Università degli Studi di Napoli Federico II
Scuola Politecnica e delle Scienze di Base
Dipartimento di Ingegneria Industriale
Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica
Classe di laurea L 09
Elaborato di laurea in
QUALITA’ DELL’ARIA
IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE:
E RISPARMIO ENERGETICO
Relatore: Candidato:
Ch.mo Prof. Ing. Nicola Bianco Leonardo Massaro
N47004582
ANNO ACCADEMICO 2019/2020
Indice
Introduzione ................................................................................................................................ 4
CAPITOLO 1 .............................................................................................................................. 5
Qualità dell’aria negli ambienti indoor ........................................................................................ 5
1.1 Introduzione al problema ...................................................................................................... 5
1.2 Il benessere termoigrometrico ............................................................................................... 5
1.2.1 I sei parametri del benessere termoigrometrico................................................................. 6
1.2.2 Indice di valutazione globale del comfort ........................................................................ 9
1.3 Il discomfort locale ............................................................................................................ 11
1.4 Ottimizzazione dell’IAQ (Indoor Air Quality)...................................................................... 13
CAPITOLO 2 ............................................................................................................................ 15
Gli impianti di climatizzazione .................................................................................................. 15
2.1 Descrizione degli impianti e tipologia.................................................................................. 15
2.2 Impianti a sola aria ............................................................................................................. 17
2.3 Impianti misti aria-acqua .................................................................................................... 19
2.4 Impianti a sola acqua .......................................................................................................... 20
2.5 Impianti ad espansione diretta ............................................................................................. 21
2.5.1 Impianti VRF (variable refrigerant flow) ....................................................................... 21
CAPITOLO 3 ............................................................................................................................ 23
Strategia migliorativa per i sistemi di climatizzazione basata sul tasso di occupazione R .......... 23
3.1 Tasso di occupazione R ...................................................................................................... 24
3.2 Qualità dell’ambiente interno (IEQ) .................................................................................... 26
3.3 Metodi di movimentazione della temperatura dell’aria interna e dell’umidità ......................... 26
3.4 Applicazione in un ufficio................................................................................................... 28
3.4.1. Edificio ed occupazione............................................................................................... 28
3.4.2. Sistema di aria condizionata con la nuova strategia migliorativa..................................... 29
3.5 Risultati del test ................................................................................................................. 32
3.5.1 Indice IEQ................................................................................................................... 32
3.5.2. Capacità di raffreddamento e bilancio termico .............................................................. 33
3.5.3. Efficienza energetica ................................................................................................... 35
3.6. Confronto con la modalità operativa convenzionale ............................................................. 37
3.6.1. Modalità di funzionamento convenzionale .................................................................... 37
3.6.2. Ambiente interno ........................................................................................................ 38
3.6.3. Efficienza energetica del sistema di climatizzazione ...................................................... 39
Conclusioni ................................................................................................................................ 43
2
Bibliografia................................................................................................................................ 44
Elenco delle figure ..................................................................................................................... 45
Elenco delle tabelle .................................................................................................................... 46
3
Introduzione
Nella società odierna le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo in ambienti
chiusi, quindi un corretto studio e dimensionamento degli impianti di climatizzazione ricopre
un ruolo di primaria importanza per garantire condizioni di benessere termoigrometrico
ottimali. Pertanto, è opportuno porre la massima attenzione in fase di progettazione su due
aspetti fondamentali legati agli impianti di climatizzazione, ovvero il consumo energetico ed
della qualità dell’aria.
il rispetto, negli ambienti indoor,
mantenere all’interno degli ambienti chiusi
È indispensabile, dunque, le migliori condizioni di
dell’uomo, dato che l’esposizione
comfort possibili per tutelare la salute agli agenti inquinanti
dell’aria rappresenta un rischio per il benessere e la salute degli occupanti e degli ecosistemi.
Da ormai diversi anni vari studi hanno constatato la necessità di creare espedienti al fine di
favorire il risparmio energetico anche mediante agevolazioni e incentivi fiscali in molti Stati
perché il consumo smisurato di energia porta danni non solo da un punto di vista economico,
ma soprattutto ambientale.
L’emissione eccessiva di sostanze inquinanti sta deteriorando l’ambiente in cui viviamo e ne
all’interno delle nostre case e negli
sta modificando il clima; inoltre, i consumi energetici
L’ENEA l’Efficienza
uffici di lavoro sono decisamente elevati. (Agenzia Nazionale per
Energetica) stima che circa un terzo del fabbisogno energetico nazionale è rappresentato dai
consumi dell’edilizia residenziale e che le nostre abitazioni producono attraverso gli impianti
di riscaldamento e condizionamento circa il 25% delle emissioni di anidride carbonica in
Italia. verrà posta l’attenzione sul benessere termoigrometrico negli ambienti
In tale elaborato
indoor, reso possibile mediante l’utilizzo di impianti di climatizzazione; verranno poi descritte
le principali tipologie di impianti in uso ed infine verrà proposta una strategia migliorativa per
un sistema di condizionamento che comporti un risparmio energetico pur garantendo
condizioni dell’ambiente interno adeguate. 4
CAPITOLO 1
Qualità dell’aria negli ambienti indoor
1.1 Introduzione al problema
Vista la situazione di massima emergenza di natura pandemica, dovuta alla diffusione del
virus SARS-CoV-2, gli aspetti connessi alla qualità dell'aria negli ambienti interni e le
conseguenti implicazioni di carattere sanitario, tecnologico ed economico che inevitabilmente
ne scaturiscono, sono diventati ancor di più oggetto di studio da parte dei settori tecnico-
scientifici.
Le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo a casa ed il resto del tempo al lavoro,
a scuola, nei ristoranti o in viaggio su mezzi di trasporto pubblici o privati, trovandosi quindi
per circa il 90% o più del loro tempo al chiuso. Nella maggior parte degli edifici, l'ambiente
L’aria all'interno
interno a cui le persone sono esposte può causare effetti negativi sulla salute.
di tali ambienti non è sempre di qualità accettabile, al contrario, essa può contenere sostanze
inquinanti che sono causa di sensazioni di malessere per l'uomo e veicolo idoneo al trasporto
di agenti patogeni potenzialmente pericolosi. Oltre alla diffusione del virus sopracitato, vi
sono diversi fattori, di natura chimica, fisica e biologica, che minacciano di compromettere la
qualità dell’aria negli ambienti interni e possono risultare più o meno pericolosi a seconda
della loro concentrazione e tipologia. Tra i rischi ad essi correlati, molte malattie croniche
quali, ad esempio, asma, allergie e problemi respiratori, che sono fortemente influenzati dalla
dell’aria presente negli ambienti chiusi che frequentiamo abitualmente.
qualità
1.2 Il benessere termoigrometrico
Il comfort termoigrometrico rappresenta la condizione di soddisfacimento che un individuo
Una persona si trova in un’ambiente climaticamente
prova nei riguardi del microclima. L’American Society of Heating,
adeguato quando non sente caldo e non sente freddo.
Refrigerating and Air Conditioning Engineers (ASHRAE,1989) nello standard 62 definì la
qualità dell’aria interna accettabile quando “non siano riscontrabili sostanze inquinanti in
5
concentrazioni pericolose ed in cui la grande maggioranza, 80% o più delle persone presenti,
nelle condizioni di soddisfazione”. L’equilibrio termico del corpo umano dipende dal
si trovi
calore prodotto (funzione del metabolismo) e dal calore scambiato per irraggiamento,
convezione, conduzione ed evaporazione con l’ambiente. L’equazione del bilancio termico
del corpo umano, soggetto ad una prolungata esposizione in un ambiente termicamente
stazionario, è rappresentata dalla seguente equazione, –
M = ± S ± L ± C ± K ± R ± W E 2
dove: M = potenza termica prodotta dal metabolismo (W/m ); S = potenza termica
2
accumulata o ceduta dal corpo (W/m ); L = lavoro meccanico scambiato dal corpo con
2 2
l'esterno (W/m ); C = potenza termica scambiata per convezione (W/m ); K = potenza termica
2 2
scambiata per conduzione (W/m ); R = potenza termica scambiata per irraggiamento (W/m );
2
W = potenza termica scambiata attraverso la respirazione (W/m ); E = potenza termica
2
scambiata per evaporazione e traspirazione (W/m ).
1.2.1 I sei parametri del benessere termoigrometrico
L’equilibrio termico dell’organismo umano è indispensabile, ma non è sufficiente per il
raggiungimento della condizione di benessere termoigrometrico che l’esperto P.O. Fanger
[Fanger,1970] studiò, arrivando alla conclusione che esso dipende d a sei parametri dei quali
legati al comportamento dell’individuo nell’ambiente (parametri soggettivi) e
due sono
quattro dipendono dalle condizioni microclimatiche (parametri ambientali). I parametri
soggettivi sono rappresentati dal metabolismo energetico M e dalla resistenza termica dei
Il metabolismo energetico dipende unicamente dall’attività svolta
vestiti che indossiamo (I cl)
.
dall’individuo dalla quantità di energia potenziale chimica che, prodotta dall’assunzione di
e all’unità di
cibi, si trasforma in energia termica. La potenza metabolica M si riferisce
frequentemente viene misurata tramite l’unità incoerente
2
superficie corporea (W/m ) o più
“met” 2
(1met = 58,2 W/m ). 6
Tabella 1.1 Valori di metabolismo per diverse attività fisiche secondo la norma
UNI EN ISO 7730 del 1997
La resistenza termica dell’abbigliamento dipende dal vestiario che viene indossato, poiché gli
abiti formano una barriera che oppone resistenza agli scambi termici che avvengono per
convezione, conduzione e irraggiamento tra il corpo umano e l’ambiente circostante.
L’unità di misura della resistenza che i capi di vestiario oppongono agli scambi di calore
viene misurata con l’unità incoerente “clo” 2
(1 clo = 0,155 m °C/W). 7
Tabella 1.2 Valori di resistenza termica per diversi tipi di abbigliamento secondo la norma
UNI EN ISO 7730 del 1997
I quattro parametri ambientali sono: la temperatura dell’aria Ta, l’umidità relativa dell’aria
interna Ф, la temperatura media radiante Tmr la velocità dell’aria Va.
e
temperatura dell’aria viene misurata in °C,
In particolare, la rappresenta la temperatura
dell’ambiente attorno alla persona ed è importante ai fini della dispersione di calore per
convezione dall’uomo all’ambiente.
L’umidità relativa dell’aria, invece, si misura in percentuale ed è un parametro che influenza
gli scambi di vapore acqueo tra l’organismo stesso e l’ambiente. Questa è definita dal
rapporto tra il contenuto di vapore acqueo presente nell’aria secca ed il massimo contenuto di
vapore acqueo che questa può contenere (100%).
Quanto alla temperatura media radiante, questa si misura in °C e rappresenta la media delle
temperature delle sei pareti interne di un’ambiente chiuso, costituito da quattro pareti, un
All’interno di un ambiente confinato
pavimento ed un soffitto. il corpo scambia calore per
irraggiamento con le superfici che lo circondano. Quindi la temperatura media radiante
consiste nel semplificare un ambiente radiante complesso riducendolo ad un valore unico di
temperatura. 8
velocità dell’aria si misura
Infine, la in m/s. Questo è un parametro molto importante perché è
strettamente correlato alla qualità dell’aria immessa nell’ambiente confinato e al benessere
termico degli occupanti.
Tabella 1.3 Intervalli di accettabilità dei parametri secondo la norma
UNI EN ISO 7730 del 1997
1.2.2 Indice di valutazione globale del comfort
I parametri che influenzano il comfort termoigrometrico non producono sui diversi individui
le medesime sensazioni, da qui nacque la necessità di sviluppare un metodo empirico che
mettesse in relazione il benessere fisiologico con il funzionamento del corpo umano, al fine di
fornire un indice di valutazione globale del comfort. Lo scienziato danese P.O. Fanger portò
avanti un’indagine sperimentale condotta su 1300 persone per sviluppare lo studio del
comfort termoigrometrico. Egli introdusse un parametro chiamato PVM (Predicted Mean
Vote) in grado di considerare contemporaneamente i quattro parametri ambientali ed i due
soggettivi. Il voto medio previsto rappresenta una funzione matematica che mette in relazione
i sei parametri sovracitati ed esprime il valore medio dei voti di un insieme significativo di
persone su una scala di sensazione termica. Questa sensazione viene misurata tramite una
tabella che indica una scala psicofisica del benessere grazie alla quale siamo in grado di capire
quali sono le sensazioni di una persona, vestita in un determinato modo, che svolge una
9
specifica attività e che si trova in un dato ambiente caratterizzato dalle quattro variabili
ambientali. Tabella 1.4 Scala psicofisica del benessere secondo la norma
UNI EN ISO 7730 del 1997
Analogamente all’indice PMV, introdurre l’indice PPD (Predicted Percentage of
è necessario
Dissatisfied), che sta ad indicare la percentuale di persone insoddisfatte dalle condizioni
climatiche riscontrate.
Figura 1.1 - Voto medio previsto in funzione della percentuale di persone insoddisfatte 10
1.3 Il discomfort locale
I parametri ambientali finora considerati consentono di determinare la condizione di benessere
termoigrometrico provata da un soggetto all’interno di un ambiente. Ciò nonostante, sebbene i
valori medi delle grandezze microclimatiche siano tali da soddisfare le condizioni di
benessere, potrebbe succedere che in alcune zone dell’ambiente tali condizioni non siano
rispettate a causa di disuniformità locali.
Sono in particolare quattro le cause che provocano discomfort locale:
- elevata differenza verticale di temperatura;
- elevata asimmetria della temperatura media radiante;
- pavimento troppo caldo o troppo freddo;
correnti d’aria.
-
L’elevata differenza di temperatura verticale viene misurata considerando la temperatura
all’altezza delle caviglie e all’altezza della testa del soggetto; qualora la differenza di
temperatura tra le due zone del corpo sia elevata, il soggetto proverà una sensazione di
disagio. In particolare, si verifica questa situazione quando la temperatura al livello della testa
risulta superiore alla temperatura avvertita alle caviglie.
Figura 1.2 - Relazione tra la differenza verticale di temperatura e il PPD 11
L’asimmetria della temperatura piana radiante consiste nella differenza tra la temperatura
piana radiante che viene registrata tra due superfici opposte all’interno di un ambiente. Il
soggetto esposto ad una radiazione termica asimmetrica prova una sensazione di disagio
termico, soprattutto se l’asimmetria è dovuta a soffitti caldi piuttosto che pareti fredde.
Figura 1.3 - Percentuale degli insoddisfatti in funzione della temperatura asimmetrica radiante
Il pavimento troppo caldo o troppo freddo provoca, attraverso lo scambio termico che avviene
sulla pianta dei piedi, una disuniformità di temperatura del corpo dell’individuo. Per evitare
sensazioni di disagio dovute ad un’alta o bassa temperatura dei piedi rispetto al resto del
corpo, è necessario che la temperatura del pavimento sia compresa tra i 20°C ed i 30°C.
Figura 1.4 - Relazione tra la temperatura del pavimento e la percentuale di persone insoddisfatte 12
Le correnti d’aria rappresentano una delle cause più frequenti di discomfort locale poiché
possono provocare il raffreddamento indesiderato di alcune parti del corpo. Il rischio di
disagio dovuto alle correnti d&rsq
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