LEZIONE 1 Introduzione al corso
Il diritto internazionale si rivolge ai soggetti che hanno personalità giuridica
internazionale e soggettività giuridica di diritto internazionale: Stati e
Organizzazioni Internazionali (no civili, no imprese, essi possono solo rivolgersi al
governo e spronarlo ad agire, anche se poi essi sono toccati in primis dalle decisioni
del diritto internazionale) sono i soggetti del diritto internazionale con piena
capacità di agire, sono i destinatari della norma.
Il diritto fornisce delle regole di condotta: diritti e doveri in capo ai membri di una
determinata comunità. “as a person of
Definizione di Stato: nella Convenzione Montevideo del 1934
international law should possess the following qualifications: a permanent population,
a defined territory, a government, the capacity to enter into relations with the other
States”.
Sovranità statale: può essere declinata in diversi ambiti e ha vari attributi propri solo
dello Stato (territoriali, militare, normativa, giudiziaria, monetaria, fiscale, economica o
commerciale).
Misura ablativa: misura in cui lo Stato ha sottratto al privato la titolarità del bene
(es. per costruzione diga espropria terre ai privati e se ne assume la proprietà). È un
provvedimento di esproprio.
Nazionalizzazione: sono più provvedimenti
di esproprio. Stato nazionalizza imprese
private che producono un determinato bene
(es. energia elettrica) e diventa l’unico a
esercitare quella attività economica.
Rapporto tra diritto internazionale e diritto
nazionale: Stato obbligato a modificare o
creare il proprio diritto interno in conformità
con gli obblighi di diritto internazionale (se fa
parte dei vari trattati internazionali).
Organizzazioni internazionali: sono enti frutto dalla volontà degli Stati, quindi sono
enti derivati, sono create dagli Stati stessi. Sono enti inter-governativi (composti dai
governi degli Stati). Cooperano con gli Stati e quest’ultimi a volte cedono parte delle
loro attribuzioni sovrane per creare OI dotate di personalità giuridica internazionale
(quando parlano le Nazioni Unite, parlano le NU non i singoli stati membri mentre
invece quando c’è comunicato finale di un G7 esso è un comunicato degli stati del G7
perché esso è privo di personalità giuridica internazionale).
Le OI sono persone di diritto internazionale perché possono essere centri di
imputazione di norme internazionale e in più possono agire per la tutela della norma
internazionale a loro destinata. Non tutte le OI sono dotate di soggettività giudica
internazionale ma solo quelle OI a cui è stato affidato (dagli Stati) il mandato di
intervenire in determinati ambiti di cooperazione in maniera indipendente facendo
valere i diritti assegnatele.
Vi sono diverse tipologie di OI: a vocazione universale (UN, WTO, IMF) o regionale
(EU, OAS, AU) e possono avere un mandato ampio (UN) o più specifico (WTO) oppure
uno tecnico (WHO=OMS, WIPO).
Formazione delle norme internazionali: la creazione delle norme di diritto
internazionale è frutto di un processo differente rispetto alla creazione delle norme di
diritto interno perché esse devono regolare la condotta di enti sovrani. La comunità
internazionale, avendo una struttura orizzontale e non gerarchica, non ha la classica
struttura piramidale gerarchica statale affinché possa venire ad esistenza una
norma internazionale occorre il consenso degli Stati, non esiste un’autorità superiore
che imponga la norma internazionale.
Le fonti del diritto internazionale (fonti = norme in grado di vincolare) sono
all’Articolo 38 dello Statuto della Corte internazionale di
composite e fanno riferimento
Giustizia: atti unilaterali da parte degli stati, atti unilaterali assunti dalle OI, risoluzioni
del SC delle UN, norme consuetudinarie o pattizie.
“1. La Corte, cui è affidata la missione di regolare conformemente al diritto internazionale le
divergenze che le sono sottoposte, applica:
a. le convenzioni internazionali (i trattati), generali o speciali, che istituiscono delle regole
espressamente riconosciute dagli Stati in lite;
b. la consuetudine internazionale che attesta una pratica generale accettata come diritto
(diuturnitas e opinio iure sive necessitatis);
c. i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili;
d. con riserva della disposizione dell’articolo 59, le decisioni giudiziarie e la dottrina degli
autori più autorevoli delle varie nazioni, come mezzi ausiliari per determinare le norme
giuridiche.
2. La presente disposizione non pregiudica la facoltà della Corte di statuire ex aequo et bono se
le parti vi consentono”
N.B. la norma consuetudinaria impone un comportamento erga omnes, ossia ha
effetto nei confronti di tutti gli stati, mentre la norma pattizia limita la propria efficacia
obbligatoria verso quegli stati che hanno ratificato il trattato. La maggior parte del
diritto internazionale dell’economia è rappresentato da norme di origine pattizia.
LEZIONE 2
Tipi di norme
Norme cogenti, obbligatorie (consuetudinarie e pattizie)
Norme di soft law: non hanno effetto obbligatorio ma hanno effetto di liceità.
Regola di condotta, derivanti dall’esistenza di trattati non ancora in vigore,
risoluzioni non vincolanti delle UN (es. alcune risoluzioni del General Assembly
delle UN) atti emanati da conferenze internazionali che di per sé non sono
cogenti ma sono più di un mero proclama politico.
International minimum standard of protection lo straniero è “colui che è sito
sul territorio di uno stato senza esserne cittadino”. Per gli stati, in generale, vige il
principio di libertà per quanto concerne lo stabilire le regole per l’acquisizione della
cittadinanza, sia nell’ammettere sia nell’espellere gli stranieri. ius sanguinis
Di solito i criteri usati dagli stati per assegnare la cittadinanza sono
ius soli
(cittadinanza genitori), (nascita su territorio). In Italia vige lo ius sanguinis
perché l’interesse dello stato italiano è sempre stato quello di mantenere un controllo
e un legame con i milioni di italiani che nel corso dei decenni sono emigrati. Mentre
invece negli USA, terre solitarie ai tempi, il loro interesse economico era quello
opposto ossia quello di creare subito dei legami con gli immigrati che arrivavano, ius
soli lo stato decide, in base ai suoi interessi soprattutto economici, che metodo
utilizzare.
In generale, è opportuno ricordare l’esistenza della Convenzione di Ginevra sui
Rifugiati del 1951, la quale prevede particolari garanzie per i rifugiati, definiti come
“colore che fuggono dalla persecuzione risultando privi di protezione dallo stato di
cittadinanza, residenza o provenienza”.
Sebbene lo stato abbia questo principio di libertà sull’ammissione, una volta ammesso
lo straniero gode di uno standard minimo di protezione: sicurezza fisica, contro atti
arbitrati purtroppo ha contorni non definiti questo standard, il quale si è evoluto in
relazione alla protezione dei diritti umani fondamentali.
L’investitore straniero che va in un altro paese deve quindi ricevere questo minimum
standard of protection.
Istituto protezione diplomatica i diritti dello stato di proteggere i suoi cittadini
lesi da un atto contrario al diritto internazionale commesso da un altro stato e che nel
fare ciò lo stato afferma un suo diritto, vale a dire quello di assicurare il rispetto delle
fictio
norme di diritto internazionale. È un diritto che appartiene allo stato è una
iuris la cui ratio si rinviene in relazione alla mancanza di personalità giuridica
internazionale dell’individuo: non potendo questo agire a livello internazionale nei
confronti degli stati stranieri (a eccezione di alcuni casi) lo stato di cittadinanza è
legittimato a intervenire a sua tutela. Pertanto, l’intervento è discrezionale in capo allo
stato ed è una scelta che deve prendere con cautela anche perché se stato interviene
si possono rovinare i rapporti che intercorrono tra i due stati: stato può reagire con atti
di inamicizia come ritirare la propria delegazione nel paese in questione, o imporre un
embargo, dazi, congelare conti correnti dei cittadini stranieri.
Vedi caso Regeni con Egitto.
Condizioni per l’esercizio della protezione diplomatica: cittadinanza e previo
esaurimento ricorsi interni (diniego di giustizia): esempio famiglia Regeni può
interpellare i tribunali egiziani chiedendo giustizia e se questi non rispondo c’è allora
diniego di giustizia e lo stato (Italia) può decidere di intervenire in protezione
diplomatica.
Cittadinanza
Il diritto internazionale rinvia alla normativa interna degli stati non esistendo regole di
diritto internazionale in materia di costituzione delle società private.
ius soli/sanguinis
Persone fisiche: diversi criteri assegnati a livello nazionale:
Persone giuridiche: la regola si fonda assegnando la nazionalità del paese in base al
place of incorporation (=luogo di
cui ordinamento la società è stata costituita:
costituzione) , ossia il paese dove società è stata costituita ed esso si vede nello
statuto di impresa che viene pubblicato nel registro delle imprese, spesso luogo di
costituzione coincide con la sede legale ma non sempre. Per alcune norme si richiede,
sede del consiglio di amministrazione
oltre la sede legale, anche la della società.
Il management di una società (ossia il consiglio di amministrazione) gestisce il
business e assume le decisioni, e dietro il management ci sono gli azionisti di controllo
la cui funzione è quella di nominare i managers (es. Famiglia Agnelli Marchionne).
Diritto internazionale consuetudinario: criterio formalistico ossia la nazionalità di
Barcelona
una società viene decisa in base al luogo di costituzione (vs siège social):
Traction, società di diritto canadese il cui diritto di controllo è in mano belga, Light and
Power Company, 1970 B. Traction viene dichiarata fallita dagli spagnoli e chiedono
al governo di agire in protezione diplomatica ma Canada rifiuta. Gli azionisti chiedono
a CIG un parere, può agire in azione di protezione diplomatica solo la Spagna o anche
il Belgio? La CIG da risposta negativa proprio a causa della natura formalistica del
diritto internazionale. CIG privilegia il criterio formale, e quindi dice che può agire in
protezione diplomatica solo lo stato in cui si è completato il procedimento costitutivo
della società.
Il progetto di convenzione sulla protezione diplomatica, dopo aver enunciato la
regola generale secondo cui una persona giuridica=società ha la nazionalità del
paese in base al cui ordinamento è stata costituita, ne attenua la portata
affermando che se la società lesa è controllata dai cittadini di un altro stato
(Canada), non svolge attività commerciali sostanziali sul territorio dello stato di
costituzione (Spagna) e l’amministrazione della stessa così come il suo controllo
finanziario sono collocati in un altro paese (Belgio), quest’ultimo sarà
considerato come lo stato di nazionalità ai fini della protezione diplomatica
proposta che punta sul criterio sostanziale anche se per il sistema di diritto
internazionale ancora non vale perché ciò che conta è ancora solo il criterio
formalistico.
Stato che ospita investitore straniero, quindi, deve proteggere la sua persona, i suoi
beni o i suoi investimenti attraverso lo strumento del diritto internazionale della
protezione diplomatica (uso della forza armata quasi sempre vietato).
Codici sugli investimenti stranieri
Sono codici per attrarre FDI (IDE) propensione a investimento su base duratura, chi
investe vuole diventare imprenditore. È un investimento diretto, è un’attività
economica di impresa all’estero: l’investitore non si limita a fare lo speculatore
finanziario comprando azioni che poi rivende ma vuole fare attività d’impresa, vuole
fare rischio d’impresa. Attività d’impresa come attività finalizzate a produzione di beni
(stabilimento produttivo), di servizi finanziari (esempi, produzione ed estrazione di
petrolio, investimento che fornisce acqua potabile o che fornisce tecnologia internet).
[ Il diritto internazionale interviene per FDI, non per i propri investitori interni o per
attività di portafoglio. ]
Normative nazionali adottate da ciascun paese allo scopo di attrarre capitali
stranieri, specie da parte dei paesi in via di sviluppo in cui la relativa instabilità
politica non costituisce un ambiente particolarmente attrattivo, mediante la
concessione di:
Cospicui inventivi/esenzioni fiscali;
Sussidi alla produzione (garanzie finanziarie e/o riduzione costo del lavoro)
Sostegno infrastrutturale;
Garanzie di approvvigionamento energetico;
Manleve su impatto aziendale (incentivo del dumping ambientale);
Contratti con più che favorevoli condizioni commerciali, etc
Perché stati così desiderosi ad incentivare afflusso di capitali stranieri, ad attrarre FDI?
Se sono un paese in via di sviluppo e non ho competenze e materiali per svilupparmi
devo attrarre sul mio territorio chi ne ha (Cina negli ultimi anni ha acquisito le
competenze ma non le aveva prima). FDI non consente solo incremento a livello
occupazionale, ma anche tutto il resto del tessuto economico del paese: FDI riescono a
creare delle competenze, del know how, consentono avanzamenti tecnologici.
Un investitore che vuole investire all’estero ha dei timori e dei rischi:
Rischio sovrano/rischio regolatorio (investimento viene espropriato o stato
cambia la legislazione, legislazione che magari aveva incentivato l’investitore a
investire proprio in quel paese)
Protezione del bene e delle persone
Rispetto accordi/contratti (non vengono più pagati per i termini pattuiti)
Mutamento della legge applicabile (vedi Codice sugli investimenti)
Provvedimento ablativo: nazionalizzazione o esproprio
Tutela giurisdizionale: legata al concetto di diniego di giustizia dipende dai
tribunali, da come viene esercitata la giustizia e applicato il diritto nello stato in
questione.
Stato può proteggere il suo interesse nazionale anche quando l’investimento non è
ancora stato fatto, impedendo all’investitore di entrare in quell’attività economica nel
proprio territorio. Altrimenti lo fa quando l’investimento è già in essere, e lo fa
espropriandolo.
Provvedimenti di esproprio o di nazionalizzazione: diretto o indiretto, c.d.
creeping expropriation è una lenta e progressiva invasione da parte dello stato di
uno o più diritti di proprietà di un investitore straniero che diminuisce il valore del suo
investimento anche se, formalmente, il titolare dell’investimento rimane l’investitore.
Provvedimenti ablativi (take over measure): provvedimenti di esproprio lecito per il
diritto internazionale a condizione che:
Sia posto in essere per salvaguardare un interesse pubblico
o Non sia discriminatorio
o Sia corrisposto un indennizzo (compensation)
o
LEZIONE 3
Quantum dell’indennizzo da dare all’investitore che subisce un esproprio. Vi sono 2
posizioni contrapposte: Dottrina Hull appoggiata dai paesi storicamente esportatori di
capitale e Dottrina Calvo appoggiata dai paesi storicamente importatori di capitali (gli
interessi in gioco sono diversi).
La Dottrina Hull è stata dichiarata in un carteggio degli anni 30 che vedeva
contrapposti USA e Messico (in quegli anni in Messico vi era un massiccio piano di
nazionalizzazione ed espropri soprattutto nei confronti di imprese usa) e in questo
caso il segretario di stato Hull prevede un indennizzo imposto dal diritto internazionale
consuetudinario che sia effective (in moneta accettata nei pagamenti internazionali),
prompt (ossia elargito in breve tempo) adeguate (risarcito non solo danno emergente
ma anche il lucro cessante).
Esempio risarcimento ad Eni in Egitto: devi risarcire sia i soldi che ho speso per far
partire l’investimento ma anche il mancato guadagno, ossia il mancato profitto a cui
Eni avrebbe avuto diritto nella vigenza ventennale del contratto.
A volte capita che l’impresa non ha dei contratti, e quindi si va a guardare il bilancio
per calcolare l’ammontare dell’indennizzo: si fa un book value, una valutazione del
valore della società espropriata che deve essere risarcito basato sui conti sociali. A
volte il bilancio non è sufficiente: a bilancio non viene iscritto il valore di un marchio di
cui la società è titolare quando in realtà è la cosa che importa di più e con più valore.
Esempio contenzioso Australia vs. Philip Morris contro sigarette, Australia espropria il
marchio Fare una ricognizione di quant’è il danno subito dall’investitore può non
essere semplice e deve essere un’indagine diversificata a seconda di ciò che è stato
espropriato e a seconda di quant’è il valore della società e il suo mancato profitto.
Caso società petrolifera e Kuwait: aveva un contratto di 90 anni di estrazione
petrolifera concessa dal governo del Kuwait. Per il Kuwait pagare la società francese un
indennizzo pari al mancato profitto dei prossimi 60 anni era molto oneroso mentre
invece per la società francese era vantaggioso dato che avrebbe ottenuto subito tutto
in una volta l’ammontare del guadagno dei prossimi 60 anni (ora nessuno fa più
contratti così a lungo termine). Soprattutto negli anni 50/60 gli assets delle ex colonie
erano in mano straniera, con condizione economiche di favore nei confronti delle
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Contrattualistica pubblica e digitalizzazione: l’amministrazione in cammino
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