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Università degli Studi di Padova

Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale

Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio

Tesi di laurea triennale

Un deserto di plastica

Supervisore
Prof. Maria Cristina Lavagnolo
Studente
Nicolò Voltarel
matr. 2035492
Anno accademico 2024-2025

Dedico questo lavoro ai miei nonni, che mi hanno cresciuto raccontandomi il mondo com’era, cosicché potessi capire com’è oggi.

Desidero ringraziare in primis i miei genitori che mi hanno permesso di svolgere questo percorso supportandomi sotto ogni punto di vista e spronandomi quando c’era il bisogno. La mia fidanzata per la fiducia in me riposta e la grande forza che mi trasmette. I miei cari amici a cui sta tanto simpatica l’ingegneria delle “scoasse”. Infine, ringrazio la professoressa M. C. Lavagnolo e gli altri insegnanti dell’ambito che mi hanno ispirato a proseguire gli studi nel campo dell’ingegneria ambientale.

Indice

  • Abstract .......................................................................................................................... 7
  • 1. Introduzione ............................................................................................................. 9
  • 2. Cause dell’inquinamento nella regione MENA ..................................................... 11
    • 2.1 Inquadramento geografico delle regioni MENA e cenni geopolitici sulle nazioni coinvolte .................. 11
    • 2.2 Cause dell’inquinamento ................................................................................................................. 17
    • 2.2.1 Debolezza e disinteresse nella gestione dei rifiuti da parte delle autorità .................................. 17
    • 2.2.2 Uso massiccio di plastiche monouso ........................................................................................ 19
    • 2.2.3 Traffico e importazione di rifiuti da paesi terzi ......................................................................... 20
    • 2.2.4 Economie basate sulle importazioni ......................................................................................... 22
    • 2.2.5 Comportamenti culturali, sensibilizzazione assente e turismo ................................................... 24
    • 2.2.6 Dispersione ambientale naturale .............................................................................................. 26
    • 2.2.7 Pressione demografica localizzata ............................................................................................ 28
    • 2.3 Gli inquinanti presenti nell’ambiente desertico ................................................................................ 29
    • 2.3.1 Plastica ....................................................................................................................................... 29
    • 2.3.2 RSU ........................................................................................................................................... 31
    • 2.3.3 Rifiuti speciali ed industriali ........................................................................................................ 33
  • 3. Conseguenze dell’inquinamento .......................................................................................... 35
    • 3.1 Impatti sull’ambiente naturale ......................................................................................................... 35
    • 3.1.1 Degradazione del suolo .............................................................................................................. 35
    • 3.1.2 Inquinamento delle risorse idriche .............................................................................................. 36
    • 3.1.3 Impatti sulla fauna desertica e sugli ecosistemi .......................................................................... 37
    • 3.1.4 Danni alla vegetazione e perdita di biodiversità vegetale .............................................................. 39
    • 3.2 Impatti sull’attività antropica ................................................................................................................ 40
    • 3.2.1 Salute umana .............................................................................................................................. 40
    • 3.2.2 Lavoro ......................................................................................................................................... 42
    • 3.2.3 Vita quotidiana ........................................................................................................................... 43
  • 4. Criticità e sfide ................................................................................................................... 44
    • 4.1 Criticità tecniche e strutturali ......................................................................................................... 44
    • 4.2 Criticità socio-politiche e culturali .................................................................................................. 46
  • 5. Possibili soluzioni al problema .......................................................................................... 48
    • 5.1 Soluzioni sistemiche ........................................................................................................................ 48
    • 5.1.1 Soluzioni tecniche e ingegneristiche (principali) ......................................................................... 48
    • 5.1.2 Soluzioni politiche, legislative ed economiche (supporto) ............................................................. 52
    • 5.2 Soluzioni “in situ” ............................................................................................................................ 54
  • 6. Conclusione ..................................................................................................................... 58
  • Sitografia e bibliografia ........................................................................................................ 61

Abstract

Mentre si studia intensivamente l’inquinamento dei mari dovuto alle plastiche (macro e micro) e ad altri rifiuti solidi e non, altre aree della Terra ugualmente contaminate rimangono ancora poco osservate. Pertanto, questo elaborato presenta un report sulla situazione dell’inquinamento da plastiche, RSU e altri rifiuti solidi nell’area del Middle East and North Africa meglio conosciuta come regione MENA. Un’area particolarmente vulnerabile per caratteristiche ambientali, dinamiche socio-economiche e fragilità politico-istituzionali.

L’obiettivo è analizzare le cause del fenomeno, le conseguenze ambientali e sociali, le criticità che ne ostacolano la gestione e, infine, le possibili soluzioni, il tutto in un’ottica complessiva così da rendere il più chiaro possibili i legami causa-effetto-soluzione. Le cause principali risiedono nella debolezza e nel disinteresse nella gestione dei rifiuti da parte delle autorità, nella crescita demografica ed economica, nell’elevato consumo di plastica monouso, nella carenza di infrastrutture per la gestione dei rifiuti e nella diffusione di pratiche di smaltimento inadeguate come l’open dumping e la combustione all’aperto. La scarsità di infrastrutture idriche efficienti spinge ad un utilizzo massiccio di bevande confezionate, aumentando ulteriormente la produzione di plastica. Questi fattori hanno determinato un accumulo diffuso di rifiuti nell’ambiente desertico, aggravato dalla frammentazione delle politiche ambientali regionali che permettono oltretutto l’importazione, principalmente illegale, di rifiuti di vario genere da paesi terzi.

Le conseguenze sono significative: deserti e coste risultano contaminati, la fauna selvatica è minacciata (emblematico il caso dei dromedari negli Emirati Arabi Uniti), mentre le popolazioni locali subiscono rischi legati alle scarse condizioni igienico-sanitarie, all’acqua e all’aria inquinate dovute all’accumulo dei rifiuti e all’aumento della presenza di microplastiche. Anche turismo, agricoltura e altri settori d’impiego registrano impatti negativi.

Le criticità includono la scarsità di sistemi integrati di raccolta, di impianti di trattamento e riciclo, l’affidamento quasi esclusivo a discariche non controllate e l’assenza di recupero energetico. A ciò si sommano fattori socio-politici quali conflitti armati, corruzione e una diffusa cultura dell’“usa e getta”. L’intreccio di questi fattori ostacola l’efficacia di interventi puramente tecnico-ingegneristici e rende necessaria una prospettiva più ampia.

Le soluzioni possibili sono di stampo sistemico (di carattere “top-down”) e locale (approcci “bottom-up”). Dalle prime emergono soluzioni “da manuale” come la creazione di sistemi integrati di raccolta e selezione, il compostaggio, il potenziamento degli impianti di depurazione delle acque e degli acquedotti, la diffusione di pratiche di economia circolare e l’adozione di tecnologie di recupero energetico. Sul piano sociale, politico ed economico risultano cruciali l’introduzione di normative stringenti (inclusa la regolamentazione sulle plastiche monouso), campagne di sensibilizzazione, cooperazione tra i paesi MENA sul modello europeo e finanziamenti multilivello internazionali. Dalle seconde emergono le strategie locali: dai progetti comunitari dei raccoglitori informali alle campagne di pulizia nei deserti promosse da ONG e volontari, fino al riuso creativo dei materiali per edilizia e forniture anche nei campi profughi.

L’analisi condotta conclude che solo un approccio integrato, che combini innovazione tecnica, riforme legislative e valorizzazione delle esperienze locali, può avviare la regione MENA verso una transizione sostenibile, resiliente e duratura.

1. Introduzione

Il presente elaborato di tesi si propone di fornire uno stato dell’arte sull’inquinamento da plastiche e rifiuti solidi nelle regioni desertiche dei paesi appartenenti all’area MENA (Middle East and North Africa). La scelta dell’argomento nasce da un’esperienza personale. Visitando la famosa località turistica di Marsa Alam, situata nell’Egitto sud-orientale, affacciata sul Mar Rosso e circondata dal deserto orientale egiziano, e partecipando alle escursioni al di fuori delle aree adibite puramente al turismo, ho notato con grande rammarico che il deserto, per definizione “vuoto” (quantomeno privo di presenza antropica), non lo era affatto. Infatti, anch’esso si presentava contaminato dai rifiuti, ovunque si posasse lo sguardo si potevano notare imballaggi, bottiglie di plastica, copertoni, rifiuti urbani ed edili sparsi ovunque abbandonati dall’essere umano e successivamente trasportati e degradati dagli agenti atmosferici e dalla fauna locale.

Questo fenomeno, nonostante la sua gravità, risulta ancora poco esplorato per diverse ragioni. A livello tecnico-scientifico ed anche giornalistico, i dati a disposizione sono limitati e spesso poco affidabili poiché non verificati da fonti indipendenti. Per questo motivo l’elaborato si focalizza sul produrre una fotografia della situazione attuale e sulla proposta di possibili soluzioni.

In questa fotografia vengono ritratte innanzitutto quali sono le regioni coinvolte facenti parte dei MENA ed i paesi che le occupano. Successivamente si affrontano le cause dell’inquinamento da queste tipologie di rifiuti e la natura stessa degli inquinanti considerati. Quindi si concentra lo studio sulle conseguenze dell’inquinamento, ovvero gli impatti sull’ambiente naturale e sull’attività antropica da cui emergono le criticità dei sistemi antropici e le sfide che devono essere affrontate per far fronte a queste problematiche. Infine, si propongono le soluzioni possibili su più livelli: da un lato, interventi sistemici promossi dalle autorità governative; dall’altro, azioni e soluzioni locali adottate da comunità, associazioni e specialisti volontari operanti direttamente in quei territori.

2. Cause dell’inquinamento nella regione MENA

Prima di analizzare le cause dell’inquinamento e le caratteristiche degli inquinanti presenti, è necessario delineare il contesto geografico e geopolitico delle regioni interessate. Capire quali sono i paesi coinvolti, le loro condizioni ambientali e le dinamiche presenti è fondamentale per comprendere appieno il fenomeno. Solo dopo aver chiarito questi aspetti preliminari è possibile approfondire le cause dell’inquinamento e la natura dei rifiuti che affliggono i territori desertici dell’area MENA.

2.1 Inquadramento geografico delle regioni MENA e cenni geopolitici sulle nazioni coinvolte

L’acronimo MENA (Middle East and North Africa) indica una regione molto estesa che comprende numerosi paesi del Nord Africa e del Medio Oriente (Vicino Oriente e Penisola Arabica). La sua definizione non è univoca, varia a seconda delle fonti e del contesto di analisi. Tuttavia, è possibile inquadrare i paesi che la compongono differenziando tra i paesi comunemente inclusi e quelli inclusi più raramente.

Figura 2. Paesi della regione MENA

Nella cartina (Figura 1) sono rappresentati i paesi solitamente inclusi (in blu), quelli spesso inclusi (azzurro) e quelli inclusi meno frequentemente (celeste).

Per visualizzare meglio la dimensione e la distribuzione dei territori nei paesi MENA, si riporta una mappa politica così da evidenziare la suddivisione amministrativa dei paesi coinvolti:

Figura 3. Mappa politica della regione MENA. Elaborazione su immagini di Google Maps (2025)

Siccome l’area MENA varia leggermente in base al contesto, per avere un quadro completo si esplicitano i paesi raggruppandoli per sottoregioni:

  • Nord Africa: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto
  • Vicino Oriente: Palestina, Israele, Giordania, Libano, Siria, Iraq
  • Penisola Arabica: Arabia Saudita, Yemen, Oman, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait
  • Altri spesso inclusi: Mauritania, Sudan, Eritrea, Gibuti, Somalia, Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan

L’area MENA è caratterizzata da una forte eterogeneità degli assetti politici, che influenza direttamente la capacità dei singoli stati di fare fronte alle problematiche ambientali. Le forme di governo spaziano dalle monarchie (Arabia Saudita, Qatar, Marocco...) alle repubbliche presidenziali federali e parlamentari spesso autoritarie (Algeria, Libano, Iraq...) passando per governi transitori in contesti di guerra (Libia, Yemen, Sudan...).

Le azioni mirate alla gestione dei problemi ambientali sono perciò limitate:

  • Governi autoritari e monarchie possono promuovere progetti ambientali “top-down” (decisi dall’alto, cioè, imposti dalle autorità), mancando spesso di trasparenza e partecipazione (non viene coinvolta la popolazione).
  • Repubbliche parlamentari e federali possono tentare approcci partecipativi, ma spesso risentono della carenza di risorse, poca credibilità e scarso coordinamento.
  • Paesi in conflitto ed in transizione hanno una capacità ancora più ridotta di gestione ambientale, con gestione dei rifiuti spesso delegata ad ONG tramite progetti ambientali “bottom-up” (avviati dal basso, cioè, dalla comunità) o ad attori internazionali.

Se a questi fattori si aggiunge che la maggior parte dei paesi MENA siano PVS (paesi in via di sviluppo che sono caratterizzati da un livello di sviluppo economico inferiore a quello dei paesi sviluppati, ma che mostra un grande potenziale di crescita) si ottiene che, nel complesso, quest’area è descrivibile come caratterizzata da condizioni di fragilità ambientale, da una rapida urbanizzazione deregolamentata e da infrastrutture spesso inadeguate, specialmente nelle aree meno popolate come quelle desertiche.

Per evidenziare le caratteristiche fisiche del suolo, prevalentemente desertico e roccioso in molte aree centrali e costiere, si riporta una mappa satellitare della regione:

Figura 4. Mappa satellitare della regione MENA. Elaborazione su immagini di Google Maps (2025)

Infine, con lo scopo di chiarire di quali deserti si sta trattando si sfrutta una mappa satellitare fisica della regione:

Figura 5. Distribuzione dei principali deserti nella regione MENA. Elaborazione su immagini di Google Earth (2025)

Sono stati rappresentati i principali deserti; esistono ulteriori tratti desertici di minori dimensioni nella stessa area che assumono però rilevanza locale.

Si tratta di estensioni territoriali enormi di cui si vuole stimare la percentuale di territorio desertico rispetto all’intera area MENA. La tabella seguente riporta le superfici totali per ciascun paese comunemente incluso nell’area MENA.

Tabella 1. Estensione territoriale totale dei paesi dell’area MENA

Per stimare l'estensione desertica della regione MENA si fa riferimento a stime ufficiali che attestano questa percentuale tra il 70% (EcoMENA, 2025) e l’84% (World Bank, 2023) del territorio totale. Viene quindi utilizzata una semplice media aritmetica tra le percentuali:

84 + 70 % ≈ = 77%
2

Si sceglie di adottare questo valore come stima di riferimento dell'estensione del territorio desertico nella regione MENA. È possibile ricavare agevolmente il valore in km²:

14.797.765 ∗ 77[ ] ≈ = 11.394.279 100

Dai ragionamenti emerge che l’area geografica occupata da deserti nei paesi MENA rappresenta circa il 77% della superficie complessiva della regione ovvero che i deserti si espandono per ben 11.394.279 km² su 14.797.765 km² totali di superficie. Il dato evidenzia l’estrema vulnerabilità degli ecosistemi presenti, soggetti all’accumulo e alla dispersione incontrollate dei rifiuti solidi.

Si osservano i dati relativi alle popolazioni per descriverne la distribuzione sul territorio.

Tabella 2. Distribuzione della popolazione dei paesi dell’area MENA

La popolazione totale [mln] è riferita all’anno 2023 del quale si hanno i dati più recenti e completi (UNDESA WPP, 2024). La percentuale di popolazione urbana (World Bank, 2023) invece, indica la quantità di popolazione concentrata nelle città.

Per stimare la quota di popolazione che risiede propriamente nei deserti dell’area MENA si utilizza una proporzione. Dati utilizzati: (1) = 11.394.279 (stimato dalle fonti) = 5 /m² (Tabella 2) = 560.900.000 dove il valore D cioè “densità di popolazione nel deserto” è stato deciso basandosi sul...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lovetarel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ingegneria Sanitaria Ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Lavagnolo Maria Cristina.
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