Green Mobility e Sostenibilita’
nel Settore Automotive:
un’Analisi delle Percezioni e
delle Scelte dei Consumatori
Laureanda Relatore
Rita Serpico Luca Alteri
Green Mobility e Sostenibilita’ nel Settore
Automotive: un’Analisi delle Percezioni e
delle Scelte dei Consumatori
Facoltà di Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione
Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale
Corso di laurea in Comunicazione Pubblica e d’Impresa
Rita Serpico
Matricola 2023402
Relatore
Luca Alteri A.A. 2023-2024
INDICE
.................................................................................................................... 1
INTRODUZIONE ............................................................................................ 3
ACRONIMI (CAPITOLO UNO)
..................................................................................................................... 5
CAPITOLO UNO ...................................................................... 5
1.1 I
L CONCETTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE ............................................. 19
1.2 G M E
REEN OBILITY E POLITICHE AMBIENTALI UROPEE ............................................ 27
1.2.1 Il Green Deal Europeo e il pacchetto “Pronti per il 55%”
......................................................................................................... 33
1.2.2 La Direttiva AFIR ............. 37
1.3 I P N I ’E C I
L IANO AZIONALE NTEGRATO PER L NERGIA E IL LIMA TALIANO
........................................... 40
1.4 P N R R (PNRR)
IANO AZIONALE DI IPRESA E ESILIENZA
................................................................................................ 44
1.5 E A 2024
COBONUS UTO ........................................................................................... 45
ACRONIMI (CAPITOLO DUE)
.................................................................................................................... 46
CAPITOLO DUE
2.1 C :
AMBIAMENTI NELLA PRODUZIONE VERSO VEICOLI A BASSO IMPATTO
.............................................................................................................................. 46
AMBIENTALE .................................................................. 55
2.1.1 Il problema dello smaltimento delle batterie .................................................................. 64
2.2 I E C
L CONCETTO DI CONOMIA IRCOLARE ....................................................... 68
2.2.1 Come può essere applicata al settore automotive
2.3 S A :
OSTENIBILITÀ NELLE STRATEGIE AZIENDALI DEL SETTORE UTOMOTIVE LA
.................................................................................................. 75
C ’I
OMUNICAZIONE D MPRESA ................................................................. 82
2.3.1 Sfide nel Marketing delle Automobili Green . 86
2.4 L D
E ISUGUAGLIANZE LEGATE ALLA TRANSIZIONE VERSO LA MOBILITÀ SOSTENIBILE
.............. 93
2.5 I I
MPATTO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE SU ECONOMIA E LAVORO IN TALIA
.................................................................................................................... 98
CAPITOLO TRE ......................................................... 98
3.1 O ’
BIETTIVI E METODOLOGIA DELL INTERVISTA
.......................................................................................... 100
3.2 R R
ISULTATI E IFLESSIONI
................................................................................................................... 114
CONCLUSIONI .................................. 114
4.1 O ’A
PPORTUNITÀ E PROSPETTIVE FUTURE DELL UTOMOTIVE
...................................................................................................... 122
4.2 I ’AI
L RUOLO DELL
................................................................................................................... 129
BIBLIOGRAFIA INTRODUZIONE
Sin da quando ero bambina, ho sempre nutrito un profondo interesse per il
complesso e articolato settore dell’automotive. Fin dalla prima
progettazione realizzata in Germania dall’ingegnere Karl Benz e da sua
moglie Bertha Benz, l’automobile ha rapidamente acquisito un ruolo
centrale nella quotidianità di ciascuno di noi. Oltre alla sua funzione
utilitaristica legata agli spostamenti, nel tempo l'automobile è divenuta
anche un simbolo di status sociale per chiunque la possedesse. Con il
passare degli anni, tuttavia, sono emerse le criticità legate all’impatto
ambientale delle vetture, in particolare a causa delle emissioni inquinanti e
dannose per la salute umana. Oggi, grazie a numerosi studi e ricerche, il
concetto di sostenibilità ha assunto un’importanza rilevante anche nel
settore automotive, spingendo verso soluzioni più rispettose dell’ambiente
e della salute pubblica.
Nel primo capitolo ho scelto di iniziare introducendo il concetto di sviluppo
sostenibile in tutte le sue dimensioni, approfondendo l’origine del termine
“sostenibilità”, la sua evoluzione nel tempo e il ruolo cruciale che esso
riveste oggi in relazione alle problematiche ambientali, economiche e
sociali. Verranno inoltre esaminate le principali iniziative e i progetti
promossi a livello Europeo per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree
urbane. L'ultima parte del capitolo sarà dedicata ad un’analisi della
situazione politica italiana, evidenziando la posizione del Paese rispetto agli
obiettivi imposti dall'UE, gli incentivi promossi dal governo e le prospettive
future in questo ambito. 1
Nel secondo capitolo entriamo nel cuore di un argomento complesso:
saranno illustrate le diverse tipologie di veicoli alternativi a quelli
tradizionali, con i relativi vantaggi e svantaggi. Snoderemo un tema
ampiamente dibattuto a livello internazionale, ossia la questione dello
smaltimento delle batterie elettriche; esploreremo, quindi, i vari metodi di
riciclo di queste ultime (grazie all'economia circolare) e altre soluzioni
correlate. Infine, meritano particolare attenzione le disuguaglianze che
possono emergere dalla transizione verso una mobilità sostenibile (con vari
esempi pratici illustrati), così come le diverse strategie sostenibili adottate
dalle aziende, dalla comunicazione al green marketing. Concluderemo
analizzando un tema attuale sia in Italia che, più in generale, in Europa:
l’impatto della mobilità sostenibile sull'economia e sul mercato del lavoro.
Nel terzo ed ultimo capitolo, verranno presentati i risultati del questionario
sperimentale somministrato a un campione di 130 intervistati, con le
relative riflessioni. La domanda di ricerca che ha guidato l’indagine è stata:
'Quali sono i principali fattori che influenzano la percezione e la decisione di
acquisto dei consumatori riguardo alle auto elettriche rispetto ai veicoli
tradizionali?'
I dati raccolti sono stati analizzati suddividendo le tematiche in quattro
macro-aree principali: (1) conoscenza e consapevolezza, (2) percezioni e
atteggiamenti nei confronti delle auto elettriche, (3) i fattori decisionali che
possono influenzare o limitare l'acquisto di veicoli elettrici, e (4) le
considerazioni future espresse dagli intervistati. Inoltre, sono state incluse
domande relative al profilo demografico dei consumatori, al fine di
comprendere in che misura le caratteristiche individuali possano aver
2
inciso sulle risposte fornite. Questi risultati forniranno una panoramica
delle principali percezioni e priorità dei consumatori riguardo alla mobilità
elettrica, nonché degli ostacoli e delle opportunità percepiti, contribuendo
così a delineare possibili indirizzi per la promozione di una mobilità più
sostenibile.
Infine, nelle conclusioni, ho ritenuto opportuno dedicare uno spazio alle
prospettive future, concentrandomi sulle potenzialità di ricerca scientifica e
sviluppo tecnologico che contribuiranno alla creazione di nuovi modelli di
sistemi di trasporto, all’evoluzione delle infrastrutture e all’orientamento
delle politiche future. Inoltre, l'impiego dell'intelligenza artificiale nel
settore automobilistico ha meritato una discussione approfondita,
considerando il suo crescente ruolo nell’innovazione dei veicoli e nella
trasformazione dell’intero panorama dell’automotive.
ACRONIMI (CAPITOLO UNO)
UNCED= United Nations Conference on Environment and Development
WSSD= World Summit on Sustainable Development
TCEE= Trattato che istituisce la Comunità economica europea
TUE= Trattato sull'Unione europea
TCE= Trattato che istituisce la Comunità europea
TFUE= Trattato sul funzionamento dell’Unione europea 3
SDG = Sustainable Development Goals
S
WBCSD= World Business Council for Sustainable Development
UE= Unione Europea
AFIR= Alternative Fuels Infrastructure Regulation
TEN-T= Trans-European Transport Network
PNIEC= Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima
MASE= Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
MIT= Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
GSE= Gestore dei servizi energetici
RSE= Ricerca sul Sistema Energetico
PNRR= Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
DPCM= Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4
CAPITOLO UNO
1.1 Il concetto di sviluppo sostenibile
“The more clearly we can focus our attention on the wonders and realities
of the universe about us, the less taste we shall have for destruction of our
race” Rachel Carson , Aprile 1952
1
Il concetto di sviluppo sostenibile sintetizza un problema di grande
complessità su come rendere compatibili le esigenze dell’economia con
quelle dell’ambiente. Non possiede una definizione precisa e definita, bensì
si presenta come un concetto dinamico, aperto e applicabile a diversi
contesti che vedremo in seguito.
Da un punto di vista etimologico il termine “sostenibilità” proviene dal
verbo latino sustineo (sub-teneo), il quale significa “reggere, tenere su, non
lasciar cadere […] far sì che una certa cosa duri o sussista”, ma anche
“addossarsi, portare con sé, farsi carico, assumere su di sé l’impegno” .
2
1 Biologa e Zoologa statunitense, fu una delle prime ad intuire i pericoli associati
all’impatto dell’uomo sull’ambiente, in un epoca in cui ancora non se ne parlava.
“Significati idee e politiche di sostenibilità”, Zupi Marco, 2014/01/01:
2
(https://www.researchgate.net/publication/270900998_Significati_idee_e_politich
e_di_sostenibilita), pp. 1 5
Prima di addentrarci nel profilo giuridico internazionale e nella dimensione
interdisciplinare propria dello sviluppo sostenibile, è doveroso fare un
breve excursus sulle teorie dello sviluppo economico che hanno portato nel
tempo alla nascita di un sentimento di maggiore consapevolezza verso la
sostenibilità.
A partire dagli anni Sessanta in poi, l’aumento dell’inquinamento
ambientale divenne un problema sempre più diffuso, con la conseguenza
che in alcune società industrializzate divenne sempre più necessaria la
realizzazione di una nuova dottrina ambientalista. Alcuni importanti
economisti iniziarono a occuparsi degli effetti delle attività economiche
dell’uomo sull’ambiente; fondarono così un nome in grado di incarnare la
nuova disciplina: environmental economics ovvero economia dell’ambiente. Le
economie più sviluppate (come Stati Uniti e Gran Bretagna) si trovarono
improvvisamente a dover fare i conti con una crescita economica che, oltre
a portare numerosi vantaggi, aveva trascinato con sé altrettanti danni che si
presentavano irrimediabili o costosi da riparare.
Sebbene la corrente di pensiero economista dominante anche dopo il 1970
continuasse a sostenere che la crescita economica potesse essere sostenuta
senza limiti, è proprio a partire dagli anni Settanta che si consolidano d’altra
parte le prime teorie economiche ambientali.
Timothy O’ Riordan e R. Kerry Turner (1983) distinguono due macro classi
di ideologie ambientaliste:
1. La prospettiva tecnocentrica, caratterizzata da regolamentazione,
gestione e uso razionale delle risorse, rappresenta l’approccio
predominante nella relazione con l’ambiente. Alla base di questa
6
posizione risiede una fiducia nel progresso tecnologico e nella
possibilità pressoché infinita di sostituzione di risorse scarse.
2. La prospettiva ecocentrica, al contrario, si differenzia per un
approccio che preferisce la visione olistica di una natura sacra e
svincolata dall’uomo.
Di conseguenza i due autori identificano quattro visioni strettamente
connesse alle due prospettive esaminate:
1. La visione cornucopiana estrema – o dell’abbondanza – è a favore dello
sfruttamento delle risorse ed orientata alla crescita in termini di
valore materiale; le risorse, una volta esaurite, possono essere
sostituite lasciando il mercato e l’economia senza alcun vincolo.
2. La visione accomodante è a favore di una gestione più razionale delle
risorse e ritiene fondamentale seguire alcune regole di gestione delle
risorse stesse che rispettino una crescita razionale e quindi
sostenibile (ad esempio l’uso di risorse rinnovabili).
3. La visione comunitarista promuove la preservazione delle risorse e di
un sistema socio-economico sostenibile: la natura non ha un valore
d’uso e di trasformazione, che è quello attribuito dall’uomo, ma
possiede un valore intrinseco indipendente dall’impiego umano.
4. La visione deep ecology è estremamente preservazionista a favore
della natura e di un sistema economico che si basa su un utilizzo
minimo delle risorse. Per tutelare tali principi, il primo cambiamento
deve essere di natura ideologica, inteso come apprezzamento della
qualità della vita piuttosto che come promozione di un alto tenore di
stile di vita. (Fig. 1) 7
Fig. 1 Elaborazione propria: "Ideologie Ambientaliste"
Nei primi anni Settanta si assiste all’internazionalizzazione di un dibattito
che va progressivamente a focalizzarsi intorno al tema delle relazioni tra
ambiente e sviluppo. Si inizia a delineare un nuovo approccio di gestione
delle risorse, fondato sulla ricerca e sullo sviluppo di tecnologie innovative
volte a potenziare la conservazione delle risorse e a migliorare l’efficienza
energetica. 8
Il punto di partenza della presa di coscienza della nuova situazione si può
simbolicamente far risalire alla pubblicazione del libro “The limits to
Growth” (1972) a cura del Club di Roma .
3
Il rapporto dimostrava empiricamente l’esistenza del limite dovuto alla
presenza di riserve petrolifere in quantità limitata e non incrementabile. Le
previsioni catastrofiche del Club di Roma, tuttavia, non si sono mai
realizzate: il rapporto prevedeva l’esaurimento della maggior parte delle
riserve petrolifere entro il 2000, non considerando l’eventualità di nuove
scoperte. Lo studio ha avuto il merito di aver introdotto il concetto di
“limite” per la prima volta nello sviluppo economico e l’uso delle fonti
energetiche alternative a quelle fossili: soltanto uno sviluppo sostenibile,
rispettoso dei limiti ecologici, avrebbe potuto assicurare una crescita senza
il rischio di esaurimento delle risorse naturali .
4
Nel 1972 la Conferenza di Stoccolma aveva per la prima volta considerato
in maniera critica la relazione tra crescita economica ed ecosistema,
mettendo in luce il problema dello sfruttamento irreversibile delle risorse
non rinnovabili. La Dichiarazione di Stoccolma individua 26 principi sulle
responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente: fra questi uno dei più
importanti è quello di equità intergenerazionale, intesa come diritto di accesso
alle risorse naturali da parte di tutte le comunità umane e di responsabilità
nei confronti delle generazioni future.
3 E’ una associazione non governativa, no-profit, di scienziati, economisti, uomini
e donne d'affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e capi
di Stato di tutti e cinque i continenti. Il Club di Roma intende essere una sorta di
cenacolo di pensatori dediti ad analizzare i cambiamenti della società
contemporanea.
4 Mariagrazia De Castro, “Mobilità sostenibile: approcci, metodi e strumenti di
governance”, 2010, Edizioni Altravista. 9
La consapevolezza di voler operare verso una gestione eco-compatibile del
territorio ha preso maggiore vigore, a livello internazionale, nel corso degli
Anni Ottanta: per la prima volta – nel 1987 – è stato definito dalla
Commissione Brundtland, nell’ambito del rapporto Our Common Future, il
concetto di sviluppo sostenibile come “uno sviluppo che soddisfi i bisogni del
presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di
soddisfare i propri” . Questa prima accezione di sostenibilità ha origine
5
nelle scienze naturali e si fonda sul principio di equilibrio delle tre E:
ecologia, equità ed economia. Tale approccio presuppone la capacità di
sopportazione dell’ambiente, meglio conosciuta come “carrying capacity”,
il quale misura la necessità di utilizzare le risorse naturali del pianeta in
modo da soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere
la possibilità per quelle future, garantendo così un’equità
intergenerazionale.
Successivamente il concetto stesso di sostenibilità è stato ampliato ed ha
acquisito un significato multidimensionale, includendo questioni non
soltanto di tutela ambientale e preservazione delle risorse naturali, quanto
anche di sviluppo economico e progresso sociale.
Il s
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