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Il mondo di Nick Adams nei «Quarantanove racconti» di Ernest Hemingway - Tesina Appunti scolastici Premium

La tesina (pp. 14, compilativa) analizza la figura di Nick Adams, protagonista di una delle raccolte più famose di Hemingway: i «Quarantanove racconti». Nel ripercorrere le tappe che hanno portato alla formazione di questo singolare personaggio nella mente dello scrittore, il lavoro affronta anche alcune tematiche a lui care quali l'amore, la misoginia, la violenza e l'omosessualità.

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Materia di Letterature comparate relatore Prof. M. Rizzante

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Il mondo di Nick Adams nei Quarantanove

racconti di Ernest Hemingway

Gli scrittori si forgiano nell’ingiustizia

come si forgiano le spade.

E. H

EMINGWAY

Introduzione

“I primi quattro racconti sono gli ultimi che ho scritto. Gli altri seguono nell’ordine

in cui furono originariamente pubblicati”. Queste sono le prime parole che

Hemingway pone personalmente come prefazione alla sua raccolta intitolata

1

Quarantanove racconti .

La prima edizione dei Quarantanove racconti come raccolta complessiva è datata

14 ottobre 1938. Due o tre anni prima, la raccolta era stata progettata in modo da

comprendere originariamente 44 racconti. Ma in seguito, qualche anno più tardi, lo

scrittore decise di includere anche quattro racconti che aveva pubblicato da ultimo,

isolatamente, e una testimonianza – Su nel Michigan – del suo primo libretto del

1923.

Non pochi lettori e critici apprezzabili ritengono “migliore”, nell’insieme,

l’Hemingway dei racconti a quello dei romanzi, lunghi o brevi. “Se esistesse un

trofeo del fraintendimento – scrive Eraldo Affinati – Hemingway l’avrebbe già vinto

da un pezzo. C’è forse un altro autore così letto, famoso e altrettanto

2

sconosciuto?” . In effetti, molti episodi della vita dello scrittore, facendo risaltare

1 Il presente lavoro prende spunto dalle Lezioni di Letterature comparate di M. R per l’Università di

IZZANTE

Lettere e Filosofia di Trento per l’anno accademico 2012/2013, nonché – salvo dove diversamente segnalato

– dal contributo critico di E. A , I quarantanove racconti di E. Hemingway, Metauro Edizioni, Pesaro

FFINATI

2005, saggio poi confluito nella raccolta a cura di M. R , Scuola del mondo: nove saggi d’autore sul

IZZANTE

romanzo del XX secolo, Quodlibet, Macerata 2012.

2 Cit., p. 12. 1

l’uomo, ne offuscano l’opera. Come quello, famoso, in cui Hemingway regalò 1000

dollari a Ezra Pound, che nel 1956 era ricoverato nel manicomio criminale di Saint

Elisabeth, alla periferia di Washington. “Un vero peccato, perché siamo di fronte a

una prosa di qualità pregiata: uno dei migliori esempi di lirismo oggettivo del

3

ventesimo secolo” .

La genesi della storia di Nick Adams

Il primo libro Hemingway lo pubblicò a soli ventiquattro anni. Si intitolava Three

Stories and Ten Poems, di cui Il mio vecchio costituisce “l’unico racconto scampato

all’incredibile perdita dei manoscritti subita dalla prima moglie Hadley alla Gare du

4

Lyon” . Com’è noto, il testo riscosse un successo, per usare un eufemismo, a dir

poco effimero. Dopo l’uscita, nell’estate del ’23, a Parigi, i critici americani trattarono

i tre racconti e le dieci poesie come se non fossero mai esistiti. Solo il mensile “The

Diable” si accorse della pubblicazione, ma stroncò i racconti e ignorò del tutto le

poesie.

Contemporaneamente, Hemingway pubblicava anche sei bozzetti in prosa per

una piccola rivista letteraria, la “Little Review”. Le miniature furono accolte anche in

quel caso con la stessa indifferenza, ma non sfuggirono però all’acuto senso critico

di E. Wilson, che più tardi seppe valorizzarle a dovere. Quei racconti costituivano

sei dei diciotto capitoli di in our time (Nel nostro tempo, scritto minuscolo), il

secondo libro di Hemingway. Tra i diciotto capitoli che ne costituivano il testo, uno in

particolare era destinato ad avere vasta risonanza futura. Era il settimo, che, senza

titolo (come gli altri), si apriva con la famosa frase: “Nick sedeva contro il muro della

chiesa dove lo avevano trascinato per metterlo a riparo dal fuoco della mitragliatrice

nella strada”. Nick: per i lettori di Hemingway quello era nient’altro che un nome.

Ma qui Hemingway, per la prima volta, presentava un personaggio sul quale

avrebbe continuato a scrivere, a intervalli discontinui, per una buona fetta della sua

vita. Da quella pagina non era dato conoscere praticamente nulla sul suo conto. Si

3 Ibid.

4 Ibid,, p. 17. 2

apprendeva solamente che era stato gravemente ferito alla spina dorsale sul fronte

austro-italiano nel corso della Grande Guerra, e che questa esperienza gli aveva

arrecato un trauma che lo avrebbe perseguitato per tutta la vita, facendogli deporre

per sempre il suo spirito patriottico.

Fu da allora che ebbe inizio una saga che, se pure non può essere definita

romanzo nel senso stretto del termine, presenta certamente con questa struttura

narrativa più di un aspetto di affinità. Nella raccolta finale erano confluiti anche altri

quattrodici racconti che, pubblicati per la prima volta insieme nel 1927,

rispondevano al titolo generale di Men without women (Uomini senza donne); gli

ultimi quattordici del volume li fornì la raccolta dell’ottobre 1933, Winner Take

Nothing (Chi vince non prende niente). Con due o tre eccezioni, l’insieme si

presenta con un’organicità tematica ed espressiva quale è rarissimo trovare in

raccolte analoghe, tanto più se la differenza tra i periodi di lavoro risale a stagioni

giovanili come quelle del primo Hemingway. “C’è in questo libro una sorta di

Decamerone novecentesco, pieno di sensi realistici, tutto vivo nella fantasia e nella

lingua, risoluto nel qualificare fino in fondo quelle proprie novità di stile a cui molti

giovani dovettero e qualche volta liberamente seppero far eco nei loro racconti, nei

5

loro romanzi” .

Hemingway avrebbe continuato ad approfondire la figura del giovane soldato con

sempre nuove storie, che alla fine sarebbero andate a formare i Quarantanove

racconti. Tuttavia, i racconti che riguardano Nick sono spesso apparsi in varie

raccolte con una disposizione che non seguiva il filo logico e cronologico delle

vicende, alterandone e attenuandone la potenza narrativa. Basta pensare a

Grande fiume dai due cuori, uno dei racconti più noti di Hemingway: “Collocato alla

fine della prima raccolta, in our time, mise in imbarazzo molti lettori. Collocato dove

gli spetta per cronologia, dopo i racconti della Prima Guerra Mondiale e le sue

tensioni represse, l’impressione che Nick stia esorcizzando un’angoscia senza

nome diviene perfettamente comprensibile. Ma Come non sarai mai, che precede il

Grande fiume dai due cuori, e nell’ordine lo spiega, fu pubblicato otto anni e diversi

6

libri dopo” .

5 G. F , Introduzione a E. Hemingway, I quarantanove racconti, Einaudi, Milano 1969, p. 34.

ERRATA

6 P. Y in Prefazione a E. Hemingway, I racconti di Nick Adams, Mondadori, Milano 1972, p. 3.

OUNG 3

Sistemati cronologicamente, i diversi momenti della vita di Nick Adams

costituiscono la storia indimenticabile di un personaggio che da bambino diventa

adolescente, poi soldato, reduce e infine scrittore e padre. È evidente che è una

sequenza strettamente parallela agli avvenimenti della vita stessa di Hemingway.

Da questa prospettiva, Nick Adams, che “più d’uno si rifiutò di accettare come

personaggio dotato di una propria forza”, risulta come “il primo di una lunga serie di

personaggi romanzeschi autobiografici di Hemingway. Versioni successive, da Jake

Barnes a Frederic Henry fino a Richard Cantwell e a Thomas Hudson, che erano

destinate ad avere tutte dietro di sé qualcosa della storia di Nick e, di conseguenza,

7

una parte di quella di Hemingway” .

Nick spettatore 8

Campo indiano, “formidabile groviglio di alter-ego” , scritto a Parigi nella

primavera del 1924 e originariamente pubblicato col generico titolo di Work in

progress (Lavoro in corso) nel primo numero della “Transatlantic review”, narra la

storia di un medico che, in presenza del fratello George e del proprio figlio, aveva

dovuto aiutare un’indiana a partorire con un rudimentale coltellino e del filo da

pesca per cucire la ferita. Dopo l’operazione, peraltro riuscita felicemente, il medico

si rivolge al marito della donna, che si riparava dalle urla di dolore di lei sotto una

coperta sul piano superiore del letto a castello, e apprende che questi si è tagliato

la gola, forse oppresso da un intollerabile senso di colpa.

La trama sembra scontata. Se si legge con attenzione la storia, però, né gli indiani

né il medico erano i veri protagonisti del racconto. «È sempre così dura per le

donne avere bambini?» Chiede Nick alla fine del racconto. «No», risponde il padre.

«Quello era un caso veramente eccezionale». “Ciò che conta veramente sono le

reazioni del bambino di fronte al duplice mistero della vita che per sorgere richiede

la morte di chi lo mette al mondo”, spiega Vincenzo Mantovani nella sua

introduzione ai racconti di Nick. “Di conseguenza, il vero protagonista del racconto

7 Ibid., pp. 3-4.

8 E. A , cit., p. 21.

FFINATI 4

9

era Nick” . Durante il taglio cesareo distoglie gli occhi, ma vede il suicida prima che

lo zio lo trascini via. Nick si configura in questo racconto come un semplice

spettatore.

Nei primi racconti hemingwayani colpisce l’economia dei mezzi espressivi.

10

“L’esilità tematica dei primi brani non potrebbe essere maggiore” . In Fuori

stagione, racconto autobiografico ambientato a Cortina, una giovane coppia di

sposi americana è accompagnata da Peduzzi, un alcolizzato che fa loro da guida.

Ma l’uomo dimentica il piombo per l’esca e li rimanda all’indomani, con scarse

speranze che l’appuntamento possa avere luogo.

L’intreccio è questo. Eppure, “siamo di fronte a una plausibile risposta al

11

cosiddetto romanzo internazionale di Henry James” . In questo racconto, si

esplicita in modo esemplare il principio d’omissione, secondo cui in letteratura

conta molto di più il non detto, i concetti e le parole celate e che il lettore deve

intuire da sé, che non le parole stampate. In Fuori stagione non vengono espressi i

dissidi che minano la relazione della coppia, ma si intuiscono molto bene; così

l’insofferenza del protagonista per l’astuto sensale e l’indolenza di Peduzzi.

“L’importante è quel che non si vede. Se uno scrittore omette qualcosa perché ne è

12

all’oscuro, allora le lacune si noteranno” .

La violenza nel mondo di Nick

Il carattere di Nick si chiarisce e si sviluppa nei racconti-capitoli che seguono a

Campo indiano. Il racconto subito successivo della raccolta, Il dottore e la moglie

del dottore, parla fondamentalmente dell’ingratitudine delle persone, partendo

dall’ingratitudine degli indiani nei confronti del padre di Nick: per Vincenzo

Mantovani si tratta di “un episodio di disonestà e di impotente umiliazione, sull’orlo

13

di un omicidio o forse di un suicidio” .

9 V. M in Introduzione a Id., p. VII.

ANTOVANI

10 E. A , cit., pp. 14 s.

FFINATI

11 Ibid. p. 15.

12 Ibid. p. 16.

13 V. M in Introduzione a E. Hemingway, I racconti di Nick Adams, cit., p. VIII.

ANTOVANI 5

Il racconto descrive i primi contatti di Nick con cose che, pur non essendo violente

di per sé, complicano notevolmente la sua vita inducendolo, come suggerisce

14

Young, a una “profonda perplessità” . Un paio di indiani stanno per mettersi a

segare un tronco per il medico, proprietario della tenuta. Uno di loro accusa

improvvisamente il dottore che quello sia in realtà legno rubato. Ne nasce un

diverbio, nel corso del quale la moglie del medico, invece di difendere il marito, lo

invita a considerare le ragioni dell’avversario. In disparte, ancora con

l’atteggiamento dello spettatore passivo, se ne sta Nick. Il padre allora, ancora più

adirato, invita il figlio a seguirlo nel bosco per osservare gli scoiattoli.

Nel racconto Hemingway introduce così altri due temi che gli sono molto cari e tra

loro strettamente collegati: il ripudio della donna (“che si continua a identificare con

la madre, voce incorporea in una stanza buia”) e l’appassionata solidarietà

maschile (“in un rapporto padre-figlio che, se siamo davvero alla vigilia di un

suicidio, va già inevitabilmente assumendo l’aspetto paritario di un rapporto tra

15

compagni” ).

Gli stessi temi si ritrovano anche in Dieci indiani, scritto nel 1925. Qui la misoginia

di Nick si accentua esponenzialmente, di fronte alla presunta infedeltà di Prudence

Mitchell, la sua ragazza indiana. Il tradimento della ragazza apre una cicatrice che

non si rimarginerà mai del tutto nel cuore del protagonista, spingendolo a rendere

ancora più stretto il sodalizio con i compagni dello stesso sesso e insieme

agevolandogli il distacco dal mondo dell’infanzia e degli affetti famigliari.

Dopo questa dolorosa esperienza, l’eroe hemingwayano si mette a girare il

mondo, allontanando il dolore con nuove esperienze, da solo o con qualche amico

fedele. In questo modo viene in contatto con il male in tutte le sue molteplici

manifestazioni: l’alcolismo, la fornicazione, l’adulterio, l’omicidio, la violenza, la

prostituzione, la pazzia e l’omosessualità maschile, che per Hemingway

rappresenta il male peggiore.

Queste esperienze tuttavia non abitueranno mai Nick alla violenza, che rimane

per lui qualcosa di intollerabile. I sicari sono senz’altro uno dei più conosciuti fra i

Quarantanove racconti di Hemingway, nonché uno di quelli più frequentemente

14 P. Y in Prefazione a id., p. 4.

OUNG

15 V. M in Introduzione a Id., p. VIII.

ANTOVANI 6


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DESCRIZIONE TESI

La tesina (pp. 14, compilativa) analizza la figura di Nick Adams, protagonista di una delle raccolte più famose di Hemingway: i «Quarantanove racconti». Nel ripercorrere le tappe che hanno portato alla formazione di questo singolare personaggio nella mente dello scrittore, il lavoro affronta anche alcune tematiche a lui care quali l'amore, la misoginia, la violenza e l'omosessualità.

Di seguito si può leggere una breve Introduzione:
"«I primi quattro racconti sono gli ultimi che ho scritto. Gli altri seguono nell’ordine in cui furono originariamente pubblicati». Queste sono le prime parole che Hemingway pone personalmente come prefazione alla sua raccolta intitolata Quarantanove racconti .
La prima edizione dei Quarantanove racconti come raccolta complessiva è datata 14 ottobre 1938. Due o tre anni prima, la raccolta era stata progettata in modo da comprendere originariamente 44 racconti. Ma in seguito, qualche anno più tardi, lo scrittore decise di includere anche quattro racconti che aveva pubblicato da ultimo, isolatamente, e una testimonianza – Su nel Michigan – del suo primo libretto del 1923.
Non pochi lettori e critici apprezzabili ritengono «migliore», nell’insieme, l’Hemingway dei racconti a quello dei romanzi, lunghi o brevi. «Se esistesse un trofeo del fraintendimento – scrive Eraldo Affinati – Hemingway l’avrebbe già vinto da un pezzo. C’è forse un altro autore così letto, famoso e altrettanto sconosciuto?». In effetti, molti episodi della vita dello scrittore, facendo risaltare l’uomo, ne offuscano l’opera. Come quello, famoso, in cui Hemingway regalò 1000 dollari a Ezra Pound, che nel 1956 era ricoverato nel manicomio criminale di Saint Elisabeth, alla periferia di Washington. «Un vero peccato, perché siamo di fronte a una prosa di qualità pregiata: uno dei migliori esempi di lirismo oggettivo del ventesimo secolo»”.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in filologia e critica letteraria
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SolidSnake86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Rizzante Massimo.

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