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FACOLTÀ DI PSICOLOGIA

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN

PSICOLOGIA CLINICA E DELLA RIABILITAZIONE (LM-51)

TESI DI LAUREA

Le 24 personalità di Billy Milligan.

Eziologia, criteri e trattamento del

Disturbo Dissociativo dell’Identità.

LAUREANDA

Greta Falbo ANNO ACCADEMICO 2022-2023 1

INDICE

▪ 05

INTRODUZIONE

▪ Capitolo 1: LA MALATTIA MENTALE

1.1 Le origini della malattia mentale 07

1.2 Le importanti scoperte 10

1.3 Gli alienati e i primi asili 14

1.4 Da Pinel alla gestione morale 17

L’evoluzione dei manicomi e la

1.5 Legge 180 20

1.6 I pregiudizi verso i malati mentali 25

▪ Capitolo 2: I DISTURBI DISSOCIATIVI (DSM-5 TR)

2.1 Introduzione 30

2.2 Disturbi dissociativi 31

2.3 Amnesia dissociativa 42

2.4 Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione 47

2.5 Disturbo dissociativo con altra specificazione e

senza specificazione 50

▪ Capitolo 3: BILLY MILLIGAN

3.1 Chi è William Stanley Milligan 53

3.2 Le persone dentro 56

3.3 Vittima o carnefice? 61

3.4 Ricoveri, processi ed epilogo 64

2

DISTURBO DISSOCIATIVO DELL’IDENTITÀ

▪ Capitolo 4: IL

4.1 Introduzione 67

disturbo dissociativo dell’identità

4.2 Il 70

4.3 Criteri diagnostici (DSM-5 TR) 77

4.4 Comorbilità e diagnosi differenziale (DSM-5 TR) 82

4.5 Trattamento 88

▪ CONCLUSIONI 100

▪ BIBLIOGRAFIA 103

▪ SITOGRAFIA 111

▪ RINGRAZIAMENTI 113

3

A tutti i Billy Milligan sparsi per il mondo.

“Salendo le scale ieri sera

ho incontrato un uomo che non c’era

neanche oggi lui è qua

spero tanto che se ne andrà”

da “Identità” – film del 2003

4

INTRODUZIONE

Questo elaborato approfondisce il disturbo dissociativo

dell’identità (DDI oppure DID, dall’inglese Dissociative Identity Disorder),

una volta noto come “disturbo di personalità multipla”, etichetta che lascia

ben intendere di cosa si tratti, pur traendo in inganno in quanto non

appartenente alla classe diagnostica dei disturbi di personalità.

In questo elaborato verrà affrontato il tema del DID partendo, però,

dal concetto di malattia mentale, dalle sue origini, quando si pensava che

il malato mentale fosse indemoniato e necessitava di riti magici o pozioni

disgustose per esser liberato da questa possessione demoniaca. Si

affronterà l’evoluzione di questa visione fino ai giorni nostri, passando

dalla Legge 180 del 13 maggio 1978, fortemente voluta dallo psichiatra

Franco Basaglia, che ha portato alla chiusura dei manicomi e alla

del trattamento sanitario obbligatorio. L’Italia

regolamentazione fu, così,

il primo paese al mondo a chiudere gli ospedali psichiatrici, definiti dallo

stesso Basaglia come “luoghi di alienazione indotta” (Basaglia, 1964,

1

p.7) . Il termine “alienazione” descrive alla perfezione i trattamenti

riservati a tutte le persone che, fino a qualche secolo fa, venivano messe

perché ritenute “diverse”.

ai margini della società Ma, di fatto, seppur

cambiate, ancora oggi c’è chi emargina

molte cose siano fortunatamente

e discrimina il malato mentale perché lo considera come anormale o

aggressivo, come qualcosa da evitare.

Dopo questa breve premessa, prima di giungere alla definizione e

al trattamento del Disturbo dissociativo dell’identità, è molto importante

distruzione dell’Ospedale Psichiatrico come luogo di

1 BASAGLIA F. La

istituzionalizzazione, Primo Convegno Internazionale di Psichiatria Sociale, Londra,

Agosto 1964, p.7 5

che vengano affrontati tutti gli altri disturbi appartenenti alla classe

diagnostica dei disturbi dissociativi (DD), ovvero: l’amnesia dissociativa,

il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione, il DD con altra

specificazione e quello senza specificazione. 6

Capitolo 1: LA MALATTIA MENTALE

«Vengono ingiustamente detti “immaginari mali”

che sono invece fin troppo reali,

dato che procedono dalla nostra mente,

unico regolatore del nostro equilibrio e della nostra salute»

(Emil Cioran)

1.1. Le origini della malattia mentale –

Nei tempi antichi la malattia mentale è stata riconducibile e in

alcune culture lo è tutt’ora - alla possessione da parte di entità maggiori,

che necessitavano di essere curate mediante riti magici e pozioni. Nel

Medioevo ed anche prima erano considerate come una sorta di

maledizione divina, sovrannaturale o demoniaca, come una punizione

per i peccati commessi. Gli antichi cinesi, pertanto, supponevano che ciò

che consentiva ad uno spirito di prendere possesso di un individuo

i cimiteri) con un’elevata

fossero alcuni luoghi (come, ad esempio, carica

2

emotiva.

Già a partire dalla Mesopotamia si sente parlare di allucinazioni; i

medici ne prendevano nota assegnando a queste dei significati ben

precisi: chi vedeva una gazzella sarebbe guarito, mentre chi vedeva una

3

cane, avrebbe incontrato la morte.

2 CIBIK T., Possession and Mental Illness from a Chinese Health Care Perspective,

Oriental Medicine: 30–37

3 NEMET-NEJAT K. R., Daily Life in Ancient Mesopotamia, Greenwood Press, 1998

7

Nell’Arabia preislamica, invece, si è sentito narrare di demoni del

deserto (ǧinn) che si impossessavano delle persone con lo scopo di

impadronirsene e renderle folli. È chiaro come, secondo alcune antiche

teorie, la malattia mentale fosse considerata come il frutto di spiriti

maligni impossessati del corpo della persona, ovvero come una

condizione derivante dalla possessione dei ǧinn. I malati risultavano

aggressivi e instabili e tra i metodi di guarigione venivano identificati gli

nell’espulsione degli spiriti malvagi

esorcismi, che consistevano 4

attraverso incantesimi, recitazione di formule e riti magici.

Nell’antica Grecia si riteneva che la patologia mentale fosse il

risultato dell’influenza di spiriti malvagi, ma con Ippocrate la patologia

come il frutto di circostanze riguardanti l’individuo

mentale viene vista

stesso e non più l’influenza divina. Egli stesso parla di follia descrivendo

l’epilessia, fino a quel momento considerata una possessione. Durante il

medioevo, però, si assiste ad un dietrofront: la malattia mentale è di

nuovo considerata la conseguenza di uno spirito malefico che si è

impossessato del malato, il quale non può esser curato dalla medicina

ma necessita di maghi o sacerdoti. In questa epoca ci si concentra

prevalentemente sulla cura delle malattie (considerate soprannaturali) e

5

non sulla scoperta di cosa possa causarle.

Intanto, negli ospedali di Baghdad, si assiste ad importanti

progressi, come la nascita di reparti specifici atti ad assistere i malati di

l’esorcismo, non

mente. I medici islamici, non sanzionando

quest’ultimo come un’opzione contrapposta al

consideravano

trattamento medico e, ad eccezione delle percosse, il trattamento

consisteva in bagni, massaggi e fasciature, ma anche salassi, cauteri,

4 Dizionario di Medicina Treccani

5 PAWLOWSKI M., Dalla medicina medievale alla salute pubblica, Cambridge

Stanford Books 8

sedativi, purganti o digestivi. Utile sottolineare che gli ospedali erano in

genere riservati alle classi disagiate, in quanto i malati venivano perlopiù

6

accuditi dai propri cari nelle proprie dimore.

Nell’Europa medievale, le persone affette da disturbi mentali

vengono trattate con diversi metodi, in base alle credenze del medico cui

ci si rivolge. Vi sono medici che, fermi del fatto che forze soprannaturali

causassero tali disturbi, utilizzano preghiere, incantesimi ed esorcismi

c’è

per liberare i malati dalle loro sofferenze. Ma anche un altro

trattamento atto a scacciare gli spiriti malvagi: il trephining. Questa

tecnica, utilizzata per trattare l’epilessia, consiste nella perforazione del

cranio; si riteneva che da quel foro potessero uscire gli spiriti malvagi,

7

lasciando in pace la persona.

La concezione secondo cui le malattie psichiche deriverebbero da

possessioni si protrae fino al 600 ed il più antico trattato di psichiatria,

risalente al 1486 (il Malleus Maleficarum) descrive varie forme di

stregoneria illustrando anche molte sindromi psichiatriche, che oggi

identificheremmo come schizofrenia, isteria, epilessia, nevrosi ossessive

8

e altro.

È a partire dall’Illuminismo, però, che si inizia ad avere una visione

differente e a concepire i malati di mente come individui con ipocondria,

isteria o altri disturbi psichici, mettendo, così, da parte l’esaltazione

religiosa che riconduceva tali individui a dei posseduti. Questo

6 DOLS M. W., The origins of the islamic hospitals: myth and reality, Bulletin of the

history of medicine, 61, 1987

7 PAWLOWSKI M., Dalla medicina medievale alla salute pubblica, Cambridge

Stanford Books

8 ROSSI A., AMORE M., CARPINIELLO B., FAGIOLINI A., MAINA G., VITA A.,

Manuale di psichiatria, Edra editore, 2019 9

estremismo diviene, così, espressione di una psicopatologia, assumendo

l’accezione di una malattia somatica. 9

Sarà poi Thomae Willis a studiare la follia, approfondendola in

riferimento al sistema nervoso e catalogandola come “malattia della

testa”.

10

1.2. Le importanti scoperte

La storia della medicina ci dice che l’approccio alla malattia è

cambiato nei secoli, da società in società. Già a partire dagli antichi egizi

si parlava di malattie mentali. Nello specifico, il papiro 3024 parla di un

uomo tormentato dalla sua anima; il testo è noto come Ode del disperato

ed è un dialogo immaginario tra uno scriba stanco di vivere (che aspira

alla morte) e la sua anima; tale papiro, di fatto, rappresenta la più arcaica

11

testimonianza della depressione che sia stata trasmessa.

Vi sono diversi papiri che parlano di rimedi a specifiche malattie,

ma tra i più importanti è utile ricordare il papiro di Edwin Smith, il più

antico trattato di chirurgia che si conosca, contenente diverse patologie,

descrizioni anatomiche e trattamenti chirurgici. Si differenzia dagli altri

per diversi aspetti: si parte dalle lesioni alla testa per poi procedere verso

il basso e solo in 1 caso su 48 si ricorre alla magia. Le lesioni cerebrali

sono associate ad alterazioni funzionali di altre parti del corpo (specie gli

9 Dizionario di Medicina Treccani

10 WILLIS T., Opera omnia, Lyon, 1681

11 MINOIS G., Storia del mal di vivere. Dalla malinconia alla depressione, Edizione

Dedalo srl, Bari, 2005 10

arti inferiori). Dei 48 casi descritti nel papiro, ben 27 riguardano traumi

12

cranici.

Il papiro suddivide le fratture del cranio in spaccate, fracassate o

frammentate. Per la prima volta vengono menzionati il cervello, le

“liquido

membrane meningee e il al di sotto di esse”. Inoltre, la parte

superficiale del cervello è descritta in termini di paragone con la pellicola

e l’ondulazione che si vedono sulla superficie del rame fuso, durante la

13

fase del raffreddamento (p.276). Solo in alcuni, di tutti i casi descritti, si

raccomanda una terapia, in altri si consiglia di attendere la spontanea

guarigione del malato sottoponendolo, senza somministrare prescrizioni,

alla sua dieta abituale, mentre in altri casi ancora il chirurgo emette un

verdetto senza speranza: “condizione Vengono

da non trattare”(p.277).

inoltre descritti disturbi del linguaggio: il caso 20 parla di una ferita

all’osso temporale, presumibilmente il sinistro, facendo supporre che si

tratti della prima e nota descrizione dell’afasia, riconducendo – –

così un

14

comportamento ad una lesione cerebrale.

Un’altra importante tappa è stata segnata da Ippocrate, che non

approva la visione della malattia mentale come possessione. Per il padre

della medicina moderna l’infermità ha cause organiche o comunque

naturali e a lui va il merito di aver iniziato a classificare le malattie (acute,

croniche, endemiche ed epidemiche). Sulla sua scia, anche Galeno dà il

suo importante contributo: amplia la teoria umorale di Ippocrate, la quale

afferma che ogni essere umano ha quattro umori associati alle quattro

12 WILKINS R.H. Neurosurgical Classic XVII Journal of Neurosurgery, 21(3): 240-

244, 1964

13 ELSBERG C.A., The Edwin Smith Surgical Papyrus: And the Diagnosis and

Treatment of Injuries to the Skull and Spine 5000 Years Ago, National Library of

Medicine, 3(3):271-279

14 ELSBERG C.A., The Edwin Smith Surgical Papyrus: And the Diagnosis and

Treatment of Injuries to the Skull and Spine 5000 Years Ago, National Library of

Medicine, 3(3):271-279 11

stagioni: bile nera (autunno), bile gialla (estate), catarro (inverno) e

sangue (primavera). Per Ippocrate lo stato di salute o malattia è il risultato

dell’equilibro o del disequilibrio di questi quattro umori. Per la prima volta

15

vengono classificati i comportamenti umani.

UMORISMO TEMPERAMENTO ORGANO NATURA ELEMENTO

Bile nera Malinconico Milza Asciutto freddo Terra

Catarro Flemmatico Polmoni Bagnato freddo Acqua

Sangue Sanguigno Testa Bagnato caldo Aria

Bile gialla Collerico Cistifellea Secco caldo Fuoco

Tratto da: Dalla medicina medievale alla salute pubblica, Pawlowski M.

Questi quattro umori, se sbilanciati, danno vita a malattie

psichiche e somatiche, per cui necessitano di un certo equilibrio, così da

poter permettere alla persona di restare in salute; equilibrio che può

esser raggiunto non solo attraverso una terapia a base di erbe, diete e

pulizia, ma anche mediante altre procedure come la messa, le preghiere

16

o la musica. La musicoterapia stando ai resoconti di geografi e

viaggiatori veniva impiegata negli ospedali islamici del Medioevo, su

pazienti con disturbi psichici.

Sugli scritti di Galeno si basa Avicenna, un medico musulmano del

X secolo, il quale scrisse un trattato, il Canone della medicina, che

rappresenta una vera e propria guida che delimita i margini della malattia

e della salute, descrivendone sia le cause che i rimedi per ripristinare uno

stato di benessere, qualora si dovesse star male. Tra le cause, per

Avicenna, vi sono quelle organiche, quelle psichiche, gli umori e la loro

mutevolezza e altre ancora. Avicenna non ha basato i suoi studi

15 MENDEL Y., KAISERMANN J., PAWLOWSKI M., Storia della medicina.

Cambridge Stanford Books

16 MENDEL Y., KAISERMANN J., PAWLOWSKI M., Storia della medicina.

Cambridge Stanford Books 12

semplicemente sul trattamento dei sintomi, ma ha trattato la malattia

mentale organizzandola in base all’eziologia, ricercando continuamente

le cause dei malesseri, ponendo l’accento sulla patologia umorale. 17

Ed è proprio la melanconia (quella che Freud definirà

“depressione”) che si basa sulla teoria degli umori di Galeno e sui

temperamenti. Secondo Flashar il concetto di melanconia è strettamente

correlato con l'antica dottrina umorale e con il problema delle correlazioni

psicofisiche. Dall'esame meticoloso dei singoli passaggi del Corpus

18

Hippocraticum , Flashar ha ricavato un quadro differenziato e articolato

della condizione mentale del melanconico, che comprende non solo

tristezza e ansia, ma anche stati di forte eccitazione ed estasi. Per la

prima volta viene data una definizione di melanconia come una follia che

si basa su un delirio (il "délire exclusif" di Pinel o la "monomania" di

19

Esquirol). sempre maggiore per la scienza porta

Ed è così che l’interesse ad

un allontanamento dalle idee superstiziose e demoniache.

17 SINA I., Kitab al Qanoun fi Al Toubb Il libro del Canone della Medicina, The

Medical Press, 1593

hippocraticum : ci si riferisce all’insieme delle opere mediche, attribuite a

18 Corpus

Ippocrate

19 KOELBING H., Helmut Flashar, Melancholie und Melancholiker in den

medizinischen Theorien der Antike. 145 Seiten. Walter de Gruyter, Berlin 1966.

Broschiert DM 28,-.. Gesnerus, 27(1-2), 118-119, 1970 13

1.3. Gli alienati e i primi asili

Prima del Medioevo erano i lebbrosi ad essere emarginati, poi,

– –

sparita la lebbra, i lebbrosari divennero strutture lontane dalle città

impiegate per ospitare tutti gli esclusi ed emarginati dalla società stessa,

a prescindere che si trattasse di poveri, vagabondi o malati di mente.

Follia e folli sono i protagonisti della cultura europea di fine Medioevo,

20

rappresentando minaccia e derisione.

Alla fine del Medioevo sparisce la lebbra dal mondo occidentale.

“Sparita la lebbra, cancellato o quasi il lebbroso dalle memorie,

resteranno queste strutture” (Foucault, p.63) riutilizzate secoli più tardi

come luoghi in cui perpetuare gli stessi meccanismi di esclusione dei

precedenti lebbrosi: poveri, vagabondi ed emarginati di ogni tipo

Il 1656 è un anno importante perché è l’anno

prenderanno il loro posto.

emanato il decreto di fondazione dell’Hôpital Général di

in cui viene a seguito dell’editto reale

Parigi; tale fondazione avviene del 27 aprile

1656, emanato con lo scopo di ripulire le vie della città da ladri,

21

mendicanti e malfattori.

In quell’anno, re Luigi XIV inaugura l’ospizio di Salpêtrière, in cui

vengono dislocati tutti i ladri, i truffatori e i vagabondi parigini. La

Salpêtrière ospita quasi ottomila donne malate, alienate e delle peggiori

caste sociali, costrette a stare in condizioni igieniche pessime o in locali

22

adiacenti alle fogne, a contatto con i topi.

Scriverà più in là Esquirol, quando parlerà dell’esperienza della

follia nell’età classica: “Li ho visti nudi, coperti di stracci

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gretafalbo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Guidi Giada.
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