sopire il dolore causato

dalla morte di Alix, prende la forma di una vera e propria prosa della

memoria che descrive, spiega e deforma quello che poteva e doveva

rappresentare il romanzo originale.

Il libro, narrato in prima persona, si apre infatti con la dichiarazione del

Projet.

fallimento del suo

En traçant aujourd’hui sur le papier la première de ces lignes

de prose (je les imagine nombreuses), je suis parfaitement

conscient du fait que je port un coup mortel, définitif, à ce

qui, conçu au début de ma trentième année comme

alternative à la disparition volontaire, a été pendant plus de

vingt ans le projet de mon existence .

5

Description du projet,

J. Roubaud, in “Mezura”, n° 9, 1979.

4 grand incendie de Londres’,

J. Roubaud, ‘Le op. cit., p. 7.

5 44

grand incendie de Londres’,

Le prime pagine di ‘Le fungono da breve

prefazione ad un lavoro di più volumi e richiamano l'attenzione del

lettore nei confronti di alcuni elementi chiave impossibili da trascurare.

Aleka Calsoyas, in particolare, sostiene che questo incipit non avvia

soltanto il percorso della prosa; esso avvia la prosa come percorso; se da

un lato, infatti, distrugge qualcosa, dall’altro, annuncia la

.

consapevolezza del narratore di questo atto di distruzione 6

branche

(Non è un caso, infatti, che la prima dell’intero ciclo, chiamato

grand incendie de Londres’, La

per iperonimia ‘Le abbia come titolo

Destruction).

Tuttavia, come spiega Roubaud all’interno dell’opera, raccontare la

memoria attraverso la scrittura produce un effetto maggiore del

semplice ricordo.

Tout souvenir raconte ou écrit s'évanouit. Il ne peut plus

demeurer que le souvenir de sa déposition, de sa trace

.

devenue noire

7

Jacques Roubaud's Art of Memory: Metaphor's Mirrors in ‘Le grand incendie de

A. Calsoyas,

6 Londres’, in ”Journal of Modern Literature”, University of California, Irvine, vol. 28, n° 1, Fall

2004, pp. 25-46.

grand incendie de Londres’,

J. Roubaud, ‘Le op. cit., p. 154.

7 45

Poiché il ricordo tende a svanire, scrive Roubaud, non resta che la

“traccia annerita” della sua registrazione, pertanto, la traccia della

memoria viene sostituita dalla scrittura.

La trascrizione dei ricordi, attraverso la scrittura, rappresenta di per sé

pouvoir de destruction plus radical que

una distruzione; essa possiede "un

l'oubli ".

8

Ma se è vero che l'atto del ricordare, da un lato, comporta una

distruzione, è anche vero che, dall’altro, ricrea.

Le “linee nere” della scrittura, infatti, provocano una sorta di

cancellazione, una dimenticanza che è frutto di un processo di memoria

biologica in cui il cervello, secondo Consenstein, dopo aver risvegliato

un ricordo, procede alla sua riclassificazione, ed infine alla

ristrutturazione del ricordo originale .

9

‘Le grand incendie de Londres’ si presenta, dunque, come un’opera

monumentale dalla struttura complessa, in cui la matematica e la poesia

si fondono ad altre due tematiche: il dolore e la memoria. Un’opera che,

prima di ogni cosa però, rappresenta il prodotto finale, ma soprattutto

Ivi, p. 262.

8 Jacques Roubaud: Life Mastered and Measured into a Masterpiece,

P. Consenstein, in AA. VV.,

9 Casebook on Jacques Roubaud's The Great Fire of London, ed. Peter Consenstein

<http://www.dalkeyarchive.com/book/?

fa=customcontent&GCOI=15647100788640&extrasfile=B4A8DE1A-1D09-67E0-

433F5DA9AB567A29%2Ehtml> [ult. cons. 11/09/2011].

46

concreto, di un Progetto e di un romanzo utopistici il cui successo, come

dichiarava lo stesso Roubaud fin dal principio, non poteva che essere

discutibile .

10

2.1.1. Le deuil devient écriture

Dominique Rabaté, citato da Boris Lyon-Caen, definisce « l’épreuve du

doit ne peux

deuil comme l’expérience d’un temps qui et passer » ed

aggiunge « qu’une telle expérience donne sa nécessité et sa forme à la

».

parole poétique 11

Nel caso di Roubaud, il dolore interiore svolge un ruolo fondamentale

nella sua scrittura. Infatti, se il suicidio del fratello precede di qualche

mese il sogno dal quale aveva avuto origine il progetto del romanzo, è

dal dolore per la morte di Alix che deriva la sua decisione di

Projet

abbandonare sia il che la composizione del romanzo.

grand incendie de Londres’

L’autore, infatti, all’interno di ‘Le scrive:

Ce qui est devenu nul, pour moi, depuis janvier de l’année

1983, ce que je ne peux même plus penser, c’est la poésie.

grand incendie de Londres’,

J. Roubaud, ‘Le op. cit., p. 8.

10 De l’écriture comme survivance

B. Lyon-Caen, <http://www.fabula.org/revue/document

11 989.php> [ult. cons. 20/09/2011]. 47

(…) La poésie, parce que j’avais pris l’habitude de la lire à

haute voix, de lire en public, et pour elle, avec qui je vivais,

s’est arrêtée pour moi .

12

Per ritornare a scrivere egli decide di elaborare un nuovo progetto

altrettanto complesso; non si tratta più, dunque, di un progetto di

poesia, ma di un vero e proprio esercizio della memoria « pour

poursuivre, pour échapper à l’angoisse qui m’attend dès que je

m’interromps », come scrive lo stesso autore.

13

Le foto della moglie Alix diventano il conforto ed il supporto della sua

scrittura, poiché è proprio grazie ad esse che l’autore si sente ancora

circondato dalla sua presenza.

La sua, dunque, non è solo una scrittura che rincorre la perdita delle

persone care; è una scrittura che lo “incatena” alla scrivania in un

susseguirsi di parole e di ricordi.

È una scrittura che gli permette di tenere vivo il ricordo e che

sans ratures, sans repentirs, sans impatience, aux mêmes

heures toujours, le plus près possible de la continuité myope

du présent irréversible et détesté,

grand incendie de Londres’,

J. Roubaud, ‘Le op. cit., p. 54.

12 Ivi, p. 19.

13 48

gli permette di continuare a vivere, tenendo lontana l’angoscia e la

disperazione.

Récit, incises et bifurcations

2.3.

Il sottotitolo descrittivo che accompagna il titolo dell’intera prosa, si

riferisce alla struttura capillare di ciascun volume.

L’intenzione di Roubaud è quella di realizzare una “scrittura immediata

e senza controllo” che avrebbe lasciato intatti gli stati d’animo e i

pensieri: è proprio questa la funzione che svolgono gli incisi e le

biforcazioni che accompagnano il racconto iniziale del libro.

Ogni volume, infatti, si divide principalmente in tre parti: alla prima

parte che comprende un numero di capitoli variabile da volume a

volume, e che costituisce il racconto vero e proprio, segue una serie di

incisi numerati e la sezione delle biforcazioni.

Mentre gli incisi rappresentano delle brevi spiegazioni legate alla storia

principale, supplementi che fungono da complemento per la

narrazione, le biforcazioni forniscono una traiettoria alternativa che

49

fuorvia il lettore dalla narrazione principale alterando gli eventi e le

condizioni narrative stabilite dai capitoli precedenti.

La frammentarietà del testo è accentuata soprattutto nella seconda

branche traité, La Boucle,

del che necessita di una lettura ancor più

specifica. Si tratta, infatti, di un’opera in cui la descrizione dei numerosi

momenti di vita dell’autore si organizza attorno a delle “immagini-

ricordo”, autonome ed autosufficienti, che il lettore deve tenere in

considerazione isolatamente .

14

Occorre, comunque, tenere presente che Roubaud, essendo un

oulipiano, per la composizione dei suoi testi letterari, segue quelli che

à contrainte,

sono i principi guida della scrittura di cui abbiamo già

parlato nel primo capitolo. Pertanto, la scelta di adottare una struttura

narrativa non lineare non può che derivare dalla costrizione di scrivere

il resoconto di un progetto fallito, evitando di seguire una struttura

predeterminata.

Tuttavia, questa mancanza di continuità e di linearità nel testo, come

sottolinea Elvira Monika Laskowski-Caujolle, si traduce in una forma di

espressione che garantisce alla creatività quella libertà di cui ha bisogno

Li(v)re - Cette Pratique (Fragments d’une lecture inachevée des deux premières

P. Mourier-Casile,

14 Branches du Grand incendie de Londres), La Licorne –

in P. Mourier-Casile, D. Moncond'hui,

Jacques Roubaud, UFR Langues Littérature Poitiers, UFR Langues Littérature Poitiers, n° 40,

1997, pp. 77-89. 50

per poter essere realmente autentica; una libertà che non appartiene

solo agli oulipiani, ma anche al letterato competente che si appresta alla

lettura .

15

2.1.1. Discontinuità ed ipertestualità

grand incendie de Londres’,

Dopo la pubblicazione di ‘Le Jacques

Roubaud diviene uno degli scrittori più significativi nell’elaborazione

della forma ipertestuale del testo.

En avançant dans la prose je rencontre, presque à chaque

pas, l’impossibilité de la maintenir sur une ligne unique, de

la diriger dans un seul sens. À tout moment j’éprouve le

besoin, comme quand on raconte, en vrai, pour quelqu’un, et

d’autant plus si on raconte (comme c’est mon cas ici) à

quelqu’un d’éloigné, que beaucoup de noms et de

circonstances risquent de surprendre (et il est nécessaire

alors de les rapprocher de lui par une explication, sous peine

de n’être pas compris), j’ai besoin, donc, d’expliquer, de

m’arrêter pour accrocher, au fil ténu de la narration, la

lampe d’un éclaircissement indispensable. Il suffit pour cela

sans doute d’une parenthèse, marque naturelle de ce qui, à

la voix, serait une interruption, dans le ton de l’incise

Roubaud's Destruction: A Mathematician's Prose,

E. M. Laskowski-Caujolle, in AA. VV., ed.

15 Peter Consenstein, Normal, Ill.: Dalkey Archive, 2002, p. 3

<http://www.dalkeyarchive.com/book/? GCOI=15647100788640&fa=details>

[ult. cons. 11/09/2011]. 51

digressive; mais il arrive souvent que l’ampleur considérable

du développement incident qu’elle contient rende

extrêmement périlleuse son introduction, au risque d’une

rupture excessive de la continuité .

16

L’autore mette al primo posto la sua posizione di autore-lettore del

romanzo e traccia all’interno della sua prosa una serie di percorsi, simili

a degli enigmi da risolvere, che ne impediscono la continuità della

lettura. avec incises et bifurcations),

Come descrive il sottotitolo stesso (Récit,

‘Le grand incendie de Londres’

infatti, non è un racconto tradizionale,

lineare; la capillarità della sua struttura sembra seguire gli stessi criteri

adottati per la costruzione di un ipertesto: uno dei quali, forse il più

importante, è proprio la rottura della linearità.

Come suggerisce Jean Clément,

le concept d’intertextualité a profondément renouvelé

l’approche des textes littéraires et il trouve dans

.

17

l’hypertexte une traduction technologique appropriée

grand incendie de Londres’,

J. Roubaud, ‘Le op. cit., p. 33.

16 Hypertexte et complexité

J. Clément, <http://www.auradigital.net/web/Escriptures-

17 hipertextuals/Documents/hypertexte-et-complexite-jean-clement.html>

[ult. cons. 14/09/2011]. 52

Mentre la biforcazione offre al lettore la possibilità di lasciare una trama

a favore di un'altra cliccando su qualsiasi parola o frase e di costruire

un percorso di lettura personalizzato, diversamente l’inciso rappresenta

una digressione, l’occasione offerta dalla descrizione di un paesaggio o

dal richiamo di un ricordo.

Ad ogni modo, in entrambi i casi, l’ipertesto predispone una pratica di

lettura che il documento stesso rende ardua.

Il lettore, infatti, deve costantemente compiere delle scelte e talvolta

assumere anche il ruolo dell'autore: spetta a lui decidere quali siano le

possibilità da trascurare e quali quelle da accogliere .

18

Dal momento che il testo propone percorsi di lettura multipli, infatti, il

lettore potrebbe trovarsi proiettato - esplicitamente oppure attraverso

l’attivazione della sua memoria - fuori dai limiti del libro stesso.

Dunque, se l’esperienza della lettura tradizionale comincia con la prima

pagina del libro e si conclude con la parola “fine” dell’ultima pagina,

molti autori contemporanei, compreso Roubaud, vogliono che sia il

lettore stesso a scegliere il suo percorso nell’esplorazione del testo.

Roubaud's Destruction: A Mathematician's Prose,

E. M. Laskowski-Caujolle, in AA. VV.,

18 Casebook on Jacques Roubaud's The Great Fire of London, p.1

<http://www.dalkeyarchive.com/book/?GCOI=15647100788640&fa=details> [ult. cons.

18/092011]. 53

Di conseguenza, liberi da ogni rigidità imposta dall’impiego di strutture

fisse, essi tendono ad attribuire al lettore un ruolo più attivo,

trasformandolo in un vero e proprio complice nell’elaborazione del

testo.

2.4. Una prosa autobiografica?

grand incendie de Londres’

Nonostante il ciclo roubaldiano ‘Le sia spesso

considerato uno dei maggiori lavori autobiografici dell’autore, il

sottotitolo dell’intera prosa precisa che non si tratta né di romanzo né di

un'autobiografia.

Secondo la teoria di Philippe Lejeune , un'autobiografia è un genere

19

narrativo a parte, che comporta una specie di "patto" tra scrittore e

lettore: un patto che si caratterizza prima di tutto dalla narrazione

Le pacte autobiographique.

È importante citare, a questo proposito, il testo di Lejeune Per

19 Lejeune, l’autobiografia è un “racconto retrospettivo fatto da una persona reale intorno alla

propria vita individuale, e in particolare intorno allo sviluppo della propria personalità”.

L’autore di un’autobiografia, sempre secondo Lejeune, sottoscrive con il lettore una sorta di

contratto fondato sull’impegno, che l’autore si assume, di raccontare la verità. Le teorie di

Lejeune sono state più volte messe sotto accusa da altri studiosi, i quali ritenevano eccessiva

la rigidezza della definizione di autobiografia da lui proposta, tanto da spingerlo a rivedere

alcune delle sue convinzioni nelle ricerche successive.

54

retrospettiva in prima persona; narratore e scrittore devono, dunque,

essere la stessa persona.

Ora, se per alcuni aspetti l'opera di Roubaud condivide l'idea suggerita

da Lejeune, come ad esempio la narrazione in prima persona, per altri,

sembra non soddisfare le esigenze del "patto autobiografico”, dal

momento che non si tratta di una narrazione retrospettiva.

Secondo l’autore, infatti, il tipo di narrazione al quale Lejeune

attribuisce il nome di autobiografia, falsifica la natura autentica della

memoria, poiché presuppone il ricordo perfetto della propria vita

passata. Egli, pertanto, ne prende le distanze descrivendola come « l’un

des derniers refuges du déterminisme mécaniste ».

20

Inoltre, per l’autore, è nel tempo stesso della scrittura che risiede la vera

essenza del ricordo.

L’atto del ricordare, come sottolinea Aleka Calsoyas, nella prosa di

Roubaud appartiene ad un tempo presente; non si tratta di un ritorno al

passato bensì di un viaggio attraverso l’attuale organizzazione dei

ricordi .

21 La Boucle,

J. Roubaud, Paris, Ed. du Seuil, (« Fiction & Cie), 1993, p. 163.

20 Jacques Roubaud's Art of Memory: Metaphor's Mirrors in ‘Le grand incendie de

A. Calsoyas,

21 Londres’, “Journal

in of Modern Literature”, op. cit., pp. 25-46.

55

Occorre, inoltre, precisare che il presente utilizzato dall’autore per la

scrittura dell’opera si rivela, in parte, illusorio proprio perché, anche se

non lo si può definire "storico", cioè impiegato al posto di un tempo

passato, esso non esclude la consapevolezza che si tratti di eventi

passati. grand incendie de

In definitiva, si potrebbe affermare che attraverso ‘Le

Londres’, la cui narrazione ruota attorno ad un progetto incompiuto,

Roubaud, realizza uno spazio di scrittura infinito in cui libera i suoi

racconti di memoria inaspettati e singolari, attraverso un presente che

per lui dovrebbe essere « celui pendant lequel la narration

s’accomplit ».

22

branches

2.5. Le del ciclo della memoria

Come abbiamo detto nel corso del capitolo, sono sei ad oggi i volumi

de la mémoire”,

che compongono il “traité definizione cara all’autore che,

in ciascuno di essi, mette per iscritto il suo rapporto con la memoria.

grand incendie de Londres’,

J. Roubaud, ‘Le op. cit., p. 49.

22 56

Il primo, scritto tra il 1985 e il 1987 e pervaso dal dolore per la morte di

La Destruction

Alix, è ed è stato pubblicato nel 1989. Esso può essere

considerato il punto di accesso ad un testo che, come abbiamo visto,

presenta una struttura tanto originale quanto complessa.

La Boucle:

Al primo volume, segue un’opera in cui i luoghi diventano

effecteurs de mémoire. In sei capitoli, Roubaud, rivista i luoghi

dell’infanzia radicati nella sua mente, dal giardino della rue d’Assas a

Parigi, dove si trasferì dopo che il padre fu nominato al governo

provvisorio istituito dal generale De Gaulle .

23

Dopo il dolore, ecco, dunque, emergere le immagini della memoria che,

attraverso la prosa, egli rivela con pazienza e passione , come se si

24

aggirasse in un vero e proprio labirinto multidimensionale dei ricordi.

Mathématique, invece, uscito nel 1997, è la prima parte del terzo libro ed

è composto da quattro capitoli che comprendono un gran numero di

paragrafi numerati. Questi paragrafi sono intervallati da incisi e lunghe

spiegazioni che apportano al contenuto del racconto delle informazioni

supplementari.

La Boucle,

J. Roubaud, op. cit., p. 194.

23 Jacques Roubaud, “compositeur de mathématique et de poésie”,

A. Disson, V. Montémont, op. cit.,

24 p. 11. 57

All’interno di questo libro, Roubaud, si propone di analizzare il ruolo

della matematica, da lui considerata il rimedio a tutta la confusione

dell'esperienza vissuta. Tornando indietro agli anni dei suoi studi in

matematica e delle sue difficoltà personali e pedagogiche, egli spiega

che il Progetto globale doveva comprendere, prima di tutto, un

Progetto di Matematica.

Poésie,

Nella quarta branche, Roubaud illustra la genesi di (Epsilon),

una collezione di sonetti matematicamente strutturati, e si dedica

consapevolmente alla “distorsione” della forma di questo particolare

tipo di componimento poetico. È dovuta, infatti, alla sua ricerca la

scoperta di strutture nuove che destabilizzano la fissità della forma.

La Bibliothèque de Warburg,

Il quinto volume, è stato pubblicato nel 2002

e conserva nell'insieme le stesse caratteristiche visuali degli altri

volumi: grassetti, sottolineature e parentesi multiple. A differenza dei

quattro volumi precedenti, però, mancano le biforcazioni, che

proiettano il lettore in altri sviluppi della trama .

25

Attraverso questo libro, l'autore ci consegna le chiavi del suo progetto,

abbandonato nel 1978; oltre ad insistere sulla spiegazione delle regole

L’œuvre en marche,

T. Samoyault, in “La Quinzaine Littéraire”, n° 830, Mai 2002, pp. 9-10.

25 58

che si era imposto per la composizione dei suoi testi, Roubaud parla a

lungo dell'impatto che il gruppo Oulipo esercitò sul suo Progetto.

Impératif catégorique,

In seconda parte del terzo volume pubblicata nel

2008, l’autore coglie nuovamente l’occasione di ritornare sulla

Projet

genealogia del e sulla sua passione per la matematica.

Il libro, dal punto di vista strutturale, si presenta suddiviso in tre terzi: i

primi due sono composti entrambi da 31 paragrafi mentre il terzo ne

comprende 26; dal punto di vista autobiografico, l’opera evoca gli anni

del servizio militare, fino alla guerra in Algeria, e quelli della sua

carriera universitaria, come assistente alla facoltà di Rennes.

La Dissolution,

Nel 2008 esce anche prima parte della sesta branche del

ciclo. All’interno di questo libro, scritto in parte a colori, è possibile

rintracciare la descrizione della relazione, sempre più problematica,

che Jacques Roubaud intrattiene con la sua memoria.

La difficile impresa di dar viva voce ad incisi e biforcazioni voluta,

come scrive Lucie Clair, dall’assioma

A mémoire discontinue, prose discontinue. A mémoire

bifurquante, prose bifurquante ,

26

La Dissolution, Jacques Roubaud,

L. Clair, in “Le Matricule des Anges”, n° 101, Mars 2009

26 <http://www.lmda.net/din/tit_lmda.php?Id=60548> [ult. cons. 19/09/2011].

59

è per la prima volta messa in evidenza dai differenti colori del testo.

Questa particolare scelta dell’autore ha una funzione determinante

nella lettura del testo, poiché offre al lettore la possibilità di scegliere se

addentrarsi sempre di più nel cuore del incisi, delle sottolineature e

delle parentesi, oppure se fermarsi ad un preciso livello della

narrazione.

In conclusione, si potrebbe affermare che l’impresa di Roubaud mette in

scena, come suggerisce Pradeau, la « collectivisation d’un édifice de

mémoire privée qui suppose un patient travail de redécouverte

érudite », all’interno del quale il passato si intreccia al presente,

27 così

souvenirs vrais » si fondono alle « images créées ».

come i « Mr. Goodman, personage reparaissante, Conflit de Mémoire,

C. Pradeau, in V. Bonnet, Paris,

27 Karthala, 2004, p. 61. 60

3° Capitolo

La Boucle, opera delle

immagini-ricordo

« Le petit paresseux », quadro di Jean-Baptiste Greuze, Musée Fabre

(Montpellier - France), 1755.

La mémoire affiche ses pouvoirs: elle permet de contrôler le

« foisonnement désordonné des souvenirs »

(Marilia Marchetti)

3.1. Introduzione all’opera

[…]Jacques Roubaud se propose de bâtir un parcours de la

mémoire, à travers ses lieux et ses images .

1

La Boucle, branche

Il testo de seconda del ciclo, come abbiamo già

Récit,

spiegato, si suddivide principalmente in due parti: al seguono le

Insertions che comprendono la sezione degli incisi e quella delle

biforcazioni.

La molteplicità delle variazioni del testo è la chiara testimonianza della

volontà dell’autore di tracciare un vero e proprio percorso della

memoria, fatto di luoghi e di immagini.

All’interno del libro, tuttavia, egli intrattiene una relazione col passato

che non si esaurisce soltanto nell’evocazione della sua infanzia, ma nel

recupero dei testi antichi.

troubadours

La poesia dei e le antologie giapponesi, infatti, giocano un

ruolo di grande rilievo nella scrittura dei testi dell’autore.

A tal proposito, va fatta ulteriore precisazione.

La Fleur inverse. Essai sur l’art formel des

All’interno del volume

troubadours, pubblicato nel 1986, Roubaud insiste sulla struttura delle

Mémoire et image: sur Jacques Roubaud,

M. Marchetti, Fasano-Saint Genouph, Schena -Nizet,

1 1996, p. 39. 62 canso.

rime, che tramite l’« entrelacement », danno forma alle In

particolare, l’autore dedica l’ultimo capitolo alla sestina lirica inventata

2

dal provenzale Arnaut Daniel.

La sestina è un « jeu combinatoire de l’enchaînement de strophes »,

3

secondo la definizione dell’autore, e può essere associata all’immagine

della spirale che, come suggerisce Daniela Tononi, viene ripresa in

molte sue opere come « image de l’organisation structurelle de

l’œuvre

4 ».

Tononi, inoltre, aggiunge che nella scrittura autobiografica di Roubaud

la sextine devient, l’emploi diversifié du numéro six, le

principe d’organisation de l’œuvre comme dans le projet de

grand incendie de Londres’,

‘Le structuré en six branches,

aurait du compter six romans organisés en six sections,

tandis que soumise à un procédé de transformation

sémiotique elle revient dans le texte évoquée par l’image de

La Boucle

la spirale comme dans .

5

Il termine si riferisce ad uno dei più difficili componimenti metrici, inventato da Arnaut Daniel

2 ed introdotto nella poesia italiana da Dante. La sestina è formata da sei strofe e ciascuna strofa

utilizza sei parole-rima che permutano, sempre alla stessa maniera, da una strofa all’altra.

La Fleur inverse. Essai sur l’art formel des troubadours,

J. Roubaud, Paris, Ramsay, 1986 (rééd.

3 Les Belles Lettres, 1994) p. 187.

« Moi Jacques Roubaud, je ne suis ici que celui qui tient la plume… »,

D. Tononi,

4 Absence/enquête/quête de la forme-roman dans le cycle d’Hortense, Absence, enquête et

in AA. VV.,

quête dans le roman Francophone, sous la direction de A. D. Tang, P. Bissa Enama, Bruxelles,

Peter Lang Editions scientifiques internationales, 2010, p.118.

Ibidem.

5 63

Per Roubaud, il patrimonio lasciatoci dalla tradizione poetica perviene

a noi attraverso la forma, e la memoria, radicata nella forma,

rappresenta il fulcro della distruzione o della realizzazione della

continuità .

6

Nel primo capitolo del libro, in particolare, l’autore riprende i versi del

Biltà di donna e di saccente core

poema di Guido Cavalcanti:

Aria serena quand’apar l’albore

e bianca neve scender senza venti.

Attraverso questi « vers vêtus de lumière en hendécasyllabes italiens du

XIII siècle », egli ritrova le nebbia dei suoi ricordi: una nebbia che,

7

ripara dal vento e placa il freddo notturno .

8

A tal proposito, Marilia Marchetti sottolinea che

les vers de Guido Cavalcanti savent exprimer la luminosité

de cette neige qui, tout en tombant doucement, protège le

terrain de la mémoire .

9

Roubaud, attraverso la particolare disposizione tipografica e spaziale

del testo, che oltre al racconto include le Insertions, alterna i movimenti

Jacques Roubaud and the invention of memory,

J. J. Poucel, op. cit., pp. 30-31.

6 La Boucle,

J. Roubaud, op. cit., p. 44.

7 Ibidem.

8 Mémoire et image: sur Jacques Roubaud,

M. Marchetti, op. cit., p. 44.

9 64

dei ricordi e le riflessioni all’interno di un’opera che si elabora sotto gli

occhi stessi del lettore.

La collaborazione fra autore e lettore diviene, dunque, possibile.

Mentre il primo, infatti, realizza una molteplicità di alternative di

esplorazione del testo, il lettore sceglie un proprio percorso di lettura,

decidendo se seguire la narrazione principale, attraverso la normale

successione delle pagine del libro, oppure se intraprendere percorsi

traversi.

Tuttavia, il testo presenta un’ulteriore difficoltà di interpretazione, che

scaturisce principalmente da frasi scritte in grassetto, dalle

sottolineature, dall’utilizzo dei corsivi e dai differenti tipi di testo.

L’autore, dunque, utilizza a pieno le possibilità offerte dagli elaboratori

di testo, ma in modo particolare, decide di utilizzare il grassetto per

evidenziare le sue più vivide immagini della memoria, ed un carattere

récit

più piccolo, rispetto al iniziale, per la scrittura degli incisi.

Così come il titolo dell’opera ci suggerisce, la caratteristica più evidente

del libro è l’esaltazione della capacità del testo di ritornare indietro su

se stesso, sfuggendo alla monotonia ed alla linearità che ci si aspetta dai

romanzi tradizionali. 65 boucle),

La dimensione della circolarità tipica della spirale (la infatti,

sembra tradursi nel testo, attraverso una narrazione che comincia e

finisce con la stessa immagine, quella del gelo sul vetro in un mattino

d'inverno. Boucles & Spirales,

Nel saggio Christine Jérusalem, ci propone un’analisi

boucle,

della figura trasversale della alla quale attribuisce

contemporaneamente due definizioni: quella di luogo della memoria

topografico, che rinvia l'autore agli anni della sua infanzia, e quella di

principio di scrittura.

Alla spirale, pertanto, viene assegnata una funzione essenziale: si

tratterebbe, infatti, di una struttura formale che, come sottolinea

Jérusalem, attraverso il rassicurante ritorno su se stessa, « apaise la

question douloureuse de l’émiettement du monde et de la fin obligée

du texte ».

10

È come se, tale struttura, creasse uno spazio circoscritto in cui lo

scrittore trova protezione, lontano dalle tenebre esterne e dal suo

Boucles & Spirales : effets de circularité et de déplacements dans l'oeuvre de Jacques

C. Jérusalem,

10 Roubaud, Jacques Roubaud, “compositeur de mathématique et de

in A. Disson, V. Montémont,

poésie”, op. cit., pp. 111-124. 66

tormento interiore: una difesa contro il dolore, il tempo e la morte,

onnipresenti e multiformi .

11

branche,

Tuttavia, in questa a differenza dal primo volume, il dolore si

carica di una connotazione diversa. Infatti, se nel primo libro il

tormento interiore costringe l’autore alla scrittura di “lignes noires

détruites”, nel secondo, esso diventa l’occasione per ricordare la morte

di altre persone a lui care, in particolare, quella dello zio Frantz e il

suicidio del fratello.

È evidente, in conclusione, che la morte del fratello e la perdita di Alix

hanno, per l’autore, una valenza diversa. Come sostiene Anne Roche,

infatti, nel caso di Roubaud, si potrebbe parlare di “asimmetria del

dolore” poiché se, da un lato, quello del fratello, « est ce qui fait advenir

à l’écriture », dall’altro, quello di Alix, « est ce qui l’interdit ».

12

Un monument d’écriture,

A. Vaquin, in “La Quinzaine Littéraire”, n° 620, 16 Mars 1993,

11 pp. 12-13. Mémoire, deuil et intertexte dans La boucle de Jacques Roubaud,

A. Roche, in “Tangence”, n° 45,

12 1994, p. 78. 67

La Boucle contrainte

3.1.1. e la à

Il rifiuto di dogmi e di strutture prefissate, tipico dalla scrittura

contraintes promossa dall’Oulipo, per Jacques Roubaud, come abbiamo

detto nel primo capitolo, rappresenta il principio fondamentale

affinché la poesia assolva la propria funzione.

Proprio sulla costrizione, infatti, egli concentra tutta la sua attività

poetica.

Partendo dalla considerazione che, per gli oulipiani, esiste una stretta

relazione fra la costrizione e l’atto del ricordo, si potrebbe affermare che

La Boucle

Roubaud all’interno de impiega quella che può essere

contraintes

considerata come una delle oulipiane per eccellenza, ossia la

focalizzazione sul vero e proprio atto fisiologico della memoria.

Fisiologicamente parlando, infatti, il procedimento della memoria

consta fondamentalmente di tre fasi: la codifica, la restituzione ed il

recupero di un evento; tali fasi possono essere individuate dalla

tripartizione del libro che, come sottolinea Consenstein, funge da

dispositivo mnemonico per agevolare il procedimento del ricordo .

13

Memory and Oulipian Constraints

P. Consenstein, <http://pmc.iath.virginia.edu/text-only/issue.

13 995/consen.995> [ult. cons. 20/09/2011]. 68

La costrizione impiegata da Roubaud, inoltre, sempre secondo

Consenstein, potrebbe essere paragonata ad una “meta-costrizione”, dal

momento che attribuisce una forma letteraria alla riclassificazione e

all’ulteriore rappresentazione della memoria passata .

14

Quello di Roubaud, dunque, è un lavoro che consiste principalmente

nella decodifica del proprio passato attraverso l’impatto che esercita il

presente sulla sua memoria.

Nel libro, inoltre, sono rintracciabili alcune costanti principali: la più

evidente è che ogni sezione del libro contiene sei capitoli, la seconda è

che ognuno di questi sei capitoli contiene una serie limitata, numerata e

ripetitiva di sezioni, simile ad uno schema metrico complesso ed, infine,

la terza è che ciascuna sezione contiene un numero pressappoco

identico di paragrafi.

È importante, tuttavia, tenere presente che i ricordi d'infanzia evocati

récit

dal iniziale, i giochi, la sua casa e il suo quartiere, sono

accompagnati da lunghe e dettagliate descrizioni enfatizzate

dall’utilizzo del grassetto.

Queste immagini, che risvegliano nell'autore nuovi pensieri e nuove

La Boucle.

riflessioni, rappresentano il corpus reale de

Ibidem.

14 69

Pascaline Mourier-Casile, piuttosto che di descrizioni, preferisce parlare

di esercizi di descrizione: per la scrittrice, infatti, l’autore non vuole far

altro che garantire un eventuale « être là/être ainsi » dei luoghi e delle

cose oggetto delle sue descrizioni, confermando il patto di “veridicità”

.

al quale si impegna nei confronti del lettore

15

Il concetto di scrittura, pertanto, per Roubaud si allontana da quella che

è la semplice realizzazione meccanica di un programma precostruito e

trova le sue fondamenta nell’idea che il prodotto testuale deve sempre

essere pronto ad accogliere le novità che ne conseguono dalla sua

elaborazione.

3.2. Le immagini della memoria

Le souvenir ne nous offre pas le passé, mais une image

momentanée du passé construite par le présent .

16

Li(v)re - Cette Pratique (Fragments d’une lecture inachevée des deux premières

P. Mourier-Casile,

15 Branches du Grand incendie de Londres), La Licorne –

in P. Mourier-Casile, D. Moncond'hui,

Jacques Roubaud, UFR Langues Littérature Poitiers, n° 40, 1997, pp. 77-89.

Poésie, etcetera: ménage,

J. Roubaud, Paris, Stock, 1995, p. 33.

16 70

L’importanza del rapporto che Roubaud stabilisce con la poesia

provenzale e quella medievale giapponese, ci viene fornita dall’analisi

di Jean François Puff, a proposito dell’influenza della tradizione sulle

sue opere. L’idea di Puff si potrebbe riassumere nell’affermazione che

entrambe le tradizioni esercitano sulla memoria dell’autore un impatto

tale da far emergere « les images-mémoires d’une enfance

provençale ».

17

Il lavoro dell’autore all’interno del libro, infatti, è proprio quello di

evocare i ricordi della sua infanzia attraverso immagini-ricordo che, dal

passato riaffiorano nel presente, passando dalla “virtualità”

all’attualità.

L’opera, secondo quanto afferma l’autore in un’intervista di Aliette

Armel, rappresenterebbe, infatti, un « effort pour reconquérir des

éléments de mémoire ancienne sous forme d’images ».

18

Queste immagini, spesso, incidono sull’instabilità e la rielaborazione

della narrazione, dal momento che ne contraddicono la cronologia e,

per l’autore, rappresentano principalmente dei piccoli mondi che

prendono forma, senza spiegazione né durata.

Un héritier singulier: Jacques Roubaud et la tradition poétique, Poétique de la

J. F. Puff, in AA. VV.,

17 tradition, op. cit., p. 82.

Les cercles de la mémoire, propos recueillis par A. Armel,

J. Roubaud, in “Magazine Littéraire”, n°

18 311, juin 1993, p. 101. 71

L’univers qui contient une image du passé vient juste de

naitre, et il cessera avec elle, c’est-à-dire presque

instantanément. L’image du passé (et, in fait, toute image est

du passé), dite souvenir, n’a pas de durée. Elle vient au

monde, elle devient monde, sans légende, sans mode

d’emploi, sans explications. Elle implique beaucoup, mais

n’offre aucune garantie, aucune justification de son

existence .

19

Pertanto, è in ogni scena ed in ogni attimo che prende parte

nell’universo della sua memoria, che Roubaud, attraverso l’esercizio

della scrittura, vede emergere i suoi più intimi ricordi.

3.2.1. Les images des souvenirs d’enfance

La Boucle

Le pagine d’apertura de evocano la prima immagine-ricordo

dell’infanzia dell’autore; si tratta del ricordo del fiore che il gelo disegna

sul vetro della finestra, in un mattino d’inverno.

Quest’immagine, oltre ad essere descritta in ogni suo dettaglio, viene

La Fleur inverse

associata dall’autore al poema del trovatore Raimbaud

d’Orange, a conferma del suo rapporto con la tradizione antica.

Secondo il parere della già citata Anne Roche, queste pagine

La Boucle,

J. Roubaud, op. cit, 15.

19 72

déplient toutes les impossibilités logiques du souvenir,

interdisent au lecteur le plaisir simple de la jouissance et de

l’identification pour lui ouvrir les plaisirs plus austères

d’une théorie de la mémoire, ou plutôt de ses apories .

20

Anne Roche, dunque, sottolinea quella che potrebbe essere definita

“precarietà dei ricordi”, enfatizzata dallo stesso Roubaud attraverso la

scrittura di «mots et signes immédiatement effaçables ».

21

All’interno di questo primo capitolo, tuttavia, l’autore fa riferimento

all’arte fotografica, che, come abbiamo già spiegato, ha avuto

un’importanza incisiva durante tutta la sua carriera di scrittore.

Egli ribadisce la sua funzione di dispositivo per la perpetuazione del

ricordo, attraverso queste parole:

La photographie a changé profondément la perception du

souvenir d’enfance: (de tous les souvenirs, mais surtout du

souvenir d’enfance : l’enfance et la photographie ont

maintenant un lien presque consubstantiel: « Toutes les

photographies, sont des photographies d’enfance ».

J’ajouterai : et tous les souvenirs d’enfance sont vus comme

des photographies .

22

Mémoire, deuil et intertexte dans La boucle de Jacques Roubaud,

A. Roche, in “Tangence”, op. cit.,

20 p. 75. La Boucle,

J. Roubaud, op. cit., p. 13.

21 Ivi, p. 19.

22 73

L’idea di Roubaud, pertanto, non si esaurisce nell’assegnare al ricordo

uno statuto diverso; egli, piuttosto, gli attribuisce delle caratteristiche

che via via lo rendono sempre più paragonabile ad una fotografia.

Ritornando all’ immagine del gelo che traccia nel vetro « comme un

réseau végétal, tout en nervures », essa viene ripresa anche dal primo

inciso del libro. Roubaud, infatti, in queste pagine espone una

riflessione sulla parola “nervure” e sul suo utilizzo in relazione alle

branches

altre del suo progetto.

Dans ce contexte-là, c’est une image, & aussi un imagination

‘grand incendie de

de l’ouvrage entière qui m’apparait, du

Londres’ Projet

comme parcours dans le .

23

Quest’immagine simbolica è rintracciabile altresì nel secondo capitolo

Le figuier.

del libro intitolato «

L’immagine di quest’albero sur l’arrière de la maison » dello zio di

Toulon, attiva nell’autore, quasi come una reazione a catena, il ricordo

di altre immagini della sua infanzia.

L’image de ce figuier en suscite plusieurs d’autres, rejoint,

par une chaîne que je défais ici en moments distincts,

l’image nodale qui donne sens et nom image-foyer

à une de la

Ivi, p. 215.

23 74

: une nomination, l’invention, ancienne,

branche présente oranjeaunie

enfantine, d’un mot, « » .

24

La sensazione che suscita in Roubaud la presenza “irruenta” di

quest’albero è significativa.

Proprio come una essere vivente, infatti, esso, « avec son pouvoir de

disjonction », ha invaso i suoi ricordi ripercuotendosi sul suo progetto

letterario, attraverso la rappresentazione delle molteplici direzioni in

cui si dirige la sua memoria.

Roubaud sostiene che la forza dell'albero di rimuovere le « tomettes

octogonales » (piastrelle in terra cotta tipiche della Provenza) del

pavimento, corrisponde all'atto della memoria, poiché il suo potere ha

evocato in lui l’iniziale "presa di coscienza della dissimmetria" .

25

Tale dissimmetria, secondo il suggerimento di Consenstein, si traduce

in una nuova divisione dell'opera, alla quale Roubaud attribuisce il

Entre-deux-branches , che capovolge la temporalità di tutta la

nome 26

narrazione.

Ivi, p. 61.

24 Literary, consciousness, and the group Oulipo,

P. Consenstein, op. cit., p. 54.

25 Ibidem.

26 75

L’autore, infatti, in questa sezione, interrompe il racconto degli eventi

della sua infanzia, per descrivere i giorni in cui si appresta a scrivere il

libro. Je me place, vis-à-vis de la succession linéaire des différentes

parties de l’ouvrage, dans une situation d’anticipation: selon

le programme de mon travail à cette date (11 aout 1990, date

moment branches

de composition), ce vient après six de

récit avec incises et bifurcations »

« .

27 images-souvenir

Per comprendere meglio il valore delle descritte

dall’autore, è importante la riflessione, offerta dal secondo inciso, a

proposito dei termini “image” e “piction”. Sottolineando di aver preso

spunto dall’idea di Wittgenstein, dalla quale ha ricavato una propria

teoria, Roubaud realizza, in queste pagine, una sorta di elenco in cui si

propone di illustrare le principali caratteristiche dei due concetti.

pictions

Egli tiene soprattutto a precisare che le non possono essere

paragonate alle immagini a causa della loro “fissità”. L’autore

aggiunge, inoltre, che mentre l’immagine è « un changement induit par

pictions

un objet ou par quelque chose du monde », le mentali possono

La Boucle,

J. Roubaud, op. cit., p. 279.

27 76

essere considerate come delle « pictions décrites, quand quelqu’un

décrit ce qu’il imagine ».

28

La Boucle, fondamentalmente, si presenta al lettore come un sentiero

labirintico che prende forma lungo un sistema di luoghi; ma mentre i

l’Art de mémoire

luoghi de erano privi di sentimento, estranei al

La Boucle .

desiderio e alla nostalgia, i luoghi de si caricano di emozioni

29

La Boucle est une question posée à la perte et à ses vestiges,

c’est-à-dire à de fragiles images, à de fuyantes lignes de vie,

plutôt qu’à des dispositifs de représentation entendus au

.

sens traditionnel

30 du chapitre 6,

Lo stesso Roubaud nell’inciso a proposito di alcuni luoghi

impressi nella sua memoria, come le città di Leningrad, Stalingrad,

Orel, Koursk, Velikie-Louki, Briansk, scrive

Ces noms ne changeront pas pour moi […].

Ce sont des lieux de mémoire, et il vaut mieux que les lieux

vivant en soient distincts .

31

Un’immagine totalmente fuorviante, invece, apre la prima biforcazione

Monstre de Strasbourg.

del libro: si tratta dell’evocazione del L’immagine

Ivi, pp. 252-253.

28 La Boucle: du côté de Zazetski, in “La

N. Barberger, Licorne”

29 <http://licorne.edel.univ- poitiers.fr/document.php?id=3340> [ult. cons. 01/10/2011].

Ibidem.

30 La Boucle,

J. Roubaud, op. cit., p. 366.

31 77

di questo mostro « terrible mais inoffensif », inventato nei racconti

d’infanzia, emerge dalla sua memoria una sera del 1983, fra il

movimento lento delle nubi che « sortaient dans le silence de derrière

l’église des Blancs-Manteau ».

Les nuages arrivaient lentement […], s’en allaient, avec leur

tranquillité muette, aérienne, avec leur indifférence

insupportable. Et je me détestais d’être là encore une fois,

de n’avoir pu m’interdire d’être là, avec ma souffrance, avec

l’abandon à la souffrance absolue que signifiait être là .

32

Pur non trattandosi di un ricordo sinistro, le parole dell’autore fanno

scorgere un’aura di mistero e smarrimento, che rinvia a delle paure

celate. È proprio qui che si rivela la fugacità del confine tra percezione

ed illusione.

Secondo Nathalie Barberger, « peurs non énoncées » e « terreur

diffuse » sono prolifici nel testo di Roubaud « comme autant de “puits”

qui donnent à voir ce qui échappe à la vue et le pouvoir inquiétant du

fond ».

33

Occorre, inoltre, precisare che i ricordi evocati dall’autore all’interno del

libro, sono talvolta soggetti ad una memoria discontinua, che rischia

Ivi, p. 373.

32 La Boucle: du côté de Zazetski, in “La

N. Barberger, Licorne”,

33 <http://licorne.edel.univ- poitiers.fr/document.php?id=3340> [ult. cons. 01/10/2011].

78

bruscamente d’interrompersi. Dalla narrazione, infatti, si evincono

momenti di oblio, ai quali Marilia Marchetti, in particolare, attribuisce

la definizione di « signes d’un manque et d’un trou profond ».

34

L’esempio più evidente è rintracciabile sempre nella prima biforcazione

del’opera, dove l’autore offre un’altra immagine significativa: ad un

certo punto, infatti, egli si trova di fronte ad una scala a chiocciola che

non riesce a scendere:

je m’arrête en haut de l’escalier. Je me penche sur

l’obscurité de la cage d’escalier: au dessous de moi un

demi-siècle, obscur .

35

E poiché la sua scrittura si ferma fra l’oblio e l’abbandono, egli decide di

rinunciare a ritrovare se stesso.

J’accepte la leçon. Je ne recommencerai pas l’expérience, en

arrivant sur le palier du premier étage. Je risquerais d’y

rester indéfiniment arrêté .

36

Concludendo, si potrebbe affermare che, attraverso quest’opera,

l’autore si accanisce in una “lotta” persa in partenza con la sua

Mémoire et image: sur Jacques Roubaud,

M. Marchetti, op. cit., p. 66.

34 La Boucle,

J. Roubaud, op. cit., p. 375.

35 Ivi, p. 377.

36 79

memoria, « tout en laissant le texte en l’état, avec ses énigmes et ses

déchirures, comme un texte à jamais prématuré ».

37

Ma proprio nell’immagine risiede l’enigma;

une image qui se dégage comme un objet autonome de la

mémoire .

38

La stessa immagine che, da un lato, viene invocata dalle « mots de la

description », e dall’altro, subisce quel potere “distruttore” che le stesse

parole scatenano.

Ce sont surtout les mots de la description qui produisent

destruction,

cette qui en viennent à substituer à elle une

autre image, une image née, elle, des mots. Ce sont les mots

qui la rendent irrémédiablement ce qu’elle devient: un

souvenir devenu extérieur .

39

La Boucle : du côté de Zazetski, “La

N. Barberger, Licorne”, op. cit., [ult. cons. 01/10/2011].

37 Mémoire et image: sur Jacques Roubaud,

M. Marchetti, op. cit., p. 49.

38 La Boucle,

J. Roubaud, op. cit., p. 19.

39 80

Conclusioni

La presente tesi vuole essere una breve premessa per lo studio della

poetica di una delle voci più interessanti del panorama letterario

contemporaneo: Jacques Roubaud.

Projet,

Il che lo stesso autore definisce “prosa della memoria”, è senza

dubbio una delle sue opere più famose e presenta una struttura tanto

vasta quanto complessa.

L’obiettivo di questo lavoro è di mettere in luce gli aspetti più salienti

del rapporto che Roubaud intrattiene con la sua memoria e che

caratterizza la narrazione dell’intera prosa.

Attraverso una serie di ricerche, sono state individuate innanzitutto le

peculiarità più evidenti della sua scrittura che si sono rivelate

Projet.

fondamentali nell’analisi del secondo volume del

Si è cercato, inoltre, di spiegare in che modo il lutto interiore

dell’autore, dovuto alla perdita della moglie, abbia esercitato la sua

influenza nella composizione dell’opera. La

Lo svolgimento della ricerca si focalizza, in particolare, sull’opera

Boucle images-souvenir

e rivolge la sua attenzione al ruolo delle che,

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dadaspa

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in lingue straniere per la comunicazione internazionale
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dadaspa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Marchetti Marilia.

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