UNIVERSITÀ DI PISA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE
Corso di Laurea Magistrale in Scienze delle pubbliche
amministrazioni
TESI DI LAUREA
Contrattualistica pubblica e digitalizzazione:
l’amministrazione in cammino
RELATRICE
Prof.ssa Giovanna Pizzanelli
CANDIDATA
Giovanna Garzillo A.A. 2022/2023
INDICE
Introduzione 3
CAPITOLO I
La digitalizzazione nel settore dei contratti pubblici: il percorso
normativo 6
1. L’Italia nel “panorama digitale” europeo 6
2. La lenta evoluzione dell’e-procurement nel quadro normativo italiano 9
2.1. L’introduzione del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione
e la disciplina delle gare telematiche 10
2.2. Le Direttive UE del 2004 e il Codice dei contratti pubblici del 2006 16
2.3. Le Direttive UE del 2014 e il Codice dei contratti pubblici del 2016 21
2.4. Il ruolo “suppletivo” della giustizia amministrativa 30
2.5. L’emergenza pandemica e il PNRR 34
CAPITOLO II
Il nuovo Codice dei contratti pubblici: la digitalizzazione tra principi
e procedure 41
1. I principi dell’amministrazione digitale e il ciclo di vita digitale
dei contratti pubblici 42
2. L’e-procurement 49
2.1. La Banca dati nazionale dei contratti pubblici 51
1
2.2. Il Fascicolo virtuale dell’operatore economico 54
2.3. Le piattaforme di approvvigionamento digitale 56
3. I requisiti tecnici e le modalità di certificazione delle piattaforme di
approvvigionamento digitale: le regole tecniche dell’Agenzia per l’Italia
Digitale 58
4. Il ricorso agli automatismi nel ciclo di vita dei contratti pubblici 64
CAPITOLO III
La digitalizzazione dei contratti pubblici e le prospettive future
della pubblica amministrazione 73
1. La digitalizzazione dei contratti pubblici come antidoto alla
maladministration 74
2. Il ruolo della cybersecurity 82
3. Accessibilità e trasparenza 86
4. Verso la riduzione del contenzioso 95
5. Nodi e ostacoli 99
Conclusioni 104
Bibliografia 107
2
Introduzione
«Presidente, cosa succederà il primo gennaio?»
«Saremo di fronte a un Big bang per un settore strategico del Paese, passiamo
1
dalla carta al digitale, una piccola ma essenziale rivoluzione» .
“Una piccola ma essenziale rivoluzione”, così il Presidente dell’Autorità
Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, rispondendo alla domanda di un
giornalista, definisce la digitalizzazione degli appalti come un evento
imprescindibile, cruciale quanto benefico per il sistema della contrattualistica
pubblica.
È fissata al 1° gennaio 2024 la data di avvio della digitalizzazione dei contratti
pubblici prevista dal Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36, il nuovo Codice dei
contratti pubblici in attuazione dell’art. 1 della Legge 21 giugno 2022, n. 78, recante
“Delega al Governo in materia di contratti pubblici”. Al di là delle innovazioni
tecnologiche promosse dalla nuova disciplina, l’aspetto più rilevante risiede nel
fatto che per la prima volta il legislatore ha scelto di dedicare ben 18 articoli
(un’intera Parte, la Seconda del Libro Primo) alla “Digitalizzazione del ciclo di vita
dei contratti”, a conferma dell’importanza del tema nel contesto dell’ordinamento
interno e sovranazionale.
Del resto, la digitalizzazione dei contratti pubblici è uno dei punti chiave delle
vigenti Direttive UE in materia di appalti e concessioni e del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza.
1 Intervista al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, Il sole 24 ore, 20
ottobre 2023, consultabile sul sito ufficiale dell’ANAC al seguente link:
https://www.anticorruzione.it/documents/91439/10546906/Il+Sole+24+Ore+-+20.10.2023+-
+Intervista+Busia.pdf/b65b7d27-eb62-b956-5c9c-c734297e0c11?t=1697806300577.
3
Gli appalti pubblici rivestono un ruolo significativo nelle economie degli Stati
2
Membri contribuendo a generare oltre il 16% del PIL dell’Unione Europea e,
considerando la necessità di stimolare le economie nazionali, la digitalizzazione nel
settore degli appalti rappresenta un mezzo per aiutare le amministrazioni dei Paesi
membri a erogare servizi in modo più efficiente, affidabile e sicuro.
Secondo la Commissione Europea, la digitalizzazione degli appalti elettronici può
semplificare e rendere meno onerosi i contratti, beneficiandone sia le
amministrazioni aggiudicatrici che le imprese. Non solo, tali pratiche
contribuiscono anche ad aumentare la trasparenza e a facilitare l’accesso alle gare,
nell’obiettivo di incrementare il numero di offerenti e ottenere prezzi più
3
vantaggiosi .
Nell’ambito dinamico delle pratiche contrattuali pubbliche, l’evoluzione digitale
rappresenta un fondamentale catalizzatore di trasformazione nei contesti
amministrativi, influenzando profondamente la gestione e l’esecuzione dei contratti
pubblici. Così, il nuovo Codice, abbracciando le logiche e gli obiettivi di sviluppo
e modernizzazione delineati nel Next Generation EU e, di conseguenza, nel PNRR,
poggia le basi su due elementi fondamentali: innovazione e digitalizzazione.
La finalità della presente tesi è esplorare il percorso normativo seguito dal
legislatore nella stesura del nuovo Codice dei contratti pubblici, con particolare
attenzione all’analisi degli aspetti innovativi che sono stati introdotti dalla recente
disciplina introdotta dal D.Lgs. n. 36/2023. Al contempo, la tesi offre un’analisi
prospettica delle future direzioni e delle sfide cruciali che si delineano per
l’amministrazione pubblica in questo significativo percorso di cambiamento.
Il primo capitolo delinea il ruolo dell’Italia nel “panorama digitale” europeo,
tracciando l’evoluzione storica dell’e-procurement all’interno del quadro
normativo italiano. L’analisi comprende le seguenti fasi chiave: dalla creazione del
2 Dato consultabile sul sito del Parlamento Europeo al seguente link:
https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/34/contratti-di-pubblico-
appalto#:~:text=Obiettivi,%25%20del%20PIL%20dell’Unione.
3 Corte dei Conti Europea, Analisi 04/2023: Digitalizzazione della gestione dei fondi dell’UE,
scaricabile al seguente link: https://www.eca.europa.eu/ECAPublications/RV-2023-04/RV-2023-
04_IT.pdf. 4
Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione e le prime gare telematiche,
alle Direttive UE del 2004 e del 2014 e si conclude con un approfondimento sul
ruolo della giustizia amministrativa e degli impatti provocati dalla recente
emergenza pandemica, con particolare attenzione rivolta al Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (d’ora in poi, PNRR) che ha dato impulso alle novità introdotte
nel nuovo Codice degli appalti.
Nel secondo capitolo l’attenzione si sposta sugli elementi chiave introdotti dalla
nuova disciplina legati alla digitalizzazione tra cui i principi dell’amministrazione
digitale, il ciclo di vita digitale dei contratti pubblici e l’infrastruttura dedicata all’e-
procurement. Particolare rilievo è dato alle disposizioni tecniche dell’Agenzia per
l’Italia Digitale, alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici, al Fascicolo
virtuale dell’operatore economico e alle piattaforme di approvvigionamento
digitale.
Il terzo capitolo si concentra sulle prospettive future dell’amministrazione alla luce
della digitalizzazione dei contratti pubblici, considerando la digitalizzazione come
rimedio contro la maladministration, esaminando il ruolo della cybersecurity,
valutando gli aspetti legati al regime di trasparenza e al rinnovato diritto di accesso,
nonché esplorando come la digitalizzazione possa contribuire alla riduzione del
contenzioso. Il capitolo si conclude con un’analisi dei nodi e degli ostacoli che
potrebbero emergere durante il suddetto processo di transizione digitale.
In conclusione, la tesi mira a fornire una panoramica completa e approfondita sulla
digitalizzazione nel settore dei contratti pubblici in Italia, con uno sguardo attento
alle prospettive future e alle sfide che l’amministrazione pubblica è chiamata ad
affrontare in un’epoca in cui le dinamiche della società e dell’economia sono
sempre più interconnesse e influenzate dalla rivoluzione digitale.
5
CAPITOLO I
La digitalizzazione nel settore dei contratti pubblici
Nel panorama contemporaneo della pubblica amministrazione, la
digitalizzazione si configura come un elemento cardine per la trasformazione e
l’innovazione dei processi, con particolare riferimento al cruciale settore dei
contratti pubblici. La crescente adozione delle tecnologie digitali promette di
rivoluzionare le pratiche amministrative, offrendo opportunità uniche per
migliorare l’efficienza, la trasparenza e la responsabilità nell’affidamento e
nell’esecuzione dei contratti.
Dopo aver delineato l’attuale posizione dell’Italia rispetto agli altri Paesi membri
dell’Unione Europea in termini di avanzamento digitale e tecnologico, il presente
capitolo esplorerà il percorso normativo della digitalizzazione nel contesto dei
contratti pubblici culminato con l’adozione del nuovo Codice, il Decreto
Legislativo 31 marzo 2023, n. 36.
1. L’Italia nel panorama digitale europeo 4
Gli ultimi risultati del Digital Economy and Society Index (DESI)
pubblicati nel 2022 dalla Commissione Europea collocano l’Italia al 18° posto fra i
27 Stati membri per livello di digitalizzazione complessiva; sebbene abbia
guadagnato due posizioni rispetto all’anno precedente, l’Italia è ancora lontana dai
Paesi a lei simili per caratteristiche dimensionali e socio-economiche (come ad
esempio, Spagna, Francia e Germania).
4 Il Digital Economy and Society Index (DESI) è un indice introdotto dalla Commissione Europea
nel 2014 e le relazioni si basano principalmente sui dati dell’anno precedente per monitorare i
progressi digitali compiuti dagli Stati membri. L’indice è il risultato di diversi indicatori raccolti in
quattro dimensioni principali: il capitale umano, la connettività, l’integrazione delle tecnologie
digitali e i servizi pubblici digitali – quest’ultimo, nello specifico, misura la digitalizzazione della
Pubblica Amministrazione. 6
5
La relazione DESI non manca comunque di sottolineare come, durante la
pandemia di COVID-19, gli Stati membri abbiano compiuto progressi nei loro
sforzi di digitalizzazione, ma continuino a lottare per colmare le lacune nelle
competenze digitali, nella trasformazione digitale delle Piccole Medie Imprese e
nell’introduzione di reti 5G avanzate.
Come ampiamente noto, il Consiglio Europeo, al fine di sostenere le economie degli
Stati membri colpiti dalla pandemia, nel luglio del 2020 ha approvato il fondo Next
6
Generation EU del valore di 750 miliardi di euro . L’accesso alle risorse del fondo,
previa valutazione tecnica della Commissione Europea e successiva approvazione
da parte del Consiglio Europeo, è stato subordinato alla presentazione, da parte di
ogni Stato Membro, di un piano (Recovery and Resilience Plan) contenente un
pacchetto coerente di riforme ed investimenti per il periodo 2021-2026; tuttavia,
una delle clausole poste dall’Unione prevedeva che almeno il 20% della spesa
complessiva fosse destinato agli investimenti digitali.
La digitalizzazione, quindi, riveste un ruolo di primo piano ed è considerata uno
degli assi portanti per il rilancio degli Stati membri a seguito della pandemia.
L’Italia ha avuto accesso al fondo a partire dal 13 luglio 2021, grazie
all’approvazione del PNRR presentato dal Governo. Tale circostanza ha
rappresentato un’occasione imperdibile di sviluppo per il Paese, che già prima
dell’avvento della crisi sanitaria versava in una condizione di fragilità dal punto di
vista economico, sociale ed ambientale, senz’altro maggiore rispetto agli altri Paesi
avanzati europei.
Tra le cause del deludente andamento della produttività, evidenzia il PNNR, vi è
stata l’incapacità di cogliere le molte opportunità legate alla rivoluzione digitale tra
cui una mancanza di infrastrutture adeguate, una struttura del tessuto produttivo,
caratterizzato da una prevalenza di piccole e medie imprese, che sono state spesso
lente nell’adottare nuove tecnologie e muoversi verso produzioni a più alto valore
5 La relazione DESI 2022 è scaricabile dal sito ufficiale della Commissione Europea al seguente
link: https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/desi.
6 L’importo espresso equivale ai prezzi del 2018 mentre attualmente equivale a 806,9 miliardi; dato
ufficiale del sito dell’Unione Europea https://next-generation-eu.europa.eu/index.it.
7
aggiunto, una scarsa familiarità con le tecnologie digitali anche nel settore pubblico.
Questi ritardi sono stati in parte legati al calo degli investimenti pubblici e privati
che hanno rallentato i necessari processi di modernizzazione della pubblica
amministrazione, delle infrastrutture e delle filiere produttive e, per altra parte,
generati dalla relativa lentezza nella realizzazione di alcune riforme strutturali, tra
cui, la semplificazione in materia di contratti pubblici.
Il settore degli appalti in passato è stato più volte al centro del dibattito pubblico:
nel 2020 l’Autorità Nazionale Anticorruzione (di seguito, ANAC) aveva sollevato
perplessità circa i periodici provvedimenti e le misure che venivano adottati con
l’obiettivo di snellire il sistema degli appalti pubblici. Numerose disposizioni,
anche in recepimento delle direttive comunitarie o di superamento di procedure di
infrazione, che non sempre fra di loro sono state adeguatamente coordinate,
avevano messo in evidenza una continua oscillazione del legislatore, ora nel
tentativo di ridurre le regole da applicare, ora di bilanciare la maggiore
discrezionalità concessa imponendo ulteriori vincoli all’attività amministrativa o
più stringenti obblighi di trasparenza.
Nel suggerire le linee strategiche di intervento del futuro, l’ANAC già allora
proponeva di muoversi verso una prospettiva organica e di lungo periodo incentrata
su due perni principali: la digitalizzazione e la professionalizzazione degli
7
acquirenti pubblici .
A seguito dell’esplosione dell’emergenza pandemica, è stata registrata una
significativa accelerazione nel processo di digitalizzazione del settore degli appalti
pubblici che ha trovato la propria origine nelle restrizioni imposte per arginare la
diffusione del virus e negli ingenti investimenti economici previsti con il PNRR. La
pandemia, infatti, oltre ad aver aumentato la sensibilità digitale del Paese, ha reso
evidente sia la fattibilità, sia i vantaggi della gestione delle procedure da remoto
attraverso strumenti telematici, generando molteplici interventi normativi che si
sono susseguiti per dare attuazione al processo di trasformazione digitale degli
7 Autorità Nazionale Anticorruzione, Strategie e azioni per l’effettiva semplificazione e trasparenza
nei contratti pubblici attraverso la completa digitalizzazione: le proposte dell’Autorità, 27 maggio
2020. 8
appalti pubblici. Del resto, nell’ambito del PNRR l’e-procurement è stato
individuato come uno strumento fondamentale per semplificare la legislazione in
materia di contratti pubblici, promuovere la concorrenza e garantire la puntuale
8
realizzazione degli investimenti ivi previsti .
In aderenza agli obiettivi del Piano di «definire le modalità per digitalizzare le
procedure per tutti gli appalti pubblici e concessioni e definire i requisiti di
9
interoperabilità e interconnettività» , con la Legge 21 giugno 2022, n. 78, recante
“Delega al Governo in materia di contratti pubblici”, il Parlamento ha delineato i
principi e i criteri direttivi in tema di digitalizzazione nell’adozione da parte del
Governo di uno o più decreti legislativi.
L’attività del Governo è terminata quest’anno con l’approvazione del Decreto
legislativo 31 marzo 2023, n. 36 recante “Codice dei contratti pubblici in attuazione
dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in
materia di contratti pubblici”, in cui per la prima volta viene dedicata un’intera
sezione del Codice – la Parte II – alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti
pubblici.
2. La lenta evoluzione dell’e-procurement nel quadro normativo italiano
La digitalizzazione del ciclo dei contratti pubblici, è evidente, non nasce dal
nulla, ma nel contesto di una vorticosa transizione digitale che riguarda l’intero
consorzio umano e che ha cambiato le abitudini e reso obsoleti determinati
10
strumenti a disposizione della pubblica amministrazione .
Nei paragrafi successivi saranno analizzate le tappe fondamentali di questa
evoluzione, le innovazioni tecnologiche e le risposte normative che hanno reso
possibile la digitalizzazione della contrattualistica pubblica.
8 P. Clarizia, La digitalizzazione dei contratti pubblici: lo stato dell’arte, in Giornale di diritto
amministrativo n. 2/2022, p. 277.
9 Milestone M1C1-70 del PNRR.
10 F. Tallaro, La digitalizzazione del ciclo dei contratti pubblici, approfondimento del Consiglio di
Stato pubblicato sul portale giustizia-amministrativa.it, 2023.
9
2.1. L’introduzione del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione e
la disciplina delle gare telematiche
Le prime applicazioni di gare telematiche nel nostro ordinamento risalgono
11
al D.P.R. n. 101 del 2002 , con il quale è stato istituito il Mercato Elettronico della
12
Pubblica Amministrazione (d’ora in poi, MEPA) , il cui sviluppo e gestione sono
stati affidati alla Concessionaria Servizi Informativi Pubblici - CO
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